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Da: www.rebelion.org
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=42284
 
Eva Golinger riferisce di tre fronti di attacco USA contro il Venezuela
 
RNV
 
2 dicembre 2006
 
Secondo l’autrice di “Codice Chavez”, uno di tali fronti sarebbe quello finanziario, che si traduce nel finanziamento dell’opposizione; il secondo, quello diplomatico. E l’ultimo, l’imposizione di sanzioni per non avere cooperato contro il terrorismo.
 
L’intervento degli Stati Uniti in Venezuela si sta concretizzando con l’apertura di tre fronti di attacco – ha affermato l’avvocato Eva Golinger, autrice del “Codice Chavez”, in un’intervista al periodico australiano Green Left Weekly (GLW). Uno dei fronti di attacco è quello finanziario, su cui gli USA stanno lavorando da cinque anni e che si esprime nel finanziamento dell’opposizione, con risorse che sono state incrementate lo scorso anno, e che in alcuni casi sono state raddoppiate, secondo quanto ha dichiarato al portale http://www.zmag.org.
 
“In effetti, il finanziamento dell’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (USAID, la sigla), attraverso il suo Ufficio di Iniziativa per la Transizione, è attualmente di 7,5 milioni di dollari annuali. Ma, ancora più interessante è il fatto che i fruitori di questi finanziamenti sono aumentati considerevolmente”, ha spiegato Golinger.
 
Nell’intervista, concessa al giornalista Jim McIlroy, Golinger ha ricordato che tre anni fa esistevano circa 63 organizzazioni che ricevevano denaro per operare nei più diversi settori e che oggi, in base ai documenti più recenti, sono salite a 132. “Quando parliamo di potere finanziario, non ci riferiamo esclusivamente al denaro, ma all’infiltrazione nella società venezuelana attraverso l’utilizzo del denaro per influenzare i più diversi settori. Così troviamo gruppi che si dichiarano per i diritti umani, gruppi che dovrebbero lavorare nel sistema educativo, ma che in realtà operano per l’opposizione”.
 
Eva Golinger ha riferito che gli USA finanziano tali organizzazioni nella società civile per ottenerne il controllo in diverse regioni del paese. “C’è una grande concentrazione di programmi a Mérida, per esempio; anche a Tachira e Zulia. Nell’interno del paese, ci sono luoghi come Barquisimeto e gli stati Lara, Monagas e Anzoategui”.
 
Golinger ha spiegato che la seconda maggiore area di intervento degli USA è rappresentata dal fronte diplomatico, mediante l’esercizio del terrorismo diplomatico verso il Venezuela.
 
“Ciò include sanzioni contro il Venezuela per cose inventate. In questo momento, ci sono tre tipi di possibili sanzioni. Gli USA sostengono che il Venezuela non sta collaborando nel contrasto al traffico di droga, di cui non esiste certezza. Il governo nordamericano ha pubblicato un nuovo rapporto in cui si afferma che si stava sanzionando nuovamente il Venezuela per la mancanza di cooperazione nella guerra contro le droghe”.
 
L’altra area di confronto, secondo la legale, si esprime nella nuova classificazione, creata nel maggio di quest’anno – in cui il Venezuela è l’unico paese della lista – che impone sanzioni per la non cooperazione nella “lotta contro il terrorismo”. “Sebbene gli USA non abbiano classificato il Venezuela come nazione terrorista, il paese sudamericano riceve le medesime sanzioni dei paesi che gli USA considerano terroristi”, ha commentato Eva Golinger nella sua intervista.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare