da bollettino aurora n.53 - ottobre 2003
sito del bollettino aurora -
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Wesley
Clark farà domani il contrario di ciò che ha fatto ieri?
America
latina, Jugoslavia, Cina e qualche altro bersaglio …
Michel Collon 23 settembre 2003
Traduzione di Alessandro
Lattanzio
Wesley Clark, un
concorrente di ‘Bush bis’? Vedremo più lontano perché certi ambienti dirigenti
degli USA cercano di "cambiare cavallo". Ma, innanzitutto perché non
si dice nulla del suo passato? Si, si può votare per Wesley Clark, a condizione
di dimenticare che...
AMERICA
LATINA (1996-97):
Installato a Panama per
comandare l’"US Southern Command" cioè le operazioni in America
latina, Clark fornì in gran numero di "consiglieri" militari e di
mercenari USA a diversi regimi praticanti il terrore. Durante questo periodo,
le violazioni dei diritti dell’uomo conobbero un escalation impressionante, per
esempio in Colombia: 2.400 assassini politici (senza contare i numerosi
scomparsi) commessi dai gruppi militari e paramilitari armati, addestrati e
aiutati da Wesley Clark.
Obiettivo: nella linea delle
aggressioni contro Cile, Cuba e tanti altri, si tratta di combattere con
ferocia i movimenti di liberazione in Colombia, Perù, Guatemala, Messico e
Bolivia. Sempre per mantenere la situazione economica delle multinazionali USA
sull’America Latina. Che queste guerre si siano svolte piuttosto lontane dalle
telecamere, non diminuisce la responsabilità di Clark.
[http://www.law.northwestern.edu/]
[http://www.nato.int/cv/saceur/clark.htm]
JUGOSLAVIA
(1999):
La guerra contro la Jugoslavia?
Certuni la vedono una operazione umanitaria di cui gli scopi reali
corrispondenti agli scopi proclamati. Per altri, al contrario, era una
operazione ipocrita che mirava a far man bassa delle strade balcaniche del
petrolio e sulle ricchezze del paese eliminando l’autogestione e le conquiste
sociali del "socialismo alla jugoslava". Sembra che Clark stesso
abbia risposto a tale questione tirando il bilancio seguente, alla fine del suo
mandato: "Gli avversari potenziali dovranno riconoscere che le nazioni
occidentali sono pienamente capaci militarmente, diplomaticamente e
industrialmente di operazioni di combattimento ad alta intensità includenti
l’uso delle forze terrestri, quando i loro interessi vitali sono coinvolti, e
anche quando degli interessi meno vitali sono implicati." Più alcuna
menzione dei pretesti umanitari abbondantemente invocati prima e durante la
guerra. (Intervista IHT, 3 maggio 2000)
Comunque sia, i crimini commessi
durante tale guerra dalla Nato, sotto il comando di Wesley Clark, sono
innegabili. Anche se non saranno mai giudicati perché la Giustizia
internazionale non esiste contro i potenti.
Quali crimini? Se raggiunge un
numero ridicolo di tank jugoslavi, Clark ha bombardato un edificio della TV (16
giornalisti e tecnici uccisi), fabbriche, complessi petrolchimici (da cui
l’esplosione del cancro e altre malattie) infrastrutture civile (centrali
elettriche), un convoglio di rifugiati albanesi che tornavano in Kosovo (70
vittime), un treno passeggeri... E, last but not least, l’ambasciata cinese (3
vittime) a titolo "d’avvertimento" poiché Pechino sosteneva
l’indipendenza della Jugoslavia. E l’uso di "bombe a frammentazione",
mortali a lungo termine per i bambini. E quello dei proiettili di uranio
cosiddetto "esaurito", che inquinano la regione a lunghissimo
termine. Il capitano spagnolo Martin de la Hoz ha protestato apertamente contro
i bombardamenti deliberati di obiettivi civili (Articulo 20, Madrid, 14 giugno 99).
Lontano dall’essere un semplice
"soldato obbediente", Clark é descritto da tutti come il
"super-falco" che voleva bombardare tutti i ponti di Belgrado per
intimidire la popolazione. Ciò si vede dal suo atteggiamento dopo la guerra: Quando
le truppe russe muovevano verso Pristina per tentare di proteggere le minoranze
serbe, Wesley Clark, preso da un grande collera, esigette che il generale
britannico Jackson bloccasse l’aeroporto di Pristina per impedire i Russi di
atterrare. Rispose Jackson : "Sir, non voglio scatenare la III° Guerra
mondiale per voi!". Dopo, Clark aiutò le milizie terroriste dell’UCK a
sottrarsi alla smilitarizzazione prevista dalla risoluzione dell’ONU. Oggi,
ancora queste milizie mafiose fanno regnare il terrore tra tutte le comunità
nazionali e anche una grande parte della popolazione albanese.
IRAK
(2003):
Oggi che Bush si è impietrito
davanti alla resistenza del popolo irakeno, Wesley Clark si vanta:
"L’avevo detto". E, per elettoralismo, cerca di darsi una immagine
"anti-guerra". Ma cosa dichiarava prima della guerra? "Sono
categoricamente certo che Saddam possiede le armi di distruzione di massa"
(CNN, 18 janvier 01).
E cosa scriveva esattamente il
10 aprile scorso? E bene, salutava l’aggressione contro l’Irak, motivata
secondo lui da "forti convizioni, Bush e Blair potevano essere fieri della
loro determinazione." Giudicando che "nulla poteva essere più
emozionante" che la "liberazione" di Bagdad e che bisognava
sbrigarsi a "completare tale grande vittoria". Applaudiva anche il generale
Tommy Franks: un criminale di guerra colpevole d’avere ordinato o coperto dei
bombardamento sui civili, attacchi contro degli ospedali e le ambulanze, contro
dei giornalisti...
E l’"uomo della pace"
Clark annunciava che "l’operazione in Irak servirà anche come punto di
partenza (...) di altre azioni militari contro paesi che hanno sostenuto il
terrorismo e hanno dispiegato armi di distruzione di massa". Una tribuna
che Bush avrebbe praticamente potuto firmare (pubblicato sul Times di Londra).
E DOMANI LA
CINA E ... ?
Perché Clark strepita? Perché
gli scacchi del metodo Bush cominciano a inquietare una parte dei dirigenti
degli USA. Temono che si mettano contro tutti gli alleati, diviene sempre più
difficile e costoso di condurre diverse guerre d’aggressione in preparazione.
Infatti, diverse correnti della borghesia USA sono d’accordo sul piano di
ricolonizzazione totale del mondo per salvare le multinazionali USA dalla
crisi. Ma tali fazioni divergono talvolta sui metodi: Condividendo il bottino, un
parte piccola, con gli alleati europei o no? Rispettando o no una finta
legalità internazionale?
Se Bush sarà troppo
discreditato dalla resistenza, dalle sue menzogne, dagli scandali, e dal
fallimento della sua politica economica, allora bisognerà avere un uomo di
ricambio per condurre la stessa politica ma più abilmente.
L’episodio Clark mostra che la
superpotenza USA ha anche le sue debolezze. È a causa della resistenza nel
mondo che i dirigenti degli USA sono imbarazzati. Nello stesso tempo, l’affare
mostra anche che le "soluzioni" di questo sistema consistono a
rimpiazzare un criminale di guerra con un altro.
Tutti questi precedenti stati
di servizio lo provano: Clark sarebbe egli stesso l’uomo delle multinazionali
USA e dei loro pericolosi progetti. Sapendo che la Cina é sempre più indicato
come il bersaglio maggiore degli USA verso l’orizzonte del 2015, é interessante
ricordarsi una recente intervista passata inosservata. Wesley Clark,
interrogato su Saddam, risponde che gli USA faranno il possibile per
interessarsi alla Cina : "Durante la Rivoluzione culturale, c’era il
cannibalismo in Cina" (sic). E le persone che hanno ucciso gli studenti a
Tienanmen, sono sempre al potere." ( Magazine Fortune)
Il generale Jackson non aveva,
apparentemente, torto affermando che Wesley Clark, era la via per la III°
Guerra mondiale... La via progressista non consiste nel scegliere un disperato,
un meschino apparentemente meno pericoloso di quello al potere. La via
progressista non sarà altro che l’eliminazione del sistema degli sfruttatori.