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“L’Ucraina ha ricevuto il governo più filo-occidentale della sua storia”


Intervista a Kirill Frolov, responsabile per l’Ucraina dell’ “Istituto dei paesi della CSI”

http://www.apn.ru

4 febbraio 2005

 

Chi sono e cosa vogliono i ministri del nuovo governo ucraino. L’intervista è apparsa nel sito dell’ “Istituto di strategia nazionale” di Mosca.

 

 

D. Un suo commento alla composizione del nuovo Consiglio dei ministri dell’Ucraina?

 

R. I personaggi che compongono il nuovo governo dell’Ucraina parlano da soli. L’Ucraina ha ricevuto il governo più filo-occidentale della sua storia. E’ un governo composto da sostenitori non solo di un’astratta eurointegrazione, ma dell’entrata forzata e rapida nella NATO. Ciò appare evidentissimo se si prendono in considerazione le persone, che occupano i posti chiave.

Il ministro degli affari esteri Boris Tarasjuk è un sostenitore della rapida integrazione dell’Ucraina nella NATO e dell’uscita dell’Ucraina dallo “Spazio Economico Eurasiatico” (la comunità economica con Russia, Bielorussia e Kazakhstan, nota del traduttore). Ieri, il vice-premier Rybacjuk ha addirittura letteralmente affermato che l’Ucraina è contro lo “Spazio Economico Eurasiatico”. Il vice-responsabile per la politica umanitaria Nikolay Tomenko recentemente ha accusato la Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Mosca di attizzare la discordia interetnica e tra le nazionalità. Subito dopo hanno cominciato a convocare i preti e i membri della comunità religiosa per gli interrogatori davanti alle autorità competenti.

Il ministro della difesa Anatolij Grizenko è il responsabile del “Centro Razumkova”, il cui intero vertice ha partecipato alle attività di istruzione nelle accademie militari USA. Il “Centro Razumkova” ha effettuato i famosi exit-polls, che hanno rappresentato il pretesto per la “rivoluzione arancione”. Il Capo del servizio di Sicurezza dell’Ucraina Turcinov è un pastore della setta dei “carismatici”.

 

D. Quale sarà la politica dei nuovi ministri nei confronti della Russia?

 

R. Ieri Boris Tarasjuk, che da oggi è alla guida del ministero degli esteri, ha dichiarato che si pronuncia per una limitazione della permanenza della flotta russa del Mar Nero a Sebastopoli. Egli ha accusato la flotta di inquinare le acque ucraine e la Russia di inviare, utilizzando la base, truppe in Cecenia, senza averlo concordato con l’Ucraina. Egli ha auspicato una rapida partenza della flotta del Mar Nero. Questa è una violazione del Trattato di amicizia con la Russia, che ha tra le sue condizioni la ratifica e l’osservanza da parte dell’Ucraina dell’Accordo sulle basi della flotta del Mar Nero, che prevede la permanenza della flotta a Sebastopoli fino al 2017.

Conseguentemente, qualsiasi violazione dell’Accordo sulle basi della flotta del Mar Nero pone automaticamente la questione dell’uscita della Russia dal Trattato con l’Ucraina. L’uscita dal Trattato bloccherebbe l’ingresso dell’Ucraina nella NATO, dal momento che nella NATO può essere accolto solo uno stato, che abbia risolto tutti i suoi problemi di frontiera.

 

Traduzione dal russo di Mauro Gemma