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- popoli resistenti - stati uniti - 06-03-11 - n. 354
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Si sveglia un gigante
di Martín López *
04/03/2011
Il midwest degli Stati Uniti è diventato lo scenario di una mobilitazione di lavoratori senza precedenti; decine di migliaia di impiegati pubblici e privati, studenti, vigili del fuoco, poliziotti, giovani e casalinghe hanno manifestato contro il piano di tagli e attacchi contro i sindacati lanciati dal governo repubblicano dello stato.
I manifestanti hanno occupato il Campidoglio per più di due settimane. I senatori democratici, spinti dalla pressione popolare, hanno negato il quorum per l’approvazione del progetto di legge di risanamento e si sono rifugiati nel vicino stato dell’Illinois, dato che le leggi del Wisconsin autorizzano la polizia a portare a forza i legislatori in aula. La “battaglia del Wisconsin” è al centro della vita politica statunitense; progetti di risanamento simili sono oggetto di dibattito in altri stati: Indiana, Michigan e Ohio, dove vi è un’altra resistenza sindacale. Sabato 26 si sono svolte manifestazioni di solidarietà in tutto il paese. Questo sta succedendo nella “America profonda”, il midwest anglosassone e bianco. Tre anni fa il paese venne paralizzato da uno sciopero generale della comunità latina. Altro fatto: i manifestanti lanciano slogan che li accomuna a quelli dei paesi arabi. Infatti, c’è una causa comune: la bancarotta capitalista internazionale, compresi gli Stati Uniti e le sue risorse fiscali.
Il progetto di legge presentato dal governatore del Wisconsin, Scott Walker, liquida la contrattazione collettiva (paritaria) degli impiegati pubblici a proposito di pensioni e altri benefici sociali, mentre sul piano salariale riduce la possibilità di aumenti a una cifra che non può superare l’inflazione programmata dal governo, cioè annulla qualsiasi aumento del salario reale, a meno che non sia approvato con un referendum. Inoltre, autorizza a non pagare le quote sindacali e a non rinnovarle annualmente, mentre stabilisce che gli impiegati pubblici aumentino i contributi per le pensioni e le assicurazioni sanitarie. Si tratta di attacco brutale.
Stati e municipalità in fallimento
I governatori giustificano i piani di risanamento con la bancarotta in cui si trovano tanto gli stati quanto i municipi. “Tutti insieme, i cinquanta stati degli USA il prossimo anno avranno un deficit finanziario di 125 miliardi di dollari” dichiara The Economist (24/2). “Ancora peggio, gli stati, contee, municipalità e distretti scolastici affrontano passivi previsti e non finanziati che stanno fra i 700 e i 3.000 miliardi di dollari, nel peggiore dei casi”. Uno studio indica che questo deficit è in gran parte dovuto al crac borsistico del 2007-09, che ha bruciato i milioni di futuri pensionati yankee, dato che quei capitali erano investiti nella Borsa o in titoli pubblici.
Il Wisconsin ha un passivo di 3,5 miliardi di dollari, ma il piano di risanamento taglia 30 milioni di dollari in benefici solo ai lavoratori. Per colmo, Walker pretende di ridurre le tasse alle grandi corporazioni. La dirigenza sindacale, legata ai democratici, si è mostrata d’accordo con i tagli e le riduzioni salariali, purché fosse mantenuto il diritto alla contrattazione collettiva. Un senatore repubblicano ha proposto una “sospensione” delle negoziazioni paritarie per due anni, cosa che democratici e sindacati hanno pure accettato. Ma il governatore, per il momento, non cede.
Non è (solo) l’economia, stupido
Ma ciò che sta in gioco va ben al di là dei conti dello stato. “Se i piani di Walker vinceranno, altri stati vorranno seguirne l’esempio” (Wall Street Journal, 18/2). D’altra parte “vari democratici si sono accodati, fra cui Andrew Cuomo, di New York e Jerry Brown, della California” (The Economist, 24/2) ed anche il neo eletto sindaco di Chicago, Rahm Emanuel, amico ed ex assistente di Obama. Quando il governatore Walker pretendeva di fa votare la legge nel Campidoglio del Wisconsin, migliaia e migliaia di impiegati pubblici sono scesi in strada. Le scuole della capitale sono rimaste chiuse perché gli insegnati, a migliaia, si sono dati malati in solidarietà con le proteste. I vigili del fuoco e la polizia, sebbene esclusi dal piano di Walker, hanno partecipato alle manifestazioni in prima fila. Alla vigilia della votazione sulla legge, i manifestanti sono entrati nel Campidoglio e vi sono rimasti ad occupare l’edificio, dove ancora si trovano da due settimane. E’ stato lo sciopero virtuale degli insegnati e la presa del Campidoglio ciò che ha obbligato i democratici a ritirare il quorum e ad abbandonare lo stato, e non il contrario.
“Kill the bill” (Abbasso il progetto di legge)
Dalla metà di febbraio la situazione si mantiene in una sorta di equilibrio instabile: il Campidoglio continua a essere occupato, con polizia e vigili del fuoco che fraternizzano con i manifestanti. Nel frattempo, il Senato continua a non avere il quorum. Solo i democratici e la dirigenza sindacale offre delle concessioni: hanno accettato i tagli e la sospensioni della contrattazione collettiva per due anni, ma Walker non cede. Ha minacciato migliaia di licenziamenti e l’uso della Guardia Nazionale per reprimere i lavoratori, cosa che non succede dal 1934.
La lotta del Wisconsin ha generato uno straordinario movimento di solidarietà e di mobilitazione operaia in tutto il paese, con riunioni, manifestazioni e raccolta fondi per sostenere gli occupanti del Campidoglio che si diffondono ovunque. La questione della difesa collettiva e del diritto ad organizzarsi sindacalmente sono divenuti temi di dibattito nazionale. Non è solo solidarietà; in Ohio, migliaia di manifestanti sono scesi in strada contro il piano di risanamento voluto dal governatore dello stato, che propone di liquidare i contratti collettivi degli impiegati pubblici e di permettere l’assunzione di nuovi lavoratori che sostituiscano quelli in sciopero in un eventuale agitazione sindacale. Ci sono mobilitazioni pure in Indiana, dove sono stati presentati dei piani che autorizzerebbero i lavoratori del settore privato a eludere qualunque sindacato. Il 26 si sono svolte manifestazioni simultanee in tutti gli Stati Uniti per solidarizzare con la lotta del Wisconsin: a Madison, nonostante la neve, c’erano 70 mila persone nella manifestazione più grande dai tempi della guerra del Vietnam. Ce ne sono state decine di migliaia in tutte le principali città del paese. La partecipazione di massa alle manifestazioni del 26 ha dato nuova forza alla presa del Campidoglio di Madison: domenica 27 è fallito il tentativo governativo di sgombrare l’edifico quando centinaia di poliziotti statali hanno solidarizzato con gli occupanti. L’occupazione continua più forte di prima.
Negli USA si sta scavando un solco nella coscienza collettiva di milioni di lavoratori, il New York Times è arrivato a chiedersi se il Wisconsin sarà “la Tunisia della classe lavoratrice degli Stati Uniti”. Come diceva lo slogan di uno dei infestanti del 26: “Grazie governatore Walker per aver svegliato un gigante: la classe operaia statunitense”
* Prensa Obrera (Argentina)
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