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Guerra alla povertà o povertà da guerra

James Thompson | mltoday.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

17/01/2014

Il 9 gennaio 2014 Paul Krugman, professore borghese liberale presso la facoltà di economia di Princeton, che ha frequentato le università più prestigiose degli Stati Uniti, laureandosi al MIT e a Yale, ha scritto un editoriale per il New York Times intitolato "Guerra alla povertà". (www.nytimes.com)

Nel pezzo, il Prof. Krugman discute la visione erronea e largamente accettata negli Stati Uniti e in tutti gli altri paesi sotto il dominio capitalistico, che vede la condizione dei poveri dovuta a qualche vaga colpa dei poveri stessi. Ammirevolmente, Krugman presenta un'argomentazione contro questo folle tentativo di colpevolizzare i poveri. Poi sostiene, però, che le persone a basso reddito negli Stati Uniti "sono molto più sane e meglio nutrite di quanto non fossero [i meno abbienti] nel 1960" e collega questo progresso al successo dei programmi anti-povertà intrapresi 50 anni fa, concludendo che "il problema della povertà è diventato parte del problema più ampio della crescente disparità tra i redditi, di un'economia in cui tutti i frutti della crescita sembrano andare a una piccola élite, lasciando tutti gli altri indietro".

L'articolo spiega la differenza tra liberali e conservatori sulla questione della povertà. Secondo Krugman i conservatori sono "insensibili e gretti", la cui posizione si può sintetizzare nel seguente ragionamento: "Il governo è sempre il problema, mai la soluzione", aggiungendo che ogni beneficiario di un programma di assistenza statale, appare come uno "scialacquatore che va in giro in Cadillac". E perché no? Dopo tutto, per decenni, questa posizione è stata la carta vincente che i conservatori hanno giocato nella politica, in quanto la classe media statunitense vedeva i programmi di "welfare" come qualcosa che: "Quella gente ha ottenuto, ma noi no".

Sulla posizione dei liberali, scrive che: "Nel frattempo, i progressisti sono passati all'attacco. Hanno deciso che la disuguaglianza è una questione politica vincente. Vedono i programmi della guerra contro la povertà, quali gli aiuti alimentari, l'assistenza medica e il credito d'imposta sul reddito, come storie di successo, iniziative che hanno aiutato gli statunitensi bisognosi e devono essere ampliate. E se questi programmi interessano un numero crescente di persone, piuttosto che essere strettamente mirati ai poveri, che importa?"

Krugman trae la seguente conclusione: "Indovinate un po': al suo 50° anniversario, la lotta alla povertà non appare più come un fallimento. Sembra, invece, essere il modello per un crescente, sempre più convinto movimento progressista".

Anche se alcune delle argomentazioni di Krugman non sono completamente immeritevoli, il professore rimane un entusiasta sostenitore ben pagato dei programmi assistenziali borghesi liberali basati sul concetto di "rete di sicurezza". Dobbiamo ammettere che dei programmi come Social Security [previdenza sociale], Medicare e Medicaid [assistenza medica per gli anziani e i poveri] hanno beneficiato un gran numero di persone in tutte le classi economiche.

Anche le persone delle classi più abbienti hanno beneficiato di programmi assistenziali perché spudoratamente scaricano i loro cari con difficoltà economiche in questi programmi per non dover pagare la loro assistenza. Le stesse persone ipocritamente sostengono che questi programmi assistenziali dovrebbero essere eliminati. Ci sono poi medici a favore dell'eliminazione di Medicaid e/o Medicare mentre continuano ad avvalersi di questi programmi per pagare le cure prestate ai loro assistiti.

Quello che Krugman e i suoi lettori liberali borghesi non riescono a capire è che il governo degli Stati Uniti agisce per proteggere gli interessi dei capitalisti con poco o nessun riguardo per gli interessi del popolo di questo paese. Krugman accenna velocemente alla "guerra di classe", ma non riesce a vedere che c'è veramente in atto una guerra di classe in questo paese. Persino Warren Buffett ci ha avvertito che i capitalisti stanno vincendo questa guerra con poca opposizione da parte del popolo.

Krugman è anche incapace di vedere che l'interesse nei sistemi socio-economici alternativi come il socialismo o il comunismo è cresciuto notevolmente di recente. Dal momento che non riconosce questa realtà, egli non è in grado di capire che è la disparità di reddito che porta a tali tendenze.

Anche se la contesa tra liberali e conservatori è reale, Krugman non sembra riconoscere che fino a quando l'obbiettivo del governo degli Stati Uniti rimane quello di proteggere gli interessi dei ricchi, le riforme come i programmi di "rete di sicurezza" descritte sopra saranno costantemente prese di mira. E possono essere eliminati dal governo in qualsiasi momento se si ritenesse che questo è nell'interesse dei capitalisti.

Krugman non nota e non assegna il giusto peso al fatto che l'interesse supremo dei capitalisti è di ampliare costantemente i loro profitti; inoltre non percepisce che questa necessità dei capitalisti di ampliare sempre i loro profitti ha portato a un'epoca di interminabili guerre imperialiste di occupazione in tutto il mondo.

Krugman non capisce che queste guerre sono state condotte per il beneficio dei capitalisti in modo che possano continuare ad aumentare i loro profitti. Né riesce a capire che i contribuenti hanno speso molto più dei loro soldi duramente guadagnati nelle guerre che i capitalisti hanno fatto lucrando. Va notato che nel corso della storia i governi capitalisti hanno ripetutamente speso il denaro dei contribuenti per proteggere i profitti capitalistici all'estero e il denaro speso per proteggere i profitti supera i profitti stessi.

In breve, le amministrazioni di Bush e di Obama hanno speso una cifra strabiliante di denaro per uccidere lavoratori in paesi stranieri e proteggere i profitti dei capitalisti in quei paesi. Purtroppo sono i lavoratori degli Stati Uniti che pagano il conto. Va ricordato che il denaro speso è nulla in confronto alla perdita di vite umane, così come le mutilazioni fisiche e psicologiche permanenti tra i combattenti e le persone nei paesi esteri in cui sono condotte le guerre imperialiste. Naturalmente, quando i combattenti feriti sopravvissuti tornano negli Stati Uniti sono le loro famiglie della classe operaia che devono prendersi cura di loro utilizzando i patetici programmi di "rete di sicurezza" disponibili. Questo è un altro fatto sul quale Krugman sorvola.

Quindi, l'insieme di molteplici guerre imperialiste combattute a vantaggio dei ricchi e a scapito dei poveri che lavorano, nonché l'esportazione massiccia di posti di lavoro e dell'industria in paesi stranieri nel perseguimento dei salari più bassi possibili hanno portato a un alto tasso di disoccupazione a lungo termine negli Stati Uniti. Nel frattempo, i mercati azionari e gli utili continuano ad aumentare perché i capitalisti traggono beneficio quando i salari scendono. Tuttavia, c'è una fine a questo processo e si chiama crisi di sovrapproduzione, comunemente conosciuta come una depressione economica.

Quello che Krugman ed altri bramini eruditi liberali borghesi non dicono è che la responsabilità per la spirale al ribasso dell'economia è del sistema capitalista stesso. Finché il sistema funziona a beneficio dei capitalisti, i lavoratori continueranno a soffrire e la loro sofferenza aumenterà proporzionalmente con la crescita dei profitti. Un'altra cosa che conservatori e liberali si ostinano a non capire è che i programmi di "rete di sicurezza" tendono a perpetuare le disuguaglianze tra ricchi e poveri. Programmi di "rete di sicurezza" sono accuratamente progettati per fornire un livello di sussistenza per alcuni segmenti della popolazione, quali anziani, disabili e, in misura minore, donne disoccupate incinte. Questi programmi consentono a una parte della popolazione povera di sopravvivere e sono finanziati estraendo una quantità minima di denaro dalla ricchezza pubblica creata dai lavoratori.

In questo modo i ricchi possono continuare a estrarre il massimo dalla ricchezza pubblica creata da persone che lavorano. In altre parole, se la ricchezza nazionale fosse rappresentata da una torta, i programmi di "rete di sicurezza" sarebbe una fettina minuscola.

Invece, la fetta della torta riservata ai ricchi sarebbe enorme. I programmi di "rete di sicurezza" servono anche a ridurre la miseria generale della popolazione quel tanto che basta per impedire loro di intraprendere attività rivoluzionarie. I capitalisti marciano su una lama per fornire il minimo indispensabile al sollievo dalla miseria quel tanto per impedire la rivoluzione e allo stesso tempo limitare le misure di sollievo il più possibile per fare aumentare i loro profitti. E' sul quantum di queste misure che si basa il dissenso tra liberali e conservatori.

E qui sta la differenza tra i liberali borghesi e i marxisti-leninisti. I liberali borghesi socialdemocratici lottano per riforme che giustificano come opera di beneficenza e che ritengono giuste. Essi stigmatizzano i loro detrattori come "insensibile e meschini".

I marxisti-leninisti concordano sul fatto che le riforme che beneficiano i lavoratori e i poveri sono un bene. Tuttavia, ci rendiamo conto che tali riforme non sono sufficienti e possono essere facilmente ribaltati e/o manipolate dai capitalisti quando le condizioni socio-economiche lo consentono. I marxisti-leninisti sostengono che solo avanzando dal capitalismo al socialismo l'umanità può costruire un sistema che avvantaggia tutti i lavoratori. In un sistema socialista, i lavoratori avrebbero il dominio politico e formerebbero un governo che tutelerebbe gli interessi dei lavoratori.

Forse queste idee non sono state insegnate a Krugman e ai suoi compagni di classe al MIT e a Yale. E probabilmente nemmeno a Princeton queste idee sarebbero viste di buon occhio.


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