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- popoli resistenti - stati uniti - 04-05-09 - n. 272
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
La divulgazione dei segreti degli anni Settanta non ha distrutto la nazione
di Amy Goodman
29/04/2009
Il Presidente Barack Obama ha promesso un governo "più trasparente ... più creativo". Le riserve sciolte dal Presidente sul memorandum della tortura e l'attesa pubblicazione da parte del Pentagono di ulteriori documenti fotografici degli abusi sui detenuti, sono passi nella giusta direzione. Tuttavia Obama ha assicurato la CIA che coloro che hanno eseguito le istruzioni di tortura dell'amministrazione Bush non saranno perseguiti. Il Congresso potrebbe non gradire questo trattamento di favore, e alcuni senatori di rilievo chiedono indagini.
Il Sen. Carl Levin (Dep. Mich), presidente del Comitato per i Servizi Armati del Senato, ha appena rilasciato una relazione di 262 pagine intitolata "Inchiesta sul trattamento dei detenuti in custodia degli Stati Uniti". Levin ha detto che la relazione "rappresenta una condanna sia delle politiche di interrogatorio dell'amministrazione Bush che degli alti funzionari che hanno tentato di spostare la responsabilità degli abusi ... sui soldati di basso rango. Le proteste... di chi vorrebbe addebitare gli abusi a 'poche mele marce' che avrebbero agito senza autorizzazione, è semplicemente falsa". Anche i Senatori Patrick Leahy (Dep. Vt.) e Dianne Feinstein (Dep. Calif.) propongono ulteriori indagini.
L'interesse del Senato per le indagini ha sostenitori alla Casa Bianca, dal portavoce Nancy Pelosi (Dep. Calif.) al Presidente della Commissione della Magistratura John Conyers (D-Mich.), che hanno recentemente dichiarato all'Huffington Post: "Siamo alle costole dei responsabili".
L'avvocato Amrit Singh, dell'American Civil Liberties Union (ACLU), ha detto che le foto del Pentagono "forniscono la prova visiva che gli abusi sui prigionieri da parte del personale degli Stati Uniti non era un'aberrazione, ma un comportamento diffuso ben al di là delle mura di Abu Ghraib. La loro divulgazione è fondamentale per aiutare il pubblico a capire la portata e le dimensioni degli abusi sui prigionieri, nonché per rendere responsabili gli alti funzionari che hanno dato l'autorizzazione o hanno consentito tali abusi." L'ACLU ha vinto anche una sentenza per ottenere i documenti relativi a 92 videocassette distrutte dalla CIA che documentavano interrogatori violenti. I nastri sono scomparsi, ovviamente, ma le note in merito al contenuto dei nastri sono rimaste e il giudice federale ne ha ordinato la divulgazione.
Nel dicembre 2002, quando il programma di Bush sulla tortura era ben avviato, l'allora Segretario della Difesa Donald Rumsfeld ha siglato una serie di tecniche di interrogatorio violente descritte in una nota di William Hayes II (uno dei "Sei di Bush", ora oggetto di indagine da parte del giudice spagnolo Baltasar Garzon). In fondo alla nota, sotto la sua firma, Rumsfeld appuntava: "Io sto in piedi 8-10 ore al giorno. Perché limitare la durata a 4 ore?" Rumsfeld custodiva zelantemente le informazioni segrete dei suoi anni di governo.
Il pubblico degli Stati Uniti ha fronteggiato una crisi simile a metà degli anni Settanta. Mentre lo scandalo Watergate veniva a galla, venivano ampiamente diffuse le prove dell'attività illegale del governo, compresi lo spionaggio interno, l'infiltrazione e la disgregazione di gruppi politici legittimi, per la maggior parte gruppi contro la guerra, in un ampio disegno segreto del governo sulla repressione del dissenso. In risposta, venne costituita la Commissione del Senato per lo Studio delle operazioni governative con riguardo alle attività di intelligence, che divenne nota come Comitato Church, dal suo Presidente, Sen. Frank Church, democratico dell'Idaho. Il Comitato Church documentò e illustrò l'esplosiva attività della CIA e della FBI, compresi gli sforzi della CIA di assassinare leader stranieri, il programma COINTELPRO (controspionaggio) dell'FBI che prevedeva lo spionaggio estensivo su leader di spicco come Martin Luther King Jr.
Non solo le pratiche sono simili, ma anche le persone. Frederick A.O. Schwarz Jr., consulente generale del Comitato Church, ha segnalato due persone che erano attive nella Casa Bianca di Ford e che avevano tentato di bloccare il lavoro della Commissione: "Rumsfeld e poi [Dick] Cheney erano persone che ritenevano che queste operazioni dovessero rimanere segrete e che occorresse fare di tutto per insabbiare".
La vedova di Church, Bethine Church, ora ottantaseienne, continua a essere molto attiva politicamente in Idaho. Era così attiva a Washington nel 1970 che era conosciuta come "il terzo senatore dell'Idaho". Lei sostiene che oggi sia necessaria un'inchiesta simile: "Quando si pensa a tutte le cose che il Comitato Church provò a raddrizzare e quando si pensa ai terribili segreti che Cheney e tutte queste persone trattano e di cui vorrebbero tenerci all'oscuro... Penso che la gente deve sapere cosa sta accadendo. Questo è il motivo per cui ritengo che una commissione indipendente [sia necessaria], al di fuori del Congresso, per esaminare il problema e tutto ciò che è accaduto".
Denis Moynihan ha contribuito alla ricerca per questo articolo.
Amy Goodman è ospite su "Democracy Now!", quotidiano internazionale di notizie TV e radio con oltre 750 stazioni in Nord America. E' co-autrice di Standing Up to the Madness: Ordinary Heroes in Extraordinary Times, di recente pubblicazione.