http://www.atvr.ru , 1 ottobre 2005
I comunisti si oppongono al tentativo degli “arancioni” di introdurre il
sistema elettorale maggioritario in Crimea
Vigorose proteste nel paese e nel parlamento hanno caratterizzato, nelle ultime settimane, la vita politica della Crimea, repubblica autonoma nell’ambito dell’Ucraina, dopo il tentativo da parte del nuovo potere nazionale “arancione” di introdurre un meccanismo elettorale maggioritario, che permetterebbe l’arbitrario ridimensionamento delle forze di opposizione all’attuale regime, particolarmente consistenti e agguerrite nella penisola del Mar Nero.
Il leader dei comunisti della Crimea ha così commentato lo sviluppo degli avvenimenti:
“Ciò che si è verificato nei giorni scorsi in Crimea ha uno scopo preciso. Con la nomina del nuovo governo della repubblica, è arrivata al potere una camarilla di banditi, composta da “arancioni”, voltagabbana e rappresentanti della criminalità. E’ stato reso noto il contenuto di un accordo segreto, firmato dai componenti del Consiglio dei Ministri della repubblica in merito alla modifica anticostituzionale del sistema dei poteri nelle autonomie. L’attuale tentativo del deputato Kliuchkovskij è quello di far approvare dai cosiddetti rappresentanti dell’autogestione locale (che non sono stati autorizzati a parlare a nome dei propri consigli) un sistema elettorale maggioritario.
Tutto ciò è diretto, in primo luogo, a distruggere le autonomie e, in secondo luogo, a far esplodere la situazione politico-sociale, interetnica ed economica in Crimea, per imporre nella penisola il controllo presidenziale diretto di Juschenko. E per creare le condizioni favorevoli all’estensione del nuovo sistema elettorale a tutta l’Ucraina.”
Il primo segretario del comitato repubblicano del Partito Comunista di Ucraina ha espresso la propria indignazione per il tentativo di cambiare le regole elettorali in Crimea: “La criminalità si prepara nuovamente ad ingannare i cittadini e a falsificare le elezioni. Dal momento che, con l’attuale sistema proporzionale, solo alcune forze sono in grado di superare la barriera elettorale. In particolare, il Partito Comunista, “Regioni di Ucraina” (il raggruppamento di Janukovic), il Partito Socialdemocratico di Ucraina (SDPU) e il “Blocco russo” (sono le forze che, seppur in misura diversa, hanno cercato di contrastare il nuovo assetto uscito dalla “rivoluzione arancione”, nota del traduttore)”.
Inoltre Leonid Grac ha voluto mettere in rilievo il ruolo particolare giocato da Juschenko e dalle forze che stanno dietro di lui: “Queste azioni rappresentano la prova più evidente che gli “arancioni” non hanno alcuna intenzione di mantenere le promesse che avevano fatto. Quando per Juschenko era indispensabile ottenere il cosiddetto terzo turno delle elezioni presidenziali, egli aveva acconsentito alla riforma politica e al sistema elettorale proporzionale nelle elezioni locali. Mentre oggi sono in corso tentativi di revisione degli impegni assunti e delle basi stesse della legislazione. Tutto ciò è in palesecontrasto con la Costituzione”, - ha concluso Grac.
Traduzione dal russo di Mauro Gemma