www.resistenze.org - popoli resistenti - stati uniti - 04-11-08 - n. 248

da Workers World - www.workers.org/2008/us/obama_1106/
Traduzione dall'inglese (USA) per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Obama e le politiche razziali
 
29/10/2008
 
La retorica gloriosa che descrive gli Stati Uniti di oggi come una società post-razziale e che sostiene come la razza non sia un elemento di influenza sulle elezioni di quest'anno, descrive una realtà ancora da venire. Gli Stati Uniti non hanno dimostrato di essere pronti ad allontanarsi dal razzismo e dall'oppressione. L'uso del potere e della ricchezza non è stata messa al servizio della vera democrazia, né qui [in patria] né all'estero.
 
C'è molto bisogno che gli Stati Uniti rivedano la loro miope visione del mondo e il posto che intendono occupare in esso, ancora non si pratica quel che si predica. Gli Stati Uniti sono una nazione tutt'altro che unita, dal momento che la classe dirigente ha sempre aizzato un gruppo etnico contro l'altro e instillato divisioni per assecondare le esigenze capitalistiche.
 
La popolarità e l'ascesa del Senatore Barack Obama hanno più a che fare con la distruttività degli ultimi otto anni dell'amministrazione Bush che con la morte del razzismo. Siamo spiacenti, sapientoni, ma il razzismo non è ancora nella sua fase terminale, né ha bisogno di accanimento terapeutico, e tanto meno è morto. La questione razziale è sempre stato fattore di rilevanza in patria e vi sono pochi reali segni che non continuerà a esserlo.
 
La realtà è che abbiamo un candidato alle elezioni presidenziali che riceve minacce di morte soltanto a causa dell'intolleranza e del colore della sua pelle. Obama ha dovuto lottare due volte più duro ed essere due volte più bravo degli altri per arrivare dove è oggi. Ha dovuto portare un peso in più, il razzismo, caratteristica distintiva della cultura degli Stati Uniti sin dall'inizio.
 
Se eletto, Obama erediterà la situazione peggiore che gli Stati Uniti abbiano affrontato da molti anni. E se vacillerà in carica, saranno sicuramente molti che attribuiranno ciò all'"inferiorità" della sua razza, nonostante il suo predecessore e tutti i presidenti prima di lui fossero uomini bianchi. Ma l'eredità di Obama non verrà presa in considerazione e il verdetto sarà veloce: Obama non è Superman.
 
Per chi protesta rumorosamente, sostenendo che in caso di vittoria ci sarà un razzismo alla rovescia e Obama si adopererà solo per soddisfare i Neri, si tratta di una supposizione ridicola. E' un timore che probabilmente riflette un atteggiamento razzista, che scaturisce dal principio di "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te", ora che Obama potrebbe impugnare il coltello dalla parte del manico.
 
E poi c'è la gente di colore che sembra credere che, se Obama verrà eletto, vedrà migliorare notevolmente il proprio tenore di vita. La realtà, però, è che la sua elezione da sola non avrà alcun impatto significativo sulle condizioni che affliggono la maggioranza [dei neri] da molte generazioni. Ci vuole più che un solo uomo nero per farlo.
 
A tal fine occorrono mutamenti significativi negli atteggiamenti, credenze e comportamenti verso le cosiddette minoranze. La resistenza al cambiamento a tutti i livelli, del governo in materia di politiche, procedure e pratiche e da parte dei singoli cittadini, è leggendario. Se non esiste la volontà di cambiare lo status quo, le disparità tra razze inerenti ai sistemi economico-sociali, sanitari, per la casa e l'istruzione resteranno ampie.
 
Eletto presidente, Obama non sarà in grado di effettuare modifiche senza la collaborazione della popolazione e senza essere obbligato a rispondere per il suo operato. E fino quando non vi sarà una volontà collettiva di riconoscere le stesse opportunità a tutti, cioè di abolire le restrizioni contro i cittadini neri e gli immigrati di colore, di porre fine alla segregazione e alle discriminazioni, di desistere dall'oppressione del "diverso" e di superare il concetto della supremazia bianca, le scelte politiche e razziali, purtroppo, continueranno a essere inestricabili l'una rispetto all'altra.