da www.globalresearch.ca
- 17 Marzo 2005
http://globalresearch.ca/articles/CHO503A.html
Documento riservato del Pentagono
Nuova corsa
alle armi non dichiarata:
l'agenda dell'America per la dominazione militare globale
17 Marzo 2005
di Michel Chossudovsky
Il Pentagono ha rilasciato il sommario del documento di un vertice segreto del
Pentagono che disegna l'agenda per la dominazione militare globale
dell'America.
Questo ridisegno della strategia militare dell’America sembra essere passato
virtualmente inosservato; non vi è stata copertura stampa di questo misterioso
progetto militare. Con l'eccezione del Wall Street Journal (allegato in seguito),
non è stato menzionato nei media statunitensi.
Secondo il Wall
Street Journal, il più recente schema del progetto militare globale
US consiste “nell’aumentare l’influenza degli US in tutto il mondo”, attraverso
l’incremento di dispiegamenti di truppe ed una massiccia messa a punto di
sistemi d’arma avanzati dell’America.
Il documento, seguendo le orme della dottrina della guerra “preventiva”
dell'Amministrazione- come dettagliata dal neoconservatore Progetto del Nuovo
Secolo Americano (PNAC)- va a definire in modo ulteriore i contorni dell'agenda
militare globale di Washington.
Spinge ad un approccio più “favorevole all’azione di guerra”, che vada oltre la
più debole accezione “preventiva” e le azioni difensive nelle quali le
operazioni militari sono lanciate contro un “nemico dichiarato”, nell’ottica di
“preservare la pace” e “difendere l’America”.
Il documento assume esplicitamente il mandato militare globale US, oltre i
teatri di guerra regionali. Questo mandato include anche operazioni militari
dirette contro paesi che non sono ostili all’America, ma che sono considerati
strategici dal punto di vista degli interessi US.
Da un’ampia prospettiva di politica militare ed estera, il documento del
Pentagono del Marzo 2005 costituisce un disegno imperiale a sostegno degli
interessi societari US nel mondo intero.
“Nel suo significato, il documento è guidato dalla convinzione che gli Stati
Uniti siano ingaggiati in una lotta continua globale che si estende ben oltre
specifici campi di battaglia, come Iraq e Afganistan. La visione è di un
militarismo molto più portato all’azione, concentrato sul cambiare il mondo
piuttosto che rispondere solo ai conflitti, come ad un attacco nordcoreano
sulla Corea del Sud, e ad assumere maggiore rilievo nei paesi in cui gli US non
sono in guerra.” (WSJ, 11 Marzo 2005)
Il documento suggerisce che il suo obiettivo consiste anche in operazioni “offensive” piuttosto che genericamente
“preventive”. A questo riguardo, c’è una sottile differenza rispetto alle prime
dichiarazioni della sicurezza nazionale post-11/9:
“[Il documento presenta]quattro problemi nodali, nessuno dei quali concerne
scontri militari tradizionali. I servizi militari sono chiamati a sviluppare
forze che possano: costruire collaborazioni con stati indeboliti per
sconfiggere le minacce terroriste interne; difendere la madrepatria, includendo
colpi offensivi contro gruppi terroristici che pianificano attacchi;
l'influenzare le scelte di paesi ad un bivio strategico, come Cina e Russia;
prevenire l'acquisizione di armi di distruzione di massa da parte di stati
ostili e gruppi terroristici.” (Ibid)
L'accento non è più solamente sull’intraprendere le principali guerre di
teatro, come delineato nel progetto militare PNAC, “Ricostruzione di Difese,
Strategie, Forze e Risorse dell'America per un Nuovo Secolo”, il progetto
militare del Marzo 2005 punta a cambiare i sistemi d’arma così come il bisogno
di un dispiegamento globale di forze US in azioni di pattugliamento militare e
di intervento mondiale. Il PNAC, nel suo Rapporto del Settembre 2000,
descriveva queste operazioni militari non di teatro come “funzioni di polizia”:
“Il Pentagono deve dotarsi di forze per preservare il mantenimento della pace
in modo che non manchino alla conduzione delle principali campagne di teatro.
... Questi compiti sono le missioni oggi più frequenti, che richiedono forze
configurate per il combattimento ma capaci di operazioni indipendenti di
polizia di lunga durata.” (PNAC,
http://www.newamericancentury.org/RebuildingAmericasDefenses.pdf)
Reclutamento
di truppe per pattugliare l'impero
Il rilievo sottolineato è sullo sviluppo e il reclutamento della
manovalanza militare specializzata richiesta per controllare e tenere buone le
forze e le fazioni indigene nelle diverse regioni del mondo:
“il documento riservato esorta i militari a tirar fuori soluzioni meno
dottrinarie, che includano la spedizione di squadre più piccole di soldati
culturalmente preparati per addestrare e consigliare le forze indigene.” (Ibid)
Il documento riservato punta alla necessità di un massiccio reclutamento e
addestramento di truppe. Queste truppe, con i nuovi contingenti di forze
speciali, i berretti verdi e altro personale militare specializzato, sarebbero
impiegati in azioni di pattugliamento militare in ogni parte del mondo:
“Ufficiali della difesa che hanno avuto un ruolo nel varare il documento o
hanno partecipato al suo riesame, hanno detto che probabilmente l'approccio di Rumsfeld provocherà importanti
cambiamenti nei sistemi d’arma che il Pentagono adotta, e cambiamenti ancora
più drastici nell'addestramento e nel dispiegamento di truppe US in tutto il
mondo.
Gli US dovrebbero cercare di schierare queste truppe molto prima del profilarsi
di un conflitto nel quale, per loro tradizione, dovrebbero aiutare le forze
armate di un governo barcollante nello scontro con la guerriglia, di fronte ad
un'insurrezione capace di radicarsi e costruire un consenso popolare. Ufficiali
hanno detto che il piano prevede che molte di queste squadre saranno operative
in tutto il mondo.”
L’impegno militare US non è limitato al Medio Oriente. La spedizione di forze
speciali in operazioni di pattugliamento militare, sotto le vesti di
peace-keeping ed addestramento, è contemplata in tutte le principali regioni
del mondo. Tuttavia, molto probabilmente una gran parte di queste attività sarà
delegata a società mercenarie private, a contratto con Pentagono, Nato o
Nazioni Unite. I requisiti di manovalanza e attrezzatura militare sono
specialistici. I pattugliamento non sarà condotto da unità regolari
dell’esercito come in una guerra di teatro:
“Il nuovo piano prevede un coinvolgimento US più attivo, simile alle recenti
missioni di aiuto militare in posti come Niger e Ciad, dove gli US stanno
inviando squadre di truppe di terra per addestrare le milizie locali alle
tattiche di base della contro-guerriglia. E’ comunque probabile che le future missioni di addestramento saranno
condotte su scala molto più vasta”.
Ultimamente tra i servizi militari, il Corpo dei Marines sta muovendosi più in
fretta per colmare questo vuoto e sta mirando a trasferire delle risorse dalle
tradizionali missioni di assalto-anfibio, verso nuove unità specificamente
disegnate per lavorare con le forze straniere. Per sostenere queste truppe,
ufficiali militari stanno facendo di tutto per acquisire sistemi di
sorveglianza convenienti, che possono essere usati nella repressione di
disordini urbani per venire in aiuto alle truppe di terra. Un ufficiale della
difesa ha detto che il gunship AC-130 senza pilota potrebbe avere una capacità
ottimale, potendo sorvolare un’area a quota relativamente bassa finché necessario,
per poi piombare giù a stabilire una micidiale linea di fuoco.” (Ibid)
Nuovi
nemici post-Guerra Fredda
Mentre la “guerra al terrorismo” ed il contenimento degli “stati
canaglia” costituiscono ancora la giustificazione ufficiale e la forza guida,
la Cina e la Russia vengono esplicitamente identificate nel documento riservato
di Marzo come nemici potenziali.
"... i militari US... stanno cercando di dissuadere le potenze emergenti,
come la Cina, dallo sfidare il dominio militare US. Anche se i sistemi d’arma
progettati per lottare contro le guerriglie tendono ad essere abbastanza a
basso costo e a bassa tecnologia, l’analisi rende chiaro che per dissuadere
questi paesi dal cercare di competere, i militari US devono mantenere il loro
predominio nelle aree chiave dell’alta tecnologia, come la tecnologia stealth,
gli armamenti di precisione e i sistemi di sorveglianza con o senza
equipaggio.” (Ibid)
Mentre l'Unione Europea non è menzionata, l'obiettivo stabilito è di deviare lo
sviluppo di tutti
i potenziali rivali militari.
“Tentando
di correre con il Big Dog”
Come intende giungere alla sua meta di egemonia militare globale Washington?
Essenzialmente attraverso il continuo sviluppo dell’industria bellica US,
richiedendo un massiccio storno della produzione di beni e servizi civili. In
altre parole, l’attuale incremento della spesa per la difesa alimenta questa
nuova corsa alle armi non dichiarata, con l’ampio apporto di denaro pubblico
versato ai maggiori produttori di armi US.
L'obiettivo fissato è di fare avanzare un processo di sviluppo dei sistemi
d’arma, talmente “costoso” che nessun’altra potenza sulla terra sia in grado di
competere o sfidare il “Big Dog” senza mettere a repentaglio la propria
economia civile:
“Al centro di questa strategia è la convinzione che gli US debbano mantenere
una superiorità nelle tecnologie cruciali talmente grande che le potenze
emergenti concludano che per loro è troppo costoso anche solo pensare di
competere con il ‘big dog’; comprenderanno che non vale la pena sacrificare la
loro crescita economica- ha detto un consulente della difesa che è stato
incaricato di abbozzare parti del documento.” (Ibid)
Corsa
alle armi non dichiarata tra Europa e America
Questa nuova corsa alle armi non dichiarata è con le così dette “potenze
emergenti”.
Mentre Cina e Russia sono menzionate come una minaccia potenziale, i rivali
(non ufficiali) dell’America includono anche Francia, Germania e Giappone. I
partner riconosciuti degli Stati Uniti- nel contesto dell’asse angloamericano -
sono Britannia, Australia e Canada, per non menzionare Israele
(ufficiosamente).
In questo contesto, si configurano attualmente due assi militari occidentali
dominanti: l'asse anglo-americano e l'alleanza rivale franco-tedesca. Il
progetto militare europeo, ampiamente dominato da Francia e Germania, minerà
inevitabilmente la Nato. La Britannia (attraverso British Aerospace Systems
Corporation) è fermamente integrata al sistema di approvvigionamento di difesa
US, in associazione con i cinque grandi produttori di armi americani.
Questa nuova corsa alle armi è fermamente insita nel progetto europeo che sotto
gli auspici dell’UE, immagina un nuovo massiccio indirizzo di risorse
finanziarie di stato verso la spesa militare. Inoltre, il sistema monetario UE
che stabilisce una valuta mondiale che sfida l’egemonia del dollaro US, è
intimamente in relazione con lo sviluppo di una forza UE di difesa integrata,
fuori dalla Nato.
Sotto la costituzione europea, ci sarà un posizione unificata di politica estera
europea, che includerà una componente di difesa comune. Si è capito, anche se
non se ne è mai seriamente dibattuto in pubblico, che la proposta Forza di
Difesa Europea intende sfidare la supremazia americana negli affari militari:
“sotto tale regime, alle relazioni
transatlantiche sarà dato un colpo fatale.” (secondo Martin Callanan,
membro Conservatore britannico del Parlamento Europeo; data di Washington, 5
Marzo 2005).
Per ironia, questo progetto militare europeo, mentre incoraggia una non dichiarata
corsa alle armi US-UE, non è incompatibile con il proseguimento della
cooperazione US-UE negli affari militari. Gli US pensano che l'obiettivo
intrinseco dell'Europa sia di proteggere gli interessi industriali e che gli
imprenditori europei possano effettivamente incassare e “spartire il bottino”
delle guerre condotte degli Stati Uniti in Medio Oriente ed altrove. In altre
parole, sfidando il Big Dog da una posizione di forza, l'UE cerca di mantenere
il suo ruolo di ‘partner’ dell'America nei suoi vari azzardi militari.
C'è una presunzione, particolarmente in Francia, che l'unico modo di
costruire buone relazioni con Washington, sia di emulare il Progetto Militare
Americano.
Quindi abbiamo a che fare con un fragile rapporto d'amore-odio tra la Vecchia
Europa e l'America, nei sistemi di difesa, nell’industria del petrolio così
come nelle alte sfere di banche, finanza e mercati valutari. La questione
importante è come questa fragile relazione geopolitica evolverà in termini di
coalizioni ed alleanze negli anni a venire. Francia e Germania hanno accordi di
cooperazione militari con Russia e Cina. Industrie belliche europee stanno
approvvigionando la Cina di armamenti sofisticati. Ultimamente, l’Europa è vista dagli
Stati Uniti come un’usurpatrice, e il conflitto militare tra le grandi potenze
occidentali rivali non può essere escluso. (Per ulteriori dettagli,
si veda Michel Chossudovsky, L'asse anglo-americano
http://globalresearch.ca/articles/CHO303B.html)
Dallo scetticismo riguardo alle supposte armi di distruzione di massa (WMD) in
Iraq e dalla condanna totale, nei mesi precedenti l’invasione nel Marzo 2003,
dopo l'invasione, la Vecchia Europa ha essenzialmente accettato la legittimità
dell'occupazione militare US dell'Iraq, nonostante le uccisioni di civili e gli
orientamenti politici dell'Amministrazione Bush sulla tortura e gli assassinii
politici.
Per crudele ironia, la nuova corsa alle armi US-UE è divenuta la via prescelta
dall'Unione Europea per promuovere “relazioni amichevoli” con la superpotenza
americana. Piuttosto di opporsi agli Stati Uniti, l’Europa ha abbracciato “la
guerra la terrorismo”. Sta collaborando attivamente con gli Stati Uniti
nell'arresto di presunti terroristi. Molti paesi di UE hanno stabilito leggi
anti-terrorismo orwelliane che costituiscono una versione fotocopia europea
della legislazione di Sicurezza Nazionale degli US.
L’opinione pubblica europea ora è galvanizzata a sostenere la ‘guerra al
terrorismo’ che avvantaggia largamente il complesso militar-industriale e le
società petrolifere europee. A sua volta, la “guerra al terrorismo” offre anche
una parvenza di legittimità all'agenda di sicurezza di UE nella Costituzione
europea. Quest’ultima è vista in modo crescente con sfiducia, come un pretesto
per perfezionare misure da stato poliziesco, mentre si smantellano anche la
legislazione del lavoro e il welfare state europeo.
Anche i media europei sono divenuti partner nella campagna di disinformazione.
I “nemici esterni” presentati alla nausea sulle reti TV, su ambo i lati
dell'Atlantico, sono Osama bin Laden ed Abu Musab Al-Zarqawi. In altre parole,
la campagna di propaganda serve a camuffare la militarizzazione in corso delle
istituzioni civili, che sta avvenendo simultaneamente in Europa e in America.
‘Burro e Cannoni’:
il trasferimento dell'economia civile
La proposta costituzione UE richiede una massiccia espansione di spese militari
in tutti i paesi membri, ad ovvio detrimento dell’economia civile.
Il limite del 3% dell'UE sul deficit di bilancio annuale implica che
l'espansione della spesa militare sarà accompagnata da un massiccio taglio di
tutte le voci di spesa civile, inclusi servizi sociali, pubbliche
infrastrutture per non dire dell’aiuto statale ad agricoltura ed industria. In
questo senso- nel contesto delle riforme neoliberali- “la guerra al terrorismo”
serve come pretesto. Costruisce la pubblica accettazione per l'imposizione di
misure di austerità che colpiscono i programmi civili, per il fatto che i soldi
si sono resi necessari per migliorare la sicurezza nazionale e la difesa della
patria.
La crescita della spesa militare in Europa è direttamente collegata alla
crescita militare US. Più l’America spende per la difesa, più l’Europa vorrà
spendere su sviluppare la sua propria Forza di Difesa Europea. Tenendosi in
contatto con l’America per tutto quello che è una ‘buona e degna causa’, vale a
dire lottando contro i “terroristi islamici” e difendendo la madrepatria.
L'allargamento UE è direttamente collegato allo sviluppo e al finanziamento
dell'industria bellica europea. I poteri dominanti europei hanno disperatamente
bisogno dei contributi dei dieci nuovi membri UE per finanziare la formazione
militare europea. A questo riguardo, la Costituzione europea richiede
“l'adozione di una strategia di sicurezza per l'Europa, accompagnata da impegni
finanziari sulla spesa militare”. (Rapporto Europeo, 3 Luglio 2003). Cioè, con
la Costituzione europea, l'allargamento UE tende ad indebolire l'alleanza
militare Atlantica (Nato).
Il taglio all’occupazione e ai programmi sociali è l’inevitabile ricaduta dei
progetti militari americano ed europeo, che incanalano somme enormi di risorse
finanziarie di stato dai settori di spesa civili verso l’economia di guerra.
Sull'economia civile di tutto il mondo occidentale, il risultato sono chiusure
in pianta, bancarotte ed una marea montante di povertà e disoccupazione.
Inoltre, diversamente dagli anni ‘30, la dinamica dello sviluppo dell’industria
bellica crea un numero molto basso di posti di lavoro.
Intanto, mentre in Occidente fiorisce l'economia di guerra, nel corso degli
ultimi anni il dislocamento della produzione manifatturiera civile nei paesi
del terzo mondo aumenta a ritmo forsennato. La Cina, che è di gran lunga la più
grande produttrice beni civili, ha aumentato nel 2004 le sue esportazioni
tessili agli Stati Uniti del 80,2 %, portando un'ondata di chiusure con perdite
di lavoro (WSJ,
11 Marzo 2005)
L'economia globale è caratterizzata da una relazione bipolare. I ricchi paesi
occidentali producono armi di distruzione di massa, mentre i paesi poveri
producono beni di consumo. In una logica contorta, i paesi ricchi usano i loro
sistemi d’arma avanzati per minacciare o fare guerra ai paesi poveri in via di
sviluppo, i quali provvedono i mercati occidentali di grandi quantità di beni
di consumo, prodotti con impianti di assemblaggio del lavoro a basso costo.
L'America, in particolare, ha contato su questo approvvigionamento a basso
costo di beni di consumo per chiudere una gran parte del suo settore manifatturiero,
e al contempo cambia indirizzo alle risorse, dall'economia civile alla
produzione di armi di distruzione di massa. Le quali, ironia amara, sono tegole
sulla testa pronte per essere usate contro il paese che approvvigiona l’America
di una gran parte dei suoi beni di consumo, vale a dire la Cina.
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Allegato
Rumsfeld
in un nuovo documento spiega il grande cambiamento militare
di Greg Jaffe, sul Wall Street
Journal, 11 Marzo 2005
Il Segretario della Difesa Donald Rumsfeld delinea in un nuovo,
riservato, documento strategico il suo progetto per riformare il mondo militare
ad essere molto più impegnato a tener testa alle minacce prima delle ostilità e
a servire al più ampio scopo di ampliare l'influenza US in tutto il mondo.
Il documento espone l'agenda di Rumsfeld per la massiccia revisione
recentemente cominciata, riguardante le spese e la strategia della difesa.
Poiché il processo è condotto solamente una volta ogni quattro anni, la
revisione rappresenta per l’Amministrazione Bush la miglior opportunità per
rimodernare il mondo militare in una forza affidabile per gli obiettivi
ambiziosi di sicurezza e di politica estera che il Presidente Bush ha messo
avanti fin dagli attacchi terroristici dell’11 Settembre 2001. È stato redatto
da membri senior dello staff di Rumsfeld insieme ad ufficiali superiori di
ognuno dei servizi militari US.
Gli obiettivi del documento di Rumsfeld, marcano una significativa lontananza
dalle ultime analisi. Profondamente toccato sia dall’attacco terrorista dell’11
Settembre 2001, sia dalla insanguinata lotta militare in Iraq, il documento
pone l’accento su problemi più attuali, come combattere terroristi ed insorti,
al di la delle sfide militari convenzionali.
Gli ufficiali della difesa che hanno avuto un ruolo nel varare il documento o
hanno partecipato al suo riesame, hanno detto che probabilmente l’approccio di
Rumsfeld provocherà importanti cambiamenti nei sistemi d’arma che il Pentagono
adotta, e cambiamenti anche più drastici nell'addestramento e nel dispiegamento
di truppe US in tutto il mondo.
Nel documento, Rumsfeld dice che il mondo militare deve concentrarsi su quattro
problemi nodali, nessuno dei quali concerne scontri militari tradizionali. I
servizi sono chiamati a sviluppare forze che possono: costruire collaborazioni
con stati indeboliti per sconfiggere le minacce terroristiche interne;
difendere la madrepatria, includendo colpi offensivi contro gruppi terroristici
che pianificano attacchi; l'influenzare le scelte dei paesi ad un bivio
strategico, come la Cina e la Russia; prevenire l'acquisizione di armi di
distruzione di massa da parte di stati ostili e gruppi terroristici.
Per un ufficiale superiore, coinvolto nella redazione del documento, la domanda
è: “come prevenire i problemi dalle crisi incombenti e le crisi dai conflitti
ovunque incombenti?”
Nel suo significato, il documento è guidato dalla convinzione che gli US siano
ingaggiati in una lotta continua globale che si estende ben oltre specifici
campi di battaglia, come Iraq e Afganistan. La visione è di un
militarismo molto più portato all’azione, concentrato sul cambiare il mondo
piuttosto che rispondere solo ai conflitti, come un attacco nordcoreano sulla
Corea del Sud, e ad assumere maggior rilevanza nei paesi in cui gli US non sono
in guerra.
Il documento deve prima entrare nell’iter di analisi che lo porteranno di
fronte al Congresso. Ognuno dei servizi militari già ha messo insieme i propri
staff e piani per attaccare le aree chiave delle problematiche identificate da
Rumsfeld. L’analisi sarà spedita al Congresso quando sarà completata,
probabilmente all’inizio del prossimo anno. Il Congresso non ha un voto
sull’analisi del segretario, che sarà usata dall'Amministrazione come guida per
le sue decisioni sulla strategia e sulla la spesa nei prossimi cicli di
bilancio. E’ improbabile che l’analisi richieda cambiamenti significativi
all’aumento di spesa per la difesa, che è destinato a crescere almeno fino al
2009.
E’ tuttavia probabile che provochi alcune spiacevoli battaglie politiche, e
potenzialmente pone delle sfide agli imprenditori della difesa. I problemi
essenziali delineati dall’analisi di Rumsfeld, per esempio, non sembrano
favorire il jet F/A-22, che è una priorità dell'Aeronautica militare, prodotto
dalla Lockheed Martin corp. “Penso che sia probabile vedere l'Aeronautica
militare spingere di nuovo sodo per preservare il F-22” Ha detto Loren
Thompson, ufficiale capo conduzione al Lexington Institute e consulente di
molti servizi militari.“Sfortunatamente, non può trovare molta giustificazione
un maggior numero di F/A-22s”
L’analisi sta già incitando i servizi militari a mettere in dubbio il bisogno
di sistemi d’arma costosi, come caccia da combattimento a corto raggio,
cacciatorpediniere e carri armati, che sono usati principalmente nei conflitti
convenzionali. Una persona coinvolta nell'abbozzare il documento ha detto “Un
grande quesito è determinare precisamente quanto occorra per vincere i
conflitti convenzionali del futuro, e da dove possiamo prelevare delle risorse
per spostarle verso problemi meno tradizionali”.
Il Wall
Street Journal ha analizzato un sommario del documento e parlato con
molti ufficiali che vi hanno contribuito.
Rumsfeld ha fatto della trasformazione del militare una priorità, fin da quando
l'Amministrazione Bush prese il potere. Ma in anni recenti è stato spinto
indietro, sedere a terra, alle guerre in Afganistan e Iraq. Al Pentagono,
l’analisi è vista come l'ultima grande spinta di Rumsfeld per instillare il suo
modo di vedere. Molti membri pensano che lui andrà via all’inizio del prossimo
anno quando la revisione sarà completata; lui ha ripetutamente respinto tutte
queste speculazione e rifiutato di fare commenti sui suoi piani.
Il documento di Rumsfeld spinge i servizi militari a ripensare il loro modo di
combattere la guerriglia e le insurrezioni. Invece di tentare di soffocare
un’insurrezione con grandi formazioni convenzionali terrestri, il documento
riservato esorta i militari a tirar fuori soluzioni meno dottrinarie, che
includano la spedizione di squadre più piccole di soldati culturalmente
preparati per addestrare e consigliare le forze indigene.
Gli US dovrebbero cercare di schierare queste truppe molto prima del profilarsi
di un conflitto nel quale, per loro tradizione, dovrebbero aiutare le forze
armate di un governo barcollante nello scontro con la guerriglia di fronte ad
un'insurrezione capace di radicarsi e costruire un consenso popolare. Ufficiali
hanno detto che il piano prevede che molte di queste squadre siano operative in
tutto il mondo.
Questo rappresenta una sfida per i militari già un po’ tesi per le guerre in
Iraq e Afganistan. Attualmente non vi è un numero sufficiente di questi
soldati e Marines, addestrati in modo particolare per fare il lavoro strategico
Nello scorso decennio, i militari US hanno tolto la loro protezione
nell’aiutare gli alleati minacciati da lotte interne per la preoccupazione che
le forze US si sarebbero impantanate in conflitti interni senza fine. Invece,
per aiutare gli alleati dalle aggressioni di confine, i militari hanno puntato
a vendere loro sistemi d’arma di alto potenziale.
Ma il nuovo piano prevede un coinvolgimento US
più attivo, simile alle recenti
missioni di aiuto militare in posti come Niger e Ciad, dove gli US stanno
inviando squadre di truppe di terra per addestrare milizie locali alle tattiche
di base della contro-guerriglia. E’ probabile comunque che le future missioni
di addestramento saranno condotte su scala molto più vasta.
Ultimamente, tra i servizi militari, il Corpo di Marines sta muovendosi più in
fretta per colmare questo vuoto e sta mirando a trasferire delle risorse dalle
tradizionali missioni di assalto-anfibio verso nuove unità specificamente
disegnate per lavorare con le forze straniere. Per sostenere queste truppe,
ufficiali militari stanno facendo di tutto per acquisire sistemi di
sorveglianza convenienti che possono essere usati nella repressione di
disordini urbani, per venire in aiuto alle truppe di terra. Un ufficiale della
difesa detto che il gunship AC-130 senza equipaggio potrebbe avere una capacità
ottimale, potendo sorvolare un'area a quota relativamente bassa finché
necessario, per poi piombare giù e stabilire una micidiale linea di fuoco.
Il cambiamento ricorda la situazione all’inizio del 1900, quando i Marines
combatterono una serie di piccole guerre in America Centrale ed erano spesso
identificati come i “soldati del Dipartimento di Stato”.
Mentre i militari US riequipaggiano se stessi per trattare le minacce a bassa
tecnologia delle insurrezioni, contemporaneamente cercano anche di dissuadere
le potenze emergenti, come la Cina, dallo sfidare il dominio militare
americano. Anche se i sistemi d’arma progettati per lottare contro le guerriglie
tendono ad essere abbastanza a basso costo e a bassa tecnologia, l’analisi
rende chiaro che, per dissuadere quei paesi dal tentare di competere, i
militari US devono mantenere il loro predominio nelle aree chiave ad alta
tecnologia, come tecnologia stealth, gli armamenti di precisione e i sistemi di
sorveglianza, con e senza equipaggio.
Traduzione dall’inglese Bf