da www.globalresearch.ca
Traduzione di Bettio Curzio di Soccorso Popolare di Padova
by Michel Chossudovsky
4 ottobre 2005
La minaccia di una pandemia da influenza aviaria è reale. Fino a poco tempo fa, i governi nazionali e l’Organizzazione Mondiale della Sanità non hanno preso in seria considerazione la pericolosità della crisi. L’opinione pubblica è stata disinformata. L’argomento è stato appena menzionato dai mezzi di informazione di massa.
Come mai l’influenza aviaria è arrivata improvvisamente sull’agenda del
Presidente Bush?
Il problema si è presentato sulla scaletta della conferenza stampa del Presidente alla Casa Bianca (4 ottobre 2005). Non vi è stato nulla di spontaneo nella domanda del giornalista accreditato presso la Casa Bianca al Presidente Bush, che esplicitamente ha sottolineato il ruolo dei “dispositivi di difesa” per i territori nel caso di una pandemia.
Non vi è stato nulla a che vedere con una dichiarazione improvvisata. Sia la domanda che la risposta di Bush, che chiamava in causa l’Esercito per un ruolo più importante, erano state preparate in anticipo.
DOMANDA: Signor Presidente, avete fatto qualche riflessione intorno
all’influenza pandemica e ai rischi per gli Stati Uniti nel caso questa dovesse
scatenarsi? Io mi sono meravigliato quando ho sentito che il Ministro Leavitt
ha dichiarato che le protezioni civili per il pronto intervento degli stati e
dei governi locali non sono preparate per qualcosa di simile. Fino a qual punto
vi siete preoccupati per questo, dopo Katrina e Rita? Ed è questa una delle
ragioni che ha destato il vostro interesse per l’idea di usare dispositivi di
difesa per far fronte a qualcosa di esteso e a lungo duraturo come può essere
una epidemia?
BUSH: Sì. Grazie per la domanda..
Ho riflettuto sull’influenza aviaria. Ho fatto le mie riflessioni su cosa un’epidemia da influenza aviaria possa significare per gli Stati Uniti e per il mondo.
Ho pensato agli scenari di ciò che un’epidemia di influenza aviaria può
significare. Ho provato a ottenere la migliore soluzione del processo
decisionale da mettere in atto con la lettura del testo di Mr. Barry sull’epidemia di influenza nel
1918. Desidero segnalarvelo.
Le decisioni politiche per un Presidente che si trova alle prese con una epidemia da influenza aviaria sono difficili.Un esempio: se riscontrassimo un’epidemia in qualche parte degli Stati Uniti, allora non dovremmo mettere in quarantena quella parte del paese? E in che modo dovremo far rispettare la quarantena? Si può pensare di chiudere gli aeroporti. Di impedire alla gente di penetrare nelle zone di esposizione all’influenza aviaria.
E qual’è il modo migliore per rendere effettiva una quarantena?
Una opzione è l’uso di una forza militare che sia in grado di pianificare e di procedere. Cosicché è proprio questo che io vado a porre sul tavolo. Ritengo che questa sia un’importante questione da dibattere al Congresso.
L’altro giorno ho notato nettamente che alcuni governatori non sono
favorevoli a questo. Posso capire tutto ciò.
Sono stato il Comandante in Capo della Guardia Nazionale e ne vado
orgoglioso! E, in tutta onestà, non avrei desiderato che il Presidente mi
indicasse come comportarmi da Comandante in Capo della Guardia del Texas. Ma il
Congresso necessariamente deve puntare lo sguardo sulle circostanze in cui è
necessario investire di competenza il Presidente perché agisca, al di là di
quella discussione. E una di queste circostanze, una tale catastrofe e una
sfida di questo tenore può essere costituita da una epidemia di influenza
aviaria.
DOMANDA: ( MICROFONO SPENTO )
BUSH: Ancora un momento, questo è un argomento importante.
In secondo luogo, durante i miei incontri alle Nazioni Unite, non solo ho
parlato di questo pubblicamente, ma ho parlato riservatamente con molti leaders
della necessità, primo, di assumere consapevolezza sul problema, e , secondo,
di fare riferimento, e in modo rapido, all’Organizzazione Mondiale della
Sanità, in modo tale da poter affrontare una potenziale pandemia.
Questo rapporto con l’OMS è necessario non solo per fare il punto sui volatili
che si sono ammalati, ma anche per seguire le tracce della capacità del virus
di passare dagli uccelli all’uomo e da persona a persona. Questo è il vero
pericolo: quando il virus si trasferisce dagli uccelli all’uomo, e da questo ad
altre persone.
E noi dobbiamo saper riconoscere i fatti in tempo reale, quanto prima
possibile, in modo che la comunità scientifica mondiale possa analizzare gli
eventi e quindi dare inizio al trattamento. Ovviamente, il modo migliore per
affrontare una pandemia è quello di isolare e tenere isolata la regione nella
quale ha avuto inizio il focolaio.
Come voi sapete, vi è stata tutta una serie di informazioni su differenti
stormi che sono stati aggrediti dal virus
H5N1. E noi sappiamo anche di qualche caso in cui il virus si è
trasmesso ad una persona e questo ci ha creato vera apprensione.
In terzo luogo, lo sviluppo di un vaccino.
Ho impiegato a riguardo del tempo con Tony Fauci.
Chiaramente, questo potrebbe essere di giovamento se venissero fatti
passi significativi nella capacità di sviluppare un vaccino utile per darci
sicurezza in casa nostra, in modo che non solo i membri della protezione civile
possano essere vaccinati per primi, ma anche più Americani possibile, e la
gente nel mondo.
Ma, sfortunatamente, siamo ben lontani da una produzione industriale. Come voi
sapete, esiste uno spray, che forse può aiutare ad arrestare la diffusione del
morbo, ma questo è presente in scorte relativamente limitate. Allora, uno dei
problemi è come fare per promuovere la capacità produttiva del vaccino nel
paese, e possibilmente nel mondo, così da essere preparati ad affrontare il
diffondersi di una pandemia?
In altre parole, siamo in grado di innalzare la produzione abbastanza per
essere in grado di contribuire al trattamento con successo? Io considero questo problema in modo
veramente preoccupato ed apprezzo che l’abbiate posto alla nostra attenzione.
Le popolazioni della nazione devono avere rassicurazioni che noi stiamo facendo
tutto il possibile. Noi siamo allertati e preoccupati. Siamo in diretto
contatto con tutto il mondo.
Non sto profetizzando una epidemia. Solamente sto esprimendovi che noi stiamo
ragionando al meglio sulla questione. E stiamo facendo qualcosa di più che
ragionare, stiamo cercando di mettere in atto dei piani.(…) (Conferenza Stampa
alla Casa Bianca, 4 ottobre 2005)
Militarizzazione della Salute Pubblica
La dichiarazione del Presidente Bush suggerisce la promulgazione della Legge
Marziale nel caso di una epidemia di influenza aviaria. Quindi, usando il
pretesto di una epidemia di influenza aviaria nei paesi esteri e i suoi
potenziali effetti negli USA, potrebbe essere imposta la Legge Marziale.
In altri termini, l’Esercito, piuttosto che le autorità civile del servizio sanitario del paese, potrebbe essere tirato in ballo. La decisione di mettere in campo l’Esercito in caso di una emergenza di salute pubblica significa un disastro, come è stato evidenziato dagli interventi dell’Esercito nel prestare soccorso dopo l’uragano in Louisiana e nel Texas Meridionale.
( Vedi http://www.globalresearch.ca/index.php?context=newsHighlights&newsId=29)
La pandemia viene presentata all’opinione pubblica come un problema di Sicurezza Nazionale, con l’intenzione di dare l’avvio alla militarizzazione delle istituzioni civili, in palese violazione del Posse Comitatus Act (nota: legge che regola le modalità di utilizzo di gruppi di persone convocabili dallo sceriffo per fare rispettare la legge in caso di disordini o di calamità naturali).
La dichiarazione del Presidente Bush rispetto alla pandemia da influenza aviaria ha una rimarchevole somiglianza con una precedente dichiarazione, sempre in una Conferenza Stampa, in occasione dell’uragano Rita, durante la quale il Presidente e Comandante in Capo dell’Esercito dichiarava di diventare l’”agenzia di comando” per portare soccorso dopo il disastro.
BUSH ".....La domanda era “se esisteva una circostanza in cui il
Dipartimento della Difesa diventava l’agenzia di comando.” Chiaramente, nel caso di un attacco
terroristico, questo sarebbe una circostanza, ma anche nel caso di un disastro
naturale di una certa natura, allora il Dipartimento della Difesa sarebbe messo
in grado di diventare l’agenzia di riferimento per il coordinamento e la
conduzione degli sforzi per una risposta. Questo deve diventare oggetto di
considerazioni veramente importanti per il Congresso. (Conferenza
Stampa del 25 settembre 2005, a
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=BUS20050925&articleId=1004)
L’ordine del giorno celato consiste nell’utilizzare la minaccia di una
pandemia e/o la situazione di un disastro naturale come pretesto per imporre la
legge marziale, sotto la facciata di un “adempimento democratico”.
Quello che le dichiarazioni di Bush fanno intendere è che il Congresso dovrebbe
emanare una legislazione che in pratica andrebbe a sospendere il governo
Costituzionale e consentire all’Esercito di intervenire negli affari civili in
violazione del Posse Comitatus Act. Quest’ultimo, comunque, mentre viene
riportato dai libri, in pratica è decisamente defunto.
( Vedi Frank Morales at http://globalresearch.ca/articles/MOR309A.html ).
La legislazione ereditata dall’amministrazione Clinton, senza tener
conto dei Patriot Acts I and II del dopo 11 settembre, “rende indistinti i
ruoli fra il militare e il civile”. Questo consente all’Esercito di intervenire
nelle attività di applicazione giudiziaria e legale, anche in assenza di una
situazione emergenziale.
Nel 1996, veniva fatta passare una legislazione che consentiva all’Esercito di
intervenire nel caso di una emergenza nazionale ( ad esempio, un attacco
terroristico). Nel 1999, il Defense Authorization Act (DAA- legge per
l’autorizzazione alla Difesa) estendeva questi poteri ( conseguentemente alla
legislazione del 1996) creando una “eccezione” al Posse Comitatus Act,
permettendo così all’Esercito di essere coinvolto negli affari civili “ senza
tener conto che vi sia un’emergenza”.
(Vedi ACLU at http://www.aclu.org/NationalSecurity/NationalSecurity.cfm?ID=8683&c=24
)
Nonostante questa “eccezione” del 1999 al Posse Comitatus Act, che nei fatti lo invalida, sia il Pentagono
che la Sicurezza Interna hanno esercitato vivaci pressioni sul Congresso per la
completa abrogazione della legislazione del 1878.
( See Michel
Chossudovsky, http://www.globalresearch.ca/articles/CHO504B.html )
Per conseguire l’appoggio della pubblica opinione a che l’Esercito
diventi l’”agenzia di comando”, l’amministrazione Bush non fa riferimento solo
alla consueta giustificazione contro il terrorismo. Sono altri i criteri di
sostegno per giustificare la Legge Marziale. A questo proposito, nel pieno
sviluppo dell’uragano Katrina, si sono tenuti incontri sotto gli auspici del
Comando Nord USA, che hanno visto la partecipazione di Bush, Rumsfeld e Chertoff, per
considerare il ruolo dell’Esercito per affrontare il disastro.
(http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=CHO20050924&articleId=991)
Vertiginoso Bilancio della Difesa
Secondo il Wall Street Journal (1 ottobre 2005), è stata pianificata
dall’amministrazione Bush la richiesta al Congresso di 6-10 miliardi di $ di
preventivo “per accumulare riserve di vaccini e medicinali antivirali come
parte dei piani per preparare gli USA ad affrontare una possibile pandemia
influenzale”.
Comunque, l’impegno dell’amministrazione non è il risultato di un’espansione del bilancio nazionale per la sanità pubblica. Infatti, è tutto l’opposto! In conformità con quella funzione di “agenzia di comando”, più della metà degli stanziamenti elargiti per il programma è prevista essere assegnata al Pentagono. Al Senato, un emendamento al documento di spesa per la difesa vorrebbe assegnare 3.9 miliardi di $ “per preparare gli USA ad affrontare una pandemia influenzale”.
In altre parole, quello che noi stiamo esaminando è un processo di militarizzazione del bilancio pubblico civile. I bilanci per i settori sociali civili vengono così trasferiti al Dipartimento della Difesa. Gli stanziamenti per i programmi della sanità pubblica vengono controllati dal Dipartimento della Difesa, secondo le regole delle commesse militari del Ministero della Difesa..
“Il Senato USA ha votato ieri lo stanziamento di 4 miliardi di $ per farmaci antivirali e per altre misure atte ad affrontare una temibile pandemia influenzale. Secondo l’Associated Press (AP), il Senato ha collegato il provvedimento al progetto di legge per la spesa di 440 miliardi di $ per la Difesa per il 2006.(…)
Secondo un documento della Reuters, quasi 3.1 miliardi di $ dovrebbero
essere usati per accumulare riserve del farmaco antivirale Oseltamivir
(Tamiflu), e il resto del denaro dovrebbe andare per la sorveglianza globale
dell’epidemia, per lo sviluppo di vaccini, per la preparazione statale e
locale. Il governo al presente ha
sufficiente Oseltamivir per il trattamento di pochi milioni di persone, con
l’obiettivo di acquisirne abbastanza da curare 20 milioni di soggetti.”
(CIDRAP, http://www.cidrap.umn.edu/cidrap/content/influenza/panflu/news/sep3005avian.html )
Un filone d’oro finanziario multimiliardario per le Conglomerate BioTech
La minaccia della pandemia di influenza aviaria avrà come risultato guadagni multimiliardari di dollari per l’industria farmaceutica e biotech.
A questo proposito, un numero di importanti compagnie farmaceutiche, che includono GlaxoSmithKline, Sanofi-Aventis, Chiron Corp con base in California, , BioCryst Pharmaceuticals Inc, Novavax e Wave Biotech, il gigante svizzero della farmaceutica Roche Holding, si sono proposte come produttrici dei vaccini nel caso di un’epidemia da influenza aviaria. La compagnia biotecnologia con sede nel Maryland MedImmune, che produce “un vaccino influenzale per inalazione” , si è messa a disposizione per sviluppare un vaccino contro il virus dell’influenza aviaria H5N1.
Sebbene non
abbia alcuna esperienza nel campo dei virus dell’influenza aviaria, uno dei più
importanti attori nel business dei vaccini, sotto contratto del Pentagono, è la
Bioport, una società che fa parte del Carlyle Group, che è strettamente
vincolato al Gabinetto Bush, con Bush
senior nel suo consiglio di amministrazione.
Michel Chossudovsky è Professore di Economia all’Università di Ottawa e Direttore del Centro di Ricerche sulla Globalizzazione (CRG). È autore di America's "War on Terrorism", Global Research, Settembre 2005.