www.resistenze.org - popoli resistenti - stati uniti - 22-11-04

da http://www.contropiano.org

Abbandonate il campo di battaglia!


di Michel Chossudovsky

Rendiamo questa "scelta morale" possibile per le donne e gli uomini americani, inglesi, canadesi e della coalizione arruolati nell’esercito. Disobbedite agli ordini illegittimi! Abbandonate il campo di battaglia! Rifiutatevi di combattere in una guerra che viola sfacciatamente la legge internazionale e la costituzione degli Stati Uniti.
Nel corso della storia dell’umanità ci sono stati assassini e tiranni; e anche se momentaneamente può sembrare che predominino, sono sempre stati sconfitti
Mahatma Gandhi

Gli Stati Uniti hanno abbandonato ogni pretesa di legalità e di decenza internazionale e hanno intrapreso un percorso di crudo imperialismo comportandosi in modo sanguinario e incontrollabile
William Rockler, procuratore del Tribunale di Norimberga


Questa guerra è criminale. Viola la Convenzione di Norimberga, la Costituzione degli Stati Uniti e il trattato sull’Unione europea.

Lawrence Mosqueda in un articolo pubblicato nel marzo del 2003, poco prima dell’invasione sanguinaria dell’Iraq guidata dagli Stati Uniti ha diffuso il seguente comunicato: Le truppe degli Stati Uniti hanno "il dovere di disobbedire a tutti gli ordini illegittimi". (Consultate il sito http://www.globalresearch.ca/articles/MOS303A.html )


Il giuramento militare pronunciato al momento dell’arruolamento richiede rigoroso appoggio e obbedienza alla costituzione degli Stati Uniti e richiede, allo stesso tempo, che le truppe degli Stati Uniti obbediscano agli ordini del proprio presidente e del comandante in capo:

"Io sottoscritto,____________, giuro solennemente (o affermo) di appoggiare e difendere la Costituzione degli Stati Uniti contro tutti i nemici esterni e interni; di portare vera fede e obbedienza alla stessa; e di obbedire agli ordini del presidente degli Stati Uniti e agli ordini degli ufficiali incaricati sopra di me, nel rispetto delle regole del Codice militare statunitense (Uniform Code of Military Justice – UCMJ). Che Dio mi aiuti"

Il presidente e il comandante in capo ha sfacciatamente violato tutti i dogmi della legge nazionale e internazionale. Quindi giurare di "obbedire agli ordini del presidente" equivale a violare, piuttosto che difendere, la Costituzione degli Stati Uniti.

Secondo Lawrence Mosqueda:
"Il Codice militare statunitense (Uniform Code of Military Justice-UCMJ), 809.ART.90 (20), specifica che il personale militare ha l’obbligo di obbedire ai "comandi legittimi dell’ufficiale superiore", 891.ART.91 (2), "all’ordine legittimo di un sergente maggiore", 892.ART.92 (1) "all’ordine legittimo di un generale", 892.ART.92 (2) "all’ordine legittimo". In ogni caso, il personale militare ha l’obbligo e il dovere di obbedire solo agli ordini legittimi e di fatto ha l’obbligo di disobbedire agli ordini illegittimi, inclusi gli ordini del presidente non conformi al Codice militare statunitense (UCMJ). L’obbligo morale e legale è verso la Costituzione degli Stati Uniti e non verso coloro che rilasciano ordini illegittimi, soprattutto se questi ordini rappresentano una violazione diretta della Costituzione del Codice militare statunitense". (Mosqueda, op cit, http://www.globalresearch.ca/articles/MOS303A.html )

Il comandante in capo è un criminale di guerra. Secondo il principio 6 della Convenzione di Norimberga:
"Il fatto che una persona [ad esempio le truppe della coalizione] agisca conformemente all’ordine del proprio governo o di un superiore non la solleva dalla responsabilità di fronte alla legge internazionale, poiché una scelta morale era di fatto per lei possibile".

Movimento dei GIs (Government Issue)
Rendiamo questa "scelta morale" possibile per le donne e gli uomini americani, inglesi, canadesi e della coalizione arruolati nell’esercito.

Disobbedite agli ordini illegittimi! Abbandonate il campo di battaglia! ...

Rifiutatevi di combattere in una guerra che viola sfacciatamente la legge internazionale e la costituzione degli Stati Uniti!

Ma questa non è una scelta che gli uomini e le donne arruolate possono prendere individualmente.

È una scelta collettiva e sociale, che richiede una struttura organizzativa.

In tutto il paese, negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Canada e in tutti i paesi della coalizione, il movimento contro la guerra deve assistere i militari, uomini e donne, affinché la scelta morale di abbandonare il campo di battaglia in Iraq e in Afganistan diventi possibile.

Questo non sarà un compito facile. È necessario istituire dei comitati a livello locale negli Stati Uniti, in Canada, in Gran Bretagna, in Italia, in Giappone e negli altri paesi che hanno truppe in Iraq e in Afganistan.

Tali comitati dovranno garantire protezione, sostegno e assistenza legale ai soldati che si rifiutano di combattere e che vanno incontro alla possibilità di venire imprigionati per diserzione, come nel caso del sergente Camilo Mejia, che è stato giudicato da un tribunale militare in maggio:
"Io siedo qui da uomo libero... E, da uomo libero, sarò seduto dietro le sbarre perché ho fatto la scelta giusta", ha detto Mejia.

Quando i militari, uomini e donne, ritornano a casa, dobbiamo garantire loro di non essere obbligati a ritornare sul teatro di guerra. Dobbiamo assicurare loro un processo che li protegga dalla corte marziale.

Lanciamo un appello alle associazioni di veterani e alle comunità locali affinché sostengano questo tipo di processo.

Questo movimento ha bisogno di smantellare la campagna di disinformazione. Deve capovolgere in modo effettivo l’indottrinamento delle truppe della coalizione, che sono indotte a credere di star combattendo "una guerra giusta": "una guerra contro i terroristi".

La legittimità dell’autorità militare statunitense deve essere usurpata.

L’amministrazione Bush deve imparare le lezioni della storia. I popoli dell’Iraq e dell’Afganistan sono impegnati in una lotta per espellere gli invasori americani. E questa resistenza sta vincendo. Alla fine, l’unica soluzione per gli occupanti americani, inglesi e della coalizione è quella di ritirarsi.

Le nazioni della coalizione dovrebbero seguire l’esempio del governo spagnolo di Josè Luis Rodriguez Zapatero, che ha ritirato le proprie truppe dall’Iraq.

Il movimento contro la guerra deve contestare la legittimità non solo dell’amministrazione Bush e del suo indefettibile alleato inglese, ma anche di tutti i governi, che supportano direttamente o sostengono verbalmente l’occupazione guidata dagli Stati Uniti.

Il nuovo “ambasciatore” di Washington in Iraq
Anche l’Honduras ha deciso di ritirare le proprie truppe, in risposta alla nomina di John Negroponte come "ambasciatore" americano in Iraq.

Negroponte ha ricoperto la carica di ambasciatore dell’Honduras durante l’amministrazione Reagan è ha giocato un ruolo importante nel sostegno e nel coordinamento dei mercenari Contras del Nicaragua che risiedevano in Honduras. Gli attacchi Contras oltre il confine nel Nicaragua causarono circa 50.000 vittime civili. Durante lo stesso periodo, Negroponte fu anche attivo nella costituzione degli squadroni militari della morte dell’Honduras, che "operando con l’appoggio di Washington, assassinarono centinaia di oppositori al regime sostenuto dagli Stati Uniti".

Volendo fare della crudele ironia, l’amministrazione Bush ha nominato un “terrorista” in bona fide per muovere la propria "guerra al terrorismo" in Iraq.

Con le parole della Human Rights Watch:
"Ci sono gravi domande non risposte sulla sua complicità nelle atrocità in Honduras e nella guerra in Nicaragua".

Ma le “atrocità", incluse le torture e le uccisioni dei POW (prisoners of war, prigionieri di guerra), fanno parte dell’ordine del giorno dell’amministrazione Bush in Iraq.

Amministrazione coloniale
“L’ambasciatore”, il quale soprintende a "uno staff diplomatico" di 1.700 persone, riferirà al Pentagono invece che al Dipartimento di Stato.

L’ordine del giorno segreto, in Iraq è quello di rispondere agli squadroni della morte del Centro America. A Negroponte è stato dato il mandato di reclutare collaboratori leali dalle file dell’esercito dell’ex regime Baathista di Saddam Hussein. In questo scenario, parte dell’apparato repressivo, incluse le camere di tortura (naturalmente sotto la supervisione americana che ne assicura una "buona gestione") potrebbero essere restituite agli ufficiali dell’ex polizia e dell’apparato dell’intelligence Baathista. Con tutta probabilità, si dovrà fronteggiare una nuova ondata di uccisioni segrete di civili e di assassini mirati, volta a sradicare il sostegno civile all’insurrezione.

Fonte: http://www.globalresearch.ca/articles/CHO406D.html
Traduzione di Tanja Tion per Nuovi Mondi Media
Immagine:"The Signing of the Constitution of the United States" di Howard Chandler Christy
Copyright 1985 United States Capitol Historical Society