“La battaglia per L’Ucraina e’ fondamentale per l’opposizione all’egemonia mondiale degli USA”
Intervista di Mikhail Trofimov a Selimkhan Mutzoyev
www.uralpolit.ru in
http://www.iraq-war.ru/tiki-read_article.php?articleId=32126
Per quanto riguarda la posizione di Putin in merito alle elezioni ucraine, a
mio avviso, il presidente ragiona secondo categorie corrette, globali. Il suo obiettivo fondamentale è il rafforzamento della
partnership economico-strategica con l’Europa. Ma che l’Europa oggi
non sia politicamente omogenea, lo ha dimostrato l’Iraq. Francia e Germania si
sono apertamente opposte all’occupazione americana, mentre contemporaneamente
verso le azioni USA è venuto un “caldo sostegno” dalla Gran Bretagna, che ormai
da molti anni rappresenta un avamposto della politica USA in Europa.
In tal modo, oggi in Europa è operante un’opposizione all’egemonia degli USA rappresentata
da Russia, Francia e Germania. La battaglia per l’Ucraina è importantissima in
questo contesto. O noi siamo disposti a tollerare come fatto normale un
focolaio di instabilità e, di conseguenza, un regime filo-americano in uno dei
paesi europei più importanti, quale è a mio parere l’Ucraina. Oppure
conserviamo un sicuro alleato geopolitico, orientato verso la Russia e l’unione
degli stati slavi. Non si dimentichi anche che attraverso l’Ucraina transitano
petrolio e gas, che oggi garantiscono l’esistenza della maggior parte degli
abitanti dell’Europa. La vittoria di un regime filo-americano in Ucraina
renderebbe possibile la conquista di una “leva” di influenza economica in
Europa.
Nella CSI tutti gli stati si trovano ora di fronte a due scelte: o tornare al progetto eurasiatico o aderire alla NATO.
E in ogni stato postsovietico esistono sia tendenze filo-moscovite
(eurasiatiche), che anti-moscovite (filo-americane).
Già all’inizio degli anni ’90, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Zbignew Brzezinski ha affermato che la perdita dell’Ucraina per la Russia non rappresenterebbe solo un accadimento di centrale importanza geopolitica, ma il catalizzatore geopolitico dei processi di dissoluzione della Russia.
Nel momento in cui l’Ucraina dovesse uscire dallo spazio eurasiatico, sorgerebbero molti problemi. Il problema della Crimea, il problema della popolazione russofona, il problema dei dazi doganali e dei pagamenti per le forniture energetiche, il problema dell’ “autocefalia” della chiesa ucraina (il riferimento è al conflitto che contrappone, nell’ambito della chiesa ortodossa, il Patriarcato di Mosca a quello di Kiev, nota del traduttore), ecc.
Diventati due stati diversi, Russia e Ucraina si troverebbero su barricate contrapposte. L’Ucraina assumerebbe il ruolo di “cordone sanitario”, diventando un avamposto della NATO.
D. Quali saranno, a suo avviso, gli sviluppi delle relazioni tra Russia e USA nel corso della crisi ucraina?
R. Dirò le cose essenziali: la Russia assumerà un rilievo sempre più significativo nei giochi della politica internazionale. La vittoria nella “guerra fredda” e, in seguito, il tentativo di annientare la Russia negli ultimi 15 anni, tutto ciò oggi deve confrontarsi con la resistenza dell’attuale dirigenza politica del nostro paese. E’ comprensibile che tutto ciò non piaccia agli USA.
D. E che riflessi avranno sulla politica interna della Russia gli avvenimenti in Ucraina?
R. Oggi la situazione ricorda il periodo della guerra civile 1918-1922. L’ intervento internazionale è oggi altrettanto aggressivo. Solo i metodi cambiano: al posto dell’ingerenza militare, si fa affidamento su strumenti politici per la presa del potere. Come allora ci sono nemici interni, rappresentati oggi dai liberali, che hanno in odio la Russia e che agiscono nell’interesse delle potenze occidentali. Putin deve combattere su due fronti: difendere gli interessi geopolitici della Russia in politica estera e battersi contro la reazione interna. Le riforme del sistema politico, che ha cominciato ad introdurre Putin, hanno un unico scopo: rafforzare il ruolo dello stato russo, ripulendolo dai corrotti e dalla criminalità. Con una situazione di instabilità all’interno del paese, non potremo mai influenzare la politica estera. Il segnale della giustezza delle riforme di Putin è rappresentato dalla reazione negativa dell’Occidente. Le attuali elite russe non dovrebbero temere le nuove riforme. Tutti riceveranno in base ai propri meriti. Io non nutro alcun dubbio che i governatori efficienti dal punto di vista dei risultati economici, che godono di autorità tra la popolazione, manterranno il proprio posto. La stessa cosa riguarda i deputati. Le riforme ci permetteranno di sbarazzarci della spazzatura politica. Converrete che un uomo eletto con i soldi di altri, è costretto a maneggiare e a far rendere questi soldi, e questo è il suo compito essenziale nel periodo del suo mandato. E’ un uomo dipendente, a cui manca il senso del patriottismo e della responsabilità nei confronti del popolo.
Oggi i rappresentanti della reazione – Unione delle forze di destra e “Mela” –
sono esclusi dal sistema parlamentare del paese. Non è proprio il caso di
attribuire la responsabilità del loro insuccesso alle azioni
dell’amministrazione del Cremlino. Il loro
crollo è molto più semplicemente da attribuire alla reazione dei russi a un
decennio di umiliazioni, al collasso di riforme economiche realizzate in modo
incompetente, che hanno spinto il paese in una condizione di crisi permanente,
alla perdita di orgoglio nazionale e di rispetto verso il nostro grande
passato. E’ da attribuire alla resistenza al “zapadnicestvo” (occidentalismo), considerato un fenomeno
negativo, estraneo alla Russia. Gli abitanti della Russia
dimenticheranno i signori Javlinskij, Nemtzov e gli altri avventurieri della
politica, alla stregua di un brutto sogno. Comprendendo ciò, i liberali cercano
adesso di esportare le proprie idee tra i nostri vicini. Capiscono ciò anche i tecnici della propaganda
politica del Dipartimento di Stato USA, che invitano Nemtzov a partecipare alla
“rivoluzione arancione” in Ucraina, dove si esibisce in sortite circa
l’esistenza di un’ “unione di cechisti e recidivi”. No, non esiste una simile
unione, signor Nemtzov. Ne esiste un’altra. L’unione dei popoli slavi fratelli,
Russia e Ucraina, che esiste ormai da secoli e che esisterà in eterno, a
dispetto degli sforzi di tutti i nostri nemici.
Traduzione dal russo di Mauro Gemma