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da: Tribuna Popular
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I comunisti del Venezuela respingono la presa di posizione della Conferenza Episcopale
09/07/2007
Caracas. Il Partito Comunista del Venezuela ha respinto le accuse avanzate dalla Conferenza Episcopale Venezuelana (CEV) attraverso un comunicato, - ha informato il membro dell’ufficio politico, Perfecto Abreu Nieves.
Egli ha dichiarato che il documento diffuso dopo la LXXXVIII Assemblea Ordinaria Plenaria degli Arcivescovi e dei Vescovi è una prova del fatto che “i vertici ecclesiastici si sono schierati a fianco degli interessi del grande capitale e dell’imperialismo”.
Abreu Nieves ha energicamente respinto le accuse dell’alta gerarchia cattolica contro il governo nazionale in merito ad un presunto “attentato contro la libertà d’espressione”, a causa del mancato rinnovo della concessione che per 53 anni ha ottenuto 1Broadcasting Caracas (1BC).
“L’alta dirigenza ecclesiastica è coerente con l’amicizia e le relazioni da sempre mantenute con l’oligarchia capitalista nazionale e con gli agenti dell’imperialismo nordamericano”.
Per questa ragione, il dirigente del PCV ha affermato che la Conferenza Episcopale sta solo rispondendo alla sua “forma naturale”, quando respinge le idee “progressiste” e socialiste del presidente Hugo Chavez Frias.
Egli ha aggiunto che la presenza di vescovi e arcivescovi a feste come quella che si è svolta in onore dell’ex ambasciatore statunitense William Brownfield prima della sua partenza dal Venezuela, dimostra “che il vertice della Chiesa Cattolica si schiera a fianco degli interessi imperialisti”; per questo, Abreu Nieves ha dichiarato di non stupirsi del commiato amichevole reso all’ex ambasciatore nordamericano, che “ha cospirato contro il governo e il popolo venezuelano”.
Sebbene l’Esortazione Pastorale dell’Assemblea degli Arcivescovi e dei Vescovi sostenga che “la Chiesa non si identifica con politici e neppure con interessi di partito”, la sua traduzione in pratica significa schierarsi contro il governo e appoggiare l’oligarchia nazionale.
Il documento pastorale afferma che la riforma “è diretta all’instaurazione di un sistema socialista fondato sulla teoria e sulla pratica del marxismo-leninismo”, senza però aggiungere che qualsiasi modifica alla costituzione sarà sottoposta a referendum elettorale e che la decisione finale spetterà al popolo.
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare