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La Nato è l'aggressore

La Associazione dei liberi pensatori tedeschi sulla crisi in Ucraina
 
Associazione dei liberi pensatori tedeschi | milosevic.co - resistir.info
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

08/06/2014

Dal colpo di stato in Ucraina del 22 febbraio 2014 e, in particolare, a seguito degli sviluppi nella penisola di Crimea sul Mar Nero, è iniziata a circolare sui media negli Usa e nei paesi della Nato e dell'Ue, una campagna politica che accusa istericamente la Russia e in particolare il presidente russo, Vladimir Putin, di una sconsiderata politica di potenza e di "rubare la terra" in violazione del diritto internazionale. L'incorporazione della Crimea nella Federazione russa è stata bollata dai principali governi della Nato come una "annessione in violazione del diritto internazionale".

Con questa campagna, il vero carattere della crisi in Ucraina è camuffato da una manovra anti-russa e gli ulteriori atti ostili nei confronti della Federazione russa devono essere preparati psicologicamente.

Si tratta sorprendentemente di quei paesi che hanno fino ad ora continuamente violato il diritto internazionale, come nel caso dell'attacco alla Repubblica Federale di Jugoslavia nel 1999, dell'invasione dell'Afghanistan nel 2001 e di quella dell'Iraq nel 2003, con il riconoscimento della sovranità del Kosovo nel 2008, e che usano evidentemente un doppio standard quando si tratta di giudicare le azioni russe.

Quelle stesse persone che vorrebbero farci credere che gli interessi di sicurezza della Germania sono stati difesi nel lontano Afghanistan, negano alla Russia il diritto di occuparsi dei suoi insindacabili interessi di sicurezza nelle sue immediate vicinanze. E questo anche in considerazione della notevole differenza tra la difesa degli interessi tedeschi in Afghanistan, dove una volta il generale Klein ordinò il massacro di più di 100 civili [riferimento al bombardamento Usa, su richiesta tedesca, di Kunduz, nell'Afghanistan settentrionale, nel 2009, ndt], e la Crimea che si unisce alla Federazione russa senza un solo atto violento da parte della Russia e in completo accordo con una larga maggioranza della popolazione della Crimea.

Quelle stesse persone che hanno riconosciuto il Kosovo sulla base di una dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte del governo provinciale contro la volontà del legittimo governo centrale in Serbia, negano alla Federazione russa il diritto di tradurre in realtà il desiderio di unione della popolazione di Crimea, un desiderio espresso attraverso un referendum con un risultato che parla da sé, in un momento in cui non esiste un governo centrale legittimo in Ucraina.

La sovranità dell'Ucraina violata attraverso un putsch ispirato dalla Nato

Gli argomenti che dovrebbero dimostrare che la Russia ha violato il diritto internazionale si basano astrattamente sulla premessa che la Russia, di punto in bianco, ha diviso una parte di uno stato sovrano. Quanto realmente accaduto in Ucraina, però, è che il governo di Kiev, formato legalmente e riconosciuto a livello internazionale, è stato abbattuto da un colpo di stato violento. Le forze fedeli alla Nato hanno sostenuto questo atto di violenza attraverso vari canali. Il cosiddetto "capo del governo ad interim", Arseniy Yatseniuk, è un noto collaboratore della Nato.

Ciò ha costituito una aggressione mistificata della Nato contro l'Ucraina. Fin dall'inizio, era chiaro che il governo golpista non aveva alcun controllo su gran parte del paese. Tuttavia, ne è stato subito riconosciuto come legittimo rappresentante dagli Stati Uniti, dai paesi membri della Nato e dell'Ue. L'integrità e la sovranità territoriale dell'Ucraina è stata violata dai governi della Nato.

Per questo sono stati in realtà gli Usa, i paesi Nato e dell'Ue ad avere in questo modo portato una parte dell'Ucraina sotto la loro influenza in violazione del diritto internazionale e della costituzione ucraina. Nessuno ha eletto il cosiddetto "governo ad interim" di Kiev. E' stato messo lì al posto del vecchio governo nazionale attraverso mezzi illegali e violenti. L'Ue ha immediatamente concluso la prima parte di un accordo di associazione con i leader del colpo di stato - un trattato in linea con il diritto internazionale, che include anche la "integrazione" dell'Ucraina nelle strutture militari dell'Ue. E questo anche se parti del paese sono ancora controllate dai precedenti organi legittimi dello stato. In realtà, questo significa che i paesi occidentali menzionati hanno sostanzialmente separato l'ovest dell'Ucraina dal resto del paese. Sono questi che in realtà hanno "creato i fatti", un'accusa che incessantemente rivolgono contro la Russia.

In queste circostanze, non si può parlare di annessione, nel caso dell'integrazione della Crimea nella Federazione russa. Essa riflette l'atto volontario di unire la Russia con la parte restante sovrana dell'Ucraina. Dopo il putsch, la Crimea era l'unica parte del paese in cui c'era ancora diritto e ordine senza restrizioni. Poiché dopo gli eventi di Kiev, sia la popolazione della Crimea che gli interessi strategici della Russia nel Mar Nero erano in pericolo, è stato necessario agire in fretta. La consultazione con i "partner" occidentali era fuori questione in quanto questi avevano già, senza considerazione per la Russia e il popolo ucraino, sostenuto il colpo di stato rifiutando ogni dialogo e riconosciuto il governo golpista, spingendo quindi la Crimea e la Russia ad agire.

Se la Crimea non avevesse aderito alla Federazione russa, allora, come ha detto il presidente Putin il 18 marzo 2014, "la flotta della Nato sarebbe apparsa a Sebastopoli, la città della gloria russa; cosa che non sarebbe stato un vago pericolo, ma un pericolo molto concreto per tutto il sud della Russia".

L'affermazione che la Crimea abbia aderito alla Russia dopo una "invasione" russa si è rivelata essere una menzogna. E' un fatto noto che la Flotta russa del Mar Nero era di stanza a Sebastopoli, in conformità al trattato in vigore tra Russia e Ucraina e che alla Russia era permesso di mantenere 25.000 soldati di stanza in Crimea. Non ci sono prove che confermino che questo numero sia stato superato dopo il putsch a Kiev e inoltre la Russia nega queste affermazioni.

Il fatto più importante è, tuttavia, che i soldati russi non solo erano in Crimea legalmente, ma anche con il consenso delle autorità regionali e il desiderio palese della popolazione, e hanno mantenuto un atteggiamento del tutto pacifico. Durante la presunta "invasione russa" non c'è stato alcun atto di violenza, né un tentativo di provocazione del nemico, segno di quanto siano stretti i legami con la Russia tra la popolazione di Crimea.

Anche le forze di autodifesa della Repubblica Autonoma di Crimea sono state utilizzate come ulteriore segno di una "invasione russa". Subito dopo il colpo di stato a Kiev, avevano preso posizione di fronte agli edifici pubblici e alle strutture militari con il chiaro intento di difendere il diritto costituzionale contro i sostenitori del putsch. Poiché indossavano uniformi "senza distintivo di identificazione", per l'Occidente era chiaro che dovevano essere soldati russi. Per contro, i "manifestanti di Maidan" a Kiev, che in maggioranza indossavano anche loro uniformi senza distintivo di identificazione, non sono stati identificati come soldati della Nato.

La Russia ha sottolineato di non aver avuto alcun comando sulle forze di autodifesa della Crimea. La differenza principale, tuttavia, è che loro agivano in pieno accordo con la grande maggioranza della popolazione per tutelare il diritto costituzionale e non, come fatto dai teppisti a Kiev, per infrangerlo. Si tratta di un eccellente esempio della doppiezza dei nostri media-canaglia che celebrano il golpe sanguinoso a Kiev come una svolta per la democrazia e allo stesso tempo presentando la tutela puramente passiva degli organi statali in Crimea come un intervento russo.

Il diritto internazionale: Crimea e Kosovo-Metohija

Dalla Jugoslavia alla Siria, gli Usa/Nato/Ue hanno condotto guerre continue e sempre nel flagrante disprezzo e violazione del diritto internazionale. Ed ora improvvisamente si ergono a protettori del diritto internazionale e invocano ripetutamente "l'integrità territoriale dell'Ucraina".

L'Associazione dei liberi pensatori tedeschi ha sempre indicato nella difesa del diritto internazionale il compito più importante del movimento contro la guerra e continua a farlo anche per quanto riguarda l'apparente cambiamento di ruolo dei guerrafondai della Nato. Mentre l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder ha francamente ammesso nel frattempo che con l'aggressione della Nato alla Jugoslavia nel 1999, si è violato il diritto internazionale (anche se deve ancora acconsentire volontariamente ad azioni legali contro se stesso), la maggior parte dei commentatori insiste ancora nel dire che la Nato "ha fatto la cosa giusta" in Kosovo - un argomento su cui la Russia ai loro occhi non può contare vista la situazione completamente diversa in Crimea.

Infatti, i due casi sono completamente diversi, ma esattamente per le ragioni opposte rispetto a quello che sostengono i guerrafondai. E' essenzialmente vero che il diritto internazionale non vieta la secessione o una dichiarazione di indipendenza. A questo proposito, Vladimir Putin, nel suo discorso del 18 marzo 2014, cita il memorandum Usa del 17 aprile 2009 alla Corte internazionale di giustizia sul Kosovo: "Le dichiarazioni di indipendenza possono, come spesso è il caso, violare il diritto interno. Ma questo non significa che attraverso questo si violi il diritto internazionale".

Considerando che il diritto internazionale valuta la secessione come un affare interno allo stato, non consente ad alcun gruppo di separarsi dallo stato originale senza il suo accordo. Tuttavia, a seguito dell'aggressione straniera contro l'Ucraina, non era rimasta alcuna autorità ucraina legittima e funzionante in grado di contestare l'unione della Crimea con la Federazione russa - una mossa che di fatto è stata presa come misura di protezione contro la suddetta aggressione.

Ciò che il diritto internazionale vieta esplicitamente è il cambiamento della sovranità territoriale di uno stato sovrano con l'aiuto di un'aggressione straniera. In Kosovo, gli Usa e la Nato hanno dapprima costruito una organizzazione terroristica, la hanno armata e addestrata, utilizzando mercenari islamici reazionari, e poi come forza aerea di questa organizzazione terroristica, in violazione grossolana del diritto internazionale, hanno condotto 79 giorni di bombardamenti sulla Jugoslavia. Ciò nonostante, il loro successo militare fu limitato e dovettero così accettare l'integrità territoriale dello stato attaccato, Kosovo compreso, nell'accordo di pace, situazione che è stata suggellata con la Risoluzione 1244 dell'Onu.

Con la sua protezione militare, la Nato ha permesso che si verificasse la pulizia etnica nella provincia serba del Kosovo e Metohija ed elevato le strutture mafiose e terroristiche a "governo" di uno stato separato, il riconoscimento internazionale ricercato sin da allora. Questo secessione è fin dall'inizio priva di validità perché avviata attraverso una guerra straniera di aggressione e perché viola la Risoluzione Onu 1244. Non è stata condotta né una guerra di aggressione contro la Crimea o l'Ucraina, né esiste alcuna norma nel diritto internazionale che esiga l'eterna appartenenza della Crimea all'Ucraina. Infatti, in un atto di autodeterminazione nazionale, la popolazione della Crimea è diventata indipendente come parte dell'Ucraina e si è costituita come stato sovrano. Il nuovo stato ha soddisfatto tutti i requisiti previsti dal diritto internazionale per il riconoscimento de iure da parte di altri stati. Nessuna norma di diritto internazionale proibisce alla Federazione russa di accettare la richiesta del nuovo stato di partecipare alla sua federazione. Così, la secessione del Kosovo dalla Serbia viola il diritto internazionale, mentre l'unione della Crimea con la Federazione russa non lo fa.

Tutto ciò che è accaduto in Crimea nelle ultime settimane, compresa l'adesione alla Federazione russa e l'integrazione che ora sta lentamente seguendo il suo corso, è stata una reazione al colpo di stato a Kiev e alla negazione dei diritti di sovranità dell'Ucraina attraverso la Nato e l'Ue. E questa reazione era prevedibile ed è stata consapevolmente calcolata dai sostenitori stranieri di "Euromaidan", incluse le sanzioni imposte alla Russia come "penale" e il "peggioramento dei toni", il sintomo linguistico della crescente aggressività.

Lotta contro il fascismo in Ucraina

Dall'unione pacifica della Crimea alla Federazione russa, il conflitto in Ucraina ha preso una forma violenta. Altre parti del paese in cui c'è una maggioranza di abitanti di lingua russa hanno continuato la resistenza contro il regime golpista di Kiev.

Il regime chiama "terroristi" i combattenti della resistenza; i media, fedeli alla Nato e sulla sua stessa lunghezza d'onda, li definiscono "separatisti filo-russi". Entrambi i termini capovolgono la situazione in Ucraina, come già fatto dalla propaganda contro l'unione fra Crimea e Russia. Infatti, gli attuali governanti di Kiev sono stati portati al potere con il terrore e sono stati i leader del colpo di stato a creare uno stato separato nell'ovest dell'Ucraina, perché, fin dall'inizio, potevano solo prendere il controllo della parte occidentale dell'Ucraina.

La giunta a Kiev sta cercando di spezzare la resistenza con la forza militare. Ha trasformato le bande di teppisti fascisti di "Euromaidan" in servitori dello stato, li ha armati e abbigliati come "guardia nazionale". Hanno inviato carri armati contro il popolo nell'est e nel sud dell'Ucraina, hanno incendiato la casa dei sindacati a Odessa, e hanno esercitato il cieco terrore contro i comunisti, i sindacalisti, la popolazione di lingua russa e i membri delle minoranze. Hanno escluso la fazione comunista dalle riunioni del parlamento, hanno tentato di uccidere il leader del Partito Comunista Ucraino, Petro Simonenko, dando alle fiamme la sua auto e stanno lavorando per bandire totalmente il Partito Comunista. La "comunità occidentale fondata su valori" sostiene questo terrore fascista perché sconfigga la resistenza in modo che la Nato possa assumere il controllo dello strategico bacino di Donetsk.

Come reazione e misura di protezione, la popolazione nelle zone intorno Donetsk e Lugansk ha scelto di formare degli stati indipendenti, con l'opzione per entrambi di un'ampia autonomia all'interno di una Ucraina federale o l'adesione alla Federazione russa. La resistenza non si è formata con l'intenzione di separare, ma di difendere l'ordine costituzionale, che fino al golpe era valido in tutta l'Ucraina. Sarebbe più corretto e onesto parlare di separatisti di Kiev fedeli alla Nato. E' chiaro che il giudizio politico di questi eventi, riguardo il diritto internazionale, è lo stesso di quello in relazione alla Crimea: con il colpo di stato a Kiev del 22 febbraio, il territorio nazionale ucraino è stato lacerato; sulla base del diritto internazionale, l'Ucraina ha cessato di esistere come stato all'interno dei suoi confini precedenti e se qualcuno può far valere la pretesa di esserne il successore legale, quelle sono le aree di resistenza dell'est.

A prescindere da come continua a svilupparsi la crisi in Ucraina, va ricordato che è stata innescata e continuamente alimentata dalle politiche degli Usa e dei suoi alleati della Nato e dell'Ue. Con l'Ucraina, un altro paese deve aprirsi a quelle grandi banche e gruppi di imprese che operano a livello globale e che si sforzano di assoggettare la ricchezza di tutto il mondo al loro sistema di tributi monopolistico. L'"ordine mondiale" sovranazionale per cui si battono Nato e Ue è la supremazia globale di una manciata di super-ricchi del mondo occidentale e di alcuni altri paesi.

Nella loro lotta per la supremazia globale assumono se necessario - come già avvenuto storicamente - la forma di governo fascista. Questa è una spietata dichiarazione di guerra agli interessi vitali di tutti i popoli e significa che gli obiettivi nazionali di autodeterminazione, sovranità popolare e di democrazia possono essere raggiunti solo nella lotta inconciliabile contro il dominio globale del capitale finanziario.

Una nuova guerra mondiale?

L'aggressione militare diretta dalla Nato contro la Russia sembra diventare più chiara all'orizzonte e questo non è altro che la prospettiva di una nuova guerra mondiale.

Diversamente da 100 anni fa, quando, nella prima guerra mondiale, due alleanze di superpotenze rapaci simili ma nemiche combatterono l'una contro l'altra con l'obiettivo di ridistribuirsi il mondo, oggi i centri storici dell'imperialismo, gli Usa, l'Ue e il Giappone, formano un sistema globale di alleanze. Tuttavia, ciò non significa che le contraddizioni e le competizioni inter-imperialistiche siano scomparse e che i partecipanti non abbiano cercato di ottenere vantaggi a costo degli altri. La cosiddetta triade sotto la guida di Washington persegue la strategia del "nuovo ordine mondiale" sin dalla scomparsa degli stati socialisti in Europa.

La serie di interventi e di aggressioni scatenate all'interno di questa strategia è diretta contro i paesi che appaiono in questa costellazione sia come "rivali" (Russia, Cina, India, Brasile, ecc) e/o "disturbatori" (Jugoslavia, Corea del Nord, Siria, Iran, Cuba, Venezuela, ecc.). Questo nuovo scenario che potrebbe portare a una nuova guerra mondiale è l'espressione della metamorfosi dell'imperialismo. Il capitalismo monopolistico del secolo scorso si è sviluppato attraverso la fase del capitalismo monopolistico di stato al capitalismo monopolistico transnazionale di oggi.

I capitalisti monopolisti che operano a livello transnazionale e dominano l'imperialismo di oggi contano sull'apparato di potere degli stati-nazione e allo stesso tempo sono in stridente contraddizione con ciò che è nazionale. Minano così l'autodeterminazione nazionale e la sovranità del popolo come fondamento di qualsiasi forma di democrazia e destabilizzano interi stati senza nemmeno astenersi dal distruggerli completamente.

I gruppi transnazionali, tuttavia, non costituiscono dei cartelli monolitici, ma continuano ad appartenere a diverse fazioni di capitale con interessi talvolta contraddittori. Questi conflitti di interesse portano anche a posizioni diverse sulla questione della guerra e della pace. Gli attivisti per la pace possono e devono approfittare di queste differenze per difendere la pace.

Ci sono crescenti segnali che il capitalismo sta entrando nella sua fase finale, nella quale non sarà più in grado di integrare organicamente l'intera popolazione mondiale nel sistema capitalistico globale. Il divario tra ricchi e poveri sta crescendo. Lo sviluppo ineguale di paesi e stati sta peggiorando. Il sistema economico capitalistico può offrire alla massa della popolazione contadina della terra, ancora metà della popolazione mondiale, solo un destino di emarginazione e impoverimento.

La crisi mondiale porta con sé sia la possibilità di cambiamenti rivoluzionari, verso un continuo sviluppo in direzione di una società socialista, e allo stesso tempo un pericolo reale: che una massiccia distruzione militare delle capacità produttive e del "surplus" di popolazione possa apparire alle potenze imperialiste come l'unica "via d'uscita" per mantenere il loro "ordine mondiale".

Non vi è alcun segreto sugli interessi russi

Anche la destabilizzazione imperialista della Siria, che ospita l'unica base mediterranea della marina russa, è diretta contro la Russia. La presa di controllo dell'Ucraina è prima di tutto una dichiarazione di attacco alla Russia. Le azioni anti-russe della Nato, che hanno avuto inizio con l'attacco alla Jugoslavia nel 1999 e sono proseguite con l'estensione della Nato verso est, poi con lo scudo missilistico e l'attacco georgiano contro l'Ossezia del Sud-Est nel 2008, hanno ormai raggiunto una nuova qualità, con l'isolamento della Crimea in quella che per la prima volta è la minaccia a un importante pilastro dell'architettura di sicurezza della Russia.

Esattamente come nelle guerre precedenti, i propagandisti di guerra dei paesi Nato stanno cercando di inculcare nei loro popoli che l'aggressione sia in realtà una difesa dalla Russia, che dipingono come il vero aggressore.

Gli attivisti per la pace sono chiamati a prendere coscienza del contesto reale e conseguentemente a spiegare su questa base i fatti. Tale spiegazione deve comprendere il rifiuto categorico di tutte le considerazioni che la Russia sia almeno in parte da biasimare per l'escalation della crisi. Molti di coloro che onestamente rifiutano l'aggressione della Nato ritengono che, in effetti, in linea di principio la Russia "non sia migliore" giacché naturalmente persegue solo i propri interessi.

Ma quali interessi persegue la Federazione russa? Il suo interesse primario è la stabilità, sia domestica che nelle relazioni internazionali. Mantenere la sua architettura di sicurezza è necessario anche per questa stabilità, che è il motivo per cui la Russia ha un interesse particolare per la stabilità dei paesi che ospitano le basi militari russe. La Russia ha un interesse nello sviluppo della sua economia. Questo è in linea con gli interessi già indicati in quanto l'economia russa necessita di sicurezza e di stabilità per lo sviluppo della sua economia. Questi sono gli interessi russi. Sono il tipo di interessi per cui nessun paese può essere accusato per volerli perseguire.

Ma in che modo la Federazione russa persegue tali interessi? La Russia attacca e occupa altri paesi, come fa la Nato? La Russia finanza, arma, ospita e addestra terroristi che commettono massacri contro la popolazione civile dei paesi stranieri al fine di provocare caos, come la coalizione Usa, Nato e paesi del Golfo stanno facendo in Siria? La Russia si permette di strangolare altri paesi con sanzioni per forzarne la volontà? Vladimir Putin stila ogni settimana un elenco di persone da eliminare per mezzo dei droni sul territorio di stati sovrani stranieri, come fa Barack Obama? Le navi russe abbordano le navi battenti bandiere di paesi stranieri in acque internazionali, come fa Israele?

La politica della Russia per il mantenimento dei propri interessi è stata finora caratterizzata da moderazione e concessioni. Ovunque dovesse contrastare una mossa ostile, la Russia non si è mai avvicinata al pieno uso dell'arsenale di legittime contromisure. Gli interessi della Russia coincidono con la volontà di pace della maggior parte dell'umanità. Gli attivisti della pace devono riconoscere questo fatto.

Prevenire la guerra - solidarietà con la Russia!

La prospettiva di una guerra contro la Russia ha caratteristiche apocalittiche per la Germania e l'Europa. L'unica possibilità di difendere la pace sta in un avvicinamento alla Russia. La Federazione russa è il protettore della pace in Europa. Questa è la considerazione importante nella pratica che va utilizzata per contrastare la incessante propaganda anti-russa della Nato.

Una terza guerra mondiale può essere evitata solo al fianco della Russia. Solo in solidarietà con la Russia il movimento per la pace, in particolare in Germania, può diventare un fattore da prendere di nuovo sul serio. Solo in alleanza con la Russia la nostra richiesta di una "Germania fuori dalla Nato e la Nato fuori della Germania" ha una prospettiva realistica di essere attuata.

La timida posizione di "equidistanza", da qualche parte nel mezzo tra la Nato e la Russia non è mai stata così sbagliata e pericolosa come oggi. Si potrebbe rendere un po' inefficace la propaganda scatenata per creare sciovinismo tra le masse, ma soprattutto per zittire la resistenza contro la guerra. Infatti, se la menzogna sulla Russia come minaccia non viene respinta con decisione, la ragione centrale e psicologicamente più efficace della Nato per l'escalation della guerra resterà.

Anche in considerazione del pericolo di essere colpiti da una guerra, sempre più persone, in Germania in particolare, sono state allarmate dalla campagna anti-russa. Vogliono sapere la verità su questo vitale argomento. Le indagini e gli articoli d'opinione mostrano che la grande maggioranza della popolazione rifiuta la corsa dell'Occidente verso il confronto contro la Russia.

L'Associazione dei liberi pensatori tedeschi mette in guardia contro l'ulteriore peggioramento del confronto tra l'Occidente e la Russia. Chiediamo la fine della creazione del nemico e della disinformazione, così come della campagna anti-russa e della demonizzazione del presidente Putin.

La strategia Usa si sta dirigendo verso una divisione dell'Europa e il confronto con la Russia e danneggia gli interessi dei paesi europei. L'Europa appartiene a tutti i popoli e le nazioni d'Europa; ha bisogno di coesistenza pacifica tra tutti i paesi e nazioni. Questo richiede di considerare gli interessi reciproci e la collaborazione sia con l'Ucraina che con la Russia.

Mostriamo la nostra solidarietà ai comunisti, agli antifascisti e ai democratici in Ucraina, che, a dispetto delle persecuzioni, si battono contro il revisionismo della storia, la russofobia e lo sciovinismo nazionale. Ci battiamo insieme a loro per l'amicizia con la Russia.

Queste sono pertanto le nostre richieste:

1. Nessun sostegno alla strategia Usa di divisione dell'Europa con la ricostruzione di una cortina di ferro;

2. No alle sanzioni contro la Russia, in particolare perché danneggiano gli interessi economici e il mercato del lavoro in Germania e nei paesi europei, oltre all'interesse per relazioni stabili e di collaborazione;

3. Stop all'estensione della Nato verso est e all'isolamento militare della Russia attraverso questo accerchiamento; la Nato non deve muoversi ai confini della Russia e l'Ucraina non deve essere incorporata nella struttura militare della Ue;

4. Sostegno per una Ucraina democratica, senza fascismo e revanscismo, con gli stessi diritti umani e civili e la piena libertà di religione e di Weltanschauung per tutti, indipendentemente dall'origine etnica, con rapporti di buon vicinato con l'Europa occidentale e la Federazione russa;

5. Niente soldi dei contribuenti per il sostegno finanziario e logistico delle organizzazioni fasciste e nessun sostegno finanziario per il loro addestramento.


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