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Flint, Michigan: il prezzo dell'austerità
António Santos | avante.pt
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
28/01/2016
Nella città nordamericana di Flint, nello stato del Michigan (Usa), l'acqua che esce dal rubinetto è veleno. Dal 2014 alla dichiarazione dello stato di emergenza all'inizio di questo mese, almeno 12 mila persone hanno mostrato sintomi di avvelenamento da piombo e in dieci hanno già perso la vita. Le conseguenze di bere acqua contaminata dal piombo, a cui i bambini sono particolarmente vulnerabili, includono malattie mentali e patologie riproduttive irreversibili.
La crisi è iniziata con la decisione di smettere di comprare l'acqua dalla rete pubblica di Detroit e iniziare a rifornire la città direttamente dal fiume Flint.
Per quasi due anni, tuttavia, il governatore del Michigan, Rick Snyder, ha insistito nel dire che le preoccupazioni della popolazione erano infondate. Volendo difendere i risparmi derivanti dalla nuova rete idrica locale, il governatore sdrammatizzava le questioni del colore arancione dell'acqua e del suo odore adducendo a garanzia i test di laboratorio condotti dall'Agenzia di Protezione Ambientale (EPA). La rivelazione che l'EPA ha falsificato questi test, confermata la scorsa settimana dalle dimissioni del direttore dell'agenzia, Susan Helman, ha trasformato Flint in una sinistra allegoria della ricetta economica neoliberale rivendicata dagli Stati Uniti.
La storia di contaminazione dell'acqua di Flint inizia molto prima della decisione di allacciare la rete pubblica a un fiume inquinato. Culla del principale sindacato del settore automobilistico statunitense, Flint è diventata la casa di 80.000 operai della General Motors; oggi sono meno di 5.000. Negli anni Ottanta, le grandi fabbriche si spostarono in altri stati e paesi "più competitivi". I successivi governatori del Michigan, democratici come repubblicani, hanno cercato di sedurre il capitale con agevolazioni fiscali per le grandi aziende e tagli alla spesa pubblica
Un sistema velenoso
Questa politica ha avuto un duplice effetto perverso: non solo Flint è diventata una delle città più povere degli Stati Uniti, con il 42% della popolazione al di sotto della soglia di povertà, ma il capitale ha proseguito nel processo di deindustrializzazione, chiedendo sempre meno tasse da pagare per non distruggere ulteriori posti di lavoro.
Nel corso degli anni, l'insaziabile appetito dei capitalisti è stato soddisfatto sacrificando tutto ciò che era pubblico, lasciando senza manutenzione ponti, strade, scuole, l'infrastruttura elettrica e la rete idrica. Come Detroit, anche la città di Flint è stata dichiarata insolvente e posta sotto il giogo di un "manager di emergenza", Ed Kurtz. Questo dirigente non è stato eletto, ma ha avuto poteri illimitati per risparmiare cinque milioni di dollari ricorrendo all'acido e inquinato fiume Flint. E' bastato questo per sciogliere il rivestimento delle vecchie tubature di piombo e contaminare l'acqua bevuta da migliaia di famiglie.
Secondo i documenti resi pubblici la scorsa settimana, il governatore del Michigan sapeva di avvelenare la popolazione. Tuttavia, dopo aver ammesso la colpa e adducendo scuse a sua discolpa, ancora rifiuta di dimettersi. Nelle e-mail filtrate alla stampa, il governatore si riferisce alla contaminazione dell'acqua come "una palla da calcio" con cui "giocano molti stati".
Infatti, cresce il sospetto che Flint sia solo la facciata visibile di un crimine di proporzioni nazionali e storiche. Secondo l'insospettabile Ford Foundation, 132 milioni di statunitensi, quasi la metà della popolazione degli Usa, sono a rischio di avvelenamento da piombo e secondo i dati del governo, ci sono centinaia di città come Flint in Louisiana, Maryland, Massachusetts, Alabama, Rhode Island e in molti altri stati.
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