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- popoli resistenti - stati uniti - 08-11-11 - n. 384
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
E ora, dove va il movimento "Occupy Wall Street"?
di Zoltan Zigedy
03/11/2011
Uno degli aspetti che colpisce di più del fenomeno Occupy Wall Street (OWS) è la sua incapacità di attrarre le élite della politica, soprattutto quelle che si contenderanno le prossime elezioni. Certo, vi sono stati numerosi Democratici e persino alcuni Repubblicani che hanno, con tono serio ma paternalistico, avanzato l'idea che OWS sia una risposta comprensibile al dolore inflitto da una economia che sta affondando. Ma non vi è stato alcun tentativo reale di incanalare la manifesta indignazione e rabbia nelle campagne elettorali del 2012.
Ciò è particolarmente interessante alla luce della reazione dei Repubblicani al cosiddetto movimento Tea Party. Essi, a differenza dei Democratici nei confronti dell'OWS, hanno subito e ripetutamente sostenuto, abbracciato e amplificato le prese di posizione della nascente formazione Tea Party. Hanno finanziato il movimento e incoraggiato i media già ben disposti nei loro confronti a esagerare le sue dimensioni e importanza. Hanno cavalcato la rabbia del movimento nelle elezioni del 2010 e hanno accolto i suoi "eroi" in seno al Partito Repubblicano. All'orizzonte, nessun abbraccio dell'OWS da parte del Partito Democratico.
I risultati di recenti sondaggi ci inducono a riflettere su questo fatto: un'inchiesta AP/GfK condotta tra il 13 e il 17 ottobre indica che il 37% degli statunitensi sostiene le proteste dell'OWS.
Confrontiamo questo dato con la reazione del pubblico al movimento Tea Party. Al suo apice, durante le elezioni del 2010, il Tea Party godeva del sostegno del 31% del pubblico, secondo un sondaggio condotto dal CBS/New York Times, mentre un più recente sondaggio CBS/NYT ha stimato il sostegno per il Tea Party al solo 18% nel mese di agosto di quest'anno. Come ho sostenuto e continuo a sostenere, il movimento Tea Party non rappresenta più di quel 15-25% della popolazione che ha sempre afflitto la politica degli Stati Uniti, fatto di gruppi reazionari, populisti e razzisti quale i "Know Nothings", il Ku Klux Klan, il Liberty League, il Black Legion, i segregazionisti, i seguaci di Father Coughlin, di McCarthy, di Barry Goldwater e ora del Tea Party. Escono dai loro rifugi in tempi di crisi e, grazie ai finanziamenti potenti e la copertura mediatica che ricevono, acquistano una notorietà sproporzionata rispetto alla loro reale importanza.
Quindi, con il notevole, e speriamo crescente sostegno pubblico di cui gode OWS, perché il Partito Democratico non si è alleato a questo movimento popolare? Con il declino della popolarità del Presidente Obama, non sarebbe un opportuno bacino di voti per il Partito Democratico?
Ma questo non avviene - e non avverrà - perché il Partito Democratico è un'organizzazione corrotta e in bancarotta, in mano a persone appartenenti alla classe sociale presa di mira dal movimento OWS. Naturalmente non escludo le enormi risorse a disposizione dei Democratici per cooptare, distorcere e riplasmare il movimento, come hanno fatto in modo molto abile in passato con movimenti potenzialmente radicali.
Ma il messaggio attuale di OWS è sostanzialmente in contrasto con i valori e gli interessi materiali di tutti i politici del Partito Democratico, tranne una sparuta frangia. Lo slogan propagandato dagli aderenti dell'OWS, "Noi siamo quelli del 99%", trasmette un senso di divisione di classe e un'emergente unità di classe che mette i brividi ai politici di entrambi i partiti. Nulla infrange le bizzarre regole di impegno politico del nostro sistema bipartitico, quanto l'asserire che quella degli Stati Uniti è una società divisa in classi.
Allo stesso modo, il movimento si è concentrato sulle banche, sulle finanziarie e su Wall Street in quanto simbolo delle disuguaglianze e delle ingiustizie della società statunitense. Dato l'enorme supporto materiale che il Partito Democratico riceve da questi bersagli del movimento, essere macchiati come sostenitori di OWS, crea per i politici Democratici un discreto disagio.
Il Partito Democratico non vuole OWS, e OWS non dovrebbe volere il Partito Democratico.
Se i commentatori, dai navigati della sinistra ai nababbi dei media, criticano OWS perché non si concentra su una questione politica specifica e manca anche di un programma comune, la verità è che i loro slogan centrali e primari colgono l'umore e la rabbia di molti, se non la maggioranza dei cittadini statunitensi. Vista la superficialità ideologica del discorso pubblico statunitense, ostacolato dalla soppressione immediata di idee diverse, e visto che soltanto le idee più superficiali trovano spazio sui media, gli slogan, i cartelli e le striscioni giungono al momento opportuno. Con una sinistra abbattuta e improduttiva, dopo la lunga crisi di popolarità di Obama, e frantumata da numerose divisioni di parrocchia, il movimento OWS, concentrando un'opportuna attenzione sulle questioni economiche, potrebbe fornire alla sinistra una nuova possibilità di crescere e una sponda per un'alleanza di genuina opposizione. Il fatto che una parte consistente del movimento operaio abbia sostenuto OWS con parole e azioni, dimostra il potenziale del movimento.
Va da sé che OWS è per il momento solo un inizio spontaneo e poco organizzato. Ma la direzione in cui andrà ora, sarà decisiva. I servizi di sicurezza hanno già iniziato persecuzioni e azioni repressive a Chicago, Oakland e molte altre città. La consapevolezza che gli arresti e le azioni violente da parte della polizia hanno contribuito a rafforzare OWS a New York, ha impedito per ora di mettere in gioco tutto il peso delle forze di sicurezza dello stato. Stanno, comunque, misurando la profondità del sostegno pubblico per il movimento OWS, verificando la tolleranza del pubblico davanti agli interventi della polizia. Di conseguenza, manifestazioni pubbliche di solidarietà sono essenziali in questo momento.
Oggi, OWS è in gran parte solo una reazione emotiva alla disuguaglianza sociale e al rapido deterioramento del tenore di vita negli Stati Uniti. Risposte emotive, attraverso atti di disobbedienza civile, di "testimonianza" e altre azioni che attirano l'attenzione, sono certamente necessarie per costruire movimenti capaci di lottare per il cambiamento, ma non sono di per sé sufficienti. Sono necessarie forme organizzative in grado di sostenere e far crescere il movimento. Queste possono formulare e correggere le azioni tattiche e strategiche e possono quindi sviluppare organicamente obiettivi e rivendicazioni. Queste rivendicazioni possono essere ulteriormente rielaborate in forme avanzate di lotta, realizzabili come riforme in campo elettorale o attraverso l'azione diretta rivoluzionaria. Ogni passo è una sfida che richiede doti organizzative, un'approfondita comprensione e l'intelligenza tattica di abili leader. In ogni caso, la spontaneità, deve trasformarsi in un'azione collettiva concertata e focalizzata.
Molti acclamano la "spontaneità" del movimento, confondendo una scintilla per il falò. I falò vengono preparati con cura, alimentati e mantenuti. Richiedono attenzione e sforzo; altrimenti si spegnano o bruciano senza esito.
Il rovescio della medaglia della spontaneità è l'ossessione di OWS per una struttura "orizzontale" e l'allergia per ogni tipo di organizzazione gerarchica. In molti di noi riaffiora il ricordo della fissazione che aveva la New Left degli anni Sessanta per la "democrazia partecipativa". Dopo la demonizzazione e la distruzione della militanza operaia e dell'influenza comunista avvenuta durante la Guerra Fredda, molti giovani esponenti della sinistra negli Stati Uniti attribuirono l'insuccesso delle idee radicali alla mancata integrazione dei valori democratici. Rinforzavano questa idea, gli stereotipi anticomunisti e antioperaisti, molto popolari all'epoca, di "vittime ingenue" dei comunisti, dei sindacalisti burocratizzati e dei teppistiradiocomandati. Inoltre, è profondamente radicato nella storia degli Stati Uniti il feticcio della democrazia borghese, l'idea che trionfi su tutti gli altri valori, cioè che il modo nel quale le decisioni vengono prese è più importante di ciò che viene deciso. Assieme al culto dell'individualismo, prodotto dello sviluppo sociale negli Stati Uniti, questa tendenza favorisce il disprezzo per l'organizzazione e la struttura. E spiega anche la popolarità dell'anarchismo a sinistra e il libertarismo a destra: due espressioni radicali di una quasi paranoica sfiducia nelle azioni collettive organizzate e strutturate.
Il problema incombente per OWS non riguarda semplicemente la questione di avere una piattaforma o una serie di rivendicazioni - analisi condivisa di molti critici del movimento - ma di impegnarsi a sviluppare una lotta per raggiungere le grandi masse e approfondire la comprensione popolare.
Non sappiamo dove porterà tutto questo. E' troppo presto per stabilire sia che il movimento non ha importanza sia che preluda a qualcosa di durevole sulla nostra politica. La storia degli Stati Uniti è piena di movimenti che inizialmente hanno avuto un ampio sostegno popolare, ma sono poi crollati di fronte allo spiegamento delle risorse, l'organizzazione e la sovversione della nostra classe dirigente. Le poche ma significative vittorie, sono arrivate quando si è sviluppata una solida, incrollabile leadership con capacità organizzative e con una visione chiara e ferma di un modo migliore.
Tutti possiamo dare un contributo a fare crescere questo movimento, coinvolgendo quegli attivisti militanti che si stanno confrontando con il cuore della bestia: il capitalismo. E non nuocerebbe portare con sé una copia del Che fare di V. I. Lenin.
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