da Rebelion - 09.12.04 -
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=8528
Ucraina: Il prezzo del potere popolare
Da «The Guardian»
Traducido para Rebelión
por Germán Leyens
Le proteste in Ucraina seguono un modello occidentale stabilito negli anni 80.
Io lo so, sono stato un agente della guerra fredda.
Il Potere Popolare sta per ottenere un altro trionfo dei valori occidentali in
Ucraina. Durante gli ultimi 15 anni, il vecchio blocco sovietico ha vissuto
periodici sommovimenti politici che hanno molto dei racconti fiabeschi. Queste
favole moderne cominciano sempre con un lieto fine. Ma che cosa succede alla
gente una volta che si è imposto il Potere Popolare?
Le manifestazioni di piazza in Ucraina sono presentate come una battaglia tra
il popolo e le strutture di potere dell’era sovietica. Il ruolo delle agenzie
occidentali dell’era della guerra fredda è un tabù. In realtà ficca il naso nel
finanziamento dello splendido carnevale di Kiev, e le grida di rabbia
dimostrano che è stato toccato un punto nevralgico nel Nuovo Ordine Mondiale.
Ogni politica costa, e le scene multimediali trasmesse quotidianamente da Kiev
costano molto. Potrà avere vinto l’economia di mercato, ma se Milton Friedman
ricordasse a quelli che ricevono cibo e bibite gratuite nella Piazza
dell’Indipendenza che niente nella vita è "gratis", senza dubbio lo
stigmatizzerebbero come stalinista. Pochi si domandano casa si aspettano quelli
che pagano per il Potere Popolare in cambio del patrocinio di tutti i concerti
rock. (..)
Possiamo trovare i nomi di fondazioni come la Fondazione Nazionale per la
Democrazia USA, (NED), ed una miriade di supplenti che finanziano il movimento
«Pora» di Ucraina o i media «indipendenti». (..)
Durante tutti gli anni 80, prima delle rivoluzioni di velluto del 1989, un
piccolo esercito di volontari e, siamo sinceri, spie, cooperarono per spingere
quello che si trasformò nel Potere Popolare. Una rete di fondazioni ed opere di
beneficenza incrociate apparvero dal nulla per organizzare la logistica del
bonifico di milioni di dollari ai dissidenti. Il denaro provenne soprattutto
dagli stati della NATO e da alleati occulti come la "neutrale"
Svezia.
È vero che ogni centesimo ricevuto dai dissidenti non provenne dai
contribuenti. Il miliardario statunitense, George Soros, istituì la Fondazione
della Società Aperta. È difficile da verificare quanto, perché Mr. Soros
promuove la trasparenza per tutti, meno che per se stesso.
Engels disse che non vedeva contraddizione alcuna, tra guadagnare di mattina un
milione nella borsa valori e spenderlo di pomeriggio nella rivoluzione. I
nostri moderni rivoluzionari del mercato stanno investendo in quel tipo di
processo. Gente che è loro obbligata per gratitudine, arriva al potere per
privatizzare.
La risacca del Potere Popolare è una terapia d’urto. Ogni moltitudine viene
venduta come una visione multimediale della prosperità euro-atlantica,
attraverso media "indipendenti" finanziati dall’Occidente. Nessuno
menziona la massiccia disoccupazione, l’aumento del crimine organizzato, la prostituzione
ed i tassi di mortalità in continua ascesa.
Nel 1989, i nostri servizi di sicurezza perfezionarono un modello ideale come
meccanismo per cambiare i regimi, utilizzando spesso autentici volontari. Il
dispiacere per il modo in cui gli stati comunisti restringevano le vite della
gente mi portò al lavoro clandestino, ma la mia delusione venne quando vidi il
massiccio impoverimento ed il cinico opportunismo degli anni 90.
Negli anni 80, i nostri media presentarono i dissidenti di Praga come accademici
altruistici che erano stati ridotti in povertà per i loro principi, quando in
realtà ricevevano borse di studio di 600 dollari al mese. Ora stanno in prima
fila della nuova classe dirigente euro-atlantica. La benefattrice trasandata
che sembrava tanto affezionata ad assicurare che ogni centesimo del suo denaro
"caritatevole" arrivasse ad un bisognoso, è ora un’intermediaria per
investitori nei nostri vecchi campi d’attività.
Convertiti in cinici, i personaggi dissidenti che malversarono il denaro per finanziare,
diciamo, un hotel sui monti Buddha, hanno fatto meno danno di quelli che
lanciarono corse politico-mediatiche. In Polonia, Agorà, l’impero mediatico
dell’ex-dissidente Adam Michnik (che ora vale 400 milioni) partì dal mondo
clandestino di Solidarnos, finanziato dalla CIA negli anni 80. Ora i suoi
giornali appoggiano la guerra in Iraq, nonostante la sua immensa impopolarità
tra i polacchi.
Nel frattempo, tanto i lavoratori dei cantieri navali che fondarono Solidarnos
nel 1980, come i minatori di Kolubara in Serbia, che proclamarono che la loro
città era "la Gdansk della Serbia" nell’ottobre del 2000, ora hanno
un sacco di tempo per leggere del loro ruolo nella storia.
Il Potere Popolare ha più a che fare con chiusure che con la creazione di una nuova
società. Chiude fabbriche ma, peggio ancora, le menti. I suoi propugnatori
esigono un libero mercato in tutto, salvo nell’opinione. L’ideologia attuale
del Nuovo Ordine Mondiale, sostenuta da molti che non sono altro che comunisti
rinnegati, è il mercato-leninismo, la combinazione di un modello economico
dogmatico con metodi machiavellici per afferrare le leve del potere. L’unica
superpotenza attuale utilizza le sue antiche armi della guerra fredda, non
contro regimi totalitari, bensì contro governi di cui Washington si è stancata.
Alleati fastidiosi come Shevardnadze in Georgia, che faceva tutto quello che
Washington voleva, ma dimenticarono la saggezza del satirico sovietico Ilf:
“non importa quanto ami il Partito. ciò che importa è se il Partito ama te.” La
Georgia è, evidentemente, una connessione nella catena d’oleodotti che portano
petrolio e gas centroasiatico al territorio della NATO attraverso l’Ucraina
È meglio che i governanti di quei paesi facciano attenzione. Cinquanta anni fa,
Zbigniew Brzezinski argomentò che la politica della purga “permanente” era
tipica del comunismo sovietico. Ma ora è sempre disponibile quando si tenta di
esigere che il Potere Popolare abbatta il favorito di ieri a beneficio di un
nuovo “riformatore”.
L'espressione «Potere Popolare» è stata coniata nel 1986, quando Washington
decise che Ferdinand Marcos doveva andare via. Ma furono gli eventi in Iran nel
1953 quelli che stabilirono il modello. A quel tempo, denaro anglo-statunitense
agitò moltitudini contrarie a Mossadeq affinché esigessero la restaurazione
dello Shah. Il corrispondente del New York Times annunciò con la grancassa la
vittoria del popolo sul comunismo, ma la CIA, oltre a 50.000 dollari, aveva
dato ai capi del golpe anche il testo della dichiarazione contro Mossadeq.
Sarà che la versione ufficiale del Potere Popolare maneggia la verità allo
stesso modo?
Mark Almond è professore universitario di storia moderna in Oriel College,
Oxford
mpalmond@aol.com
traduzione dallo spagnolo di FR