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L'Ucraina, così come la conoscevamo, se ne è andata per sempre

Intervista con "The Saker"

Mike Whitney * | counterpunch.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

14/10/2014

"The Saker" (il falchetto) [1] è un ex analista militare nato in Europa da una famiglia di profughi russi. Ora vive in Florida, dove cura il blog "The Vineyard of The Saker" (La vigna del falchetto) [2] ed è un assiduo collaboratore di "Russia Insider". Il comitato internazionale che collabora al blog del "Falchetto" comprende, oltre ai membri originari, altri membri francesi, tedeschi, russi, serbi e dell'Oceania e presto includerà un nuovo membro latino-americano - Mike Whitney

C'è responsabilità degli Stati Uniti per i conflitti in Ucraina?

Sì, assolutamente, non c'è dubbio su questo. Mentre può esser vero che il popolo ucraino fosse insoddisfatto del regime corrotto di Yanukovich, il colpo di stato in sé è stato decisamente orchestrato dalla Cia. Anche l'Ue può dirsi coinvolta, in special modo la Germania, ma non hanno questi ultimi giocato un ruolo così grande come quello degli Stati Uniti. Il messaggio telefonico registrato del sottosegretario di Stato Victoria Nuland ha chiarito chi stesse orchestrando lo spettacolo da dietro le quinte.

Che ruolo ha giocato l'amministrazione Obama nella decisione di Kiev di iniziare una guerra contro il suo stesso popolo nell'Ucraina orientale

Un ruolo centrale. Dovete capire che non esiste un potere "ucraino" a Kiev. Poroshenko, così come le persone intorno a lui sono al 100 per 100 dirette e manovrate dagli Stati Uniti. Il capo della famigerata polizia segreta ucraina (Sbu), Valentin Nalivaichenko, è un noto agente della Cia . D'altronde gli Stati Uniti parlano e si riferiscono a Poroshenko come "il nostro uomo in Ucraina". Tutte le sue cosiddette "decisioni" sono in realtà prese da funzionari statunitensi a Kiev. Anche il discorso di Poroshenko al Congresso di un paio di settimane è stato ovviamente scritto da un americano.

I separatisti dell'Ucraina orientale hanno avuto molto successo nel respingere l'esercito ucraino e i loro complici neonazisti dei servizi di sicurezza. Che ruolo ha avuto la Russia nell'assistenza delle milizie in Novorussia?

Il ruolo della Russia ha avuto importanza cruciale. Sebbene le truppe russe non siano state schierate lungo il confine, Mosca ha permesso ai volontari e alle armi di affluirvi. E malgrado l'assistenza non sia stata direttamente fornita dal Fsb (Servizio di sicurezza federale russo), questa è stata attuata per mezzo di gruppi privati. Chiaramente, il Cremlino ha la facoltà di fornire assistenza quando scegliesse di farlo. In un caso, sembra vi sia stato il sostegno dell'artiglieria oltre il confine russo, (nel cosiddetto "calderone meridionale"), ma la maggior parte delle condotte di aiuto è rimasta segreta. Oltre ad una discreta e riservata assistenza, la Russia ha anche fornito intelligence, logistica e sostegno politico per i miliziani della Novorossia. Senza il sostegno della Russia, i Novorussi non sarebbero mai stati in grado di cambiare le sorti della guerra.

Putin ha veramente mandato truppe russe in Crimea occupando illegalmente quell'area oppure è una bufala messa in campo dai media occidentali?

Si tratta in realtà di un cavillo, una minuzia tecnica. Sì, Putin ha fatto inviare truppe russe in Crimea, ma no, non ha mai superato i limiti consentiti in base ad accordi vigenti tra la Russia e l'Ucraina. Ricordiamo che la Flotta del Mar Nero era già precedentemente insediata a Sebastopoli, quindi c'erano già un sacco di truppe disponibili localmente e legittimamente disponibili su quel territorio. Inoltre, c'era un folto gruppo di volontari locali che hanno posto in essere operazioni essenziali. Alcuni di questi volontari erano così convincenti che sono stati scambiati per forze speciali russe. Ma, sì, al momento critico, Putin ha inviato forze speciali supplementari in Crimea.

L'azione poteva dirsi legittima? Beh, tecnicamente non ha violato gli accordi in termini di numeri, ma di fatto ha violato la sovranità dell'Ucraina. La ragione per cui Mosca si è così mossa sta nel fatto che vi erano solide prove che Kiev stesse progettando di muoversi contro la Crimea.(Con il possibile coinvolgimento della Turchia e dei tatari di Crimea). Se Putin non avesse preso l'iniziativa, il bagno di sangue in Crimea sarebbe potuto essere peggiore di quello che è stato in Novorussia. Inoltre, per il momento, Putin ha preso la decisione di proteggere la Crimea, il presidente democraticamente eletto (Yanukovich) era già stato illegalmente rimosso dal suo incarico, con la creazione di un vuoto giuridico a Kiev. Quindi la domanda è: avrebbe dovuto Putin attenersi alle leggi di un paese il cui potere era stato illegalmente conquistato da una banda di teppisti armati o avrebbe dovuto cercare di mantenere la pace facendo quello che ha fatto?

Ciò che Puntin ha scelto di fare è consentire al popolo di Crimea di decidere liberamente il proprio futuro con un un referendum. Sì, la propaganda anglo-sionista ci racconta che sono andati al voto con la pistola puntata, ma questa è una pura sciocchezza. Nessuno può contestare il fatto che la stragrande maggioranza della Crimea (il 95%) ha voluto lasciare l'Ucraina e unirsi alla Russia. Tutti quegli educati uomini armati in grigioverde hanno consentito che fosse permesso alla popolazione di esercitare liberamente il proprio diritto all'autodeterminazione, una cosa che la giunta di Kiev non avrebbe mai permesso.

Che influenza esercita Obama sulle decisioni del presidente Petro Poroshenko? E' veramente Washington a dirigere lo spettacolo? 

Sì, assolutamente. Obama dà gli ordini e Poroshenko obbedisce. Proprio come fanno in tutto il mondo, gli Stati Uniti usano gli oligarchi locali per colonizzare un paese. Per esempio, la Russia, tra il 1991 e il 1999, fu gestita da oligarchi nascosti dietro un figurante ubriaco (Boris Yeltsin). Tutti sapevano che la Russia era diventata una colonia americana e che gli Stati Uniti potevano fare quello che volevano. E lo stesso avviene oggi [con l'Ucraina, ndt].

Yanukovich non era più filo-russo di qualsiasi altro presidente ucraino. Era solamente un oligarca che è stato sostituito da un altro oligarca, Poroshenko. Quest'ultimo è un uomo molto intelligente che sa che la sua sopravvivenza dipende dalla sua completa obbedienza allo zio Sam. Gli Stati Uniti non avrebbero scrupoli a scaricare Poroshenko ed insediarne un altro se quest'ultimo è funzionale ai loro scopi (specialmente se il "Settore destro" [il gruppo neonazista "Pravy Sektor" ndt] prende il potere a Kiev) Per ora, Poroshenko è l'uomo di Washington, ma la situazione potrebbe cambiare in un batter d'occhio.

Quanto vicina è l'amministrazione Obama a raggiungere l'obiettivo di stabilire delle basi Nato (e, forse, dei siti missilistici) in Ucraina? Quale pericolo sono per Mosca queste installazioni?

L'unico posto dove ha veramente senso installare delle basi Nato è in Crimea, ma tale opzione non è più disponibile. In questa problematica c'è però di più che salta all'occhio, vale a dire: se gli Stati Uniti continuano a perseguire la politica provocatoria di stabilire basi Nato al confine con la Russia, la Russia dal canto suo finirà per ritirarsi dal Trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty, accordo sulle forze nucleari di medio raggio) e dislocherà versioni aggiornate dell'SS-20 (missile balistico nucleare di produzione sovietica) in posizioni più vicine all'Europa. Il punto è che l'ingerenza degli Stati Uniti potrebbe portare ad un confronto tra avversari dotati di armi nucleari.

La Commissione europea ha creato una serie di ostacoli per impedire alla Russia di costruire il gasdotto Southstream che avrebbe diversificato i canali di esportazione di gas naturale dalla Russia verso l'Europa centrale e meridionale. I critici hanno sostenuto che l'amministrazione Obama sta dietro questa mossa, e che i potenti giganti dell'energia degli Stati Uniti hanno consigliato di bloccare o controllare il flusso di energia dalla Russia all'Europa. È questo il contesto più ampio dei problemi in Ucraina, cioè, stiamo davvero vedendo una guerra per l'energia svolgersi in tempo reale?

Questa è una parte importante dell'equazione, ma non quella centrale. Quella centrale è la convinzione errata (presentata da Zbigniew Brzezinski) che senza l'Ucraina la Russia non può essere una superpotenza, e la convinzione altrettanto erronea (avanzata da Hillary Clinton) che Putin vuole ricreare l'Unione Sovietica. Per gli anglo-sionisti, l'Ucraina è un gioco a somma zero in cui gli Stati Uniti o possono controllare l'Ucraina o la distruggono, ma non possono permettere alla Russia di averla. Il problema di questa teoria è che la Russia veramente non vuole o non ha bisogno dell'Ucraina. Ciò che la Russia vuole è un partner stabile, affidabile e neutrale con cui fare affari. Anche ora, mentre i novorussi chiedono la piena indipendenza, la Russia spinge per un piano completamente diverso. Mosca vuole un'Ucraina unita in cui ogni regione avrebbe de facto una sua autonomia ma facendo ancora parte dello stesso stato.

Coloro che tirano le fila in Occidente sono così maniacalmente ossessionati con il controllo del l'Ucraina, che non riescono ad immaginare che la Russia non voglia la stessa cosa. Ma la Russia non vuole l'Ucraina. Non ha bisogno di uno stato distrutto, malfunzionante e fallito con enormi problemi sociali, che richiederà miliardi e miliardi di dollari per essere ricostruito.

Certo, ci sono legami culturali, storici, religiosi e persino familiari tra la Russia e l'Ucraina, ma questo non significa che vogliano prendersi carico dell'Ucraina. La Russia ha già ottenuto ciò che voleva, la Crimea. Per il resto, l'atteggiamento di Mosca è: "L'hai rotto tu e i cocci sono tuoi";

Quale sarà in tal caso il finale di partita? Sarà Poroshnko a riuscire a tener insieme l'Ucraina e in seguito ad isolare la Russia dall'Europa o l'Ucraina sarà frammentata da confini politici? O c'è un altro scenario che vede come più probabile?

La Crimea se ne è andata per sempre. Ora è la volta della Novorussia. Ma nel caso di questi ultimi, ci potrebbe essere una fase transitoria in cui Kiev conserva un certo grado di sovranità sulle zone a est.

Nel breve termine, ci potrebbero essere ulteriori scontri, ma alla fine ci sarà un accordo in cui alla Novorussia sarà concesso qualcosa di molto simile e vicino all'indipendenza. Una cosa è certa, che prima di raggiungere un accordo sullo status finale, due questioni dovranno essere risolte:

1. Ci deve essere un cambio di regime a Kiev seguito da una denazificazione.

Né la Russia, né la Novorussia saranno mai al sicuro fino a quando i nazisti sono al potere a Kiev. Ciò significa che questi agitati nazionalisti russofobi devono essere rimossi prima che le questioni relative allo status finale possano essere risolte. I russi e i novorussi sono piuttosto divisi su questo tema. Mentre i novorussi vogliono la loro indipendenza e dicono "al diavolo i nazisti a Kiev", il Cremlino vuole un cambiamento di regime e lo considera fondamentale per la loro sicurezza nazionale. Dovremo aspettare e vedere come ciò influenzerà il futuro.

2. Ci dovrà essere una conferenza di donatori.

L'Ucraina è praticamente morta, è stata ridotta in macerie. Ci vorranno anni per ricostruirla, e immense somme di denaro. Gli Stati Uniti, l'Unione europea e la Russia dovranno tutti contribuire. Se gli anglo-sionisti persistono nella loro posizione massimalista e continuano a sostenere la giunta nazista a Kiev, i russi non pagheranno un soldo. L'aiuto russo andrà esclusivamente alla Novorussia.

Prima o poi gli Usa e l'Ue si renderanno conto che hanno bisogno dell'aiuto della Russia. E quando finalmente realizzeranno ciò, lavoreranno insieme per raggiungere un accordo politico globale. In questo momento, sono più preoccupati a punire Putin (attraverso sanzioni economiche e isolamento politico) per dimostrare che nessuno può sfidare l'Impero. Ma questo atteggiamento da bulli non cambierà la realtà sul terreno. L'Occidente ha bisogno della cooperazione della Russia, ma la Russia non ha intenzione di collaborare, senza niente in cambio. Gli Stati Uniti devono soddisfare determinate condizioni prima che Mosca si impegni in un accordo.

Ucraina "andata per sempre"?

Anche se è troppo presto per dirlo, penso che l'Ucraina, così come la conoscevamo, se ne è andata per sempre. La Crimea rimarrà parte della Russia, mentre la Novorussia diventerà indipendente e probabilmente finirà in una sorta di status di associazione con la Russia. Per quanto riguarda il resto della Ucraina, c'è sicuramente un confronto tra i vari oligarchi e i nazisti, dopo di che i pragmatisti appariranno e apriranno la strada ad una soluzione. Alla fine, ci sarà un qualche tipo di accomodamento ed emergerà una nuova situazione, ma non riesco a immaginare quanto tempo ci vorrà per che ciò accada.

Se volete un'analisi più sistematica dei punti di cui sopra, si prega di consultare la mia analisi (qui) http: //vineyardsaker.blogspot.com/2014/09/the-russian-risposta-a-double.html

(*) Mike Whitney vive nello stato di Washington. Collabora a "Hopeless: Barack Obama and The Politics of Illusions (AK Press)" [Senza speranza: Barack Obama e la Politica delle Illusioni]

Note

[1] The Saker; [2] The Vineyard Of The Saker: The Saker può essere tradotto in italiano con il termine "falchetto", ed è lo pseudonimo di un analista geopolitico di origine russa particolarmente esperto di Russia e Medio Oriente. Con questo pseudonimo ha anche fondato e cura un blog chiamato "La vigna del falchetto" (The Vineyard of the Saker).


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