da Il manifesto - 22 dicembre 2004 - http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/22-Dicembre-2004/art73.html
In Ucraina il dollaro va alle
elezioni
Gli aiuti Usa a Kiev dirottati sui movimenti
pro-Yushchenko. La denuncia del Ny Times
Il congresso indaga Due deputati americani hanno sollevato
la questione a Capitol Hill. Negli ultimi due anni Washington ha fornito a Kiev
«aiuti» per 194 milioni di dollari
Manlio Dinucci
«Dollari per la democrazia? Contestato l'aiuto Usa
all'Ucraina»: così titolava ieri The
New York Times. A sollevare la questione sono stati due membri del
Congresso, il democratico Towns e il repubblicano Paul: «Gran parte del denaro
dell'aiuto statunitense all'Ucraina è stato usato, attraverso organizzazioni
non governative, per sostenere un particolare candidato, Viktor Yushchenko».
Negli ultimi due anni gli Usa hanno fornito all'Ucraina «aiuti» per 194 milioni
di dollari, 58 dei quali ufficialmente destinati alla «promozione della
democrazia». Con tale denaro, è stata finanziata una serie di progetti portati
avanti da organizzazioni non governative. Basta andare nei loro siti per
documentarsi su tali attività. L'«Istituto per le comunità sostenibili», la cui
sede centrale è nel Vermont (Usa), ha ricevuto dal governo federale un
contratto da 11 milioni di dollari per promuovere in Ucraina una «rete di
azione dei cittadini».
Con tali fondi, cui si aggiungono quelli forniti da singoli
donatori e fondazioni private, sono stati finanziati diversi corsi di
formazione di attivisti ucraini: si insegna loro, ad esempio, come promuovere
azioni rivendicative contro il governo e quali tecniche di comunicazione usare
per convincere la gente. Molta attenzione viene posta sull'informazione e la
comunicazione: lo conferma il fatto che la stessa ambasciata Usa a Kiev ha
istituito uno speciale fondo destinato allo «sviluppo di media liberi e
indipendenti in Ucraina». Agli imprenditori mediatici e ai giornalisti «indipendenti»
vengono offerti finanziamenti e corsi di specializzazione.
Un'altra organizzazione non governativa statunitense,
finanziata con milioni di dollari per la «promozione della democrazia» in
Ucraina, è la «Casa della libertà». Essa ha ingaggiato come istruttore degli
attivisti ucraini Aleksander Maric, leader di un gruppo giovanile serbo che
partecipò all'azione per rovesciare il governo Milosevic. Lo stesso Maric, il
20 dicembre, ha spiegato a «Radio Europa Libera» come lui e altri specialisti
hanno formato gli attivisti ucraini: «Li abbiamo addestrati a mettere su
un'organizzazione, a come creare un logo, un simbolo, un messaggio chiave; li
abbiamo addestrati a identificare le principali debolezze della società e i
problemi più pressanti della gente». Anche il colore simbolo della «rivoluzione
arancione» è stato scelto in base a questo metodo «scientifico».
Non c'è quindi da stupirsi se, pochi giorni prima della nuova
tornata elettorale del 26 dicembre, un membro del Congresso degli Stati uniti,
il democratico Towns, denuncia il fatto che in Ucraina «contrattisti del
governo Usa hanno contribuito a istigare la sollevazione popolare nel giorno
delle elezioni».