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da http://www.vitrenko.org


La minaccia della dittatura neofascista in Ucraina

 

Risoluzione del C.C. del Partito Progressista Socialista di Ucraina

 

12 dicembre 2004

 

Il Comitato Centrale del Partito Progressista Socialista di Ucraina (PPSU), dopo aver analizzato la situazione venutasi a creare in Ucraina, ritiene indispensabile mettere in guardia il popolo dell’Ucraina rispetto alle minacce di una dittatura neofascista filo-americana, nel caso venga portato a compimento il colpo di stato e la conquista con la forza da parte di Viktor Juschenko della carica di presidente dell’Ucraina. Il Partito Progressista Socialista di Ucraina ha sempre avvertito il nostro popolo della crisi inevitabile che sarebbe derivata dalla politica delle riforme suggerite dal Fondo Monetario Internazionale.

Il plenum del C.C. del PPSU condivide i giudizi contenuti nella relazione della Presidentessa del partito Natalja Vitrenko a proposito del colpo di stato in Ucraina, realizzato il 2 dicembre 2004, e ritiene che:

 

1) Viktor Janukovic ha ottenuto la vittoria nelle elezioni presidenziali ucraine del 2004 e che la conferma di tale vittoria da parte della Commissione elettorale centrale è conforme alla legge.

 

2) La vittoria di Viktor Janukovic non è gradita agli USA, all’Europa Occidentale e al potere in Ucraina, guidato dal presidente Kuchma e che si trova di fatto in una condizione di dipendenza dagli USA. Gli Stati Uniti d’America non vogliono cambiamenti della politica di riforme in Ucraina, temendo di perderla come appendice di materie prime e mercato di sbocco delle proprie merci e di forza lavoro a basso costo. Essi temono che l’Ucraina torni ad essere uno stato potente dal punto di vista economico. E, la cosa più importante, temono i processi di integrazione tra Ucraina, Russia e Bielorussia.

Nel processo di lotta per il dominio mondiale, gli Stati Uniti d’America devono dividere i popoli slavi, separare l’Ucraina dalla Russia e dalla Bielorussia.

I loro piani possono realizzarsi attraverso la presidenza di Viktor Juschenko.

 

3) Gli scenari allestiti in Ucraina presentano impressionanti analogie con quelli realizzatisi in Jugoslavia e Georgia.

Ciò si attua con l’aiuto di gente prezzolata e manipolata, e per raggiungere lo scopo prefissato sono state investite somme colossali. Gli esperti americani di tecnologie politiche hanno indirizzato il malcontento della gente non contro Kuchma e Juschenko, promotori delle riforme, ma contro Janukovic che, con azioni concrete, ha cominciato a cambiare tale politica. L’obiettivo di questo trucco politico è quello di mantenere il corso delle riforme e il regime antipopolare nel paese. Ecco la ragione per cui sono state investite somme così ingenti. E questi soldi non provengono da fondi elettorali, ma da strutture segrete (e, di conseguenza, criminali) e da finanziatori stranieri fuorilegge. Manovrando questi soldi, i mercenari eseguono tutti gli ordini dei loro padroni. E’ in questo modo che in Ucraina stanno prendendo il potere i sostenitori degli USA. E dire che i mezzi di informazione di massa presentano queste azioni come una lotta del popolo per elezioni oneste.

La democrazia per soldi è la dittatura dei mercenari, non la libera espressione della volontà dei cittadini. Le manifestazioni prezzolate sono uno strumento per la conquista del potere da parte dei politici che finanziano queste piazze. E’ il meccanismo di realizzazione del colpo di stato con il sostegno di una folla manipolata e prezzolata. In questo momento nel mondo è emerso lo scandalo del finanziamento da parte degli Stati Uniti d’America del putsch arancione in Ucraina. Ora negli USA si elevano le proteste per la concessione di milioni di dollari allo scopo di portare Viktor Juschenko alla presidenza dell’Ucraina. Già adesso si parla della cifra di 65 milioni di dollari.

 

4) La squadra di Juschenko per conquistare la presidenza ha fatto uso di metodi inammissibili in uno stato di diritto civile. La lotta è stata condotta spargendo menzogne spudorate. In assenza di una decisione della Commissione elettorale centrale e della Corte Suprema dell’Ucraina, attraverso gli strumenti di comunicazione di massa, l’OSCE e l’Amministrazione USA hanno cercato di convincere la società che violazioni del tutto marginali, avvenute nel corso della campagna elettorale (che sempre ci sono state in tutti i paesi) rappresentavano una falsificazione massiccia delle elezioni da parte di Viktor Janukovic e della sua squadra. Mentendo, hanno proclamato vincitore Juschenko, facendolo persino giurare.

E’ proprio attraverso l’utilizzo di tali menzogne che hanno riunito centinaia di migliaia di persone, le quali hanno paralizzato Kiev e il lavoro degli organi del potere statale. Attraverso il ricatto, le minacce, la pressione psicologica e politica, questa gente ha cominciato a pretendere dal presidente dell’Ucraina, dalla Rada suprema, dalla Corte suprema che queste menzogne venissero confermate ufficialmente.

Pressione politica veniva ugualmente esercitata sulle strutture del potere da parte dell’OSCE, del Parlamento Europeo e dell’Amministrazione USA.

 

5) Sostegno politico e giuridico al colpo di stato è venuto anche dal presidente dell’Ucraina Leonid Kuchma, dal presidente della Rada suprema Vladimir Litvin e dalla Corte suprema dell’Ucraina.

Nel paese non sono state imposte le norme della legge, ma i ricatti della piazza.

Il parlamento dell’Ucraina, con la sua risoluzione del 27 novembre 2004, è uscito dai limiti dei suoi poteri costituzionali e, attribuendosi illegalmente le prerogative della Corte suprema dell’Ucraina, ha dichiarato non valide le elezioni e ha sfiduciato la Commissione elettorale centrale.

Questa decisione politica, assunta dai deputati, è stata presa a vantaggio di Viktor Juschenko sotto la minaccia della folla manipolata e prezzolata. Essa è stata seguita dalle risoluzioni incostituzionali della Corte suprema, che ha cambiato i risultati elettorali, e dal presidente Kuchma, che ha eletto una nuova Commissione elettorale centrale e ha costretto alle dimissioni il Procuratore generale dell’Ucraina.

E’ naturale che tali decisioni abbiano ricevuto l’applauso dei mandanti del colpo di stato arancione e dei padroni del potere e dell’opposizione ucraini, vale a dire gli USA, l’Unione Europea e l’OSCE.

Con l’approvazione di tale decisione e con la riforma costituzionale che in realtà non cambia alcunché, la Rada suprema dell’Ucraina ha dimostrato di essere il parlamento del tradimento della nazione. Il parlamento si è unito al presidente Kuchma nelle azioni punitive nei confronti del vincitore delle elezioni presidenziali Viktor Janukovic.

La Rada suprema e il presidente dell’Ucraina hanno dimostrato di essere dipendenti dall’Occidente, voltando le spalle alla Russia, alla Bielorussia, alla Cina, all’Armenia, all’Azerbaigian, i paesi che si sono apertamente congratulati con Viktor Janukovic per la vittoria.

Di conseguenza, anche i partiti politici, che hanno votato le richieste di “Nostra Ucraina”, hanno dimostrato di essere sotto controllo degli Stati Uniti d’America. Vergognoso in questo contesto appare il ruolo dei comunisti ucraini che, invece di lottare contro il fascismo montante, si sono dimostrati di fatto suoi complici. Si è poi definitivamente smascherato Aleksandr Moroz (leader del Partito Socialista di Ucraina, nota del traduttore) quale difensore della borghesia compradora, portatrice degli interessi USA in Ucraina.

Il Partito Progressista Socialista di Ucraina sa molto bene perché si stia punendo politicamente il vincitore delle elezioni presidenziali Viktor Janukovic. E anche perché oggi i “media” più importanti abbiano promosso una così massiccia campagna di intossicazione della coscienza di massa. Sono loro che conducono una politica di attacchi e discredito nei confronti di Viktor Janukovic e di appoggio ed esaltazione di Viktor Juschenko e del colpo di stato arancione.

Il compito affidato al potere ucraino è quello di preservare la politica di riforme avviata nel 1992. E ciò significa: vendere la terra, legare l’Ucraina alla NATO, conservare la struttura di fornitrice di materie prime e di forza lavoro a basso costo dell’Ucraina, attuare l’ “ucrainizzazione” forzata e la cattolicizzazione del paese, imporre sanità ed istruzione a pagamento, privare di diritti i sindacati, mantenendo la totale immunità dei deputati e l’assoggettamento degli organi della magistratura.

Noi comprendiamo bene che il continuatore di tali riforme, vale a dire dei processi di colonizzazione dell’Ucraina da parte degli Stati Uniti d’America, è Viktor Juschenko. Il PPSU si è sempre battuto contro tali riforme e chi le promuoveva.

Viktor Janukovic si è presentato come un’alternativa al potere e alla politica di proseguimento delle riforme. Egli ha cominciato ad operare per innalzare il livello della produzione materiale, per risolvere i problemi sociali e ha fatto passi incontro alla Russia, alla Bielorussia, al Kazakhstan. Egli si è dichiarato per la rimozione dell’impunità per i deputati, per l’introduzione di organi legali scelti dalla popolazione, per salari adeguati, per la risoluzione del problema dello status della lingua russa, per l’innalzamento del ruolo delle regioni e per la neutralità dell’Ucraina. La sua posizione non poteva certo essere gradita agli USA, che, attraverso i loro vassalli nel paese, hanno privato Janukovic della vittoria.

 

Il plenum del Comitato Centrale del PPSU dichiara che il nostro partito si batterà coerentemente per il cambiamento della politica delle riforme, per l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione tra Russia e Bielorussia, perché non venga permessa la colonizzazione dell’Ucraina da parte degli Stati Uniti d’America e non venga instaurata la dittatura fascista. Il partito fa appello a tutte le forze progressiste della società perché si uniscano in un Forum di rinascita nazionale che non consenta l’affermazione della dittatura fascista nel nostro paese e che garantisca la rinascita dell’Ucraina quale stato di diritto, equo e sociale.

Il PPSU mette in guardia il popolo dell’Ucraina dalle menzognere affermazioni della squadra di Juschenko sulla democrazia e la lotta contro il potere banditesco. Esse in realtà nascondono l’avanzata della dittatura neofascista con il suo seguito di inevitabili repressioni politiche e punizioni di coloro che la pensano diversamente, le cui avvisaglie abbiamo tutti avvertito nel putsch arancione.

 

Noi ci rivolgiamo a tutti coloro che credono a Viktor Juschenko: non lasciatevi manipolare!

 

Voi sapete bene che, con le stesse modalità di tipo americano, è stata annientata la Jugoslavia, che oggi non esiste più sulla carta del mondo. Allo stesso modo è avvenuta la conquista del potere in Georgia, che oggi si trova in una situazione di guerra civile e dissoluzione. Anche in Iraq avete le prove della democrazia all’americana. E’ una democrazia fondata sul sangue. L’Iraq è occupato e vive sotto l’amministrazione americana. Più di 100.000 civili sono stati uccisi da questa democrazia e libertà.

 

Sappiate che vi stanno trascinando a compiere un terribile delitto nei confronti del vostro paese, della memoria dei vostri predecessori, del futuro dei vostri figli e nipoti.

Riflettete a fondo! Non trasformatevi in uno strumento delle marionette americane!

 

Battendosi per l’integrità territoriale e l’indipendenza dell’Ucraina e contro il colpo di stato fascista, il PPSU rinnova il suo sostegno a Viktor Janukovic e invita tutte le forze politiche, le organizzazioni sociali, tutti gli uomini di buona volontà a riunirsi attorno a Viktor Janukovic per non consentire il putsch neofascista in Ucraina.

 

Tutti alle elezioni del 26 dicembre!

 

Non un solo voto per Juschenko!

 

Tutti per Viktor Fiodorovic Janukovic!

 

IL COMITATO CENTRALE DEL

PARTITO PROGRESSISTA SOCIALISTA DI UCRAINA

 

Traduzione dal russo di Mauro Gemma