I comunisti ucraini non vogliono che il paese sia diretto dall’ambasciata Usa
Agenzia “Xinhua”, 26 settembre 2003
ripresa dal sito www.kprf.ru
Il Comitato Centrale del Partito Comunista di Ucraina esprime
“profonda preoccupazione e turbamento” in relazione al fatto che “i più alti
funzionari diplomatici USA in Ucraina si arroghino il diritto di ingerirsi
negli affari interni dello stato ucraino indipendente”.
“In tal modo, non solo violano il principio internazionale della non ingerenza
negli affari interni di uno stato sovrano e della considerazione delle nostre
leggi nazionali, ma anche semplicemente dimostrano una palese mancanza di
rispetto nei confronti del popolo di Ucraina e del nostro stato”, si afferma
nel comunicato del CC del PCU.
“Questa volta, nella sua conferenza-stampa a Kiev, l’ambasciatore USA in
Ucraina John Cherbst ha stabilito ciò che è nel nostro interesse e ciò che non
lo è”. Sarebbe dunque nell’interesse dell’Ucraina “non creare complicazioni
all’alleanza euroatlantica”, mentre nei confronti dello “Spazio Economico
Unico” (SEU) (tra Russia, Ucraina,
Bielorussia e Kazakhstan, nota del traduttore) “occorrerebbe esaminare attentamente le conseguenze di simili
passi”. Sono le affermazioni dell’ambasciatore citate nel documento del CC del
PCU.
I comunisti ucraini sottolineano che “il popolo e lo stato ucraini sono in
grado di definire autonomamente le loro priorità, di decidere le proprie
azioni”. “L’Ucraina ha una propria storia e proprie tradizioni, propri
rappresentanti legali per l’espressione della volontà e la definizione degli
interessi statali. L’Ucraina è un soggetto di diritto internazionale, padrone a
casa propria. Occorre ribadirlo”, si sottolinea nel comunicato.
Traduzione dal russo
di Mauro Gemma