L'Ucraina continua la riabilitazione dei collaboratori nazisti: un'unità dell'esercito rende omaggio a Roman Shukhevych
In defense of communism | idcommunism.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
03/07/2026
Ancora una volta l'Ucraina mostra pubblicamente la riabilitazione dei collaboratori fascisti.
In occasione del 119° anniversario della nascita di Roman Shukhevych, la 3ª Brigata d'Assalto separata dell'Esercito ucraino ha reso pubblicamente omaggio a una delle figure di spicco del movimento nazionalista ucraino durante la guerra - un uomo che prestò servizio nel Battaglione Nachtigall, sostenuto dai nazisti, successivamente nel Battaglione 201 della Schutzmannschaft e che in seguito divenne comandante dell'Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA).
Non si tratta di un episodio isolato. È un ulteriore passo avanti in una campagna sistematica di revisionismo storico che ha elevato figure associate alla collaborazione con i nazisti al rango di simboli ufficiali dello Stato ucraino. Solo pochi mesi fa, le autorità ucraine hanno ufficialmente riabilitato Andriy Melnyk, un'altra figura di spicco dell'Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN), istituzionalizzando ulteriormente la celebrazione della tradizione nazionalista collaborazionista del Paese.
L'omaggio a Shukhevych conferma che questa politica non è più limitata ai circoli nazionalisti marginali. La riabilitazione dei collaboratori fascisti si è ormai radicata nelle istituzioni statali, nelle commemorazioni ufficiali e persino nelle formazioni militari. Sotto la bandiera dell'anticomunismo militante e del nazionalismo, i collaboratori vengono riproposti come «eroi», mentre il loro passato politico, le alleanze belliche e i crimini commessi vengono sistematicamente edulcorati o ignorati.
L'Ucraina non è sola in questa impresa reazionaria. In tutta l'Europa orientale - dall'Ucraina alla Polonia e agli Stati baltici - i governi borghesi hanno investito massicciamente nella riscrittura della storia della Seconda guerra mondiale. Il contributo decisivo dell'Unione Sovietica e dei movimenti di resistenza guidati dai comunisti alla sconfitta del fascismo viene minimizzato, distorto o apertamente diffamato. Allo stesso tempo, le forze anticomuniste, compresi individui e organizzazioni che collaborarono con la Germania nazista, vengono riabilitate, commemorate ed elevate al rango di icone nazionali.
Questa campagna persegue un chiaro obiettivo politico. L'anticomunismo è diventato il collante ideologico attraverso il quale le classi dominanti cercano di riscrivere la storia, equiparando il comunismo al fascismo e riabilitando coloro che si schierarono consapevolmente a fianco di Hitler nella sua guerra contro l'Unione Sovietica. Si tratta di un tentativo di cancellare le tradizioni rivoluzionarie e antifasciste del XX secolo e di sostituirle con una mitologia nazionalista su misura per gli interessi geopolitici odierni.
La glorificazione di Roman Shukhevych non è quindi solo una distorsione storica. Fa parte di una più ampia offensiva ideologica volta a normalizzare la collaborazione fascista, a legittimare il nazionalismo estremo e ad attaccare l'eredità storica del socialismo, dell'Unione Sovietica e della vittoria antifascista.
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