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- popoli resistenti - stati uniti - 18-08-08 - n. 239
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Coca-Cola, la scintilla della morte
La multinazionale ha contribuito con almeno 600.000 dollari alla campagna elettorale di Bush e al finanziamento della criminale aggressione all’Irak.
di Jesús Valencia - Gara
05/08/2008
Cinque anni fa, il Social Forum Mondiale ha scelto il 22 luglio come “Giornata del Rifiuto della Coca - Cola”. Era un’audace pretesa, quella di cercare di mettere freno ad un impero economico che non conosce frontiere, intento difficile persino in Euskal Herria, dove la bevanda ha una sorta di cittadinanza, ottenuta convertendosi in kalimotxo. Comunque, l’internazionalismo basco partecipa attivamente all’iniziativa di boicottaggio mondiale.
Coca Cola ha le stesse modalità di una qualunque azienda miltinazionale. Emporio delocalizzato che estende i suoi tentacoli nei quattro punti cardinali. Macchinario fantasma con un alto livello di produzione e quasi senza personale di base, dato che quasi tutte le fasi del processo produttivo sono appaltati. Insaziabile accaparratrice di bacini acquiferi per assicurarsi la materia prima con cui elabora il suo prodotto; nefasta inquinatrice quando si disfa dei suoi scarti.
Come altre potenze economiche, fortemente intrecciata con il tessuto politico nordamericano e dei paesi in cui si stabilisce.
Coca - cola ha contribuito con almeno 600.000 dollari alla campagna elettorale di Bush, e pur senza cifre precise, sappiamo che ha finanziato la criminale aggressione imperialista contro l’Irak.
Nei paesi in cui si stabilisce, agisce come una sorta di viceré, imponendo le direttive politiche che convengono alla propria impresa e a Washington. A tutto ciò, Coca - Cola aggiunge una specificità: essere diventata la punta di lancia della neocolonizzazione. La marca Coca - Cola delimita i territori che si trovano nell’orbita yankee, annulla i segni identitari dei popoli per instaurare il modello di vita nordamericano, come una sorta di ideologia finisce col convertire le società conquistate in colonie deculturalizzate e vuote.
Come impresa globalizzata nell’economica neoliberale, Coca - Cola cava il sangue di innumerevoli popoli per accrescere i suoi giganteschi profitti. Nonostante i suoi metodi si siano dimostrati raffinatamente disumani.
Ha il triste record di far parte delle quattro aziende più sfruttatrici del pianeta. Secondo Human Rights Watch, sfrutta i bambini salvadoregni nelle piantagioni di canna da zucchero sottoponendoli a giornate lavorative prolungate. In Guatemala e Colombia, come riferiscono i sindacati: “..sono otto decenni che da Coca - Cola patiamo deportazioni, saccheggi, repressione, minacce di morte, detenzioni e assassinio di dirigenti sindacali”.
La campagna di boicottaggio che si sta sviluppando a livello mondiale ha una fondamentale componente di solidarietà internazionalista. Si tratta di una solidarietà combattiva contro un mostro distruttore. Strumento di pressione cosciente, impegnato e facile da fare, goccia che si unisce ad altre per diventare un fiume, è una lotta popolare che si sta sviluppando in varie località del mondo. Anche Euskal Herria vuol essere presente nella trincea internazionalista, vuole rilanciare l’appello dei lavoratori minacciati: “Chi partecipa al boicottaggio ci aiuta a difendere il nostro diritto alla vita”.
Jesus Valencia. Educatore Sociale