www.resistenze.org
- popoli resistenti - stati uniti - 13-02-12 - n. 396
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
2012 - Un nuovo anno difficile
Jack A. Smith
24/01/2012
L'inizio dell'anno nuovo ha trovato gli statunitensi profondamente preoccupati. I tempi non sono buoni per il migliore degli stati nazionali possibili, che ha improvvisamente scoperto che gli stivali delle sette leghe con cui era abituato ad andare in giro per il mondo non sono della taglia giusta e sono ormai scalcagnati.
Negli ultimi anni, soprattutto dopo l'inizio della Grande Recessione, è diventato chiaro per molti statunitensi che il loro paese comprende due società diverse con interessi contrastanti: una minoranza molto piccola in possesso di grandi ricchezze e potere, e tutti gli altri, tra i quali c'è chi non riesce a tirare avanti, mentre molti non ce la fanno e si arrendono.
Di conseguenza, molte persone oggi percepiscono in vario modo che i ricchi non solo manipolano la maggior parte delle elezioni, ma influenzano un gran numero di politici e funzionari che decidono le leggi e mettono in atto le politiche del governo degli Stati Uniti. Si sta diffondendo la consapevolezza che il capitalismo clientelare - le corporazioni, le banche e Wall Street - controlla il sistema economico che regola il sistema politico in cui vengono prese le decisioni.
Ma la musica sarà sempre la stessa, naturalmente, fino a quando la coscienza di massa non si trasformerà in azione di massa.
Per quanto riguarda la politica interna, il 2012 si è aperto con le buffonate del circo del Partito Repubblicano negli stati dell'Iowa, del New Hampshire e del South Carolina, dove si disputano le prime corse per selezionare un candidato presidenziale. E' schierata la collezione più bizzarra di pagliacci della recente storia politica. In questo momento la battaglia è tra Newt Gingrich e Mitt Romney, per ora ancora il favorito. La lotta all'interno del GOP [per le primarie, ndr] tra l'ultra destra e l'ultra destra "leggera" sarà determinata al più presto, segnando l'inizio delle migliori elezioni che si possano comprare.
Qualunque partito vincerà a novembre, e pensiamo che sarà rieletto il presidente Barack Obama, la gara non è tra destra e sinistra ma tra la destra/estrema destra e il centro-destra. Non importa quale sia il risultato, non produrrà un cambiamento progressista. Il miglior risultato potrebbe essere semplicemente quello di sconfiggere gli estremisti pazzoidi.
In politica internazionale, l'anno è iniziato con i colpi di cannone degli Stati Uniti puntati appena sopra le teste dei molteplici nemici, che si trovano principalmente in Asia e nel Medio Oriente, per avvertirli di non infastidire lo Zio Sam, come se stessero per farlo.
Mentre rimbombavano gli spari, agli statunitensi è stato detto:
"Buongiorno a tutti. Gli Stati Uniti d'America sono la più grande forza per la libertà e la sicurezza che il mondo abbia mai conosciuto. Questo perché, in misura non trascurabile, abbiamo costruito la forza militare meglio addestrata, meglio comandata, meglio equipaggiata della storia. In qualità di Comandante Supremo [in base alla Costituzione statunitense, il presidente è comandante supremo delle forze armate, ndt] ho intenzione che permanga questo stato di cose.... "
Queste "rassicuranti" parole iper-nazionaliste del Comandante Supremo sono state pronunciate il 5 gennaio durante una sua visita al Pentagono per spiegare la nuova e pericolosa politica di guerra del governo. Un obiettivo secondario del piano è di favorire i tagli delle spese del Pentagono nel prossimo decennio, ma i futuri stanziamenti non diminuiranno di un centesimo le spese militari gonfiate dei tempi di George W. Bush.
Improvvisamente, pare che gli Stati Uniti debbano fare fronte a una "minaccia" cinese, cosa che impone al Pentagono di circondare ulteriormente la nazione con armi eccellenti, truppe, flotte vicine alle coste, aerei di sorveglianza, armi spaziali e missili nucleari a lungo raggio.
Tutto questo fa parte del recente "volgersi" verso l'Asia del Presidente Obama (come se gli Stati Uniti l'avessero mai lasciata), dove l'obiettivo principale è indebolire la Cina nell'ambito della sua sfera di interesse naturale e garantire che Washington rimanga padrone del mondo. La Cina non è una minaccia militare attuale o futura per gli Stati Uniti, dato che il Pentagono ha due decenni di vantaggio su tutte le tecnologie di conflitto, e visto che le spese militari degli Stati Uniti sono e resteranno molte volte superiori a quelle della Cina.
Inoltre, sembra vi sia un imminente "minaccia" al nostro stile di vita da parte dell'Iran, che si aggiunge alla "minaccia" per la democrazia degli Stati Uniti sferrata da alcune povere tribù dell'Afghanistan.
In realtà, secondo il rapporto "Sostenere la leadership globale degli Stati Uniti: priorità per la difesa nel 21° secolo", il documento che spiega il nuovo piano di guerra, gli Stati Uniti devono affrontare ulteriori "minacce" in tutto il mondo, tra cui in particolare (a parte i casi citati): Pakistan, Afghanistan, Yemen, Somalia e "altrove" (la nostra ipotesi è l'Africa, dove Obama sta già inviando delle truppe). Le principali regioni di cui preoccuparsi, secondo il piano del Pentagono, sono l'Asia meridionale, il Medio Oriente, l'Asia Pacifica, l'Asia nord orientale, l'Eurasia, l'Asia orientale e sud orientale … oltre a future esigenze impreviste.
Nonostante tutte queste "minacce", che sono in gran parte inventate per giustificare le spese di guerra e assicurare che gli statunitensi continuino a sostenere il militarismo che pervade ormai la nostra società, Obama ha detto due volte nel suo discorso che la "marea della guerra" sta diminuendo. Ma se questo è vero, perché mantenere 40.000 soldati nei paesi intorno all'Iraq dopo il ritiro da quella nazione? Perché dispiegare bombardieri e portaerei della marina militare vicino all'Iran? Perché tenere quasi 100.000 soldati in Afghanistan ed esigere che Kabul consenta ad altre migliaia di rimanere a tempo indeterminato dopo il previsto "ritiro" del 2014?
La crociata statunitense-israeliana contro l'Iran potrebbe portare a un attacco nel corso di quest'anno. Secondo il New York Times del 12 gennaio, è in corso una "accelerata campagna segreta contro l'Iran, attuata con omicidi e attentati dinamitardi. Questa campagna, che secondo esperti viene effettuata prevalentemente da Israele, pare abbia mietuto la sua vittima più recente la mattina dell'11 gennaio, quando una bomba ha ucciso uno scienziato nucleare trentaduenne nell'ora di punta a Teheran."
Il 14 gennaio, l'Iran ha accusato gli Stati Uniti e Israele di essere stati i responsabili dell'omicidio dello scienziato. Lo stesso giorno un articolo apparso sul Wall Street Journal ha riferito che la Casa Bianca era preoccupata che Israele potesse attaccare l'Iran prima che gli Usa dessero il via libera. Quattro giorni dopo però, il New York Times ha riportato le dichiarazioni del Ministro della Difesa israeliano Ehud Barak che "qualsiasi decisione su un eventuale attacco militare preventivo contro obiettivi iraniani è 'remoto'". Ma restate sintonizzati, l'anno è appena iniziato.
Gli statunitensi dovrebbero essere più sicuri questo nuovo anno perché il Presidente Obama ha appena firmato la legge National Defense Authorization Act che stanzia 662 miliardi di dollari per spese militari nel 2012 (a cui si aggiunge un pari importo per spese legate alla "sicurezza nazionale" in altri bilanci).
Gruppi per le libertà civile hanno criticato la nuova legge perché contiene una clausola che autorizza anche la "detenzione senza limiti di tempo", considerata un passo ulteriore verso lo stato di polizia. Obama ha fatto ancor meno per le libertà civili del suo predecessore Bush, in quanto ha mantenuto gli eccessi di Bush e ne ha aggiunto di suoi.
Pochi giorni dopo il discorso in cui Obama si vantava dell'esercito "meglio addestrato" della storia, il Pentagono e i Segretari della Difesa e dello Stato hanno dovuto scusarsi pubblicamente sulla scia del clamore internazionale suscitato dalla circolazione di un video che mostra quattro marines statunitensi urinare allegramente sui cadaveri di sospetti talebani. Un paio di giorni più tardi un ufficiale legale dell'esercito statunitense ha raccomandato che il soldato semplice Bradley Manning venisse mandato davanti a una corte marziale per il trasferimento di documenti, comprendenti le prove di crimini di guerra statunitensi al sito WikiLeaks. E così via, giorno per giorno nel 2012.
Washington sostiene che la Grande Recessione si è conclusa nel giugno 2009 e l'economia è in via di guarigione. I prezzi delle azioni sono in crescita, i profitti aziendali vanno alle stelle e i ricchi non sanno più che fare con i loro soldi.
Le corporazioni, le banche e Wall Street sono stati abbondantemente aiutati nei momenti difficili dall'amministrazione Obama, ma poco aiuto è arrivato alle famiglie dei lavoratori. Condizioni di recessione persisteranno nel 2012 per la gran parte dell'80% "più basso" della popolazione degli Stati Uniti, tra cui elevati tassi di disoccupazione, pignoramenti di case e salari stagnanti. Metà delle famiglie nella nostra Terra delle Opportunità sono a basso reddito o povere.
Agli inizi di gennaio, un nuovo sondaggio su 2.048 adulti condotto dal Pew Research Center, restituiva un risultato inedito. Si è riscontrato che il 66% delle persone nella nostra "società senza classi" credono che ci siano "conflitti molto forti o forti tra ricchi e poveri" negli Stati Uniti. Questa è una grande novità, evidentemente basata su una nuova e crescente comprensione di ciò sono infatti differenze di classe.
L'1% più alto attualmente possiede oltre il 50% di tutte i beni detenuti dai privati negli Stati Uniti (i beni sono tutto quello che si possiede, compreso denaro, automobili e case, meno gli eventuali debiti). Il 20% più ricco possiede l'85% di tutti i beni. Questo significa che il rimanente 80% delle persone hanno accumulato solo il 15% dei beni (compreso il 40% più basso, che non ha affatto risorse, perché i loro debiti superano il valore dei loro beni).
Tuttavia, un aspetto del nostro sistema darebbe prova inconfutabile che tutti gli statunitensi - ricchi e poveri – siano veramente uguali nella nostra società, dove contino davvero. Parliamo del diritto di ogni cittadino a votare nella selezione quadriennale del nostro comandante supremo, note popolarmente come elezioni presidenziali.
Il presidente Obama ha trasformato la sua retorica in populismo liberale per tutta la durata della campagna. Parla ora di un intervento governativo per aiutare a ridurre le disuguaglianze e contribuire a costruire una società più "equa", ma ciò non succederà mai. In questo momento esprime anche disdegno per il capitalismo clientelare.
Certo che Obama sembra ancor più progressista oggi che come candidato nel 2008, quando professava il suo "we can". Quello era prima di aver governato negli ultimi tre anni come fautore di centro-destra della classe dirigente, ignorando gli statunitensi poveri, a basso reddito e le minoranza, come se non esistessero, avviando un programma completamente fallimentare per milioni di persone pignorate e cambiando poco o niente, anche nei suoi primi due anni, quando i democratici controllavano sia la Camera dei Deputati che il Senato.
E' probabile che il suo avversario Romney abbia subito una simile trasformazione opportunista, nella direzione opposta, per ottenere la nomina GOP. Nella sua corsa per la candidatura si presenta come esponente della destra/estrema destra populista, dopo aver governato lo stato del Massachusetts come conservatore moderato a favore dell'assistenza medica e, tra mille voltafaccia, sostenitore del diritto all'aborto e del controllo delle armi. Sin dai primi anni del 1990, come deputato, Gingrich è sempre stato un ultra-reazionario ipocrita e non ha visto la necessità di adottare un nuovo personaggio per il 2012.
Il motivo principale per cui crediamo che Obama sarà rieletto non ha nulla a che fare con il suo primato come presidente. E' che i repubblicani si sono spinti così a destra politicamente e si sono comportati da tali buffoni ostruzionisti nel Congresso, che il voto determinante degli indipendenti andrà verso il centro-destra. La leadership democratica spera che Gingrich sia indicato come candidato, perché si presenterà come esponente dell'estrema destra, mentre temono che Romney possa moderare un po' della sua retorica. In ogni caso, i fondi elettorali di Obama che ammontano a quasi $ 1 miliardo dovrebbero sconfiggerlo.
Supponendo che Obama ritorni al potere, sappiamo ora, come nella campagna del 2008, che non sarà un "riformatore" a occupare l'Ufficio Ovale per i prossimi quattro anni. La retorica pro-99% [riferimento allo slogan del movimento Occupy Wall Street: "Noi siamo il 99%", ndt] resterà fuori dalla porta della Casa Bianca per il possibile secondo mandato di Obama.
La politica statunitense è molto diversa oggi rispetto a quando il Partito Democratico aveva adottato una configurazione di centro-sinistra per parte degli anni 1930 e degli anni 1960. Tuttavia, in termini di gradazioni del "male" della politica, il centro-destra è un "male minore" rispetto la destra o l'estrema destra, viste le due opzioni conservatrici offerte agli statunitensi per le elezioni del presidente da parte di quelli che ci comandano, una ben triste considerazione sulla democrazia.
Nell'era attuale è certamente legittimo preoccuparsi della direzione nella quale la politica interna statunitense si sta movendo, così come del futuro globale di nuove guerre, povertà e disastri ambientali. Ci preoccupiamo profondamente per i problemi che dovranno affrontare i nostri figli e i figli dei nostri figli.
Tuttavia, abbiamo una fiducia incrollabile in quello che le masse di persone possono fare in condizioni difficili quando diventano unite, organizzate, disciplinate e impegnate nella lotta per una società migliore, l'uguaglianza e la cooperazione e un mondo pacifico ed eco-sostenibile.
Esiste davvero questa opzione per la trasformazione sostanziale. E' il requisito oggettivo dei nostri tempi, se vogliamo evitare una catastrofe futura. Una svolta decisiva a sinistra è essenziale e possibile. Potrebbe rivoluzionare la società e cambiare il mondo a beneficio di tutti.
|
|
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
|