www.resistenze.org - popoli resistenti - stati uniti - 03-10-11 - n. 379

da http://www.iacenter.org/struggle/wallstreet093011/
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
I manifestanti smascherano il ruolo dello Stato
 
di Tony Murphy - New York
 
28/09/2011
 
Gli eventi della scorsa settimana forniscono un esempio di chi è considerato un criminale nell'avido sistema capitalistico.
 
Dove sono oggi gli architetti della guerra in Iraq che hanno mentito sulle armi di distruzione di massa e hanno torturato gli iracheni ad Abu Ghraib? Sono in giro a promuovere i loro libri o a godersi la pensione.
 
Cosa è successo ai giocatori d'azzardo di Wall Street colpevoli dell'epidemia di pignoramenti che hanno gettato intere famiglie sulla strada e messo l'economia in ginocchio? Il governo li ha tirato fuori dai guai, naturalmente.
 
Ma come sono stati trattati gli attivisti del movimento Occupy Wall Street quando hanno marciato il 24 settembre nelle vie di New York per protestare contro la guerra, la disoccupazione e il razzismo? La polizia contro di loro, ha usato gas lacrimogeni e spray al peperoncino, li ha presi a pugni e proceduto a brutali arresti. Oltre 100 manifestanti sono stati portati in galera. Due giorni dopo, il 26 settembre, molti non erano ancora stati rilasciati (1).
 
La repressione da parte della polizia, si è scatenata appena dopo il primo raduno in Zuccotti Park, una piazza di 3.100 metri quadrati situata nella zona sud di Manhattan, per una protesta che aveva come obiettivo il New York Stock Exchange e che proseguiva in un corteo di 3 chilometri verso Union Square.
 
Mentre i poliziotti in un primo momento individuano e procedevano all'arresto dei singoli manifestanti, il corteo cresceva fin oltre 1.000 persone. Quando la protesta ripartiva da Union Square per tornare a Zuccotti Park, la polizia ha lanciato un violento attacco per disperdere il corteo, prendendo i partecipanti a pugni e spruzzando in faccia spray al peperoncino e lacrimogeni (Mace). Utilizzando gigantesche reti arancioni per bloccare la 12th Street tra la University Place e la Fifth Avenue, la polizia ha così diviso il corteo.
 
Poliziotti in divisa e in borghese hanno gettato a terra i partecipanti, o li ha fatto inciampare per poi prenderli a calci. Internet è pieno zeppo di foto e video che mostra la brutale repressione scatenata della polizia.
 
La sofferenza causata da Wall Street e dal sistema capitalistico in generale sta spingendo la gente a scendere in strada in tutte le città del paese [USA], animando occupazioni nei quartieri finanziari di New York, Dallas e Chicago, e marce di protesta contro l'esecuzione di Troy Davis (2).
 
Sempre più spesso la risposta alle manifestazioni è di tipo repressivo, attraverso polizia, carceri e corti di giustizia, ossia l'apparato statale dal punto di vista marxista.
 
La campagna contro l'esecuzione di Davis è stata una protesta contro l'esercizio più scoperto del potere dello Stato e la sua oppressione inesorabile sugli afro-americani, latinos e lavoratori immigrati. Lo stato della Georgia ha affermato il suo diritto di uccidere Davis comunque, nonostante vi fossero sette deposizioni ritrattate, la mancanza di prove fisiche e medico-legali e un movimento internazionale di protesta.
 
Manifestazioni, marce e veglie per Davis integravano la manifestazione organizzata da Occupy Wall Street per protestare contro il dominio delle multinazionali. La solidarietà con la lotta alla repressione razzista è quanto mai necessaria, in un momento in cui la disoccupazione sta dilagando.
 
Mentre l'economia recede e la produzione capitalista si arena, la classe dirigente è sempre meno disposta a fare qualsiasi concessione. Dal Wisconsin a New York alla Grecia, il messaggio dei banchieri è chiaro: accettate i tagli, i licenziamenti e i pignoramenti, o su di voi si scaglierà l'ira dei poliziotti e dei tribunali che proteggono noi miliardari.
 
L'esecuzione di Troy Davis può far sembrare che non sia possibile sfidare lo Stato. Ma le cose possono cambiare se vi è un mutamento nell'equilibrio tra le forze in lotta e già il movimento nato a New York si sta diffondendo nelle strade di altre città.
 
Se questo nuovo movimento rimane solidale con le lotte contro il razzismo e altre forme di oppressione e con la lotta contro la disoccupazione, allora ha una possibilità di combattere con successo.
 
Note:
 
1. "Maggiore la repressione, più forte la protesta" (The More They Fight It, Stronger It Gets), così titola il blog http://www.michaelmoore.com/ in questi giorni, che segnala 100 arresti sabato scorso e più di 700 questo sabato. Il movimento ha iniziato le sue proteste il 17 settembre.
 
2. Il 21/09/2011 alle 23.08 (5.08 di notte in Italia), Davis - accusato per l’omicidio di un poliziotto nel 1989 - è stato giustiziato mentre fuori dal carcere una folla di centinaia di manifestanti contro la pena di morte sperava in un’ultima possibilità. I testimoni oculari che l'accusavano avevano ritrattato. Inutili 630 mila richieste di clemenza. Da http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/421432/
 
 

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