www.resistenze.org - popoli resistenti - stati uniti - 29-03-03

Congratulazioni, America!

di Charley Reese

La satira amara di Charley Reese, uno dei giornalisti che, da sempre, e' venuto a patti con la sua coscienza e ha deliberatamente deciso di sottrarsi alla congiura del silenzio
.

Congratulazioni a voi e a me. Tutti noi americani stiamo per diventare gli orgogliosi genitori adottivi di 22 milioni di iracheni - tranne, naturalmente le molte migliaia che uccideremo.

Il presidente Bush e' stato comprensibilmente vago nello spiegare al popolo che stiamo per adottare la nazione irachena. Dopo averne distrutto il governo, dobbiamo fornirne tutti i servizi alla nazione irachena, in aggiunta agli aiuti umanitari che saranno necessari a causa della nostra distruttiva guerra. Dovremo ricostruirne le infrastrutture anche se abbiamo problemi con le nostre.  Forse vi sarete accorti che, nei discorsi ufficiali, non vi e' alcun accenno ad una "strategia di uscita". Infatti non c'e' nessuna strategia. L'amministrazione Bush desidera stabilirsi in Iraq, porvi un governo d'occupazione e guidare il paese per un indeterminato periodo di tempo. Noi, naturalmente, ne pagheremo il prezzo, che sara' molto, molto salato. Alcuni dei criminali della corporazione politica hanno gia' strappato promesse di contratti miliardari. C'e' sempre un profitto da fare, con la guerra. Non lo faremo ne' voi ne' io; e neanche i soldati, i marinai e gli aviatori. No, in qualita' di consumatori, pagheremo il prezzo in denaro, sangue e rabbia, mentre le corporazioni si spartiranno i profitti.
Non dobbiamo biasimare che noi stessi, pero'. Finche' saremo tanto stupidi da eleggere, come pubblici ufficiali, politici senza scrupoli, possiamo star tranquilli: essi ci prenderanno in giro, ci sfrutteranno. Quando somigli ad una pecora, ti comporti come una pecora, e fai "beee" come una pecora, non puoi dare la colpa al lupo, quando questo ti sceglie come cena.

Mio Dio, spero che gli israeliani non si ingelosiscano. Sono sulle spalle americane da cosi' tanto tempo che il totale cumulativo credo superi i 100 miliardi di dollari. Penserete che un tale quantitativo di denaro spillato dalle tasche dei contribuenti possa garantire, come minimo, un po' di riconoscenza, ma, come ha imparato una giovane attivista di pace schiacciata da un bulldozer israeliano, la riconoscenza non e' il loro forte.
Spenderemo per l'Iraq altrettanto in un anno o due. Grazie al fatto che abbiamo usato quel paese come base di lancio per i nostri missili e come piattaforma per le nostre sanzioni draconiane, l'Iraq non e' che un rottame malato e malnutrito. Ad ogni modo, non importa quanto possiamo spendere per loro, credo che neanche gli iracheni proveranno molta gratitudine.

Da molto tempo mi batto affinche' le tasse americane non finiscano in paesi stranieri. Mi sembra molto semplice. Fino a che un politico americano non mi dica onestamente che tutti gli americani sono sani e prosperi, che tutti i bambini frequentano scuole pulite e ben equipaggiate, che le nostre infrastrutture sono interamente all'altezza, che che tutti i nostri problemi di sanita' ed ambiente sono stati risolti, fino ad allora, i dollari delle tasse americane dovrebbero essere spesi negli Stati Uniti. Ho letto la Costituzione non so quante volte, ma non vi ho mai trovato la legge secondo cui il Congresso debba tassare gli americani per spedire i soldi all'estero. Ma il Congresso lo fa comunque, e la maggior parte degli americani non protesta. Troppo occupati a guardare la TV, suppongo.
Anche se vi state accingendo a portare loro cibo, medicine e equipaggiamento scolastico, vi consiglio di non andare a far visita personalmente ai vostri figli adottivi. Probabilmente saranno adirati a causa di tutti quei morti e feriti. Sara' poco ragionevole, ma sapete come sono gli esseri umani - tendono ad odiare chi gli getta le bombe addosso.

Inoltre, il presidente Bush ha nella manica altri due assi del "trio del male". L'Iran, con 60 milioni di persone, non sara' comunque un osso tenero come l'Iraq, ne' lo sara' la Corea del Nord, ma, ora che abbiamo adottato la folle strategia della guerra preventiva, il conflitto sembra trasformarsi in una sorta di show televisivo della realta' infinita. Ho un suggerimento: non chiudete piu' gli ospedali per i veterani. Credo che avremo bisogno di un gran numero di letti in futuro.

traduzione a cura di
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