www.resistenze.org
- popoli resistenti - ucraina - 15-05-11 - n. 364
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Vergognosa provocazione fascista a Leopoli
Pravda
12/05/2011
La celebrazione del Giorno della Vittoria questo 9 maggio a Leopoli, è stata oscurata da violenti atti provocatori da parte di un gruppo di nazionalisti ucraini, verso i veterani della Grande Guerra Patriottica, ai quali è stato impedito di onorare i caduti. Le immagini mostrano gli atti criminali di cui sono stati vittime i veterani. Ivan Melnikov, vice presidente del CC del PCFR commenta così l’accaduto:
“Gli eventi che hanno avuto luogo a Leopoli rappresentano un vero e proprio scandalo internazionale, che deve essere posto al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica mondiale ed essere valutato per quello che rappresenta chiaramente: un atto di vandalismo storico nel piano politica della vendetta fascista.
Il gruppo parlamentare del PCFR, tutti i nostri rappresentanti negli organismi internazionali, compresa l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, devono prendere posizione. Renderemo partecipi tutti partiti della sinistra e dei lavoratori di tutto il mondo, molti dei quali, credo, si uniranno alla nostra iniziativa.
Questi atti non rimarranno senza risposta. Nel corso della riunione della segreteria del CC del PCFR la condanna è stata energica ed ora stiamo organizzando una visita in loco.
Alla vigilia del 70° anniversario dell’inizio della Grande Guerra Patriottica è nostra intenzione dimostrare la nostra solidarietà internazionalista: invieremo a Leopoli una delegazione di politici di altissimo livello. Ci saranno rappresentanti russi, europei ed ovviamente ucraini a nome dei partiti comunisti e di sinistra, porteremo al monumento dei caduti, ghirlande e mazzi di fiori. Inviteremo tutti i veterani che si sono visti negare la possibilità di celebrare tranquillamente il Giorno della Vittoria”.
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Il neofascismo ucraino, creatura dell’oligarchia
Victor Tolokin
Pravda
13/05/2011
Gli avvenimenti accaduti a Leopoli, proseguono a dividere l’Ucraina. Sono diventati una sorta di cartina di tornasole, che serve a dimostrare il cinismo dell’attuale governo.
Martedì scorso, 10 maggio, alle 08:38 (l’ora è stata registrata dall’agenzia Unian), il governatore di Leopoli, Mijail Tsimbaliuk, informava che “tutti gli eventi relativi al Giorno della Vittoria a Leopoli e nella regione di Leopoli, si erano svolti nella normalità”. Curiosamente, l’informazione terminava con una sentenza: “Nessuna forza politica ha il monopolio della verità. La verità è una sola e tutti devono conoscerla”. E’ sintomatico che anche la stampa lontana dal nazionalismo radicale, continui a diffondere titoli come “Il Giorno della Vittoria è un prodotto della mitologia sovietica”, “E’ possibile consolidare la nazione ucraina con i simboli dell’era totalitaria?”. “che bisogno ha l’Ucraina di alzare le bandiere del “paese dei cannibali”?. A giudicare dal comportamento dei funzionari della presidenza, Víktor Yanukóvich si piega sempre più ai nazionalisti.
La congrega fascista a Leopoli, capitale della Galizia ucraina, ha indignato tutta l’opinione pubblica progressista del paese. Il leader del Partito Comunista d’Ucraina, Piotr Simonenko, ha condannato al parlamento gli atti dei teppisti neofascisti, manipolati da dirigenti di organizzazioni nazionaliste estremiste, in particolare dal partito denominato “Svoboda” (Libertà). La sua brutale provocazione non fa altro che riconfermare che la più sacra delle feste, il Giorno della Vittoria, è per loro, per i seguaci dell’ideologia nazista, per coloro che si considerano eredi dei mercenari hitleriani e si pavoneggiano dei crimini di quei combattenti dell’Esercito Insorto Ucraino che avevano giurato fedeltà al Reich, un osso di traverso nella gola.
Al tempo stesso è il risultato di una politica di stato irresponsabile, che da due decenni sta imponendo all’Ucraina i rappresentanti del grande capitale e le lobby delle multinazionali. Fu proprio il capitale oligarchico che liberò della lampada magica il genio nazionalista e neofascista, ricorrendo a diverse organizzazioni filo-fasciste nella sua lotta per il potere ed il denaro, dividendo allo stesso tempo il paese e il popolo ucraino. Purtroppo, ha sottolineato Simonenko, siamo costretti a constatare che ci sono persone a cui la storia non ha insegnato nulla.
Il gruppo parlamentare del PCU nella Rada [parlamento], ha proposto una legge che vieti la propaganda del nazismo, chiedendo di adottare misure più severe per gli attivisti di tutte le formazioni estremiste, senza eccezione, qualunque sia il loro nome e di ridurre gli stanziamenti nel bilancio 2012 per le regioni, destinati ad aumentare le pensioni dei combattenti dell’EIU (UPA-OUN è la sigla in ucraino). Al contrario, ha detto Simonenko, i combattenti dell’Armata Rossa, che passarono attraverso il crogiolo della Grande Guerra Patriottica contribuendo col loro sacrificio alla realizzazione della Vittoria, ora sono condannati a sopportare ogni sorta di vessazione da parte degli arroganti funzionari locali.
In tutta una serie di incontri regionali, si sono svolte assemblee dei parlamenti locali in cui i deputati hanno aderito all’appello del presidente Yanukovich, alla Rada, al Consiglio dei Ministri e alla Procura con l’intenzione di giudicare “i fatti di Leopoli da un punto di vista legale “ e propongono di creare una commissione d’inchiesta sui fatti che hanno avuto luogo in quella città il 9 maggio. I deputati “esigono responsabilità di ordine penale per tutti coloro che sono coinvolti nelle aggressioni contro i veterani di Leopoli “così come” la proibizione delle attività di “Svoboda”, che essendo un’organizzazione estremista, viola la pace dell’Ucraina ed è causa di divisione del paese “. Una rappresentanza di diverse forze politiche, tra cui il Partito Comunista, hanno intimato lo scioglimento del parlamento locale nella regione di Leopoli “per aver screditato, non solo l’Ucraina, ma tutto il mondo”.
Ma le loro speranze sono vane. Il rappresentante del presidente della Rada, Yuri Miroshnichenko si è affrettato a dire: “Questo è impossibile (la proibizione della” Svoboda “). Il presidente non lo permetterà. Dobbiamo porre fine a tutto ciò. Non dobbiamo versare altra benzina sul fuoco”. Allo stesso tempo ha mostrato indignazione per il fatto che la Duma della Federazione russa, prima di adottare la dichiarazione “relativa alle manifestazioni estremiste nella città di Leopoli, durante le celebrazioni del Giorno della Vittoria” non ha consultato i membri del parlamento ucraino. Nonostante il console russo sia sotto attacco (per non parlare della palese collusione con i fascisti), la Russia non è potuta stare in silenzio.
Né è stato lento a reagire il Ministero degli Esteri dell’Ucraina, che si è apprestato a manifestare il suo malcontento con forte reazione della Russia, agli eventi del 9 maggio a Leopoli. Recentemente, questa istituzione ha rispettato senza discutere la richiesta del commissario europeo J.M. Barroso, che praticamente proibiva il governo ucraino di ricevere il Presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, durante gli atti commemorativi per il 25° anniversario del disastro di Chernobyl, il che rappresenta una grave interferenza negli affari interni di uno Stato sovrano, come sembra che si consideri la stessa Ucraina .
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