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Prossimamente l’Iran, poi chi?


L’evidente desiderio di George Bush di creare uno stato di guerra perpetua implica il disastro

Gore Vidal, Independent

23 gennaio 2005

L’ultima settimana, per gentile concessione di Seymour Hersh e del The New Yorker, siamo venuti a sapere che una mia previsione che sostenevo da molto tempo si era dimostrata vera.  Le forze Americane stavano operando all’interno dell’Iran, quindi si stava allargando ulteriormente la “guerra al terrorismo” del Presidente.

Quindi, non esiste guerra diversa da quella ingaggiata unilateralmente dal Presidente, contro un Congresso debole e contro quei paesi deboli in possesso di petrolio. È vero che il Congresso ha assegnato al Presidente alcuni poteri eccezionali, ma, visto che solo il Congresso ha il potere costituzionale di dichiarare la guerra, lui non è un Presidente da tempo di guerra, come continua a parlare a vanvera. Da questo deriva la sua convinzione che lui può mettere sotto chiave chiunque, straniero o statunitense, e spedirlo a Guantanamo senza un dovuto processo legale.

Questa è semplicemente la guerra di Bush. Non ha nulla a che fare con il popolo Americano. E noi non corriamo alcun pericolo derivato da armi di distruzione di massa. Il pericolo consiste in un’Amministrazione che si è innamorata della guerra, dato che gli speciali poteri di guerra consentono all’Amministrazione di disfarsi della Carta Costituzionale e di imprigionare i dissidenti. Nel passato abbiamo vissuto qualche periodo allarmante, ma nulla rispetto a questo. Allora, d’ora in poi, cosa dobbiamo fare per difenderci?

In breve, un disastro. L’Iran/Persia rappresenta una cultura eccezionale, una delle più importanti che il pianeta abbia mai conosciuto. Loro non hanno armamenti atomici, sono i nostri governanti che pretendono che loro siano smaniosi di farci saltare in aria, in quanto noi possediamo la libertà e la democrazia e siamo tanto ricchi. (In realtà, noi non abbiamo nessuna di queste cose, ma questa è la linea ufficiale, alla quale ci viene richiesto di credere!)

Gli Iraniani hanno molto petrolio, naturalmente, e molti nemici fra i neocons, che hanno il controllo quasi completo sul Pentagono. Il Presidente non sembra in grado di capire cosa sta succedendo, ma, se lo è, è seriamente colpevole. Quindi noi ci troviamo in questa situazione, nel mezzo della tragedia Irachena senza fine, e il Presidente, nel suo discorso inaugurale, ha in piena serenità dichiarato guerra al resto del mondo.  Invece di parlare di come diavolo dobbiamo fare per uscire dall’Iraq e dall’Afghanistan, noi stiamo parlando di come entrare in Iran.

Perciò noi stiamo correndo verso un assoluto disastro, ed inoltre l’opinione pubblica Americana non ha a disposizione armi dal punto di vista legale. Se un cittadino Americano fosse realmente in difficoltà – chiedo questo in tutta serietà – a chi dovrebbe rivolgersi? Non può rivolgersi a questi Congressisti, che stanno favorendo gli Organismi Geneticamente Modificati o comunque hanno pagato per la loro elezione. Non può rivolgersi verso la branca esecutiva, visto che costoro ora gestiscono campi di concentramento e non amano la dissidenza. I tribunali sono abbastanza costosi e, dobbiamo dirlo, non sono dalla nostra parte.


Nessuno ci ha spiegato, se Saddam Hussein aveva tutte queste armi – che non aveva – perché avrebbe dovuto desiderare di farci saltare in aria. Noi sappiamo perché Osama bin Laden ci ha colpito. Ci ha inviato tante di quelle lettere sgradevoli e scritto una lunga lista di ragioni per dirci il perché, per motivazioni religiose. Lui è un fanatico religioso! E quindi aveva da compiere una missione religiosa. Noi stiamo portando avanti una missione legata agli affari del petrolio e del gas naturale. Vi è gente che sta facendo una montagna di denaro su tutto questo. Il Cielo sa come andrà a finire, ma noi, il popolo Americano, stiamo per essere i perdenti. 

Simbolicamente, è interessante che aree sociali degli Stati Uniti stiano rifiutando Darwin e l’evoluzione. Io posso rendermi conto del perché. Negli Stati Uniti, noi abbiamo una sostanziale minoranza che si trova in una condizione non molto più avanzata di quella del babbuino. Questo popolo di ignoranti è colmo di odio, questo è il motivo per cui attualmente stanno rigettando l’evoluzione e stanno tornando all’età della pietra con la tortura, ammazzando la gente innocente, aggredendo paesi che a noi mai hanno causato danni morali o fisici. Questo è insopportabile.


In un recente programma televisivo, che a noi fortunati Americani ci è stato mostrato prima dei discorsi inaugurali, il nostro ex Presidente  Franklin D. Roosevelt parlava di Sicurezza Sociale, qualcosa che aveva inventato per noi. Ma il suo successore, Harry Truman, inizia a parlare di un terribile nemico. In effetti, lui dava inizio alla Guerra Fredda. Roosevelt aveva fatto alcuni accordi con Stalin e l’USSR, che avrebbero potuto conservare il mondo del tutto pacifico ed evitare la Guerra Fredda, ma Truman non voleva nulla di tutto ciò. Egli era stato convinto da certa gente, che aveva fatto molti soldi con la guerra, che noi avremmo dovuto armarci per sempre, in modo da condurre una guerra infinita per ottenere la pace perpetua.

Ed ecco che noi arriviamo ai vertici del mondo, militarmente ed economicamente. Abbiamo la bomba atomica, e abbiamo un Harry Truman che afferma nel 1948 che noi dobbiamo cominciare a tenere sotto occhio l’esterno – che vi è questa nazione senza dio, l’Unione Sovietica, intenta alla conquista del mondo.
Ma i Russi non desideravano veramente nulla di tutto questo, eccetto che ritrovare i 20 milioni di persone che avevano perso nella Seconda Guerra Mondiale. Non avevano l’intenzione di andare da nessuna parte a quel tempo, ma noi abbiamo fatto di tutto, in modo straordinario, per farli impaurire e dunque che si armassero pesantemente. Noi li abbiamo resi nemici attivi e noi ci siamo creati dei nemici, da allora in poi. Ora stiamo andando a prendercela con un miliardo di Musulmani. Splendido! Un miliardo di persone che effettivamente in modo pesante e sincero ci odiano. E ci occorreranno diverse generazioni per convincerli, se sarà possibile.


George Bush non può essere confrontato con Presidenti precedenti. Egli non è il prodotto di alcun sistema costituito, che noi in precedenza abbiamo sempre approvato. Non è stato eletto la prima volta, e forse nemmeno con certezza la seconda volta. Certamente non è stato eletto su alcuni principi, come la moralità della guerra o il buon senso della guerra, o per le tecniche che noi stiamo usando nella conduzione di questa guerra.


Io avrei pensato che, dal momento che circa il 56% della gente pensava che non saremmo mai dovuti entrare in guerra con l’Iraq e questa percentuale era inoltre cresciuta all’avvicinarsi della elezione, avremmo votato contro questo Presidente. Invece di discutere sulla guerra, noi abbiamo discusso di aborto e di matrimoni fra omosessuali. Che grandi argomenti da mettere in discussione da parte di un grande popolo in marcia con armi atomiche! Vi era da discutere su tanto altro, ma ne’ Bush ne’ John Kerry lo hanno fatto, dato che entrambi hanno approvato la guerra, e i loro consiglieri – certamente anche quelli di Kerry – hanno raccomandato loro di fare così.  Non bisogna meravigliarsi se la gente non si è curata di andare a votare.  Avevano poco da votare a favore, ma molto per andare a votare contro!


Vi era un imponente partito contro la guerra senza rappresentanza alle ultime elezioni. Noi, come popolo, avevamo generalmente pensato che era meglio pensare ai nostri affari, non ad aggredire altri paesi – “c’è abbastanza da fare a casa nostra”. Infatti, ora abbiamo un governo che nemmeno alla lontana è una democrazia, ma noi cerchiamo di portarla agli altri.  Io penso che fondamentalmente la democrazia sia un sistema meraviglioso. Noi la regaliamo come il ketchup. La mettiamo dappertutto. La stiamo portando anche in Iraq, questo lo andiamo ripetendo di continuo.

Il risultato, una volta di più, è una guerra infinita per una pace perpetua. Lo spirito di Harry Truman sta marciando avanti. Dopo la guerra con l’Iran, chi sarà il prossimo? la Russia? O qualche altro ancora? Dio ci salvi se facciamo arrabbiare la Cina. Loro sono di gran lunga più di noi!

Questa guerra terminerà in un nostro disastro, e bisogna cercare di uscire da tutto questo quanto prima sia possibile. Bisogna cercare di portare le truppe a casa e di escogitare un sistema culturale più realistico, in quanto sono convinto che la democrazia, un giorno, possa arrivare anche negli Stati Uniti e dobbiamo essere pronti per celebrarla. 


Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova


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