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fonte - http://www.granma.cu/italiano/2004/febrero/vier27/violacion-it.html

Divieto di pubblicare articoli scientifici scritti a Cuba, Iran, Libia e Sudan


Il divieto viola il primo emendamento costituzionale a
fferma il dottor Augustín Lage, direttore del Centro d’Immunologia Molecolare di Cuba

di Raisa Pages

Il dottor Augustín Lage, direttore del Centro d’Immunologia Molecolare di Cuba, ha definito il divieto del Governo nordamericano di pubblicare gli articoli scientifici che provengono da Cuba, Iran, Libia e Sudan, una violazione dei principi di libertà e d’espressione e del primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.

Il provvedimento deriva da una norma dell’anno scorso, della Segreteria del Tesoro degli Stati Uniti, in cui si stabilisce che l’edizione degli articoli scritti in Iran, Libia, Cuba e Sudan viola l’embargo al quale sono sottoposti questi paesi.

“Questo assurdo provvedimento costituisce un rischio per lo stesso popolo degli Stati Uniti. Sappiamo che la stessa comunità scientifica nordamericana non permetterà la sua applicazione e la impugnerà per vie legali”, ha precisato il dottor Lage.
Il Direttore del CIM, ha inoltre considerato, che quest’accordo anticostituzionale va contro la scienza mondiale e contro la politica del libero scambio delle informazioni scientifiche per il bene dell’umanità.

“Pensavamo che l’umanità si fosse lasciata alla spalle tappe come queste che ricordano i tempi di Hitler, quando veniva riconosciuta come valida solo la scienza ariana e il resto veniva scartato: è una misura medievale e fascista”, ha dichiarato Augustín Lage.

Il Centro d’Immunologia Molecolare cubano pubblica nelle riviste specializzate di varie nazioni, tra cui anche gli USA, circa 30 articoli scientifici l’anno.

“Gli scientifici nordamericani sono molto interessati alle ricerche che il nostro centro elabora sull’oncologia clinica. Ogni due anni organizziamo un incontro sull’immunoterapia del cancro, a cui partecipa un gruppo di ricercatori statunitensi”, ha detto Lage.
Negli Stati Uniti, il cancro è la seconda causa di morte ed ogni anno muoiono per questo male circa mezzo milione di persone.

“Articoli sugli anticorpi monoclonali contro il cancro alla testa e nel collo e sul vaccino contro il cancro ai polmoni, saranno pubblicati a breve nelle riviste nordamericane”, ha informato il Direttore del CIM.

L’Associazione Americana per l’Avanzamento della Scienza (AAAS), quella che pubblica la prestigiosa rivista britannica Science, la Società Americana di Fisica (APS) e l’Istituto Americano di Fisica (AIP), sono alcune delle organizzazioni che hanno comunicato la loro decisione di non eseguire l’ordine, secondo la rivista britannica Nature.

Totalmente contrario al divieto nordamericano è il direttore dell’AIP, Marc Brodsky, che ha commentato: “Riteniamo di essere protetti dalla libertà d’espressione”, si legge su  Nature. La rivista britannica e altre pubblicazioni della Nature Publishing Group  stanno accettando gli articoli dei paesi colpiti dalla proibizione statunitense.

“Non comprendiamo assolutamente per quale  ragione per dovremmo rifiutare le pubblicazioni di questi paesi”, ha detto Philip Campbell, direttore di Nature. “Stiamo consultando  un legale al proposito”.

Negli Stati Uniti, Alan Adler, responsabile degli affari legali e governativi dell’Associazione degli Editori Americani, che rappresenta la maggior parte delle pubblicazioni senza scopo di lucro e di altre case editrici del paese, ha dichiarato: “Il Governo non dovrebbe dettare restrizioni che riguardano le attività relative al primo emendamento”.

Adler afferma che la legge esime in modo specifico “l’informazione e il materiale informativo” dagli embarghi commerciali ed avverte che la sua associazione sta studiando azioni legali per far ritirare questa regola.
“Riteniamo che questo provvedimento sia errato da un punto di vista legale e di principio”, ha detto Adles, come si può leggere  nel sito periodista@digital.com.