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La sommossa a Ferguson ha già cambiato la politica dei neri

Glen Ford * | mltoday.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

22/11/2014

Jay Nixon, governatore dello stato del Missouri, dopo aver messo in stato di allerta la Guardia Nazionale e dichiarato lo stato di emergenza in previsione di manifestazioni di massa, ha costituito una commissione di 16 membri per studiare le cause sociali ed economiche alla base del malcontento dei neri a Ferguson.

In un altro momento e in un altro luogo, questa sua iniziativa avrebbe destato grande interesse, sarebbe stata percepita da alcuni come un segno di speranza per i rapporti razziali. I media avrebbero esaminato nel dettaglio le biografie dei nove neri e sette bianchi incaricati, e speculato su ciò che il governatore intendeva quando ha dichiarato di avere conferito alla commissione "autorità e potere".

Autorità e potere per fare cosa? Cambiare le condizioni economiche e sociali dei neri negli Stati Uniti? In ogni caso, la commissione del governatore è irrilevante perché i cittadini di Ferguson si stanno organizzando per assumere autorità e potere, forse l'inizio di migliori nuove per gli statunitensi neri del 21° secolo.

Qualunque cosa accada dopo che il Gran Jury renderà nota la decisione riguardo l'eventuale incriminazione del poliziotto che ha ucciso Michael Brown, i cittadini di Ferguson hanno già modificato il panorama politico. Hanno respinto i consigli della leadership nera locale e nazionale, specializzata nel deviare e reprimere qualsiasi movimento minacci i loro sponsor ricchi e potenti. Hanno capito il raggiro gestito dai cosiddetti mediatori del potere dei neri, il cui compito è quello di scongiurare qualsiasi possibilità di un nuovo movimento di massa nero.

Il fatto che le proteste in un paesino vicino a Saint Louis abbiano portato alla messa in allerta delle forze di sicurezza locali, statali e nazionali, dimostra il fallimento della "classe dirigente nera" di contenere la crescita del movimento. E se Al Sharpton e i suoi omologhi locali nel Missouri non sono in grado di tenere le masse nere sotto controllo, risulta chiaro sin da subito che i lavori dei membri della commissione investigativa a Ferguson nominati dal Governatore Nixon saranno inutili.

Sanno tutti ora che il potere è nelle strade, una lezione che molti avevano pressoché dimenticato nel corso degli ultimi 40 anni, periodo in cui le condizioni sociali ed economiche di base dei neri hanno migliorato ben poco rispetto a quelle dei bianchi. Un periodo questo, che ha visto gli Stati Uniti diventare uno stato in cui vige l'incarcerazione di massa dei neri, uno dei regimi più feroci e inesorabilmente razzista della storia.

La "leadership" nera non solo ha cercato di distogliere l'attenzione dei cittadini neri dalla massiccia incarcerazione dei giovani di colore e dalla rapida militarizzazione della polizia, ha anche attivamente spalleggiato lo Stato di Incarcerazione in Massa dei Neri, approvando i finanziamenti al Congresso e collaborando all'arresto di milioni di neri sulle strade di città i cui i consigli comunali sono apparentemente controllati dai neri.

Non si sa quale nuova leadership si formerà nella lotta del movimento in crescita, perché non è ancora nata, ma sappiamo che i predicatori concilianti, gli avvocati delle grandi corporation e i politici di carriera del Partito Democratico che hanno neutralizzato la politica dei neri negli ultimi quattro decenni, hanno perso il loro potere di influenzare la base.

E questo è di per sé un grande balzo in avanti. Possiamo dire con certezza che Michael Brown non è morto invano. La sua eredità cresce di giorno in giorno.

* Glen Ford, direttore esecutivo di BAR può essere contattato all'indirizzo Glen.Ford@BlackAgendaReport.com

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