www.resistenze.org - popoli resistenti - venezuela - 04-11-05

da http://www.elsiglo.cl/noticia.php?id=3019&sec=14&subsec=0&area=agenc


Risposta al manicheismo nordamericano


Il Venezuela è un paese democratico e sovrano

Jorge Texier

 

Alí Rodríguez Araque, il Cancelliere della Repubblica Bolivariana del Venezuela, ha tenuto una conferenza stampa svoltasi in Cile in occasione della III Conferenza Interministeriale delle Democrazie. La sua esposizione e le risposte date ai giornalisti cileni, forniscono una visione attuale e profonda del suo paese minacciato dall'imperialismo nordamericano.

"Il processo venezuelano è un processo inedito ed entusiasmante, ma soprattutto è diretto all'ottanta percento dalla nostra popolazione, la stessa che per decenni è stata vittima di una campagna di disinformazione ed emarginata. Oggi questa poplazione ha un'opportunità d’oro, ha l’opportunità di conversare con uno degli uomini che meglio conoscono la problematica politica del Venezuela, soprattutto nell'area energetica internazionale."

Con queste parole, l'ambasciatore venezuelano in Cile, Victor Delgado, si è rivolto al Cancelliere del governo che presiede Hugo Chávez.

 

Democrazia autentica


Alí Rodríguez ha definito la nuova esperienza intrapresa nel suo paese: "Un'esperienza profondamente democratica, tanto che grazie alla sua forza ha potuto superare situazioni difficili come quelle vissute nel 2002; un breve colpo di Stato nell’aprile ed una serrata petrolifera, un duro colpo all'economia nazionale che paralizzò la sua principale industria per 72 giorni. Tutto ciò, chiaramente era orientato al rovesciamento del governo democratico del Presidente Hugo Chávez.

Da allora è cominciato un processo di recupero; l'anno scorso è stato un successo pieno, l'economia ha registrato laumento del 17 % del Prodotto Interno e la disoccupazione ha cominciato a calare.

Il processo democratico è perfino riuscito a superare forti offensive guidate dall'esterno per cercare di isolare il Venezuela. La democrazia venezuelana è passata attraverso nove elezioni in sei anni, e tutte hanno riaffermato l’appoggio sempre maggiore della popolazione a questo progetto, il che la dice lunga, data la massa di poveri che negli ultimi decenni erano state prodotte, nonostante i crescenti benefici delle enormi riserve di petrolio e gas.


Oggi possiamo manifestare con orgoglio che in poco più di un anno si è riuscito superare quella vergogna nazionale che costituivano un milione e mezzo di analfabeti. Per anni, la massiccia emigrazione dalla campagna alla città portò ha finito col creare una società prevalentemente urbana. Più del 90 % della popolazione, infatti, vive nelle città, e quell'agglomerazione violenta è stata accompagnata dalla concentrazione della povertà.

Oggi registriamo 17 milioni di consultazioni sanitarie nei quartieri poveri del paese, tutte in forma gratuita. Nei due anni di vita del piano “Dentro il Quartiere” sono state realizzate più di 60 milioni di consultazioni, ed ai beneficiari sono state distribuite gratuitamente le medicine. E’ cominciata una campagna per fornire esami oftalmologici e lenti di correzione, abbiamo operato più di tre mila pazienti affetti da cateratta, dovuta all’incidenza del diabete. Inoltre, abbiamo più di 500.000 borsisti per malattie primarie e secondarie, e 700.000 borsisti che stanno per completare gli studi. 


La democrazia venezuelana dimostra una grande vitalità, un'enorme creatività, materializzando i principi che sono enunciati nella Costituzione Bolivariana del Venezuela sulla co-partecipazione, la co-responsabilità ed il protagonismo di tutti i settori che formano la società.

"Certi settori della società nordamericana, ha aggiunto più avanti Alí Rodríguez, pretendono che il modello che applicano nel loro paese sia l’unico, il modello ideale da seguire. Ignorano che i sistemi politici di ogni paese devono corrispondere alle realtà specifiche di ognuno. Non si possono copiare modelli di realtà diverse ed applicarli a realtà come le nostre.

Il Venezuela sta mettendo in pratica un nuovo modello democratico rispettando ciò che stabilisce la nuova Costituzione Bolivariana, quella promossa in un referendum, caso unico nella storia politica del paese.


Prima c’è stato un referendum per convocare una Costituente, e poi un secondo referendum di approvazione affinchè il popolo potesse pronunciarsi in merito, risultato: approvazione ottenuta in modo plebiscitario In sei anni abbiamo avuto nove elezioni. Quest’anno abbiamo due elezioni: per i consigli comunali municipali e per il congresso. L'anno prossimo, in dicembre, abbiamo una nuova elezione presidenziale.

 

Aggressività nordamericana


A proposito delle relazioni tra il suo paese e gli USA, il cancelliere Rodríguez ha segnalato la necessaria distinzione tra governo e popolo nordamericani.

"Da parte del governo attuale ci sono affermazioni, disse, che siamo un fattore di destabilizzazione nella regione e che siamo una forza negativa. Il Venezuela oggi si vanta di avere ottime relazioni con la maggior parte dei suoi vicini. Un'eccellente relazione con tutti i paesi dei Caraibi, con la Guyana, col Brasile, ed una buona relazione con la Colombia, malgrado il fatto che il doloroso conflitto che lacera la Colombia da cinquanta anni debordi continuamente in Venezuela.


Il paese è stato oggetto di forti tentativi di destabilizzazione attraverso forme violente sopra indicate, tanto che l'accusa di destabilizzazione a questo punto si rovescia da sola
.

Ciononostante, noi continuiamo a lavorare nel processo di integrazione, e con risultati iniziali molto promettenti. Abbiamo rapporti molto stretti con l'Argentina, l’Uruguay, il Paraguay, il Brasile e con altri paesi. Stiamo anche riannodando i processi di integrazione. Presto si riuniranno le commissioni per studiare la costruzione di un gasdotto dalla Colombia verso il Venezuela, e discuteremo dei progetti di scambio con altri  paesi.


Quando si dice che siamo un'influenza negativa nella regione, le cose acquisiscono un altro significato, questo è puro e semplice manicheismo. Quando qualcuno si assume il ruolo di rappresentare il bene e accusa un altro di rappresentare male, non ci vogliono grandi abilità politiche per capire quali sono le sue vere intenzioni.
Questa situazione ci obbliga a prendere elementari misure di prevenzione per far rispettare la sovranità del paese, per fare rispettare i principi universali stabiliti, come quello di non intervento negli affari interni dei paesi.

Il Venezuela non è un'eccezione.

 

No alla corsa agli armamenti


Un'altra delle accuse nordamericane contro il Venezuela è quella che si riferisce ad una cosiddetta “escalation militarista”. Il cancelliere Alí Rodríguez la nega chiaramente. Al riguardo ha dichiarato che: ”Si tratta di sarcasmo, il fatto che la più forte potenza militare che ha conosciuto l'umanità in tutta la sua esistenza parli di corsa agli armamenti. Una potenza che ha costruito armi nucleari per distruggere più volte ogni segno di vita sul pianeta.

Il Venezuela è un piccolo paese che semplicemente sta equipaggiando le sue forze armate. Noi, in fatto di armi individuali abbiamo avuto l’ultimo ammodernamento più di cinquanta anni fa.

La maggior parte dei fucili sono in cattive condizioni. Abbiamo continui incidenti nel controllo delle nostre frontiere, tanto terrestri come marittime, e non abbiamo sufficienti squadre aeree.

Il Venezuela acquistò nel 1983 26 F-16, l'arma aerea più sofisticata che esisteva in quel momento. Acquistò 120 carri armati MX-30 Scorpio, fregate missilistiche, tutte unità offensive, vendute principalmente dagli USA dietro contratti miliardari, in un’epoca in cui certamente l'economia venezuelana non era molto florida.


Il governo oggi deve poter avere alcune forze armate modestamente equipaggiate. Il Venezuela non rappresenta il più minimo pericolo per la principale potenza militare del mondo, e molto meno per i suoi vicini. Tutto quello che viene propagandato dai media contro il Venezuela, solo perché ha comprato delle armi leggere, è assurdo. Abbiamo alcune riserve. Ogni paese ha qualche riserva, la nostra ha contribuito fino ad ora alle situazioni di emergenza. Gli elicotteri militari hanno servito fondamentalmente per rispondere ai problemi che frequentemente colpiscono le nostre popolazioni."

 

Il petrolio


Il "Venezuela è proprietario di ampie risorse petrolifere. Come proprietario, deve ottenere un profitto da quelle risorse. È un principio che è stato riconosciutoe in varie risoluzioni delle Nazioni Unite. Anche i consumatori hanno il legittimo diritto ad accedere all'energia, e anche il prezzo deve essere accessibile. E lo Stato, che è l'altro fattore della questione energia, ha anche il diritto ad ottenere un guadagno nelle attività vincolate a questo settore.

Ma è soprattutto dopo le nazionalizzazioni, che nello scenario energetico è entrato con forza il fattore consumatori. E questi sono i grandi paesi industrializzati, principalmente USA ed Europa.


La soluzione al problema dei prezzi può arrivare solo attraverso un accordo internazionale, che potrebbe essere un prezzo che sia conveniente per entrambe le parti.

La cosa peggiore che potrebbe succedere, per produttori e consumatori, è la volatilità di prezzi.

E questo costituisce una grossa minaccia per noi, che abbiamo una notevole dipendenza da questa risorsa, com’è successo nel 99’, quando dovemmo agire rapidamente con altri paesi per puntellare i prezzi. La produzione venezuelana composta dal 70 % di greggio e dal 30 % di prodotti, arrivò a soli 7 dollari il barile.

Ora è cresciuta la domanda nel mondo. La Cina, ormai da un decennio, sta avendo un grande successo nel suo sviluppo economico, l'America Latina si sta rimettendo. L'incremento della domanda ha superato la capacità di produzione del mondo. L’offerta è già arrivata alla sua massima capacità e la produzione non cresce allo stesso ritmo. 


Credo ci debba essere un accomodamento a causa della domanda. La situazione esige un accordo tra produttori e consumatori. Un accordo tra le organizzazioni che rappresentano da una parte i paesi produttori (l'OPEC) e dall’atra l’organizzazione internazionale di energia che rappresenta la maggioranza dei paesi consumatori.

Rispetto allo sfruttamento dei depositi di gas naturale, il Venezuela ha iniziato un processo di rilevamenti sulla base della legge sugli idrocarburi, in questo caso risorse gassose. Non c’è ancora un gran potenziale di risorse gassose sfruttato. E’ già stata condotta un’indagine nella zona orientale del paese, dove un'impresa ha perforato cinque pozzi, con buoni risultati. Ora si aprirà una campagna di perforazioni in sei blocchi, vicino a Panama. Si stanno interessando 29 imprese di vari paesi. Possono concorrere anche imprese cilene.

Noi stiamo proponendo la formazione di un'impresa multinazionale, PETROAMERICA, a cui possono partecipare tutti i paesi che vogliano stabilità di prezzi, che vogliano risolvere i loro problemi ed ottenere il massimo profitto dalle gigantesche risorse energetiche della nazione sud-americana."

 

http://www.elsiglo.cl/noticia.php?id=3019&sec=14&subsec=0&area=agenc


traduzione dallo spagnolo di FR