www.resistenze.org - popoli resistenti - stati uniti - 28-01-04

fonte http://www.iacenter.org/m20_call8.htm

traduzione dall'inglese a cura del Ccdp

Lettera aperta delle comunità arabo-americane & musulmane ai movimenti contro la guerra degli Stati Uniti


12 gennaio 2004 - Oggi, quarantuno organizzazioni arabo-americane e musulmane pubblicano una lettera aperta che appoggia l'Appello all'azione del 20 marzo e sfida il movimento USA contro la guerra ad assumere una posizione di principio in difesa dell'autodeterminazione e in opposizione a tutti i piani di occupazione coloniale americani. Questa importante lettera può essere letta interamente nel seguito.

Un gran numero di organizzazioni delle comunità arabo-americane e musulmane hanno pubblicato la seguente lettera aperta concernente la mobilitazione per la manifestazione del 20 marzo. Questa è un'importante dichiarazione che incoraggiamo a divulgare e a far circolare estesamente.

LETTERA APERTA DELLE COMUNITÀ ARABO-AMERICANE E MUSULMANE AL MOVIMENTO USA CONTRO LA GUERRA

[Per aderire come organizzazione firmataria o esser inclusi nell'elenco di solidarietà, preghiamo scrivere a: rashmawi@sbcglobal.net]

Scenario: Una convocazione alla mobilitazione per il 20 marzo 2004 contro le occupazioni coloniali, è stata proposta e sostenuta su scala nazionale da una grande coalizione di organizzazioni e comunità che includono A.N.S.W.E.R; Al-Awda; l'Unione per la Riaffermazione dei diritti in Palestina (the Palestine Right to Return Coalition); l'Ordine nazionale Avvocati; la Federazione arabi musulmani americani; the Free Palestine Alliance-USA; the Muslim American Society Freedom Foundation; e l'Associazione studentesca musulmana degli Stati Uniti e Canada. Il Consiglio Nazionale degli arabi americani (NCAA) sostiene pienamente questo appello.

L'appello alla mobilitazione esige la fine di "tutte le occupazioni coloniali dall'Iraq alla Palestina, e ovunque". Invoca inoltre il "ritiro IMMEDIATO delle truppe" senza ritardi, e l'opposizione alla copertura internazionale all'occupazione coloniale dell'Iraq.
Alcuni settori del movimento contro la guerra obbiettano e si stanno organizzando contro queste richieste, insistendo che la Palestina debba esser tenuta fuori dalla convocazione del 20 marzo (cosa che questi stessi settori avevano già richiesto), e ritenendo un'alternativa possibile l'internazionalizzazione dell'occupazione dell'Iraq.

Di conseguenza, e nel contesto di una lunga storia che ci ha imbavagliati ed emarginati, la comunità arabo-americana e musulmana prepara questa lettera aperta al movimento.

LETTERA APERTA DELLE COMUNITÀ ARABO-AMERICANE E MUSULMANE AL MOVIMENTO USA CONTRO LA GUERRA

Care organizzazioni per la pace e la giustizia, cari attivisti,

Il 20 marzo 2004, il mondo si mobiliterà contro la guerra ed le occupazioni coloniali. Il significato di questo giorno storico è evidente a tutti e non richiede elaborazioni ulteriori. La chiarezza politica e il carattere di questa mobilitazione negli Stati Uniti, restano comunque illusori.

Questo è il punto in cui si trova la nostra comunità:

I popoli della Palestina e dell'Iraq, faccia a faccia con la guerra, hanno pagato un caro prezzo. Essi si schierano contro il progetto imperialista, spalla a spalla con le comunità di colore, la classe operaia statunitense ed insieme agli altri importanti e numerosi popoli soggiogati del mondo: dall'Afghanistan alla Colombia, dalle Filippine a Vieques, e altri.

Senza un dubbio, i popoli palestinese ed iracheno sono fusi in un'inestricabile fronte unico all'avanguardia del movimento mondiale contro la guerra, personificandolo e pagando in prima persona con la cosa più cara: la loro stessa esistenza. Nonostante le case distrutte, i bambini assassinati, le terre confiscate, gli alberi sradicati, le città colonizzate ed etnicamente epurate, i muri costruiti, i rifugiati orfani di patria, e la sottrazione sempre crescente del loro diritto di autodeterminazione, loro rimangono la vera espressione di antitesi all'impero, con una visione della giustizia equa per tutti.


Negli Stati Uniti, noi, arabo-americani e musulmani, siamo stati intenzionalmente bersagliati, spogliati dei nostri diritti, e messi fuori dalla struttura costituzionale di questo paese. Un nuovo COINTELPRO è stato sguinzagliato contro le nostre case e le nostre stanze, dalle quali i nostri padri, madri, figli, e figlie sono stati strappati per essere gettati in ignote prigioni. Così in un continuum storico, noi ci troviamo con gli Africani di America, i Giapponesi di America, i Latino-americani, gli Indiani nativi e tutti gli altri, nella dolorosa lotta per la giustizia. Da loro tutti, noi traiamo insegnamento, poiché loro sono i nostri predecessori ed i nostri compagni in questo lungo cammino.

Di conseguenza, noi sottoscrittori con la presente dichiariamo che:

1. Noi non accettiamo di estromettere dal movimento contro la guerra, la lotta del popolo palestinese; e, anzi la lotta in Palestina è da ritenersi, come universalmente osservato, centrale rispetto qualsiasi mobilitazione per la pace e la giustizia.

2. Noi insistiamo che i diritti palestinesi di riaffermazione ed autodeterminazione sono i punti cardine della lotta palestinese, e quelle organizzazioni che tentano di sminuire, distogliere, o eliminare questi diritti, o qualsiasi altra incurante posizione che si possa assumere sulla Palestina, agisce contro la volontà e le aspirazioni del popolo palestinese.

3. Vediamo tentativi di marginalizzare la nostra presenza collettiva e di accusare la nostra partecipazione nel movimento di avere un carattere razzista. Nello sforzo di zittire per decenni le voci arabe e musulmane, particolarmente quella palestinese, il movimento negli Stati Uniti si è isolato dal movimento globale per la giustizia. Noi ci consideriamo a pieno diritto i compagni che possono guidare il movimento come dimostra l'enorme prezzo che continuiamo a pagare, e rifiutiamo qualsiasi tentativo di strumentalizzazione della nostra presenza.

4. Noi consideriamo le posizioni che sono per "l'internazionalizzazione dell'occupazione coloniale dell'Iraq", o che sostengono che l'occupazione deve permanere fino a quando "gli Iracheni non siano in grado di assicurasi la democrazia", come implicitamente colonialiste e razziste. Queste sono posizioni radicate nei luoghi comuni di "avveramento del destino"
e del "l'uomo bianco che porta il peso della civilizzazione".

5. Noi invitiamo la nostra gente, ovunque si trovi, di ritenere tutte le organizzazioni responsabili delle posizioni che assumono, specialmente quelle che ci attribuiscono atteggiamenti razzisti, più o meno implicitamente, particolarmente quelle che stigmatizzano o strumentalizzano la nostra lotta. A qualsiasi organizzazione o movimento che trova accettabile minimizzare o trascurare per convenienza politica la lotta di un popolo, non dovrebbe essere permesso di muoversi all'interno del movimento mondiale della giustizia. La giustizia non è né selettiva, né parziale o condizionata.

Noi siamo inflessibili su questi principi per la mobilitazione del 20 marzo, inoltre chiamiamo tutte le comunità ed organizzazioni a mobilitarsi e tenere ferme le seguenti cinque parole d'ordine:


1. Fine di tutte le occupazioni coloniali dall'Iraq alla Palestina, ed ovunque!
2. Ritiro IMMEDIATO delle truppe!
3. No all'internazionalizzazione delle occupazioni coloniali!
4. Fine degli attacchi alle libertà civili!
5. Soldi per il lavoro, l'istruzione, e la cura sanitaria e non per guerra!

Così salutiamo e ci riconosciamo in quei settori del movimento che hanno assunto come posizione di principio la giustizia, noi aspiriamo a partecipare alla forza di tutti quelli che come noi invocano un vero fronte unito globale contro la guerra

Tutti in marcia il 20 marzo 2004!


(Elenco in ordine alfabetico. Per essere incluso, preghiamo scrivere: rashmawi@sbcglobal.net)

1. Al-Awda, the Palestine Right to Return Coalition
2. Al-Bireh Palestine Society, California Chapter
3. Al-Qalam Institute
4. American Muslims for Jerusalem (AMJ)
5. American-Arab Anti-Discrimination Committee, Greater Sacramento Area Chapter
6. American-Arab Anti-Discrimination Committee, New Jersey Chapter
7. American-Arab Anti-Discrimination Committee, Seattle Chapter
8. American-Arab Anti-Discrimination Committee, Los Angeles/Orange County Chapter
9. American-Arab Anti-Discrimination Committee, San Francisco Bay Area Chapter
10. Arab Center of Washington - Seattle
11. Arab Muslim American Federation
12. Arab-American Community Center, Chicago
13. Arab-American Forum, New Hampshire
14. Arab-American Press Guild
15. San Francisco Bay Area Palestine Coalition
16.
Canada-Palestine Association
17.
Canada-Palestine Friendship Society
18. Canadian Arab Federation
19. Committee for Democratic Palestine - Canada
20. Committee for Justice - USA
21. Deir Yassin Society of New York
22.
Free Palestine Alliance - USA (FPA)
23.
Friends of Ghassan Kanafani, Toronto Chapter
24. Kana'an Review
25. Muslim American Society Freedom Foundation (MAS Freedom Foundation)
26. Muslim Students Association of the U.S. and Canada (MSA-National)
27. Muslim Students Association, California State University, Sacramento
28. Muslim Students Association, University of California, Davis
29. National Council of Arab Americans (NCAA)
30. Palestine Children's Welfare Fund
31. Palestine House Educational and Cultural Center, Canada
32. Palestine Right of Return Congress - USA
33. Palestine Solidarity Committee - Los Angeles
34. Palestine Solidarity Committee - Seattle
35. Palestine Solidarity Group - Chicago
36. Palestinian American Women's Association (PAWA)
37. Sacred Roots
38. Students for Justice in Palestine, California State University, Sacramento
39. Students for Justice in Palestine, University of California, Davis
40. The Islamic Association for Palestine (IAP)
41. The United Muslim Association of High Schools Club