da People's
Weekly World Newspaper, 28/07/05
L’AFL-CIO chiede
una “rapida” ritirata dall’Iraq
Mark Gruenberg
CHICAGO (PAI) - Il 26 luglio dopo un vivace discorso del reverendo Jesse
Jackson, i delegati al Congresso dell’AFL-CIO, hanno votato una risoluzione che
chiede agli USA “di riportare rapidamente le truppe a casa” dall’Iraq.
Nella risoluzione, che ha segnato un
cambiamento dalle passate posizioni del movimento operaio americano, anche se
non dal più recente dissenso e critica alla guerra, il Presidente George W.
Bush viene anche accusato di aver mentito sulle cause dell’intervento in Iraq e
di continuare a mentire. Inoltre si appoggia fortemente la richiesta del
movimento operaio irakeno di scrivere una nuova e più libera legge sul lavoro
che codifichi il diritto di organizzazione e di contrattazione, rimpiazzando la
legge repressiva dell’epoca di Saddam Hussein. Né l’Autorità Provvisoria della
Coalizione Americana che ha guidato l’Iraq per un anno, né l’attuale governo ad
interim hanno cancellato la legge di Hussein.
Jackson ha denunciato duramente di fronte all’assemblea la continuazione della
guerra “Onore ai soldati” egli ha detto “Diamo loro l’equipaggiamento di cui
hanno bisogno. E riportiamoli a casa. Riportiamoli a casa. Riportiamoli a casa!...”.
E quando l’entusiasmo e gli applausi si sono placati, ha aggiunto “...E diamo
loro un lavoro quando torneranno a casa”.
Votando una precisa risoluzione sulla guerra, i delegati hanno indicato il
Movimento del Lavoro Contro la Guerra (USLAW– US Labor Against The War) per
organizzare l’opposizione alla guerra di Bush. L’USLAW ha recentemente ospitato
in un giro negli USA, sei leader sindacali irakeni per illustrare la posizione
contro la guerra e contro l’occupazione della Federazione del Lavoro Irachena.
Uno di questi ha incontrato i delegati dopo il voto.
“Fin troppo spesso, ascoltiamo solo le sue menzogne” ha detto una delegata dei
dipendenti degli uffici professionisti, riferendosi a Bush. Con le menzogne, ha
aggiunto, “ci manda in Iraq per arricchire i suoi amici del cuore”, i
fornitori Dipartimento della Difesa
precedentemente guidato dal vice presidente Dick Cheney.
L’afro-americano e veterano del Vietnam,
Brooks Sunkett, lavoratore delle comunicazioni, ha detto “Allora mi
raccontarono menzogne ed ora mi si
dicono menzogne”. Egli ha anche aggiunto che Bush sta usando “l’isteria della
guerra” contro i sindacati operai, citando i casi dei lavoratori del
Dipartimento della Difesa e dell’Amministrazione della Sicurezza dei Trasporti,
e il richiamo di Bush al Taft-Hartley Act
contro il sindacato ILWU (International Longshore and Warehouse Union)
dopo che la direzione portuale della West Coast ha agito per estromettere tale
sindacato. “Come voce organizzata dei lavoratori, noi abbiamo la responsabilità
di stare col movimento operaio dell’Iraq e di riportare le truppe a casa
subito” ha concluso Sunkett
Quello della guerra non è stato il solo tema trattato da Jackson. Egli ha
raccomandato un impegno organizzativo per ritornare il 6 agosto ad Atlanta con
una marcia per la commemorazione del 40o
anniversario della Legge dei Diritti Civili, mentre Bush tace sulla sua
proroga.
Egli ha anche fortemente ricordato il diritto di organizzazione e quelli
dell’”Employee Free Choice Act” tra cui il salario per vivere e il sistema
universale di assistenza sanitaria. Ed è anche intervenuto nella disputa
interna —organizzazione contro l’impegno politico— sul futuro e la direzione
del sindacato, che ha portato il sindacato dei
camionisti e quello degli addetti ai servizi ad abbandonare l’AFL-CIO
proprio il giorno prima.
“Dobbiamo ammettere il disaccordo e tuttavia
lavorare per un’unità operativa dentro la nostra famiglia”, ha detto
Jackson, “Questo non è una lotta
interna, ma tra noi e gli altri”, riferendosi a Bush ed al top management del
governo federale.
“E costoro stanno andando ad uno scontro duro con noi” egli ha avvisato.
Traduzione di Giuliano Cappellini