L’Occidente ha mostrato il suo vero volto alla Russia
di Oleg Leonov, vicedirettore dell’agenzia “RBC daily”
http://www.rbcdaily.ru/editor_col/index.shtml?2004/11/25/31334/
25 novembre 2004
Esattamente a poche ore dall’inizio del vertice Russia-UE, che si sta svolgendo
in questo momento, i leader dei paesi europei hanno scoperto le loro carte.
Alludendo al fatto che i risultati delle elezioni in Ucraina devono essere
rivisti, e che la Russia non deve partecipare al regolamento della situazione
rivoluzionaria nel paese vicino, hanno stilato una dichiarazione ufficiale
dell’Unione Europea, per la quale “le elezioni in Ucraina non possono essere
considerate democratiche e rispondenti agli standard internazionali, mentre le
autorità ucraine devono esaminare tutti i reclami relativi alla campagna
elettorale e ai risultati, ed eliminare tutte le anomalie rilevate dagli
osservatori internazionali”. Identica posizione in merito alle elezioni in
Ucraina è stata espressa dal Dipartimento di stato USA. Il suo responsabile
Colin Powell ha dichiarato ufficialmente che Washington non riconosce i
risultati delle ultime elezioni in Ucraina.
Si può far notare che tali dichiarazioni di tale durezza non erano mai state
rilasciate in Occidente. Esse non tengono in alcuna considerazione le minime
cautele diplomatiche. Le elezioni non hanno alcuna legittimità, occorre
cambiare i risultati, in Ucraina bisogna assolutamente FARE (maiuscolo nel testo originale) ciò.
Ciò in qualche modo ricorda l’aggressione della NATO contro la Jugoslavia alla
fine degli anni ’90. Inoltre, se è concesso, dopo l’ultimatum fascista alla
Polonia nel settembre 1939, richieste simili non furono rivolte a un paese così
grande come l’Ucraina e con una popolazione di diverse decine di milioni di
abitanti. Era tanto che l’Occidente non si spingeva così lontano nell’
“autosmascheramento”, attraverso il discredito dei propri dogmi sulla libertà e
la democrazia.
E’ rilevante che tutto ciò avvenga sullo sfondo di un esplicito schieramento
con l’Occidente dell’oppositore Viktor Juschenko, dimostrato dall’intervista
che il canale “Euronews”, portavoce dell’Unione Europea, ha mandato in onda per
l’intera giornata, mentre il massimo rappresentante dell’Unione Europea per le
questioni della politica estera e la sicurezza Solana concedeva un’audizione
telefonica al leader ucraino. I politici e i “media” occidentali simpatizzanti
per Juschenko all’unisono lo presentano come eroico combattente contro
l’imperialismo russo. “Se la democrazia in Ucraina dovesse soccombere (leggi,
Juschenko perde), ciò significherebbe che le vedute imperiali della Russia
trionferebbero”, - ha dichiarato Zbignew Brzezinskij, noto russofobo e stratega
della frantumazione della Russia, che in più di un’occasione si è augurato
avvenga presto. Il concorrente di Juschenko, Viktor Janukovic, si capisce che
non venga mostrato da nessuna parte. Sembrerebbe quasi che si sia spostato al
Cremlino e che di lui a Kiev non vi sia neppure l’ombra. Inoltre, riprendendo i
discorsi di Juschenko, i “media” occidentali comunicano che corpi speciali
russi sarebbero nella capitale dell’Ucraina, allo scopo di sottomettere gli
ucraini al giogo imperiale.
Ma l’Ucraina non è la Georgia. L’avvento al potere di Juschenko non è oggi così
sicuro come sembrava alcune settimane fa. Sono sorti alcuni imprevisti: ad
esempio il presidente Leonid Kuchma, che per dieci anni ha deliziato
l’Occidente di discorsi sulla necessità dell’integrazione dell’Ucraina nella
comunità “civilizzata”, improvvisamente ha mostrato i tratti del leader, dando
prova di una certa indipendenza. Lo spettacolo alla fine potrebbe rivelarsi un
fallimento. Il fiasco dello spettacolo potrebbe a breve allontanare l’Ucraina
dall’Occidente, dal momento che l’attuale elite è stata ormai investita dall’
“anatema” di Washington e Bruxelles. E ciò potrebbe significare che Kiev
avrebbe bisogno di riavvicinarsi alla Russia. E se russi e ucraini
ricominciassero a lavorare insieme, sarebbe alquanto complesso retrocedere. In
una simile situazione non resta altro che minacciare le autorità ucraine con
ferocissimi ultimatum.
Traduzione dal russo di Mauro Gemma