da http://globalresearch.ca/articles/CHO504B.html
L’America si sta
preparando per la Legge Marziale?
by Michel Chossudovsky
Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova
10 aprile 2005
Il Ministero per la Sicurezza della Nazione (DHS) ha recentemente effettuato
una vasta esercitazione anti-terrorismo denominata TOPOFF 3 (4-8 aprile 2005).
L’esercitazione è stata descritta da funzionari come “un approccio a vari
livelli per migliorare la sicurezza del Nord America”.
L’obiettivo dichiarato dell’ “Esercitazione Totale” TOPOFF 3 era di “preparare
l’America” nel caso di un effettivo attacco bioterroristico da parte di Al Qaeda:
"…noi deliberatamente abbiamo costruito
lo scenario di un attacco bioterroristico, veramente complesso, con armi di
distruzione di massa nel New Jersey, e
nello stato del Connecticut una specie di doppio colpo di mano, nei termini di
un congegno trasportato da un veicolo che esplodeva all’improvviso e da un
simultaneo attacco chimico.
Il sistema in TOPOFF 3, uguale per tutti casi, era stato controllato come mai
prima, e quindi deliberato. Noi desideravamo controllare l’intero spettro della
nostra direzione, inerente i processi e i protocolli che abbracciavano la
prevenzione, l’intelligence e la condivisione delle informazioni, e quindi la
risposta e la copertura più classica o tradizionale.
Ma in realtà, per la prima volta in una esercitazione a carattere nazionale,
abbiamo affrontato il caso di un attacco con armi di distruzione di massa quasi
simultaneo, cosa che è risultata naturalmente molto, molto impegnativa per il
personale federale, come per i partecipanti statali, locali ed internazionali.”
(Per la completa trascrizione della dichiarazione del portavoce del DHS alla
conferenza stampa dell’aprile 2005, a:
http://www.allamericanpatriots.com/m-news+article+storyid-9058.html )
“La Guerra al Terrorismo”
Queste esercitazioni devono essere inquadrate nel più largo contesto della
dottrina sulla Sicurezza Nazionale dell’America, che presenta Al Qaeda come la
minaccia principale alla Nazione Americana.
La “guerra al terrorismo” è la pietra angolare che sta al centro delle agende
della politica estera e della sicurezza interna.
Queste le parole del Segretario del DHS, Michael Chertoff:
“La sicurezza interna è una parte di una
strategia più larga, che informa la battaglia contro il nemico…Ma, anche se una soluzione chiave per la
difesa è l’attacco, questo
non costituisce completamente il quadro della nostra sicurezza. Perciò, per
noi, è necessaria una “difesa in profondità”, come parte dell’intera
strategia. Questo significa anche che,
come noi perseguiamo i terroristi all’estero, noi dobbiamo operare all’interno
del Paese per prevenire infiltrazioni di terroristi e delle loro armi; per
proteggere il nostro popolo e le nostre terre, se avviene un’infiltrazione; e
per rispondere e reagire se sta avvenendo un attacco. Tutto questo è incorporato
nella nostra strategia di costruzione di barriere multiple contro gli attacchi
terroristici. (Trascrizione della dichiarazione completa del marzo
2005 del Segretario Michael Chertoff a: http://www.dhs.gov/dhspublic/display?theme=42&content=4392 )
Nemico Esterno Illusorio
Come noto e
documentato, Al Qaeda è una creazione degli apparati di intelligence degli USA.
Lo scopo dell’esercitazione anti-terrorismo TOPOFF non è quello di “difendere
l’America” contro i terroristi, ma di
costruire un consenso nell’ambito delle strutture federali, statuali e
municipali, come all’interno della comunità degli affari e nella società civile
(ospedali, scuole, ecc.), sul fatto che questo fantomatico nemico esterno
esiste e che “la minaccia è reale”.
Noi non siamo in presenza di una classica campagna di disinformazione
mediatica. Mentre l’esercitazione TOPOFF veniva citata con indifferenza negli
articoli di stampa, questo non costituiva affatto oggetto di dibattito
nazionale.
Riguardo a TOPOFF, il processo di costruzione del consenso è “interno”, non
investe in generale l’opinione pubblica. È largamente
indirizzato a quelli che prendono le decisioni importanti all’interno delle
diverse strutture di governo e non governative. Costoro sono più di
10.000 ufficiali, che partecipano da posizioni in cui si prendono le decisioni
che contano, (funzionari federali e statali, esecutori della legge,
appartenenti a dipartimenti anti-incendio, a strutture ospedaliere, ecc.), che
possono essere chiamati ad agire nel caso di situazioni di emergenza.
A loro volta, questi soggetti hanno il mandato di diffondere il messaggio
all’interno delle rispettive organizzazioni, ad esempio rivolgendosi ai loro
collaboratori e colleghi, e a tutte quelle persone che lavorano sotto la loro
diretta supervisione.
In altre parole, questo processo di costruzione del consenso si estende a
decine di migliaia di persone che occupano posizioni autorevoli.
Perciò, l’agenda antiterrorismo e le esercitazioni diventano un “argomento di
discussione” nell’ambito di numerose organizzazioni governative e non. Inoltre, l’organizzazione di queste
esercitazioni antiterrorismo va a sostegno della dottrina della Sicurezza
Nazionale della “guerra preventiva”, vale a dire la dottrina per cui l’America
ha legittimato il diritto all’autodifesa,
intervenendo in Paesi stranieri per difendere se stessa contro i
terroristi.
Allora, viene alimentato il mito delle armi di distruzione di massa nelle mani di
terroristi, che le vogliono usare contro l’America, quando nei fatti sono gli
USA i più grossi produttori di armi di distruzione di massa, con un bilancio
della Difesa di più di 400 miliardi di dollari per anno.
Lo scopo è quello di creare favore per la guerra e per il programma di
Sicurezza Nazionale all’interno di settori governativi, non governativi, del
mondo degli affari delle grandi compagnie, e naturalmente anche nella
prospettiva che venga instaurata la legge marziale.
L’obiettivo finale è quello di sviluppare in tutta la nazione, in modo
inequivocabile da parte di funzionari chiave e dei loro collaboratori e
subordinati, dal livello federale al livello locale, l’accettazione di una
situazione emergenziale, tale che possano essere sospese le libertà civili e i
diritti dei cittadini:
“I funzionari non daranno alcuna specifica
descrizione, ma devono comunicare solo che l’esercitazione aveva previsto, per
simulazione, diverse migliaia di morti e molte più migliaia di feriti.
Questa volta, i feriti e i morti hanno fatto
parte di una recita, di una simulazione. Ma questi funzionari sono consapevoli che in un qualche giorno potrebbe
ben succedere un effettivo attacco, e allora viene ribadito loro che più che
studiano come coordinare gli sforzi di prevenzione e di risposta, meglio
saranno in grado di assolvere il compito di minimizzare le perdite, se e quando
l’attacco dovesse avvenire. (http://www.voanews.com/english/2005-04-08-voa81.cfm )
Da TOPOFF 2 alla "Esercitazione Totale": TOPOFF 3
La precedente “esercitazione anti-terrorismo” denominata TOPOFF 2 si era tenuta
due anni fa, nel maggio 2003. Veniva descritta come “ la più larga e più
comprensiva esercitazione di risposta al terrorismo e per la sicurezza
nazionale mai condotta negli Stati Uniti.” Veniva effettuata come una
esercitazione di natura militare, con la partecipazione di funzionari
governativi a livello federale, dello stato e a livello locale, con l’apporto
di ufficiali Canadesi.
TOPOFF 2 stabiliva diversi “scenari” sotto un Codice di Allerta Rosso.
In altri termini, veniva condotta secondo i presupposti medesimi di
un’esercitazione militare, anticipando un’effettiva situazione bellica,
esaminando i vari scenari di attacco terroristico con armi di distruzione di
massa, e la risposta istituzionale dei governi Statali e locali:
"Si accertava la capacità di reazione
di coloro che devono coordinare una risposta, dei dirigenti, e delle altre
autorità ad un simultaneo attacco di armi di distruzione di massa (WMD) contro
due città degli USA, Seattle, WA e Chicago, IL.
Lo scenario dell’esercitazione dipingeva una organizzazione di fantasia, di
terroristi stranieri, che faceva scoppiare un ordigno simulando una dispersione
radioattiva (RDD o bomba sporca, nucleare, che emette isotopi) a Seattle e che
diffondeva la peste polmonare in diverse località dell’area metropolitana di
Chicago. Inoltre era avvenuta una significativa simulazione di intelligence
prima dell’esercitazione, un’aggressione cibernetica, e minacce terroristiche
credibili contro altre località.”
(Per il testo completo vedi Ministero per la Sicurezza
Nazionale, conclusioni riassuntive dell’Esercitazione Nazionale, Ufficio del
Ministro per le Comunicazioni, 19 dicembre 2003, a:http://www.dhs.gov/dhspublic/display?content=2693 )
La cosiddetta “Esercitazione Totale TOPOFF 3”dell’aprile 2005 va ben
oltre quella del maggio 2003, la TOPFF 2.
La TOPOFF 3
ha coinvolto un maggior numero di individui partecipanti. Inoltre, in aggiunta
al Canada che era stato coinvolto nella TOPOFF 2 , l’esercitazione aveva
previsto anche la partecipazione del Ministero degli Interni Britannico. La
Gran Bretagna aveva denominato questa esercitazione "Atlantic Blue",
mentre il Canada designava la sua partecipazione alla TOPOFF 3 come
"Triple Play".
Mentre nei giornali Canadesi si faceva menzione dell’esercitazione, i
particolari della "Atlantic Blue" non venivano rivelati, non venivano
riportati nella stampa Britannica. Il Ministro dell’Interno Britannico, Hazel
Blears, in marzo ammetteva che “non vi sarà
visibilità sulle fondamentali attività che avvengono all’interno
dell’esercitazione Britannica”.
(riportato nel Sunday Express, 3 aprile 2005).
TOPOFF 3: Struttura Organizzativa
Sono state
impegnate più di 200 organizzazioni Federali, Statali, locali, tribali, del
settore privato, agenzie internazionali e gruppi del volontariato. TOPOFF 3eraorganizzata
in termini di cinque “settori di processo”:
1. Interagenzie 2. Connecticut 3. New Jersey 4. Regno Unito 5. Canada “La Esercitazione Totale offre ad
agenzie e giurisdizioni un’opportunità di addestramento per una risposta,
coordinata in sede nazionale ed internazionalmente, ad un attacco terroristico
multiplo, su larga scala. Questo consente ai partecipanti di
sottoporre a verifica piani e capacità in tempo reale, in ambiente realistico,
e conseguire così la conoscenza profonda che solo l’esperienza può procurare.
Lo scenario della TOPOFF 3 dipingerà una complessa campagna terroristica e
condurrà lo svolgimento dell’esercitazione a misurarsi attraverso il sistema di
Sicurezza Nazionale, a cominciare dal Connecticut e dal New Jersey, indicando
la risposta nazionale ed internazionale.
Nel corso di diversi giorni, il personale antincendio svolgerà ricerche e
salvataggi, gli ospedali cureranno i feriti (interpretati da partecipanti nel
ruolo di feriti), esperti della materia analizzeranno gli effetti dell’attacco
sulla salute pubblica, e funzionari al vertice metteranno a disposizione
risorse e prenderanno le decisioni necessarie a salvare vite.
Una Rete Virtuale di Informazioni interna (VNN) e un sito web di notizie
fornirà indicazioni in tempo reale sull’avvenimento, come dovrebbe fare una
effettiva rete Televisiva. Il mezzo informativo simulato manterrà i
partecipanti all’esercitazione aggiornati sugli avvenimenti in corso e
consentirà a coloro che devono prendere le decisioni di far fronte alla sfida
di confrontarsi con il mondo dei media reale. Solo le agenzie partecipanti
possono consultare la rete informativa VNN.”
http://www.dhs.gov/dhspublic/interapp/editorial/editorial_0588.xml
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SCHEDA SULL’ESERCITAZIONE TOPOFF 3 (4-8 aprile 2005)
Connecticut:
Attacco chimico simulato sul litorale di New London e un attacco simulato con
gas iprite.
New Jersey:
Attacco biologico simulato nelle Contee dell’Unione e del Middlesex. Questo ha previsto un gruppo di “terroristi”
che diffondeva la peste da un SUV, un fuori strada ad elevate prestazioni,
nella Contea di Unione, “ammazzando “alla fine 8.694 persone e “ infettando”
almeno altre 40.000.
(Vedi http://www.app.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/20050409/NEWS03/504090432/1007)
La Forza di Pronto Intervento Predisposta per la Sicurezza Interna del New
Jersey analizzerà il comportamento di ogni Dipartimento dello stato durante
l’esercitazione. E il Ministero della Sicurezza Interna prenderà in
considerazione la prestazione di più di 200 agenzie che hanno partecipato alla
TopOff 3 e pubblicherà un documento “dopo azione”, nei prossimi quattro o sei
mesi.
“Tutto questo non termina fino a quando non faremo nostre completamente tutte
le lezioni studiate,” ha affermato Robert Stephan, direttore del Gruppo di
Direzione Inerente dell’agenzia. “Questa è probabilmente la fase più
significativa, mostrandoci dove abbiamo fatto bene e dove abbiamo necessità di
miglioramento.”
http://www.nj.com/news/ledger/jersey/index.ssf?/base/news-9/111302486385150.xml
Canada:
Coordinati dal Ministero Canadese per la Pubblica Sicurezza e la Protezione di
Emergenza e dal Corpo Canadese della Polizia Reale a Cavallo (RCMP), diciotto
Dipartimenti federali canadesi, come pure le province di New Brunswick e della
Nuova Scozia, hanno partecipato alla simulazione degli attacchi terroristici.
“Funzionari avevano fatto girare la notizia
che la barca oceanica Castlemaine, in rotta verso Halifax, trasportava un
container contenente prodotti chimici per costruire un’arma di distruzione di
massa, molto probabilmente della stessa composizione delle sostanze mortali
diffuse contemporaneamente negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Si richiedeva
l’immediata convocazione per un incontro, per escogitare un piano.” (http://www.canada.com/montreal/montrealgazette/news/story.html?id=3295af24-3ceb-4aae-b6cc-12a76bd32e17)
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Scenario di un
Codice di Allerta Rosso
L’esercitazione
TOPOFF 3 prepara il Paese ad un caso di emergenza sotto un Codice di Allerta
Rosso. Più specificatamente, imposta lo scenario all’interno delle varie
strutture ed organizzazioni governative. L’esercitazione plasma il
comportamento dei pubblici funzionari.
Secondo documenti ufficiali, un “effettivo attacco terroristico” del tipo
previsto dalla TOPOFF 3 dovrebbe inevitabilmente indurre ad un Codice di
Allerta Rosso. Per ultimo, dovrebbe creare le condizioni per la (temporanea)
sospensione delle normali funzioni civili di governo. Questo scenario è stato già descritto dall’ex Ministro per la
Sicurezza Interna, Tom Ridge, in un’intervista a CBS News rilasciata nel
dicembre 2003:
"Se noi
semplicemente andiamo al rosso…questo in buona sostanza mette sotto chiave il
Paese,” e questo
significa che le istituzioni civili di governo dovrebbero essere chiuse e messe
sotto controllo di un’Amministrazione Emergenziale.
Lo scenario viene esaminato nei dettagli nel sito web del Ministero
dell’Interno “Ready.Gov” a http://www.ready.gov/
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Scheda informative
Le "Istruzioni Ready.Gov" del Ministero per la Sicurezza Interna
“I terroristi sono
all’opera per ottenere armi biologiche, chimiche, nucleari e radioattive, e la
minaccia di un attacco è sicuramente effettiva. Qui, al Ministero per la
Sicurezza Interna, e presso il governo federale al completo, e nelle
organizzazioni sparse in tutta l’America noi stiamo lavorando duramente per
rafforzare la nostra Sicurezza Nazionale.
Noi desideriamo bloccare gli attacchi terroristici, quando possibile,
prima che possano avvenire. Tutti gli Americani devono dare inizio ad un
processo di apprendimento sulle potenziali minacce, in modo da essere meglio
preparati a reagire durante un attacco. Anche se non vi è modo di prevedere
cosa succederà, o quali saranno le vostre personali situazioni, vi sono
semplici cose che potete fare adesso per preparare voi stessi e i vostri cari.”
Fonte: Ready.Gov America, documento completo:http://www.ready.gov/overview.html
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Scenario di Emergenza
Un Codice di Allerta Rosso, secondo l’Agenzia Federale
per la Gestione delle Emergenze (FEMA), dovrebbe creare le condizioni per la
sospensione (“in via temporanea”, abbiamo riferito) delle normali funzioni di
governo civile. Secondo la FEMA, il Codice Rosso dovrebbe:
“Incentivare o indirizzare diversamente il
personale verso le necessità di una situazione critica di emergenza;
determinare il personale a reagire all’emergenza, stabilire le pre-condizioni e
mobilitare in particolar modo squadre addestrate e risorse; monitorare,
indirizzare diversamente o bloccare i sistemi di trasporto;chiudere le
strutture pubbliche e di governo non indispensabili per la continuità delle
operazioni essenziali, soprattutto di pubblica sicurezza.”
(FEMA, http://www.fema.gov/pdf/areyouready/security.pdf )
Dovrebbero venire sospesi molti servizi dell’amministrazione pubblica,
altri dovrebbero essere trasferiti alla giurisdizione dell’Esercito.
Più in generale, la procedura dovrebbe prevedere la sospensione dei servizi di
uffici governativi, commerciali, delle scuole, degli uffici pubblici, dei
trasporti, ecc.
"Continuità nel Governo " (COG)
L’11 settembre 2001, è stato insediato segretamente un “Governo Ombra”, secondo
il documento riservato “Continuità di un Piano Operativo”.
(Vedere a http://www.washingtonpost.com/ac2/wp-dyn/A20584-2002Feb28?language=printer ).
Conosciuto all’interno come “Continuità di Governo”, o COG, il Governo
Ombra segreto dovrebbe entrare in funzione nel caso di un Codice di Allerta
Rosso, che porterà al trasferimento dello staff chiave verso località segrete.
Il Codice di Allerta Rosso dovrebbe sospendere le libertà civili, compresi gli
assembramenti e le riunioni pubbliche e/o le proteste dei cittadini contro la
guerra o contro la decisione dell’Amministrazione di aver dichiarato la legge
marziale.
Inoltre, il Governo di emergenza dovrebbe avere l’autorità di esercitare una
stretta censura sui mezzi di informazione e non dovrebbe esitare a paralizzare
i mezzi di informazione alternativi presenti su Internet.
D’altro canto, il Codice di Allerta Rosso dovrebbe innescare il sistema di
risposta “civile” all’Emergenza Interna, che include le istruzioni “Ready.Gov”
del Ministero della Sicurezza Interna, i Corpi Cittadini del Grande Fratello,
senza contare il Programma USAonWatch e il Programma di Vigilanza di
Quartiere del Ministero della Giustizia, che hanno avuto un nuovo mandato, dopo
l’11 settembre, per “identificare e riferire su attività sospette nei
quartieri” in tutta l’America.
La Vigilanza di Quartiere DOJ è coinvolta in “Educazione Consapevole contro il
Terrorismo”. (www.USAonWatch.org ).
In tutta l’America, i cittadini, sotto le bandiere dei “Corpi Civici”, che sono
una componente dei Corpi USA della Libertà, sono invitati a partecipare a
quella che potenzialmente potrebbe trasformarsi in una milizia civile:
“Gli Americani devono rispondere alla
malvagità e all’orrore degli attacchi terroristici dell’11 settembre con un
rinnovato impegno a bene agire… Come parte di questa iniziativa, noi abbiamo
creato i Corpi Civici per aiutare a coordinare le attività dei volontari, che
renderanno le nostre comunità più sicure, più forti e meglio preparate a
rispondere ad ogni situazione di emergenza…Noi stiamo chiedendo alle città e alle
contee di tutto il Paese di creare i Comitati di Corpi Civici, di loro stessa
designazione, riunendo insieme le organizzazioni di volontari, di pronto
intervento, le forze dell’ordine e le istituzioni di servizi per la comunità,
come scuole, ospedali, e centri di culto.
Alcuni dei Comitati di Corpi Civici potenzieranno le attività locali che
riflettono i nuovi e i già esistenti programmi nazionali, come “Vigilanza nei
Quartieri”, “Squadre di risposta alle Emergenze nella Comunità”, “Volontari in
Servizio di Polizia”, e i “Corpi Sanitari della Riserva”.
Altri includeranno programmi locali che prevedono collaborazioni con le forze
dell’ordine, ospedali, gruppi di pronto intervento e scuole.
Quello che tutti i Comitati di Corpi Civici avranno in comune è che i loro
dirigenti locali lavoreranno per espandere le possibilità per i membri della
loro comunità di impegnarsi nel servizio volontario, che agevolerà la
preparazione, la prevenzione e la risposta nei casi di emergenza.
(Corpi Civici, Guida per Funzionari Locali,
osservazioni introduttive del
Presidente Bush, a http://www.citizencorps.gov/pdf/council.pdf )
Il ruolo dell’Esercito
Quale dovrebbe essere il coinvolgimento dell’Esercito in una situazione
di emergenza a Codice Rosso? In teoria, l’Atto del 1878 “Posse
Comitatus”, relativo a gruppi di persone convocabili dallo sceriffo per far
rispettare la legge in caso di disordini,
adottato alla vigilia della guerra civile USA, impedisce all’Esercito di
intervenire in funzioni di polizia civile e giudiziaria. Questa legge è centrale per il funzionamento
del governo costituzionale.
Mentre il “Posse Comitatus Act” è ancora sui libri, in pratica questa
legislazione non è più effettiva ad impedire la militarizzazione delle
istituzioni civili.
(Vedere
Frank Morales a http://globalresearch.ca/articles/MOR309A.html ).
La legislazione lasciata in eredità dall’Amministrazione Clinton, per
non parlare dei “Patriot Acts” I e II
del dopo 11 settembre, “rende incerta la linea di separazione fra i ruoli
militari e civili”. Questo consente all’Esercito di intervenire nelle attività
giudiziarie e di ordine pubblico, anche in assenza di una situazione di
emergenza.
Nel 1996, veniva fatta passare una legislazione che consentiva all’Esercito di
intervenire in caso di una emergenza nazionale, come un attacco terroristico.
Nel 1999, l’Atto di Autorizzazione alla Difesa- Defense Authorization Act
(DAA), emesso dall’amministrazione Clinton, ha esteso questi poteri, previsti
dalla legislazione 1996, creando una
“eccezione” al “Posse Comitatus Act”,
che permette all’Esercito di essere impegnato nelle questioni civili,
“indifferentemente che vi sia o no un’emergenza”.
(Vedere
ACLU- Unione Americana per i Diritti Civili- a http://www.aclu.org/NationalSecurity/NationalSecurity.cfm?ID=8683&c=24 )
“La nuova eccezione al “Posse Comitatus
Act”, che è stata proposta, dovrebbe estendere ulteriormente una misura
controversa adottata dal Congresso nel 1996, che permetteva il coinvolgimento
dell’Esercito in situazioni di “emergenza”, che implicavano atti criminosi con
armi chimiche e biologiche.
Secondo questa nuova misura, che è stata proposta dal Ministero della Difesa,
l’Esercito dovrebbe essere autorizzato a trattare con atti criminosi che
implicano qualsiasi tipo di armi chimiche o biologiche, o qualsivoglia tipo di
armi di distruzione di massa, indifferentemente che vi sia o no un’emergenza.
Inoltre, la nuova proposta innalza il fabbisogno con cui l’Esercito deve essere
rimborsato per le spese dei suoi interventi, parimenti all’aumento del numero
di prestazioni per l’assistenza militare.
“Sotto queste nuove condizioni,
la sola minaccia di un atto terroristico potrebbe giustificare la chiamata in
gioco di unità dell’Esercito. Questo rappresenta una scappatoia grande
abbastanza per far scendere in campo direttamente un battaglione di carri
armati.”
Inoltre, l’Atto di Autorizzazione alla Difesa richiede al Pentagono di
sviluppare un piano per assegnare personale militare all’assistenza del
Servizio alle Dogane e al Servizio per l’Immigrazione e la Naturalizzazione in
modo da “rispondere alle minacce alla sicurezza della Nazione poste in essere
dall’ingresso negli Stati Uniti di terroristi o di trafficanti di droga.”
(ibid)
In altre parole, la legislazione dell’era Clinton ha veramente
gettato le fondamenta legali e ideologiche della “guerra al terrorismo”.
Malgrado l’“eccezione” del 1999 al “Posse Comitatus Act", che in realtà lo
annullava, sia il Pentagono che il Ministero della Sicurezza Interna avevano
attivamente fatto pressioni sul Congresso per l’abrogazione diretta della
legislazione del 1878:
“Sono necessarie nuove regole per
sottolineare in modo chiaro le linee di confine per l’uso delle forze armate
federali per la sicurezza interna. Il “Posse Comitatus Act” è inappropriato per
i tempi recenti ed esiste la necessità di sostituirlo con una legge
completamente nuova…È giunto il tempo di abrogare il “Posse Comitatus Act”
esistente e sostituirlo con una nuova legge…Il “Posse Comitatus Act” è un
manufatto legislativo per un conflitto differente, quello fra libertà e
schiavitù, o tra Nord e Sud, se voi lo preferite. Anche odiernamente si va nel
senso di un conflitto fra libertà e schiavitù, comunque meglio configurabile
da un conflitto tra civilizzazione e
terrorismo. I nuovi problemi spesso necessitano di nuove soluzioni, e perciò, a
questo scopo, è necessaria una nuova serie di regole.
Il Presidente Bush e il Congresso devono prendere l’iniziativa per emanare una
nuova legge che dovrebbe mettere in rilievo a chiare lettere una enunciazione
delle regole per l’utilizzo delle Forze Armate per la sicurezza interna e per
far rispettare le leggi degli Stati Uniti.
(John R. Brinkerhoff, ex direttore associato per la
preparazione nazionale dell’Agenzia Federale per la Gestione delle Emergenze
(FEMA), http://www.homelandsecurity.org/journal/Articles/brinkerhoffpossecomitatus.htm )
Il “Posse Comitatus Act”, viene considerato da analisti militari come un
“Impedimento Legale alla Trasformazione”:
“[Il “Posse Comitatus Act” constituisce] un
ostacolo formidabile alla nostra flessibilità nazionale e alla adattabilità, in
un periodo in cui dobbiamo far fronte ad un nemico imprevedibile, con provate
capacità di procurare eventi catastrofici inaspettati. La difficoltà
nell’interpretare correttamente e nell’applicare l’Act provoca diffusamente
confusione a livello tattico, operativo, e strategico nel nostro Esercito. Dato
che gli avvenimenti futuri possono richiedere l’uso dell’Esercito per assistere
le autorità civili, è nell’ordine delle cose una revisione dell’efficacia del
PCA. (Donald J. Currier, il “Posse Comitatus Act”: Una
innocua reliquia dall’era post-sconfitta del Sud nella Guerra di Secessione o
un impedimento legale al cambiamento? Autori; Istituto di Studi Strategici
della Scuola di Guerra dell’Esercito, Carlisle Barracks, Pa, settembre 2003)
La militarizzazione in sviluppo della giurisdizione civile e della
applicazione delle leggi è un progetto bi-partisan. Il Senatore Joseph Biden (un Democratico), ex Presidente della
influente Commissione delle Relazioni Estere del Senato, si era impegnato, già
dalla metà degli anni Novanta, nel prendere contatto con le sue controparti
Repubblicane in una battaglia per abolire apertamente il “Posse Comitatus Act”.
La Legislazione del Patriot Act
A sua volta, i “Patriot Acts” dell’Amministrazione Bush, rispetto alla
Sicurezza Nazionale, hanno impostato le fondamenta dello “Stato in fieri”. Nei minuti particolari, queste leggi vanno
molto più in là nel regolare la scena per la militarizzazione delle istituzioni
civili.
I vari provvedimenti sono veramente dettagliati e precisi.
Il “Patriot Act I” USA del 2001,
intitolato “Provvedimenti per fornire strumenti appropriati per arrestare e
ostacolare azioni terroristiche”, e il “Patriot
Act II” del 2003, “Atto di perfezionamento della Sicurezza Interna”,
creano le condizioni per la militarizzazione delle funzioni giudiziarie e di
polizia:
“Il Patriot
Act è un “coordinamento” repressivo delle entità che rappresentano
la violenza e il sotterfugio,vale a dire la polizia, i servizi di spionaggio e
l’Esercito, teso ad allargare, accentrare e combinare le risorse della polizia
e degli apparati di intelligence per la sorveglianza, l’arresto e la
vessazione. In
buona sostanza, la difesa della Nazione è una forma di terrorismo di stato,
diretto contro il popolo Americano e la stessa democrazia. È una dichiarazione
di guerra del Pentagono Inc. contro l’ America.
La “guerra interna al terrorismo” dipende
dalla dottrina del Pentagono sulla difesa della Nazione. Una montagna di norme repressive sta per
essere emanata in nome della sicurezza interna. La cosiddetta “sicurezza della
Nazione”, all’origine collocata all’interno delle “operazioni non belliche” del
Pentagono, costituisce oggi l’esempio di come il Pentagono ha dichiarato guerra
all’America. Sviluppatasi per il nuovo campo di battaglia, questa “dottrina”
militare in piena evoluzione tenta di giustificare i nuovi ruoli e le nuove
missioni del Pentagono all’interno dell’America.
Un’autorità “legale”diffusa e enormi mezzi finanziari per spiare l’opinione
pubblica dissenziente, designata altrimenti come minaccia terroristica, stanno per essere profusi generosamente al
“collettivo” che riunisce la Difesa, i servizi di intelligence, e le forze
dell’ordine.
Tutto questo sta avvenendo in mezzo ad una crescente perfetta “fusione” delle
funzioni di polizia e militari, sia all’interno degli Stati Uniti che
all’estero, dove si è fatto riferimento al fenomeno con i termini di "peacekeeping", mantenimento
della pace, o di "policization of the military", mantenimento
dell’ordine pubblico per mezzo dell’Esercito.
Qui in America, ogni distinzione tra funzioni militari e di polizia è quasi del
tutto e per sempre cancellata con l’abrogazione che si sta profilando del Posse
Comitatus Act.
In altri termini, il “Nuovo Ordine e la Nuova Legge Mondiale” che si fondano
sull’abrogazione del Posse Comitatus Act, richiedono un sistema di
controrivoluzione interna e globale guidata dal Pentagono.”
(Frank Morales, Difesa della Nazione: il Pentagono dichiara
guerra all’America, a http://globalresearch.ca/articles/MOR312A.html . Nel
2003, a Frank Morales veniva assegnato un “Project Censored Award”, un premio
assegnato alle voci critiche, dalla Sonoma University, Cal.)
Comunque, anche sotto l’esercizio non militare di un governo civile, i Patriot Acts hanno già introdotto diversi
aspetti tipici della legge marziale. La decisione di come, quando e verso chi
possono essere applicate le norme di legge marziale è a discrezione delle
autorità militare.
Il Patriot Act II del 2003 va
molto più in là nell’estendere e nell’ampliare le “funzioni del Grande
Fratello” di controllo e di sorveglianza del popolo. Vengono enormemente espansi i poteri di sorveglianza e di
controinsurrezione, fornendo al governo l’accesso ai conti bancari personali,
alle informazioni depositate nei computers personali, alle intercettazioni
nelle linee telefoniche, ai conti delle carte di credito, ecc.
(Per ulteriori dettagli, consulta Ratical.org a http://www.ratical.org/ratville/CAH/USAPA2.html#DSEAanalysis )
Il Ruolo del Comando del Nord
(Northcom)
Il Comando del Nord (Northcom) (con sede nella Base Peterson dell’Aviazione
Militare, in Colorado) è stato insediato nell’aprile 2002, specificamente nel
contesto della “guerra preventiva al terrorismo”.
La creazione del Northcom è da mettere in relazione con l’abrogazione de facto
del Posse Comitatus Act.
Infatti, già all’inizio del 1999, era stata considerata da William Cohen,
Ministro della Difesa dell’Amministrazione Clinton, la funzione di un “Comando
per la Difesa Nazionale”, come centro guida “nel caso di un attacco
terroristico sul suolo USA”,.
(http://www.thirdworldtraveler.com/Civil_Liberties/Posse_Comitatus_Law.html ).
In seguito alla decisione dell’Amministrazione Bush di creare Northcom, la Casa
Bianca ha incaricato giuristi del Ministero della Giustizia “per rivedere il
Posse Comitatus Act alla luce delle nuove esigenze di sicurezza nella guerra
contro il terrorismo.” L’Act del 1878 veniva considerato come “una grave
restrizione alla capacità dell’Esercito di partecipare alla tutela dell’ordine
pubblico interno.”
(National Journal, Government Record, 22 luglio 2002)
Il ruolo del Comando del Nord, definito dal “Complesso della Dottrina per la
Sicurezza della Nazione” (JP-26) del Pentagono, è il cuore del programma di
Difesa della Nazione.
La legge marziale potrebbe essere applicata anche nel caso di uno stato di
allarme per un attacco terroristico simulato, creato ad arte dai servizi di
intelligence. Anche nel caso in cui sia noto e ben documentato agli ufficiali
superiori dell’Esercito che il “nemico esterno” è costruito ad arte, dovrebbe
diventare operativa immediatamente la situazione di legge marziale,
caratterizzata da provvedimenti dettagliati per la sicurezza, garantita dai
comandi militari.
Northcom ha il mandato di “difendere la nazione” contro questo fantomatico
“nemico esterno”, (Al Qaeda) , che è considerato essere la minaccia per la
sicurezza dell’America.
Secondo Frank Morales, “lo scenario della presa di controllo militare
dell’America si è aperto.” E il Comando del Nord è il centro della struttura
militare per questo controllo e per la militarizzazione delle istituzioni
civili. La “Missione Comando” di Northcom racchiude un numero di “funzioni non
militari” che comprendono l’“amministrazione delle crisi” e l’ “appoggio
interno civile”. Sotto la
giurisdizione di Northcom, è sottinteso un processo di “supporto militare alle
autorità federali, statali e locali nel caso di un attacco terroristico”
orientato a:
“la preparazione per…, la prevenzione di…,
la deterrenza a…, la sospensione di…, la difesa contro…, la risposta alle
minacce e all’aggressione diretta contro il territorio degli Stati Uniti, la
sua sovranità, la popolazione interna e le infrastrutture…”
(Vedere http://www.globalsecurity.org/military/agency/dod/northcom.htm )
Northcom viene descritto avere “una Missione Civile Strisciante”. (David
Isenberg, Asian Times, 5 dicembre 2003). Dal suo insediamento, sono
state incrementate risorse per i servizi di intelligence interna e per le forze dell’ordine. È in permanente
collegamento con il Dipartimento per la Sicurezza Interna e il Ministero della
Giustizia. Ha diverse centinaia di funzionari FBI e CIA, che stazionano al suo
Quartier Generale in Colorado. (National Journal, 1 maggio
2004). È in permanente collegamento, attraverso un sistema avanzato di
comunicazioni in tutto il paese, con municipalità e agenzie di forze
dell’ordine civili. (Ibid). Esistono anche legami con
l’Esercito Canadese e autorità di governo attraverso il cosiddetto “gruppo di
pianificazione binazionale”.
[Vedere:
L’annessione del Canada è parte dell’agenda militare di Bush? (novembre 2004.)
a http://globalresearch.ca/articles/CHO411C.html]
Frattempo la CIA, che ha una unità operativa fuori da Northcom, ha
esteso il suo mandato alle questioni di “intelligence interna”.
Nel caso di un Codice di Allerta al Rosso, dovrebbe essere dichiarata una
emergenza nazionale. Il Comando Northern dovrebbe spiegare le sue forze per
aria, terra e mare. Molte funzioni del governo civile dovrebbero essere
trasferite al Quartier Generale di Northcom, che già da ora ha in sé diverse
strutture, che lo abilitano a sovrintendere e supervisionare le istituzioni
civili.
In altre parole, nel caso di un Codice Rosso per Allerta Terroristica dovrebbe
essere attivata la “struttura di comando” di Northcom. Comunque Northcom non ha
bisogno, in conformità con le norme del
“Defense Authorization Act” (DAA) del 1999, di un allarme o di un attacco
terroristico o di una situazione di tipo bellico per intervenire negli affari
civili del paese.
La giurisdizione del Comando Northern ora si estende dal Messico all’ Alaska.
Secondo accordi “binazionali” sottoscritti con Canada e Messico, il Comando
Northern può intervenire e spiegare le sue forze e il suo arsenale militare per
terra, aria e mare in Canada (estendendo il raggio di azione fino ai territori
dell’estremo Nord), attraverso il Messico e in parte dei Carabi. (Vedere http://www.globalsecurity.org/military/agency/dod/northcom.htm )
Considerando nel complesso, la vigente legislazione garantisce
largamente all’Esercito diritti di intervento in una “situazione di emergenza”,
senza la prioritaria approvazione formale del Comandante in Capo.
Le banche dati del Grande Fratello in America
Per preparare le nuove missioni di “ordine pubblico” dell’Esercito
all’interno dell’America, con la sovrintendenza del Comando del Nord, il Centro
per le Operazioni Legali e Militari, con base a Charlottesville, Virginia ha
pubblicato un “utile” manuale dal titolo “Diritto Militare Interno per
Magistrati di Corte Suprema Militare.”
Secondo Frank Morales, il manuale “cerca di
consolidare, da un punto di vista legale, la penetrazione del Pentagono in
America e le sue “operazioni di natura non strettamente bellica” , per
essenzialmente favorire la elite corporativa Statunitense con giustificazioni
legali per la sua guerra di classe contro il popolo Americano, in particolare
contro coloro i quali resistono al programma del “nuovo ordine e alla nuova
legalità mondiale”.”
(Frank
Morales, Difesa Interna e Militarizzazione dell’America, Global Outlook, No. 6,
inverno 2004, http://globalresearch.ca/articles/MOR309A.html )
Sempre secondo Morales, “ la guerra
al terrorismo è una copertura della guerra alla dissidenza”, guerra che richiede l’organizzazione di
procedure di vasta portata e di banche dati per il controllo individuale dei
cittadini.
In questo contesto, sull’onda dell’11 settembre, l’Amministrazione Bush ha
istituito la banca dati Grande Fratello, che aveva già proposto: “il Programma per la Acquisizione Totale
delle Informazioni ” (TIAP).
Il TIAP è diventato operativo attraverso l’Ufficio per
la Acquisizione delle Informazioni (IAO), che ha ricevuto il mandato di “raccogliere quante più informazioni possibili su
ognuno, in una sede centralizzata, per un comodo esame attento da parte del
governo degli Stati Uniti.” Questo dovrebbe comprendere
registrazioni mediche, informazioni su carte di credito e bancarie, dati
sull’istruzione e l’impiego di lavoro, registrazioni concernenti viaggi e l’uso
di Internet, posta elettronica, telefono e fax.
Il TIAP è stato messo in azione negli uffici dell’Agenzia per i Progetti di
Ricerca Avanzata della Difesa (DARPA), una divisione del Pentagono nel Nord
Virginia.
(Vedere “Washington Post”, 11
novembre 2002 a http://www.washingtonpost.com/ac2/wp-dyn/A40942-2002Nov11
)
Per colmo di ironia, quando è stato introdotto per la prima volta, il TIAP è
stato posto sotto la direzione di un uomo con un curriculum vitae da criminale,
l’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale, l’Ammiraglio a riposo, John
Poindexter. Pointexter, che era stato posto sotto inchiesta con accuse di
crimini per il suo ruolo nello scandalo Iran Contra durante
l’Amministrazione Reagan,
successivamente veniva fatto dimettere da Direttore del TIAP e il programma
veniva “ufficialmente” interrotto.
(Vedere la presentazione in PowerPoint di Pointedexter a http://www.darpa.mil/darpatech2002/presentations/iao_pdf/slides/poindexteriao.pdf )
Mentre l’IAO di nome non esiste più, l’iniziativa di creare una
gigantesca banca dati di fatto non è stata mai abbandonata.
Diverse strutture del governo USA, comprese la Sicurezza Nazionale, la CIA e lo
FBI, rispettivamente controllano gigantesche banche dati “Grande Fratello”, che
sono completamente operative. Inoltre, queste organizzazioni collaborano nel
discusso MATRIX, lo “Scambio di Informazioni
Anti-Terrorismo fra Stati Diversi”, definito come un “database per la
lotta contro il crimine” usato da agenzie per l’ordine pubblico, il Ministero
della Giustizia USA e la Sicurezza Nazionale.
Il “National Intelligence Reform Act”, la legge di riforma dei servizi di
intelligence degli USA del 2004, determina l’impianto per istituire una “Rete
per la Condivisione delle Informazioni”, che coordinerà i dati che arrivano da
“ogni fonte disponibile”. La rete
proposta dovrebbe trasferire tutte le banche dati delle diverse agenzie governative
sotto un unico ombrello del governo. (Deseret
Morning News, 29, 2004). Inutile dire, questa integrazione delle banche
dati “Grande Fratello” riguarda anche registrazioni di imposte, dati
sull’immigrazione e informazioni segrete su viaggiatori.
Procedure simili sono state implementate in Canada. Il governo federale di
Ottawa sta collaborando con gli Stati Uniti, portando avanti la definitiva
fusione delle banche dati sulle imposte e sull’immigrazione fra i due Paesi.
(Il
Testo del “Public Safety Act” C-7 a http://www.parl.gc.ca/37/3/parlbus/chambus/house/bills/government/C-7/C-7_3/C-7TOCE.html ;
vedere
anche http://www.parl.gc.ca/common/bills_ls.asp?Parl=37&Ses=3&ls=c7
e
http://www.thestar.com/NASApp/cs/ContentServer?pagename=thestar/Layout/Article_Type1&call_pageid=971358637177&c=Article&cid=1074294906470 )
L’America ad un punto cruciale
L’incontrastata America si trova al punto cruciale della più seria
crisi della sua storia.
Gli Allerta a Codice Rosso e “accadimenti terroristici” annunciati dal
Ministero della Sicurezza Nazionale DHS fanno parte di una campagna di
disinformazione portata avanti dalla CIA, dal Pentagono, dal Dipartimento di
Stato e dalla Sicurezza Nazionale.
I servizi informativi USA non sono solo coinvolti nel creare allarmi
terroristici fasulli, ma indirettamente stanno nel retroscena dei gruppi
terroristici, fornendo loro coperture e appoggi segreti.
(Vedi
http://www.globalresearch.ca/articles/CHO301B.html )
Nel frattempo, la militarizzazione delle istituzioni civili non è solo presa in
considerazione, ma è divenuta motivo di discussioni sulle reti televisive;
viene apertamente dibattuta come una “soluzione a protezione della democrazia
Americana”, che è dichiarata sotto minaccia dei terroristi Islamici. Le implicazioni di un Codice di Allerta
Rosso sono raramente l’oggetto di un serio dibattito.
Le esercitazioni contro il terrorismo, secondo TOPOFF, servono a condizionare i
funzionari pubblici e i produttori di decisioni chiave. D’altra parte,
attraverso la disinformazione mediatica, i cittadini vengono preparati e
condizionati gradualmente per l’inimmaginabile!
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