tratto da www.granma.cu/italiano/
Di José Pertierra
WASHINGTON, DC.-
Il sogno dorato nordamericano è diventato un incubo. Il Governo di Bush figlio
costruisce trincee di pietra per chiudere la frontiera e trincee legali per
deportare gli immigranti e coloro che non hanno documenti in regola.
Sono sempre più le persone senza documenti che muoiono nel deserto tentando di
attraversare la frontiera militarizzata di questo paese. Gli immigrati e
perfino i residenti legali possono essere detenuti quasi indefinitamente,
processati a porte chiuse e deportati utilizzando “prove segrete” che nemmeno
gli avvocati della difesa possono esaminare.
Il semplice fatto di non informare il
Dipartimento di Sicurezza di un cambio di indirizzo può avere conseguenze
nefaste. I delitti lievi sono diventati crimini gravi con la nuova legge
sull’immigrazione. Un immigrato può venire deportato per un semplice litigio in
strada, oppure per un errore giovanile, per aver rubato un flacone di profumo
in un negozio, aver guidato ubriaco o aver chiuso un occhio nel trovare lavoro
per mantenere la famiglia.
Nessuna legge protegge colui che ha un parente o un imprenditore che lo voglia
patrocinare. Invece c'è una legge che punisce coloro che non hanno documenti
d'identità, con 10 anni di esilio dagli USA per il semplice fatto di aver
vissuto e lavorato in questo paese senza documenti per oltre un anno.
Negli ultimi mesi il Servizio di Immigrazione è stato spostato da un ministero
chiamato della Giustizia in un altro chiamato della Sicurezza.
Un’atmosfera poliziesco minaccia il
paese. Ogni immigrante è ritenuto un possibile terrorista.
Cosa è successo? I nordamericani vogliono eliminare gli immigranti? Siamo
perduti? Dobbiamo andare via e basta?
Assolutamente no. Voglio spiegare la situazione nella quale ci troviamo.
Qua c'è un'estrema destra, xenofoba, razzista, classista e imperialista che si
è impossessata del paese e adesso vuole impadronirsi del mondo. Molti
attribuiscono questo fenomeno all'11 settembre. E' uno sbaglio.
Tutto questo imbroglio cominciò prima, molto prima dell'11 settembre. Quando
Clinton era presidente, un piccolo gruppo di estremisti repubblicani tentò di
fare un colpo di stato politico per togliere dalla presidenza l'ultimo presidente
USA che venne democraticamente scelto. Gli estremisti presentarono le accuse e
riuscirono a iniziare un processo chiamato impeachment, ma ottennero la condanna del Senato. Fallirono e
Clinton continuò come presidente fino alla fine del suo Governo. Questo è
successo prima, molto prima dell'11 settembre.
Poi gli stessi estremisti repubblicani (con l'aiuto di alcuni amici della
Florida) sono riusciti a fare un colpo di stato giudiziario per raggiungere la presidenza quando la Corte Suprema ha consegnato loro con una
scelta - non un’elezione - la Casa Bianca servita su un vassoio d'argento.
Questo è successo prima, molto prima dell'11 settembre.
Poi è giunto l'11 settembre. 19 giovani impazziti hanno lanciato degli aerei
contro le torri gemelle e contro il Pentagono. L'estrema destra
repubblicana ha trovato il pretesto per
imporre in quel paese e nel mondo un programma che era stato preparato e
disegnato da molti anni.
I diritti civili dei cittadini nordamericani sono in pericolo. La costituzione
USA barcolla di fronte alle misure adottate dal Segretario della Giustizia,
John Ashcroft, che pretende che Dio personalmente gli dia gli ordini ogni
giorno. I progressi sociali degli ultimi 70 anni come la previdenza sociale e
il “Medicare” rischiano di scomparire.
Sin da quando Bush figlio ha dichiarato che l'asse del male si trova negli
angoli più scuri del Pianeta, nemmeno il Sole sorge più a Washington.
Bush figlio e i suoi sostenitori estremisti tentano di fare un colpo di Stato
militare all'intero pianeta. Prima in Afghanistan. Poi in lraq. L'estrema
destra repubblicana vuole impossessarsi
del pianeta per forza. Nessun paese può sentirsi sicuro. Né l'lran, né la
Siria, né Cuba, né la Colombia, né le Filippine, né la Francia. I falchi del
Pentagono e della Casa Bianca tentano di imporre al mondo un nuovo ordine nel
quale il re è Bush figlio e noi dobbiamo essere i suoi fedeli servitori.
Se vogliamo capire la situazione degli immigranti negli USA dobbiamo partire
dal fatto che non si tratta un problema isolato. Fa parte del gioco
dell'estrema destra per dominare il paese e il mondo.
Ricordate: l'estrema destra repubblicana governa usando le menzogne e
manipolando i mass media di questo paese.
E' una menzogna che l'lraq aveva armi di distruzione di massa. Prendendo come
base quella menzogna è stata montata una guerra illegale e immorale contro gli
iracheni. La verità è che quelle armi di distruzione di massa sono qui vicino,
dove questa settimana sono state trovate 100 bottiglie di antrace seppellite e
un'altra bottiglia con un batterio vivo, il brucellis milentesis, che è stato prodotto nella base militare
nordamericana di Fort Dietrick a solo 50 miglia da Washington.
E' una menzogna che negli Stati Uniti siamo più sicuri dopo l'invasione nell'lraq. La verità è che
la guerra ha risuscitato un Al-Qaeda che era già indebolito e che adesso si è
rafforzato con più recluti e più
fervore. Gli attacchi terroristici in
Arabia Saudita e Marocco lo dimostrano. La CIA lo dice nei rapporti dei servizi
segreti che i falchi della Casa Bianca ignorano.
E' una menzogna che qualsiasi giudice con cognome spagnolo rappresenta gli interessi dei latini. Somoza
e Batista erano latini. Nessuno però fu degno di rappresentare i nostri
interessi. Il giudice Estrada, designato da Bush per un posto nel tribunale
federale d’appello, non rappresenta i nostri interessi. Preferisco un
anglo-progressista a un latino-somozista.
E' una menzogna che questo paese è
popolato da uomini dagli occhi azzurri. Venne formato da tutti: africani,
cinesi, italiani, greci, tedeschi, messicani, salvadoregni, guatemaltechi e ...
perfino arabi.
Ma sia ben chiaro. Siamo in piena
battaglia. Non contro i musulmani o contro gli arabi. Contro un gruppo di
estremisti che vogliono impadronirsi del pianeta. Per noi, che viviamo nelle
viscere di questo mostro, è una battaglia d'idee. Lottiamo per illuminare la
verità davanti all'oscurità delle menzogne che ci propiano ogni giorno dalla
TV, dalla radio, e dai giornali nordamericani.
E' una menzogna che gli immigranti rappresentano un peso o una minaccia per
sicurezza nazionale del paese. Con questa menzogna è stata montata una guerra
illegale e immorale contro gli immigranti. Non ci lasciamo ingannare.
La verità è che gli immigranti non vengono in questo paese a mendicare, né a
far saltare in aria gli edifici. Veniamo a lavorare. A fare i lavori che loro
disprezzano. La verità è che hanno bisogno di noi perché senza la nostra mano
d'opera questo paese si paralizza. La maggioranza del popolo nordamericano lo
sa. Ma tentano di ingannarsi dicendo
che siamo un mucchio di sfaccendati o di terroristi che meritiamo la
cittadinanza solo se spargiamo il nostro sangue per una bandiera che non è la
nostra.
Non è mica facile essere un immigrante. Come disse Miguel Ángel Asturias nell'esilio
"vivere in una terra che non è la nostra". Mangiare il cibo che non è
il nostro. Parlare una lingua che non è la nostra. Ridere con le barzellette
che non sono le nostre... E tuttavia lo facciamo. Lo facciamo con coraggio e
con dignità, anche se senza documenti.
Non bisogna arrendersi. Questa battaglia la vinceremo. La vinceremo quando
acquisiremo la cittadinanza e voteremo sulla base di veri principi di
solidarietà con i nostri fratelli. Quando non dimenticheremo che, anche se abbiamo ottenuto la cittadinanza, ieri
eravamo ancora immigranti.
Vinceremo quando andremo in strada a protestare e proclamare i nostri diritti.
So che alcuni vorrebbero che i noi
avvocati spiegassimo loro le leggi di immigrazione e rispondessimo le loro domande personali. Il
punto principale però non è interpretare le leggi. E' cambiarle.
Se ognuno di noi, con documenti o meno,
pone una piccola goccia d'acqua potremo
formare una corrente tanto forte che farà naufragare quegli estremisti,
razzisti e xenofobi.
Bush figlio e i suoi sostenitori ci sentono bene. Non ce ne andremo. Il nostro
sudore e il nostro sangue sono la rugiada che irriga la terra nordamericana. La
nostra mano d'opera alimenta gli anglofoni, lava i loro piatti, i loro calzini,
le loro mutande. Costruisce i loro
edifici e raccoglie la loro spazzatura. Costruisce i negozi nei quali vengono
impiegati i nordamericani. Investe sangue, sudore e capitale in questo paese.
Costruisce la società.
Con il nostro voto e con il nostro sforzo faremo fuori i governanti del potere.
I politici di Washington ascoltino le nostre voci: colui che non vota per noi ,
non ha il nostro voto.
Sappiano che rimarremo qui per costruire una nuova società, non di razzisti e
ricchi, ma di gente degna e lavoratrice.
Le menzogne di questo Governo non saranno eterne. Noi non siamo sciocchi e non
ci lasciamo ingannare. Il potere di questo Governo è passeggero. L'anno
prossimo è un anno elettorale. Tutto il Congresso, una terza parte del Senato e
la presidenza sono in scacco.
Inviamo loro un messaggio decorato con raggi e tuoni. Votiamo. Organizziamoci.
L'unione fa la forza. Tutti insieme i salvadoregni, i messicani, i colombiani,
i perivuani, i boliviani, insomma gli immigranti, siamo forti davanti al potere
imperiale di Washington. Siamo Nostra
America.
Cerchiamo alleati fra gli atri immigranti in questo paese: gli africani, gli
asiatici, gli arabi e addirittura fra gli statunitensi progressisti che non
condividono le idee degli estremisti che sono temporalmente al potere.
Rompiamo le trincee di pietra e di legge che questi estremisti costruiscono
contro le nazioni degli "oscuri angoli" del mondo.
Facciamo il necessario per seppellire questo Governo stipato di trincee d'odio
e menzogne. Lottiamo per la giustizia, l'amicizia e la verità.
Come disse Martí oltre un secolo fa: "Questi non tempi nei quali si può andare a letto con il berretto da notte,
ma con le armi come cuscino,... le armi del giudizio che vincono le altre.
Le trincee di idee valgono più delle trincee di pietra".
(Testo dell'intervento di José
Pertierra presso l'Assemblea Comunitaria di Immigrazione a Washington, DC lo
scorso 31 maggio).