Il Partito Comunista di Ucraina protesta contro l’intenzione di Juschenko di non ritirare il contingente ucraino dall’Iraq
23 febbraio 2005
Il Partito Comunista di Ucraina esprime una ferma protesta per le dichiarazioni del presidente dell’Ucraina Viktor Juschenko, fatte a Bruxelles, in merito alla necessità di mantenere parte del contingente ucraino nel corpo delle forze di occupazione USA nella Repubblica dell’Iraq con il pretesto “della difesa degli interessi nazionali dell’Ucraina”.
“Esigiamo dal presidente V. Juschenko, che non si stanca di sbandierare “la trasparenza e la lealtà” del potere, di chiamare con il proprio nome coloro i cui interessi egli identifica con gli interessi dell’Ucraina”, - si afferma nella dichiarazione del Partito Comunista di Ucraina.
Il PCU esige dal presidente “l’esecuzione immediata della risoluzione della Rada Suprema di Ucraina, e in fin dei conti, delle sue promesse elettorali con cui si impegnava a firmare il Decreto sul ritiro dei nostri soldati dall’Iraq e a far rientrare l’intero contingente militare ucraino in patria entro il mese di maggio. In modo tale che coloro, i quali l’ex presidente Kuchma con l’aiuto dell’attuale presidente Juschenko e dei suoi sodali hanno mandato a fare una guerra altrui, possano celebrare il 60° anniversario della Grande Vittoria contro il fascismo con le loro famiglie”.
Traduzione dal russo di Mauro Gemma