da http://www.kprf.ru
Ivan Melnikov sui risultati elettorali in Ucraina
Un commento del vicepresidente del Partito Comunista della Federazione Russa
1 novembre 2004
La situazione in Ucraina dopo il primo turno elettorale è molto
complicata. Ma non me la sentirei di affermare categoricamente che la società è
divisa esattamente a metà. Se si ricorda quanto era basso il rating di Viktor
Janukovic ancora all’inizio dell’anno, l’eccellente risultato ottenuto ora
testimonia della crescita della consapevolezza tra l’opinione pubblica. La
fiducia manifestata nei confronti di Janukovic è il segno che un numero sempre
crescente di cittadini comprende che, nella fase attuale, in cui fondi
occidentali stanno finanziando in modo enorme un progetto di divisione del
paese, l’Ucraina ha più che mai bisogno di stabilità politica. All’Ucraina è
necessaria l’indipendenza delle autorità da forze esterne e lo sviluppo di
processi di integrazione reciprocamente vantaggiosi con la Russia, la Bielorussia
e gli altri vicini. Mi sento di affermare che da ciò deriva la crescita di
fiducia verso il primo ministro.
Lo spettro del “grande fratello”, della cui presenza i sostenitori delle forze
nazionaliste cercano di convincere i cittadini, è solo un mito. Sebbene il
fratello sia grande, ha così tanti problemi interni, che non è certo in grado
di esercitare qualsivoglia pressione sull’Ucraina e di imporle le proprie
condizioni. Ecco perché è possibile risolvere i problemi comuni in modo
solidale e reciprocamente vantaggioso. Penso che, se Viktor Janukovic riuscisse
a far penetrare più incisivamente questa convinzione tra i cittadini
dell’Ucraina, la sua affermazione sarebbe ancora più vistosa.
Naturalmente, non posso che esprimere rammarico per il risultato ottenuto dal
Partito Comunista di Ucraina di Piotr Simonenko. Dal punto di vista della
nostra ideologia, dei nostri obiettivi, della nostra lotta comune per la
giustizia sociale, questo non rappresenta certo il risultato su cui contavano i
comunisti. Ma penso che tale risultato abbia una sua spiegazione. Innanzitutto,
gli elettori che questa volta non hanno attribuito il loro voto al candidato
comunista, hanno ragionato in modo pragmatico. Essi hanno compreso che solo il
provvisorio sostegno a Janukovic in questa fase, è in grado di offrire maggiori
possibilità di vittoria a un candidato comunista in futuro. E sono convinto che
non un solo voto, tra quelli persi da Simonenko, sia andato a Juschenko.
Per quanto riguarda gli elettori che hanno votato per Aleksandr Moroz (Partito Socialista),alcuni ritengono che, nel caso Moroz appoggi Juschenko per il secondo
turno, anch’essi possano fare la stessa cosa. Ma l’elettorato di Moroz è un
elettorato particolare che potrebbe non recarsi al voto, proprio per non dover
scegliere tra Janukovic e Juschenko. E una sua parte, in quanto portatrice di
valori di sinistra, potrebbe comportarsi come si sono comportati al primo turno
molti degli elettori comunisti.
Traduzione dal russo di Mauro Gemma