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28/02/05
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Il nuovo
Bush: diplomazia e squadroni della Morte
James Petras
Rebelión
I mass media negli Stati Uniti ed in Europa hanno evidenziato il “nuovo stile”
di approccio alla politica estera dell’Amministrazione Bush: il Segretario di
Stato Condeleeza Rice ha visitato le capitali europee e ha incontrato i leader
europei, dichiarando che un’era nuova di cooperazione è a portata di mano. Il
Segretario della Difesa Rumsfeld, in una riunione con i Ministri della Difesa
europei, ha sottolineato il bisogno di una maggior cooperazione nella difesa
transatlantica. Il Presidente Bush nel suo viaggio in Europa ha dichiarato
indivisibile l'Alleanza Stati Uniti-Europa, le divisioni una “cosa del passato”
e l’essenzialità di una nuova era di attività comuni per la sicurezza.
La lingua e il tono dell’Amministrazione Bush certamente sono cambiati: non ci sono più insulti gratuiti sulla
“Vecchia Europa”, non ci sono più minacce pubbliche ne dichiarazioni di
iniziativa militare unilaterale. Solamente dei neo-conservatori sionisti fuori
dal governo, come Kagan, Kristol e Frum, continuano ad andare su tutte le furie
contro i negoziati europei con l'Iran e a dichiarare la “fine della questione
transatlantica” (Financial Time, 31Gennaio 2005). Il New York Time
e i principali giornalisti e commentatori di notizie alla televisione parlano
di “svolta” verso la diplomazia e di politiche di riconciliazione, del
riemergere della diplomazia al posto del militarismo e del multilateralismo
invece dell’unilateralismo.
Mentre è vero che il tono è cambiato, la sostanza (le politiche
militariste-belliciste dell’Amministrazione Bush) è rimasta la stessa o si è
consolidata.
Ciò risulta evidente a cominciare dalle nuove nomine nelle posizioni chiave
dell'Amministrazione, così come dalle conferme alle cariche al vertice.
Condeleeza Rice, una strenua fautrice della guerra in Medio Oriente e delle
operazioni delle Forze Speciali, è stata promossa Segretario di Stato, con
incarico per la politica estera degli US, nominata a capo del Dipartimento di
Stato. Rumsfeld, Wolfowitz e Feith rimangono numero uno, due e tre del
Pentagono. Essi sono gli architetti delle guerre afgana e irachena e forti
propugnatori e pianificatori di nuove guerre contro l’Iran e la Siria. Inoltre
secondo il giornalista US, Seymour Hersh- con estese connessioni con i
funzionari al vertice a Washington- i “civili” del Dipartimento della Difesa
sotto il comando di Douglas Feith, stanno lavorando con programmatori e
consulenti israeliani per sviluppare e mettere a punto potenziali (sic) armi
nucleari, chimiche ed obiettivi missilistici in Iran”(New Yorker, 24-31 Gennaio
2005).
Elliot Abrams, indubbio e incondizionato sostenitore di Israele come Feith e
Wolfowitz, è stato promosso Deputato della Sicurezza Nazionale e inoltre
consulente senior per il Medio Oriente. I nuovi incaricati alle posizioni al
vertice del potere nell'apparato dell’intelligence, potenziato e ad ampio
raggio, include John Negroponte, posto a capo dell'Agenzia Nazionale di
Intelligence. Negroponte è stato l'organizzatore delle squadre della morte in
Honduras e dei “Contras”, armate di mercenari del terrore in Nicaragua. Durante
il suo mandato di Ambasciatore US nell'Iraq occupato, ha ampiamente soprainteso
alla mattanza di migliaia di iracheni a Fallujah e alla gestione della tortura
e delle camere della morte. Ha stretti legami con Abrams dal 1980, quando
questi copriva i massacri di centinaia di migliaia di guatemaltechi sotto Rios
Mont e di più di 70.000 salvadoregni sotto lo psicopatico Roberto D'Aubuisson.
Il nuovo capo della CIA, Porter Goss, si fece una reputazione a Miami come
ufficiale da campo della CIA, sostenendo e promuovendo operazioni di terrore
clandestine di esiliati cubani contro Cuba rivoluzionaria.
Il nuovo capo della Sicurezza Nazionale è Michael Chertoff, rabbioso sionista
(non meno di Abrams o Feith) responsabile degli arresti arbitrari di centinaia
se non migliaia di arabi e immigranti musulmani innocenti del Sud asiatico,
che, solo a causa del loro paese di origine o religione, vennero carcerati per
mesi come “sospetti terroristi”, mentre leggi di habeas corpus e tutti i
diritti costituzionali sono stati loro negati. Chertoff è l'autore dell’infame
Patriot Act che “legalizza” quelle pratiche totalitarie che lo stesso Chertoff
applicò agli immigrati e che ora può estendere contro tutti gli americani. Marc
Grossman conserva la sua consolidata posizione di Sottosegretario di Stato per
gli Affari Latinoamericani. Lui era e è in prima linea nell’opposizione
violenta degli US al Presidente del Venezuela Chavez. Alberto Gonzales che,
facendosi beffe della legge internazionale, ha approvato il terrore e la
tortura dei prigionieri iracheni,
negando autorità e rilevanza degli Accordi di Ginevra, è stato promosso
Consigliere Generale, conseguendo il potere di arrestare e perseguire
arbitrariamente chiunque lui ritienga una minaccia alla ‘sicurezza nazionale’.
Queste nomine e promozioni hanno destato poche o nessuna voce di opposizione
dal Partito Democratico. La maggior parte dei commenti critici si focalizzano
sulla “competenza professionale” piuttosto che sul loro comportamento assassino
e criminale; progressisti e critici hanno argomentato che questi nuovi leader
non hanno la “statura etica” per amministrare la politica estera degli Stati
Uniti e che Presidente Bush ha commesso errori marchiani. Queste critiche
omettono di confutare le basi politiche delle nomine di Bush. Queste nomine e
promozioni sono le scelte adeguate e puntuali per continuare una politica di
guerra in Iraq, per coinvolgere Iran e Siria in successive guerre
mediorientali, per un maggior controllo nazionale, con la repressione del
nascente scontento per il costo delle guerre multiple e per un sostegno
incontrastato al consolidamento di Ariel Sharon e all’espansione del controllo
israeliano sul West Bank occupato e del potere in Medio Oriente.
In netto contrasto ai superficiali rapporti mediatici circa le “aperture” di
Bush all’Europa, Bush e i suoi nuovi incaricati hanno stretto il loro dominio
sugli apparati militari e di polizia segreta, ottenendo maggior potere e
bilanci mostruosi per ingaggiare guerre nuove. Tutte le indicazioni dei fatti
dimostrano che “l’offensiva della seduzione” dell’Amministrazione Bush è una
copertura intenzionale e provocatoria per dividere i leader europei e indurli a
prender parte a vecchie e nuove guerre. Sull'Iraq, gli Stati Uniti non si sono
mossi verso l'Europa- aumentando il bisogno di fondi e di combattenti per la
guerra, hanno richiesto all’Europa di fornire soldi e istruttori per preparare
l’esercito coloniale a sostenere l'occupazione degli Stati Uniti in Iraq. Gli
Stati Uniti parlano con i partner europei di politica multilaterale ma
rifiutando di unirsi ai negoziati diplomatici dei “partner” con l'Iran, mentre
il loro Dipartimento della Difesa progetta con Israele un massiccio
bombardamento unilaterale o bilaterale dell'Iran. L’Europa ha intensificato le
relazioni con Cuba e il Venezuela; invece Goss, Grossman e Rice aumentano le
minacce militari, armando e delegando la Colombia come aggressore e pianificano
nuovi tentativi di destabilizzazione e nuove trame di assassinio. L’Europa si
propone di aumentare i suoi commerci ed investimenti con la Cina, incluse le
esportazioni militari, mentre Goss descrive la Cina come una minaccia militare
alla supremazia degli US in Asia e difende la politica dell'accerchiamento militare. Rice e
Rumsfeld firmano un nuovo trattato di sicurezza militare con il Giappone,
chiaramente puntato non solo alla Corea del Nord ma alla Cina- come i cinesi
hanno chiaramente inteso.
Risulta evidente che i cambiamenti tra il vecchio e il nuovo regime di Bush
sono di poco conto, o nulli. Se l’Europa si accosta più strettamente
all’Amministrazione Bush, vuol dire che gli europei tornano indietro sulle loro politiche diplomatiche e si adattano
al militarismo degli Stati Uniti. I leader europei, retorica e linguaggio
diplomatico a parte, finora hanno solo cercato di sminuire le loro vere
differenze con l’Amministrazione Bush senza rinunciare ad esse. L’Europa
probabilmente accetterà di offrire qualche finanziamento (non moltissimo) ed un
po’di consulenti per addestrare ufficiali dell’esercito e della polizia
iracheni- ma solamente in quantità simbolica- fino ad ora meno del 10% di
quello che era stato pattuito un anno fa. Proprio mentre gli stati-clienti
europei degli Stati Uniti, come Ucraina, Polonia, Ungheria e Bulgaria, stanno
riducendo i loro piccoli contingenti militari in Iraq, è davvero improbabile
che le potenze dell’Europa occidentale impegnino risorse, specialmente dal
momento che c’è così tanto da guadagnare, essendosi gli Stati Uniti spesi in
una guerra coloniale fallimentare, non competitiva e senza vittoria. Similmente
l’aggressività US contro Venezuela, Cina e Russia ha condotto la difesa
militare a maggiori sforzi e a decisioni valutarie che indeboliscono il dollaro
US e destabilizzano la struttura finanziaria delle guerre imperiali.
Perché gli Stati Uniti si sono aperti all’Europa se il loro intento è di
proseguire le stesse politiche militari unilaterali? Perché i viaggi diplomatici
in Europa e l'adozione di uno stile conciliativo se il proposito è di
continuare a giocare la carta della guerra in Medio Oriente e di stare
incondizionatamente con la ridislocazione di Sharon dei coloni di Gaza nella
West Bank palestinese? Ci sono diverse ipotesi:
L’“offensiva diplomatica” è una campagna di pubbliche relazioni per influenzare
il pubblico degli Stati Uniti ed assicurare il sostengno da parte di alleati
europei vulnerabili come Tony Blair in Britannia e Silvio Berlusconi in Italia.
Washington potrà poi proseguire la sua agenda militare e sostenere di aver
“dato alla diplomazia un'opportunità”; ma gli europei non riescono ad afferrare
che il “potere duro” (l’aggressione militare) è una controparte necessaria del
“potere soft” (la diplomazia). Come avviene in Medio Oriente, dove i politici e
gli ideologi sionisti al potere- che infatti sono stati assenti dai viaggi
europei- hanno già “predetto” che gli europei, quando i negoziati “falliranno”
(nei termini degli interessi militari statunitensi ed israeliani), verranno
meno all’azione (militare) contro l’Iran e la Siria
La seconda ipotesi è che la prolungata guerra in Iraq ed i crescenti deficit e
costi abbiano costretto gli Stati Uniti a cercare, attraverso atti diplomatici,
di assicurarsi l’aiuto e l’assistenza finanziaria europea nella formazione
dell’esercito coloniale e dell’apparato di stato dell'Iraq. Le aperture europee
sono dirette a coinvolgere l’Europa come “partner” nella costruzione di un
stato neo-coloniale, nel quale gli iracheni pagano per la guerra e forniscono i
soldati, mentre gli Stati Uniti mantengono il controllo finale.
-La terza ipotesi è che gli europei stiano “orientandosi a destra”. In questa
linea, Washington- con il corso delle
elezioni coloniali in Iraq, il ridislocamento di Sharon da Gaza al West Bank
(definito“ ritiro”) e la finta “apertura” di riconciliazione con gli europei-
può pensare di poter riuscire a convincere l’Europa ad unirsi alla crociata
senza limiti di Bush per “la democrazia e la libertà.”
È estremamente dubbio che Washington intenda garantire alun accordo durevole su
alcuna questione rilevante con l'Europa. La ragione è semplice, i civili
militaristi che dirigono la politica estera degli US, di recente nominati e
promossi, sono profondamente innamorati della via militarista al potere del
mondo. Le loro biografie e le loro dirette dichiarazioni ed azioni sono una
prova convincente che sono incapaci di qulsiasi aperto negoziato, compromesso o
aggiustamento diplomatico. I leader europei avranno da scegliere tra il
proseguimento del loro percorso divergente al potere globale, attraverso
commercio, diplomazia e coercizione
selettiva o capitolare di fronte a un regime dominato da estremisti
civili-militaristi, guidati da un desiderio irragionevole di confrontarsi
militarmente con la Cina, intervenire in Venezuela, distruggere gli avversari
di Israele in Medio Oriente e provocare la Russia.
È del tutto evidente che organizzatori di squadre della morte, pianificatori di
terrore e militaristi globali siano mal attrezzati per la quieta diplomazia.
Sono meglio dotati per le diatribe isteriche sulla democrazia, mentre
ingaggiano guerre imperiali che in realtà fanno a pezzi, nella carne e nel
sangue, la democrazia.
21 Febbraio 2005
Traduzione dall’inglese Bf