www.resistenze.org - popoli resistenti - stati uniti - 21-04-07

da: www.workers.org/2007/editorials/virginia-tech-0426
 
Perché la strage alla Virginia Tech
 
17/04/07
 
L'ennesima furia omicida si è scatenata in una scuola, lasciando 33 morti alla Virginia Tech: il più grave eccidio in un'università americana.
 
L'ampia copertura mediatica è di sbalordimento e sorpresa: risuonano i toni della Columbine di otto anni fa. Si dilungano sulla personalità del giovane che la polizia ha indicato come autore della sparatoria, prima di uccidersi. Ne parlano come di un "tipo solitario", depresso, forse furioso per una questione di donne.
 
Ma non ci sono al mondo altre persone solitarie e depresse? Molti paesi hanno alti tassi di suicidi. Perché qui si trasformano in assassini di massa?
 
Gli Stati Uniti hanno il primato mondiale di simili atti di violenza individuale. Perché?
 
Il Presidente George W. Bush corso in Virginia per parlare davanti alla grande convocazione del giorno successivo la carneficina, ha provato ad impostare i termini in cui si deve parlare dell'accaduto: "È impossibile dare un senso a tale violenza e sofferenza", ha detto.
 
Non chiedere il perché, non tentare di capire. Non c'è un senso. "Mantenevi saldi nella fede", è il messaggio di Bush.
 
Ma esistono ragioni per cui qui accadono simili fatti, e sono piuttosto chiare al resto del mondo. Solo negli Stati Uniti si suppone che nessuno parli delle ragioni.
 
Cosa distingue questo paese dal resto del mondo? Non è né il più ricco né il più povero; non è nemmeno il più laico o il più religioso; non è né il più omogeneo dal punto di vista culturale ma neanche il più variegato.
 
Ma in un ambito si distingue: è il paese con il più vasto arsenale di armamenti ad alta tecnologia del mondo, di gran lunga superiore ad ogni altro paese. Ha basi militari sparse ovunque, mentre la maggior parte delle altre nazioni non ha soldati fuori dai propri confini.
 
Sta conducendo al momento due guerre, in Iraq e in Afghanistan ed ha inviato all'estero centinaia di migliaia di truppe nel corso degli ultimi anni. Si tende a credere che ognuno qui si identifichi con i soldati che irrompono nelle case di Bagdad, che catturano persone che poi trasferiscono per essere "interrogate", cosa che può significare, ormai tutti lo sanno, tortura e detenzione illimitata.
 
E' anche il paese, gli USA, che invia unità armate "speciali"per missioni segrete in altri innumerevoli paesi, per esempio quelli che hanno facilitato l'invasione ed il bombardando della Somalia, o quelli che tentano di aizzare l'opposizione in Iran. Tutto questo è documentato dai media.
 
L'immensa brutalità di queste guerre coloniali, così come le precedenti, è reputata dalla Casa Bianca come l'unico modo di conseguire gli obiettivi che leader politici e i loro influenti e ricchi sostenitori ritengono necessari per tutelare il dominio mondiale. Molte persone restano uccise? "Cose che capitano" diceva l'ex segretario Donald Rumsfeld, "danni collaterali" li chiama il Pentagono.
 
Gli Stati Uniti hanno il maggior tasso di incarcerazioni al mondo. Oltre 2 milioni di persone all'anno sono chiuse in prigione, la maggior parte sono gente di colore. Si deve tenere in considerazione anche l'elevato numero di guardie di sicurezza armate impiegate negli USA: milioni di persone che usano pistole e altre armi nei loro lavori.
 
In ultima analisi, militari e polizia esistono per perpetuare e proteggere l'attuale ingiusto sistema di ineguaglianza capitalista, dove alcuni possono rivendicare la proprietà privata di una vasta economia costruita col sudore ed il sangue di centinaia di milioni di lavoratori.
 
E più è divisa, più è polarizzata la società e più è alto il livello di coercizione e violenza. Armi d'assalto ora sono dappertutto in questa società: manganelli, manette e gas lacrimogeni. Il più delle volte escono dalle mani della polizia, dei militari e degli altri agenti dello stato, e poi ricompaiono ovunque.
 
La violenza è un enorme business nella cultura di massa. Televisione, film, romanzi pulp, siti Internet, video games: propongono "patologie legate a fattori sociali" che in realtà mitizzano l'uso della violenza, spesso coronate da personaggi eroici quali i giustizieri solitari. I bambini raggiungono l'adolescenza avendo già visto migliaia di assassini ed uccisioni alla televisione. Dosi sempre maggiori di suspense vengono aggiunte a innumerevoli programmi, con scene di violenza e terrore sulle donne e sempre più spesso contro i bambini.
 
Come mostrano le pubblicità dei "servizi di accompagnamento", le donne di colore sono oggetto privilegiato di sfruttamento e hanno scarse possibilità di ricorrere alla giustizia. E come mostrano gli omicidi sui confini, gli immigranti di colore sono considerati un gioco irresistibile per assassini razzisti.
 
Il terreno sociale del capitalismo può alienare e esasperare una persona instabile e depressa, mentre l'aiuto che dovrebbe ricevere è negato, così come è negato l'accesso agli ospedali ed alle cure mediche per decine di milioni di persone. Le indagini evidenziano che il giovane accusato di queste uccisioni era in cura con antidepressivi; ma è del tutto evidente che il trattamento dei problemi di disagio mentale richiede ben di più dalla società che prescrizioni di dubbie cure farmacologiche.
 
Molti ben pensanti colgono l'occasione per rinnovare la richiesta di leggi più severe sul porto d'armi. Ma tutte le armi sono orribili: le bombe a grappolo, gli elicotteri che sparano migliaia di colpi al minuto, le armi atomiche. Disarmare i singoli non è la risposta se lo stato capitalista è armato fino ai denti ed usa sistematicamente la violenza e l'intimidazione.
 
Il miglior antidoto a queste tragedie è costruire un movimento per un profondo cambiamento sociale, per sostituire il capitalismo con il socialismo cosicché le energie delle persone siano indirizzate a risolvere i grandi problemi che opprimo così tanta parte del mondo oggi, siano le guerre, i cambiamenti climatici o la solitudine di una società spietata.
 
Traduzione dall'inglese per resistenze.org a cura del CCDP