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Da:www.kpu.net.ua/plenum-tsk-kpu-zajavljaetprezident-vjutschenko-%e2%80%93-ugroza-demokratii-i-tselostnosti-strani/
 
“Juschenko è una minaccia per la democrazia”
 

Dichiarazione del Plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista di Ucraina (KPU)

 
9 dicembre 2006
 

Il Plenum del CC del Partito Comunista di Ucraina dichiara che la linea politica nazionalista del presidente del paese è distruttiva e profondamente antidemocratica, e costituisce una minaccia di crescente scontro nella nostra società.

V. Juschenko, avvertendo con chiarezza che il suo futuro politico è minacciato, è passato decisamente all’offensiva. Pur avendo perso il sostegno dei cittadini dell’Ucraina, egli e la sua cerchia hanno concentrato l’iniziativa nell’organizzazione di un sabotaggio “arancione”. L’obiettivo è uno solo: conservare il monopolio del potere statale.Mediante il ricatto e le intimidazioni, “l’orda arancione” cerca di convincere la società che è necessario riesaminare i passaggi fondamentali della riforma politica, con l’obiettivo di restituire a Juschenko i pieni poteri di carattere dittatoriale dell’epoca di Kuchma.

Così i seguaci di Juschenko stanno esercitando pressioni sulla Corte Costituzionale, allo scopo di introdurre cambiamenti anticostituzionali nella Legge Fondamentale. In violazione dell’attuale legislazione, Juschenko crea la cosiddetta commissione costituzionale che ha il compito di elaborare una nuova redazione della Costituzione. Mentre parla ipocritamente di democrazia europea, di diritti e libertà, il presidente di fatto instaura il totalitarismo in Ucraina, rafforza il regime criminale-oligarchico, promuove attraverso gli strumenti di informazione di massa gli orientamenti nazionalisti, anticomunisti e antirussi.

Nel 60° anniversario della conclusione dei lavori del tribunale di Norimberga, dove le Nazioni Unite hanno condannato il fascismo e il collaborazionismo, V. Juschenko pretende che la Rada Suprema riabiliti i collaboratori hitleriani dell’OUN-UPA e attribuisca lo status di eroi del movimento di liberazione nazionale a coloro che massacrarono cittadini sovietici a Baby Jar e che condussero brutali operazioni punitive contro pacifici abitanti di Ucraina, Bielorussia, Polonia, Slovacchia.

I cinici giochi di Juschenko su una tragica pagina della storia patria – la carestia del 1932-1933 – con l’approvazione della legge sul cosiddetto genocidio, rischiano di condurre ad una contrapposizione tra le etnie, le nazionalità e gli stati.

Estremamente distruttivo risulta il rifiuto di fatto da parte del presidente e della sua cerchia di mantenere rapporti costruttivi con la Rada Suprema di Ucraina, con la coalizione Anticrisi e con il governo da essa creato sulla base dell’attuale legislazione e del principio della condivisione della responsabilità politica per il destino del paese.

Le continue “guerre” per i pieni poteri, scatenate da Juschenko contro il parlamento e il Consiglio dei Ministri hanno anche riflessi molto negativi sull’autorità internazionale dell’Ucraina.

Il Plenum del CC del Partito Comunista di Ucraina dichiara: il forsennato nazionalismo, l’anticomunismo e la xenofobia del presidente V. Juschenko, che stanno alimentando il neofascismo in Ucraina, non passeranno!
 

Facciamo appello a tutte le forze politiche di sinistra e di centro-sinistra, a tutta l’opinione pubblica progressista, a tutte le persone oneste perché si uniscano in un Fronte Unico Antifascista per la difesa della democrazia e dell’integrità dell’Ucraina.

 
Kiev, 9 dicembre 2006
 
Traduzione dal russo per www.resistenze.org di Mauro Gemma