fonte http://www.iacenter.org/m20_call8.htm
traduzione dall'inglese a cura del Ccdp
Lettera aperta delle comunità
arabo-americane & musulmane ai movimenti contro la guerra degli Stati Uniti
12 gennaio 2004 - Oggi, quarantuno
organizzazioni arabo-americane e musulmane pubblicano una lettera aperta che
appoggia l'Appello all'azione del 20 marzo e sfida il movimento USA contro la
guerra ad assumere una posizione di principio in difesa dell'autodeterminazione
e in opposizione a tutti i piani di occupazione coloniale americani. Questa
importante lettera può essere letta interamente nel seguito.
Un gran numero di organizzazioni delle
comunità arabo-americane e musulmane hanno pubblicato la seguente lettera
aperta concernente la mobilitazione per la manifestazione del 20 marzo. Questa
è un'importante dichiarazione che incoraggiamo a divulgare e a far circolare
estesamente.
LETTERA APERTA DELLE COMUNITÀ
ARABO-AMERICANE E MUSULMANE AL MOVIMENTO USA CONTRO LA GUERRA
[Per aderire come
organizzazione firmataria o esser inclusi nell'elenco di solidarietà, preghiamo
scrivere a: rashmawi@sbcglobal.net]
Scenario: Una convocazione alla mobilitazione per il 20 marzo 2004 contro le
occupazioni coloniali, è stata proposta e sostenuta su scala nazionale da una
grande coalizione di organizzazioni e comunità che includono A.N.S.W.E.R;
Al-Awda; l'Unione per la Riaffermazione dei diritti in Palestina (the Palestine
Right to Return Coalition); l'Ordine nazionale Avvocati; la Federazione arabi
musulmani americani; the Free Palestine Alliance-USA; the Muslim American
Society Freedom Foundation; e l'Associazione studentesca musulmana degli Stati
Uniti e Canada. Il Consiglio Nazionale degli arabi americani (NCAA) sostiene
pienamente questo appello.
L'appello alla mobilitazione esige la fine
di "tutte le occupazioni coloniali dall'Iraq alla Palestina, e
ovunque". Invoca inoltre il "ritiro IMMEDIATO delle truppe"
senza ritardi, e l'opposizione alla copertura internazionale all'occupazione
coloniale dell'Iraq.
Alcuni settori del movimento contro la
guerra obbiettano e si stanno organizzando contro queste richieste, insistendo
che la Palestina debba esser tenuta fuori dalla convocazione del 20 marzo (cosa
che questi stessi settori avevano già richiesto), e ritenendo un'alternativa
possibile l'internazionalizzazione dell'occupazione dell'Iraq.
Di conseguenza, e nel contesto di una lunga
storia che ci ha imbavagliati ed emarginati, la comunità arabo-americana e
musulmana prepara questa lettera aperta al movimento.
LETTERA APERTA DELLE
COMUNITÀ ARABO-AMERICANE E MUSULMANE AL MOVIMENTO USA CONTRO LA GUERRA
Care organizzazioni per la pace e la
giustizia, cari attivisti,
Il 20 marzo 2004, il mondo si mobiliterà
contro la guerra ed le occupazioni coloniali. Il significato di questo giorno
storico è evidente a tutti e non richiede elaborazioni ulteriori. La chiarezza
politica e il carattere di questa mobilitazione negli Stati Uniti, restano
comunque illusori.
Questo è il punto in cui si trova la nostra
comunità:
I popoli della Palestina e dell'Iraq,
faccia a faccia con la guerra, hanno pagato un caro prezzo. Essi si schierano
contro il progetto imperialista, spalla a spalla con le comunità di colore, la
classe operaia statunitense ed insieme agli altri importanti e numerosi popoli
soggiogati del mondo: dall'Afghanistan alla Colombia, dalle Filippine a
Vieques, e altri.
Senza un dubbio, i popoli palestinese ed iracheno sono fusi in un'inestricabile
fronte unico all'avanguardia del movimento mondiale contro la guerra,
personificandolo e pagando in prima persona con la cosa più cara: la loro
stessa esistenza. Nonostante le case distrutte, i bambini assassinati, le terre
confiscate, gli alberi sradicati, le città colonizzate ed etnicamente epurate,
i muri costruiti, i rifugiati orfani di patria, e la sottrazione sempre
crescente del loro diritto di autodeterminazione, loro rimangono la vera
espressione di antitesi all'impero, con una visione della giustizia equa per
tutti.
Negli Stati Uniti, noi, arabo-americani e
musulmani, siamo stati intenzionalmente bersagliati, spogliati dei nostri
diritti, e messi fuori dalla struttura costituzionale di questo paese. Un nuovo
COINTELPRO è stato sguinzagliato contro le nostre case e le nostre stanze,
dalle quali i nostri padri, madri, figli, e figlie sono stati strappati per
essere gettati in ignote prigioni. Così in un continuum storico, noi ci
troviamo con gli Africani di America, i Giapponesi di America, i
Latino-americani, gli Indiani nativi e tutti gli altri, nella dolorosa lotta
per la giustizia. Da loro tutti, noi traiamo insegnamento, poiché loro sono i
nostri predecessori ed i nostri compagni in questo lungo cammino.
Di conseguenza, noi sottoscrittori con la
presente dichiariamo che:
1. Noi non accettiamo di estromettere dal
movimento contro la guerra, la lotta del popolo palestinese; e, anzi la lotta
in Palestina è da ritenersi, come universalmente osservato, centrale rispetto
qualsiasi mobilitazione per la pace e la giustizia.
2. Noi insistiamo che i diritti palestinesi
di riaffermazione ed autodeterminazione sono i punti cardine della lotta
palestinese, e quelle organizzazioni che tentano di sminuire, distogliere, o
eliminare questi diritti, o qualsiasi altra incurante posizione che si possa
assumere sulla Palestina, agisce contro la volontà e le aspirazioni del popolo
palestinese.
3. Vediamo tentativi di marginalizzare la
nostra presenza collettiva e di accusare la nostra partecipazione nel movimento
di avere un carattere razzista. Nello sforzo di zittire per decenni le voci
arabe e musulmane, particolarmente quella palestinese, il movimento negli Stati
Uniti si è isolato dal movimento globale per la giustizia. Noi ci consideriamo
a pieno diritto i compagni che possono guidare il movimento come dimostra
l'enorme prezzo che continuiamo a pagare, e rifiutiamo qualsiasi tentativo di
strumentalizzazione della nostra presenza.
4. Noi consideriamo le posizioni che sono per "l'internazionalizzazione
dell'occupazione coloniale dell'Iraq", o che sostengono che l'occupazione
deve permanere fino a quando "gli Iracheni non siano in grado di
assicurasi la democrazia", come implicitamente colonialiste e razziste.
Queste sono posizioni radicate nei luoghi comuni di "avveramento del
destino"e
del "l'uomo bianco che porta il peso della civilizzazione".
5. Noi invitiamo la nostra gente, ovunque si trovi, di ritenere tutte le
organizzazioni responsabili delle posizioni che assumono, specialmente quelle
che ci attribuiscono atteggiamenti razzisti, più o meno implicitamente,
particolarmente quelle che stigmatizzano o strumentalizzano la nostra lotta. A
qualsiasi organizzazione o movimento che trova accettabile minimizzare o
trascurare per convenienza politica la lotta di un popolo, non dovrebbe essere
permesso di muoversi all'interno del movimento mondiale della giustizia. La
giustizia non è né selettiva, né parziale o condizionata.
Noi siamo inflessibili su questi principi per la mobilitazione del 20 marzo,
inoltre chiamiamo tutte le comunità ed organizzazioni a mobilitarsi e tenere
ferme le seguenti cinque parole d'ordine:
1. Fine di tutte le occupazioni coloniali
dall'Iraq alla Palestina, ed ovunque!
2. Ritiro IMMEDIATO delle truppe!
3. No all'internazionalizzazione delle occupazioni coloniali!
4. Fine degli attacchi alle libertà civili!
5. Soldi per il lavoro, l'istruzione, e la cura sanitaria e non per guerra!
Così salutiamo e ci riconosciamo in quei
settori del movimento che hanno assunto come posizione di principio la
giustizia, noi aspiriamo a partecipare alla forza di tutti quelli che come noi
invocano un vero fronte unito globale contro la guerra
Tutti in marcia il 20 marzo 2004!
(Elenco in ordine alfabetico. Per essere
incluso, preghiamo scrivere: rashmawi@sbcglobal.net)
1. Al-Awda, the Palestine Right to Return Coalition
2. Al-Bireh Palestine Society, California Chapter
3. Al-Qalam Institute
4. American Muslims for Jerusalem (AMJ)
5. American-Arab Anti-Discrimination Committee, Greater Sacramento Area Chapter
6. American-Arab Anti-Discrimination Committee, New Jersey Chapter
7. American-Arab Anti-Discrimination Committee, Seattle Chapter
8. American-Arab Anti-Discrimination Committee, Los Angeles/Orange County
Chapter
9. American-Arab Anti-Discrimination Committee, San Francisco Bay Area Chapter
10. Arab Center of Washington - Seattle
11. Arab Muslim American Federation
12. Arab-American Community Center, Chicago
13. Arab-American Forum, New Hampshire
14. Arab-American Press Guild
15. San Francisco Bay Area Palestine Coalition
16. Canada-Palestine Association
17. Canada-Palestine Friendship Society
18. Canadian Arab Federation
19. Committee for Democratic Palestine - Canada
20. Committee for Justice - USA
21. Deir Yassin Society of New York
22. Free Palestine Alliance - USA (FPA)
23. Friends of Ghassan Kanafani, Toronto
Chapter
24. Kana'an Review
25. Muslim American Society Freedom Foundation (MAS Freedom Foundation)
26. Muslim Students Association of the U.S. and Canada (MSA-National)
27. Muslim Students Association, California State University, Sacramento
28. Muslim Students Association, University of California, Davis
29. National Council of Arab Americans (NCAA)
30. Palestine Children's Welfare Fund
31. Palestine House Educational and Cultural Center, Canada
32. Palestine Right of Return Congress - USA
33. Palestine Solidarity Committee - Los Angeles
34. Palestine Solidarity Committee - Seattle
35. Palestine Solidarity Group - Chicago
36. Palestinian American Women's Association (PAWA)
37. Sacred Roots
38. Students for Justice in Palestine, California State University, Sacramento
39. Students for Justice in Palestine, University of California, Davis
40. The Islamic Association for Palestine (IAP)
41. The United Muslim Association of High Schools Club