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da www.rebelion.org

Venezuela: Poetica del Voto


10 milioni di ragioni … e una sola.

Fernando Buen Abad Domínguez

(Fondazione Friederich Engels, pubblicato in Rebelión, 29 Maggio 2006)

Via le mani dal Venezuela.

Nessuno deve credere che solo con i voti si trasforma il mondo, come se fosse magia, come se fossero degli dei. Nessuno puo' pensare che la  democrazia rappresentativa borghese, addetta alla corruzione risolvera' le stragi della rapina e dello sfruttamento, l'amarezza della gente, il loro dolore e la disperazione.

Dove si e' visto? Nessuno nel proprio sano giudizio puo' sperare che la realta' cambi senza uscire dal capitalismo.
Nessuno nel proprio sano giudizio puo' supporre che cambieremo il mondo  senza costruire il socialismo. Scientifico, certo. Mille volte la democrazia dei borghesi tradisce il voto. Non c'e' ragione per avere fiducia, per avere illusioni, mille volte la fiducia del popolo ha ricevuto schiaffi, disillusione e  bastonate, con morti venuti dalla mano di quelli che ricevettero voti, voti della speranza.

Non commettiamo gli stessi errori. Contiamo nell'esempio del Venezuela.Non e' lo stesso votare in un contesto di processo rivoluzionario, dal basso, o votare in un contesto di frode consetudinaria.  Queste elezioni sono una operazione di grande rafforzamento concernente la transizione rivoluzionaria, la sua espressione al margine del controllo imperiale e contro la onnipotenza del saccheggio e dello sfruttamento ... per fortuna contiamo sul Venezuela. Arrivano le elezioni venezuelane sulla schiena della Storia, a tutto galoppo, vengono come un  esempio decisivo e urgente, come ratificazione della classe operaia, dalle campagne e dalla citta', protagonista chiave della rivoluzione. La ratificazione del cammino a favore del socialismo. Vengono le elezioni, e gia' si guardano, con il loro desiderio ardente di dare impulso alla rivoluzione sino in fondo. Una Poesía pura che si sente elettrica dal basso. Vengono le elezioni signori e signore, a favore della rivoluzione, dentro la rivoluzione.  Vengono le elezioni infiammate di interesse nelle idee del socialismo e nel generale ambiente rivoluzionario e militante di base. Vengono le elezioni con un impulso inedito,  senza deprimersi e ben pettinati … nessuno si sbagli. Si tratta di una manifestazione magnifica, una opportunita' per lottare apertamente per il socialismo.

Il futuro con passione venezuelana che balla la propria rumba del controllo operaio ... la cogestione, si puo'. Come uno si stanca di vivere espropriato dal proprio voto, si  avvicina alla ratifica della rivoluzione vera del Venezuela questo destino che i popoli coniano, in mille modi, inclusa quella del voto contro tutta quella realta' alienata dalla barbarie e dallo sfruttamento.
Questo voto sara' un rito della rivoluzione come percorso terreno, un rito sempre nuovo, come quello del sole della rivoluzione venezuelana. Il voto sara' un rito di conferma che per la sua naturalezza vulcanica non puo' slegarsi dal socialismo scientifico che ci abbellisce, il voto verra' dall'esercito della liberta' e dall'esercizio della rivoluzione per l'abbattimento assoluto di ogni forma di alienazione, di saccheggio e sfruttamento e per la costruzione di una societa' nuova, di una vita, di amori e relazioni nuove ... e questo e' definitivamente il senso primo e ultimo che incarna la rivoluzione permanente ... coniugare il socialismo sempre con un verbo al futuro, averlo in mano come la piu' alta e brillante stella del mattino.

E' un poema fenomenale che entusiasma, che fiorisce in domande, mobilitazioni, dibattiti, che servira' per illustrarci l'intelligenza dei lavoratori. Nessuno si inganni, tutti sappiamo dei pericoli internazionali intorno alla rivoluzione Bolivariana piu' del rischio di tendenze burocratiche, la corruzione ed il pericolo di scontro tra un gruppo di lavoratori e l'altro.
Pero' li in Venezuela sanno molto bene i lavoratori che hanno la capacita' di dirigere e migliorare effettivamente l'amministrazione, la produzione  industriale, di dirigere la propria rivoluzione e renderla matura in maniera  solidale. Questo e' il cuore di una rivoluzione.
Vengono le elezioni e tutti i lavoratori desiderano dimostrare che possono dirigere l'industria senza capitalisti. Vengono le elezioni e nessuno vuole la  rivoluzione a meta'.

Il voto parlera' del mondo intero, della risonanza del cuore della Rivoluzione percossa dall'anima del Venezuela, l'anima di tutti i lavoratori, l'anima negli occhi e nelle mani … l'anima nel dito indice che indicherá con il proprio voto  fino a dove devono andare le relazioni economiche e politiche, la storia  contemporanea, la battaglia delle idee, la lotta anti-imperialista e la Rivoluzione Buona. Si devono vincere le elezioni in Venezuela, vincerle per tutti per legittimare, dal detto al fatto, l'avanzata Rivoluzionaria del Socialismo, in Venezuela e nel mondo intero. Saranno piu' di 10 milioni di voti. Senza dubbio.

Queste elezioni saranno un passo in piu' contro il potere economico dell'oligarchia per espropiare la oligarchia e introdurre l'economia socialista  pianificata. Queste elezioni saranno un passo in piu' per risolvere i problemi della popolazione venezuelana. Non saranno miracolose, non risolveranno tutto, sono la ratificazione necessaria e una reiterazione tumultuosa delle speranze che diventano realizzazioni. Armati delle cifre necessarie, i lavoratori cammineranno sino al futuro per dimostrarci che hanno appreso qual'e' la vera situazione.

Il passo seguente e' prevedibile. I lavoratori celebreranno in massa e batteranno il record nella quantita' di voti e nella qualita' delle idee. Sará una  grande vittoria per i lavoratori e sara' il segnale  che molti altri lavoratori, in Venezuela e nel mondo intero, seguiranno come esempio.
Dimostreranno che il controllo operaio puo' svilupparsi solo se si nazionalizzano le fonti di lavoro con un programma chiaro e socialista in pieno secolo XXI, contro tutto cio' che mette in pericolo i loro trionfi.
Le elezioni saranno fondamentali nella lotta contro il capitalismo, sia esso privato o di Stato. Non sono elezioni qualsiasi, queste elezioni hanno la suprema base nella Rivoluzione Bolivariana che sebbene sia indispensabile perferzionarla con  idee scientifiche, pure ha una differenza basilare, nella sua matrice e forza.  Questo la distingue, la rende speciale, che nessuno si sbagli. Le elezioni approfondiranno i cambiamenti non solo nell'avanzata del controllo operaio, ma anche per elevare la discussione politica, filosofica, e ideologica lungo il  cammino fino a dove possiamo, desideriamo o dobbiamo arrivare. Non e' bello tutto questo?

Combattiamo l'indifferenza al voto rivoluzionario in tutte le sue forme; al gioco irresponsabile della distrazione, i discorsi astensionisti eruditi, la speculazione pura; non si ha niente in comune con i piccoli o grandi borghesi e con il loro spirito pacificato con tutte le codardie, tutte le  abdicazioni, tutti i tradimenti possibili … non ci impediranno di ratificare il cammino della rivoluzione.
Queste elezioni proveranno come i rivoluzionari esercitano il loro voto, il loro voto e mobilitazione, qual'e' la loro partecipazione reale e come si ergono a  protagonisti reali. Come, i venezuelani, lottano per un cambiamento contro  tutti i tipi di freni e ostacoli, contro la oligarchia e contro la burocrazia. Queste elezioni saranno anche un passo contro la burocrazia la corruzione e l'arrivismo. Contro tutto quello che dentro e fuori vuole frenare l'avanzata del socialismo e la coscienza dei lavoratori che sono profondamente critici e ogni giorno sempre piu' attivi.

Queste elezioni rafforzeranno la colonna vertebrale della rivoluzione affinche' la classe lavoratrice diriga non solo le imprese ma anche la societa' e tutto lo stato. Rafforzera' la direzione dei lavoratori in una economia socialista  pianificata basata sulla nazionalizzazone della terra, belle banche e delle grandi imprese. A questo serviranno le elezioni per elevare la qualita' del voto e tutto quello che questo richiede come mobilitazione concreta.

Le elezioni nasceranno dalle officine, dalle riunioni, in ogni sezione della fabbrica ... nasceranno da un dibattito nelle case, nelle scuole, negli uffici ...  idee per giungere alla pratica dell'entusiasmo e all'urgenza del futuro. Queste elezioni nasceranno dall'impulso paziente dei movimenti rivoluzionari della classe lavoratrice venezuelana, con il profumo emotivo dell'eroico  carachazo del febbraio del 1989, passando per le vittorie straordinarie del presidente Chávez, le sconfitte causate alla oligarchia nell'aprile del 2002 ed il trionfo esemplare contro lo sciopero padronale controrivoluzionario, questo  voto e' il voto che trionfo' nel referendum e adesso insistera' nel suo  cammino verso il socialismo… 


Queste elezioni sapranno di gloria. Si vedranno i volti dei lavoratori, uomini e donne, giovani e vecchi, orgogliosi della propria rivoluzione e delle proprie  convinzioni in piena azione, con i propri sguardi allegri e decisi che e' l'unica garanzia, il fatto che questa rivoluzione non ha ritorno, niente e' comparabile con questa realta'.


Queste elezioni aiuteranno uomini e donne a pensare e ad agire come individui liberi, non come schiavi.  Lavoratori capaci di lottare e instaurare mezzi antiburocratici, come il diritto di revocare e di limitare i salari di tutti i funzionari, di ispezionare i guasti ecc.,  e' il "socialismo scientifico del secolo XXI”.

La rivoluzione avanza, "il problema della burocrazia, della corruzione, e dell'arrivismo e' al centro dell'equazione. Questi sono gli attrezzi utilizzati  dalla controrivoluzione per fermare il cammino della rivoluzione. La oligarchia e l'imperialismo stanno cercando di trovare punti di appoggio nel movimento bolivariano, lottano per introdurre un cavallo di Troia nelle sue file per poter spegnere le sue difese. La Lotta per il potere in Venezuela si decidera' con la lotta fra tendenze opposte all'interno del movimento bolivariano che, in ultima instanza, riflettono la lotta di opposizione e di interessi delle classi incompatibili tra loro.[1]” La coscienza cresce a passi da gigante. I lavoratori  discutono il socialismo, lottano per il controllo operaio e per la nascita di una cultura nuova con valori nuovi, solidali e socialisti.

Ottengono esiti molto avanzati a partire dalle proprie esperienze e dalle proprie necessita'. Si preparano per prendere il potere, non solo nelle fabbriche ma soprattutto  per prendere in mano la societa'. Queste elezioni sono un passo in piu' con 10 milioni di voti. Non sara' mediante "campagne politiche" di cartone, piene di dichiarazioni stereotipate che sara’ possibile continuare a liberare tutta la forza dei voti con il proprio spirito rivoluzionario e non sara' con le parole che si liberera' l'uomo nuovo socialista e fraterno; al contrario e' solo per la via  dell'affermazione e della ratificazione, 10 milioni di volte contundenti, e piu', che la fedelta' incrollabile al socialismo con tutto il suo potere di emancipazione dello sirito dell'uomo, dovra' darci impulso, con  approssimazioni successive e dialettiche verso la rivoluzione permanente.

Queste elezioni sono una battaglia che ci chiama e che richiede a noi di fare  la nostra parte solidale, necessaria, spalla a spalla con i venezuelani piu' avanzati. Queste elezioni ci attraversano e ci riguardano, nessuno puo' fare il finto tonto, molto del nostro destino dipende dal nostro saper stare uniti ai lavoratori e ai contadini nella loro lotta.
Dal nostro saper stare uniti ai veri rivoluzionari contro i riformisti, i burocrati e la quinta colonna dell'oligarchia. Mettercela tutta dalla nostra parte affinche' il Venezuela sappia quanto solidarizziamo con le sue avanzate e le sue idee  nella via verso il socialismo scientifico come arma che puo' convenire anche  a noi, dentro e fuori, le armi per portare questa lotta ad una conclusione vittoriosa in tutto il mondo. Con critica fraterna attraverso l'esempio del Venezuela.

Si parlera' per sempre dell'allegria franca e nobile del Venezuela di oggi ... della sua condizione essenziale di anima rivoluzionaria che ci ispira e ci incentiva. I voti ora  aspettano pacifici, aspettano ora come notizia  promettente che qualcosa di nostro si sveglia nel nostro orizzonte. Il loro voto sara' il nostro. E sara' i nostri genitori con le loro lotte assaporando questa ora soave uscita dal camino. Il loro voto sara' un nuovo cammino venezuelano che porta il cuore al galoppo. Il loro voto parlera' al cuore dei propositi e dei progetti. Il loro voto cammina con l'alba e con il mare caraibico per sanare il nostro essere orfani con urne piene del popolo ospitale e innamorato.Il loro voto, signori e signore, deve far molto male al nemico. Il loro voto e' curativo.

Il nostro compito e' difendere la Buona Rivoluzione, giorno e notte, aiutarla a fiorire, ad espandersi, e incluso nel compito e' comprendere, sebbene ci metta in gioco, la magnificenza poetica della rivoluzione, l'autorita' delle sue migliori verita', i suoi nuclei razionali ed emotivi ... la vita stessa come poesia, nostro compito e' diffidare  di qualsiasi modo burocratico e settario di pensare, nostro compito e' esaltare la  meraviglia dei voti in una democrazia genuina, dal basso, operaia e contadina, socialista e fantastica che non e' falsa, che sta in marcia, che esige sforzi e che ha futuro …
Nel Venezuela rivoluzionario il voto affascina il mondo, dove la luce e l'ombra, il bene e il  male, l'amore e l'odio. il piacere e il dolore, si identificano con un pensiero socialista che illustra in maniera esplicita le tesi di una rivoluzione che aumenta di intensita nei  fatti affinche’ ogni mattino l'orologio emani raggi di vita. Questi 10 milioni di voti, almeno, attraverseranno tutte le barriere e offriranno equilibrismo di una storia nuova, mai  vista prima, nella nave dei pazzi che sognano una rivoluzione piena. Il Venezuela va all'avanguardia.

Votare ora in Venezuela comporta una attivita' cosciente per trasformare il mondo,  vincolata all'attivita' di costruire il socialismo scientifico del secolo  XXI. Voti che sono bandiere per tutti i problemi umani, sotto ogni forma,  come  le forze di un processo rivoluzionario che richiede tempo, ratificazione, profondita' e espansione. Che tutti i rivoluzionari impregnati di socialismo scientifico sappiano essere la ispirazione della poesia di propaganda, di lirica della lotta, di epoca di trionfi, una poesia totalmente rivoluzionaria capace di darsi forza e fiducia, ragione della propria certezza del futuro. La negazione delle determinazioni storiche che frenano la umanita', difesa della cultura rivoluzionaria, consegna senza riserve affinche' la rivoluzione venezuelana continui a dare i suoi frutti. Il Venezuela va avanti.

La “política” vecchia, quella delle componenti criminali, urla negli scaffali della storia, non per lo spreco di buone maniere ma perche’ c’e’ un popolo che divento’ protagonista della propria vita. Il voto venezuelano non e’ questa “mercanzia” economica che promettono anzianamente i centristi  a una  multitudine di specchi rotti dal cavallo di Troia della demagogia. Di cio’ e’ pieno il mondo intero. Il voto venezuelano prendera’ indistintamente la forma  della rivoluzione e ci fara’ guardare allo specchio del mondo. Il voto del Venezuela e’ quello dell’umanita’ intera e si trova nel fondo di tutti noi. Il voto dei venezuelani apre la porta seguente del nostro petto ansante, il voto dei venezuelani e’ il cuore della speranza nelle dita che marcheranno le elezioni.

Si e’ parlato tanto di Venezuela e se ne e’ detto molto poco. Della sua immensa solidarieta’, del sentirla, del giudicarla, del contare le sue cicatrici del palpare le ingiustizie sulla sua fronte. Si e’ parlato molto di Venezuela,  sono stati tanti i suoi critici … i suoi calunniatori, e dolgono le calunnie il petrolio ruato, le penalizzazioni della classe lavoratrice e l’ingiustizia economica, politica e sociale … ci duole in Venezuela e in tutto il mondo…  pero’ ci rallegra in essa l’umanita’ intera che conta ora nelle elezioni come sua guida.

Il voto e’ un fronte mondiale di centinaia di milioni di uomini in cammino verso il socialismo sul serio. Scientifico poi. Questo voto in Venezuela conta sulle nostre voci che da tutta le parti anelano a dire ad ogni venezuelano quanto importa che trionfi nuovamente la Rivoluzione nelle sue urne, nelle fabbriche recuperate, nelle terre riappropriate, nei suoi dibattiti e nelle sue scuole …  Questo voto e’ una tattca e una strategia dialettica del programma di transizione verso il socialismo. Un coro mondiale dei sogni dei venezuelani e quelli di tutti.

Voti di fronte al pericolo, voti sempre piu’ reali, indizi che ampliano tutte le nostre speculazioni sopra una vita degna. Un voto che la finisce con qualsiasi riflessione peregrina è che inauguri una pura quintessenza rivoluzionaria … latte della lotta. Un voto latteo e non numerabile, una via lattea, una via madre. E’ ora di riunire i dettami della rivoluzione con quelli del voto. Nessuna azione individuale o collettiva, e soprattutto rivoluzionaria, puo’ prescindere da qualsiasi utensile che arricchisca la rivoluzione stessa.

In queste ore sappiamo che il voto si esercitera’ come un lampo; coniughera’ gli aspetti piu’ urgenti della nostra realta’ mondiale e sara’ salire un gradino un salto in avanti, come aprire le tende per far si che entri il sole di un nuovo giorno. La rivoluzione ha bisogno di tempo. Deve uscire per le vie e vivere la trasparenza delle elezioni venezuelane, vivere questa casa di cristallo che sono le sue vie infestate di rivoluzione e di virtu’ socialista, uscire per le vie nitide e contagiose con l’ebrezza del trionfo e del futuro, con il suo esibizionismodi fraternita’. Ballare questo sussulto di calore umano caraibico. Uscire per le strade a odorare i voti, uscire a leggerli negli assunti intimi della esistenza che passa in rivista i suoi compiti di costruzione collettiva.

Voti che vanno gia’ sorvolando il Venezuela come passeggeri che cercano un nido nella primavera della volonta’, nei solstizi del socialismo… nostro e loro. Tutto il tempo. Via le mani dal Venezuela.

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[1] http://venezuela.elmilitante.org/index.asp?id=muestra&id_art=2048

Traduzone dallo spagnolo di Paolo Teobaldelli