www.resistenze.org - popoli resistenti - stati uniti - 10-03-10 - n. 309

da Workers World
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Intervista a uno dei leader del movimento giovanile
La lotta nazionale unisce studenti, lavoratori e la comunità

Il 4 marzo, centinaia di migliaia di studenti, insegnanti e operatori scolastici hanno partecipato a manifestazioni, raduni, sit-in e cortei in ogni parte degli Stati Uniti. Protestando contro i tagli ai bilanci dell'istruzione e contro i licenziamenti, hanno ribadito che l'istruzione è un diritto della classe operaia. Uno dei leader nazionali di questa azione è Larry Hales dell'organizzazione giovanile Fight Imperialism, Stand Together (Combattere l'Imperialismo, Stare Assieme; l'acronimo inglese FIST significa "pugno"). Hales ha contribuito alla mobilitazione nazionale ed ha co-presieduto una manifestazione di 2.000 persone davanti agli uffici nel centro di Manhattan di David Paterson, Governatore dello Stato di New York. Nell'intervista che segue, Hales parla con John Catalinotto, Caporedattore di Workers World; illustra i temi alla base di questo nuovo movimento, descrive la nascita e la crescita della mobilitazione e dei suoi futuri sviluppi.

 
4 marzo – Intervista di John Catalinotto a Larry Hales

Workers World: Quali sono stati i temi alla base di questa massiccia manifestazione studentesca?
Larry Hales: Il movimento per la difesa dell'istruzione giunge in un momento critico. Da molto tempo, tra i giovani di colore, la disoccupazione ha raggiunto livelli paragonabili alla grande crisi degli anni 30, ed è di nuovo in drammatica crescita. Nei ghetti gli edifici sono fatiscenti. Le scuole che funzionano, vengono chiuse e privatizzate. I giovani sanno che l'istruzione è la porta di accesso al lavoro. La crisi del sistema educativo e la crisi economica hanno generato questa lotta.

La gente comune inizia a mettere in discussione il sistema. Le persone ritengono che "l'istruzione sia un diritto" e vedono tale diritto frustrato. I giovani disoccupati pensano che andare a scuola li aiuterà a trovare un lavoro. Al CUNY (l'Università della Città di New York), le iscrizioni sono cresciute del 40 per cento. Ora questo diritto all'istruzione è sotto attaccato. Questa è la motivazione principale.

Quante persone hanno partecipato alla manifestazione?
Abbiamo notizie di 126 azioni in 33 stati; di altre potremmo non aver avuto ancora notizia. C'erano centinaia di migliaia di manifestanti nella sola California. A New York 2.000 persone hanno manifestato davanti agli uffici del Governatore Paterson, tra cui una nutrita rappresentanza del Professional Staff Congress, il gruppo che rappresenta i lavoratori e i docenti delle università gestite dalle municipalità. Molti di loro sono andati in corteo verso il Fashion Institute of Technology per aderire a una manifestazione organizzata dal sindacato dei lavoratori nel settore dei trasporti. In migliaia sono riusciti a prenderne parte.

Cosa ha spinto gli studenti delle scuole secondarie a Baltimora a intraprendere il drammatico assedio del centro di detenzione?
L'azione è stata indetta dal Baltimore Algebra Project (BAP), un'organizzazione di studenti che fanno da tutor ad altri studenti e che si interessano di questioni politiche. Il BAP promuove i diritti degli studenti e dei giovani, per esempio attraverso la lotta contro la chiusura delle scuole e quella per il sostegno al reddito degli studenti e per l'occupazione giovanile.

Avevo partecipato a una riunione in cui il BAP ha deciso di chiedere al governo di dirottare i fondi per il sistema carcerario verso l'occupazione. In quell'occasione abbiamo distribuito i volantini per la manifestazione che si stava organizzando per il 4 marzo. Nell'incontro successivo a cui sono stato invitato con Stephen Ceci, un compagno di Baltimora del Partito Workers World, hanno deciso di sollecitare una dichiarazione dei diritti degli studenti a livello nazionale. Una settimana dopo il nostro incontro, mi hanno detto che avrebbero organizzato un raduno davanti al Riformatorio Giovanile, esigendo 100 milioni dollari per creare posti di lavoro per i giovani.

C'è stato un corteo verso il centro della città con un migliaio di giovani, soprattutto studenti delle scuole secondarie; 13 di loro sono irrotti nell'edificio e lo hanno occupato. Non ci sono stati arresti. Con la loro azione coraggiosa e militante, i giovani hanno sottolineato il fatto che servono posti di lavoro e non carceri.

La lotta studentesca è nata in California lo scorso autunno dopo che il governatore Arnold Schwarzenegger ha annunciato tagli drastici al sistema scolastico. Come si è trasformata in movimento nazionale?
Ci impressionò l'interesse di un gran numero di studenti in California disposti a lottare, a cui si unirono i lavoratori delle scuole: questo ha fornito la spinta necessaria per coinvolgere persone da altre parti del paese per difendere il loro diritto all'istruzione. Non avrebbe potuto accadere senza i giovani in California, dove questa lotta è più avanzata.

La prima volta che abbiamo lanciato l'idea di una manifestazione nazionale è stato a novembre in un'assemblea del Partito Workers World, dove c'era un gruppo di lavoro del FIST con 75 studenti e giovani. Abbiamo dovuto convincere le persone della validità dell'idea, ma alla fine del workshop, gli attivisti delle altre organizzazioni che avevano partecipato hanno accolto l'idea con entusiasmo.
Abbiamo parlato con studenti del CUNY, del gruppo Studenti per i Diritti All'istruzione del CCNY (City College New York), e quelli del Campaign to Defend Education al CUNY; con i leader nazionali di Studenti per una Società Democratica, membri del gruppo Students Taking Action to Reclaim Education dell'Università del Maryland e membri della sezione del Connecticut del gruppo Students Against War (SAW).

Da allora l'iniziativa ha preso corpo e a dicembre c'è stata teleconferenza a livello nazionale con 42 persone. Avevamo saputo che i compagni in California intendevano indire un'azione in tutto lo stato il 4 marzo e siamo riusciti a fare accettare a tutti la stessa data per l'azione nazionale, in solidarietà con l'azione della California e complementare ad essa. Era chiaro che la manifestazione aveva un grande potenziale di successo.

Che ruolo ha svolto FIST nell'organizzare la manifestazione?
FIST ha mobilitato attivamente per l'azione nazionale del 4 marzo, svolgendo un ruolo particolarmente importante nella città di New York, e nel North Carolina, Detroit, Cleveland e Boston. Nel Connecticut, SAW ha costruito un sito Web, e abbiamo utilizzato Internet per diffondere l'informazione. Ma non si può costruire un'azione come questa solo con Internet.

Abbiamo pubblicizzato la manifestazione a livello nazionale, quando le organizzazioni della California hanno indetto la loro azione a livello statale, più o meno contemporaneamente.

Io personalmente ho viaggiato e ho parlato con studenti nelle università e nelle scuole superiori e con altri giovani a Boston, nel Michigan, nel North Carolina, a Baltimora e in diversi luoghi nello Stato di New York. Ovunque sono andato, gli studenti delle scuole secondarie e quelli universitari ed i loro genitori erano totalmente a favore dell'azione. C'era una disposizione favorevole alla lotta e il senso della sua necessità a fronte dei tagli della spesa per l'istruzione.

Qual è stato il ruolo degli insegnanti, degli altri lavoratori della comunità? 

Il Professional Staff Congress del CUNY, organizzazioni che raggruppano insegnanti di ogni ordine e grado (dalla materna alla scuola secondaria) come i due gruppi newyorchesi, Teachers for a Just Contract e Grassroots Education Movement, e altre organizzazioni espressioni di comunità locali e di educatori, come la Coalition for Public Instruction, erano entusiaste e hanno fatto molto per organizzare l'azione. Il Transport Workers Union, un sindacato importante, ha avanzato delle richieste che erano complementari a quelle degli studenti della scuola superiore.

Molti studenti e giovani, che forse adesso sono disoccupati, provengono da famiglie della classe operaia e sanno che il loro futuro è di essere lavoratori, se ci sono posti di lavoro. La maggior parte dei giovani stima i propri insegnanti. Non vogliono che i loro insegnanti perdano il posto o debbano accettare tagli salariali. C'era moltissima solidarietà reciproca.

FIST ha incoraggiato questa solidarietà nelle sue pubblicazioni e volantini e nell'organizzazione, ma la crisi economica è stata la base oggettiva per la solidarietà. Gli insegnanti hanno visto negli studenti ribelli degli alleati. Le ragioni della solidarietà reciproca sono sempre più concrete in conseguenza degli attacchi continui e della crescita del movimento.

Nella Città di New York, per esempio, il tentativo di eliminare gli abbonamenti studenti per la metropolitana e gli autobus ha costituito la base per la solidarietà tra i giovani e i lavoratori nel Transport Workers Union (TWU), che sono a rischio di licenziamenti.

La polizia ha cercato di circondare i giovani che andavano in corteo per raggiungere la manifestazione del Sindacato dei Trasporti - TWU al Fashion Institute of Technology. Poi che cosa è successo?
Quando il corteo sfilava sulla Lexington Avenue, la polizia voleva costringerci a passare solo sui marciapiedi. Non c'era spazio sufficiente. Ci siamo fermati e saremmo rimasti inchiodati, se non avessimo ottenuto la possibilità di passare per le strade. I manifestanti si sono messi a gridare, "Di chi sono le strade? Le strade sono nostre". Il negoziatore della polizia ha deciso di lasciare passare i manifestanti nelle strade.

Vicino al Fashion Institute of Technology, la polizia ha di nuovo circondato i giovani, impedendo loro di unirsi alla manifestazione del Sindacato. Alcuni lavoratori del TWU hanno iniziato a discutere con la polizia, dicendo che volevano gli studenti con loro. Infine abbiamo suggerito agli studenti di aggirare le barricate e attraverso le vie secondarie raggiungere la manifestazione. Alcuni, che la polizia non è riuscita a bloccare con i ciclomotori, sono riusciti ad attraversare la Settima Avenue e poi riattraversarla per raggiungere la manifestazione.

E adesso?
Dal 4 marzo abbiamo ricevuto molte mail che chiedono di mantenere lo slancio e di indire un altro giorno di azione nazionale. Ne stiamo parlando.

Il gruppo May 1 Coalition ha partecipato alle nostre ultime tre riunioni a New York. Molti studenti sarebbero interessati non solo a sostenere l'iniziativa dei lavoratori, soprattutto di quelli immigrati, ma anche a inserire le richieste del movimento studentesco nella manifestazione indetta a Union Square il 1° maggio.

Gli studenti vedono la necessità di unirsi con i lavoratori. I lavoratori del May 1 Coalition hanno visto la forza del movimento studentesco. Speriamo che l'impennata del movimento studentesco dia un'ulteriore spinta al 1° maggio 2010, insieme ai lavoratori immigrati e non.

E' anche possibile che ci saranno molte azioni locali. In alcuni stati, ci sono stati molti arresti [il 4 marzo] – all'Università del Wisconsin a Milwaukee, in California, alcuni a New York, nel Texas - e ci saranno azioni di solidarietà con gli studenti arrestati.

Con la nostra prossima teleconferenza si deciderà il prossimo passo da compiere. Quello che abbiamo visto il 4 marzo è il desiderio dei giovani di rivitalizzare un movimento di giovani studenti e lavoratori. Intendiamo portare avanti nello spirito militante delle azioni del 4 marzo, la lotta per l'istruzione e l'occupazione - per i giovani e per tutti i lavoratori.

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