www.resistenze.org - popoli resistenti - venezuela - 14-02-08 - n. 215

da Prensa Latina - www.prensalatina.com.mx/article.asp?ID={D9C8A3A5-6444-4BAE-8018-79A8B04267F8}&language=ES
 
Unità, l’arma elettorale di Chavez in Venezuela
 
Prensa Latina
11/02/08
 
In quello che Hugo Chavez definisce “l’anno chiave per la Rivoluzione Bolivariana”, l’unità della sinistra si profila come la soluzione da cui dipenderanno i risultati delle elezioni regionali.
 
L’opinione del presidente venezuelano è che il Venezuela oggi affronta un vero e proprio arrembaggio da parte dell’opposizione interna e del governo statunitense, entrambi impegnati a generare difficoltà e insicurezza per minare il consenso popolare al suo governo.
 
All’interno di questo piano di destabilizzazione, Chavez riconosce anche le pretese dei suoi nemici di approfondire le divisioni tra le fila della sinistra, a partire dalla scelta dei candidati per le nuove consultazioni elettorali locali.
 
In novembre ci saranno le elezioni di governatori, sindaci ed altre autorità regionali; il Capo di Stato ha chiesto di eleggere i candidati scelti dalla base per garantire l’appoggio popolare.
 
L’opposizione, galvanizzata dalla vittoria nel referendum svoltosi lo scorso dicembre con cui è riuscita a far rifiutare un’importante riforma costituzionale, ora si mobilita alla ricerca di candidature unite, un percorso in salita ma non impossibile.
 
Ma il pericolo maggiore è il gioco sporco che conducono alcuni settori, quelli che avendo visto frustrate le loro pretese adesso cercano di condurre le forze armate in un’avventura golpista.
 
Dice Chavez: l’opposizione cerca di “pescare nel torbido (..) cercano un evento straordinario ed improvviso che ci indebolisca, in modo che possano venire qui a far cadere il governo”.
 
In questo contesto si spiegano l’infiltrazione dei paramilitari, la penuria di alimentari, l’incitazione alla violenza dei manifestanti fino all’utilizzo di droga e alcolici per provocare situazioni complesse.
 
Ecco perché in alcuni media vengono esagerati ad arte i problemi come la delinquenza, la penuria di merci e l’inflazione.
 
A fronte di questa situazione diviene allora importante colmare le falle governative a tutti i livelli, nazionale, statale e regionale, oltre ad impedire lotte interne e ambizioni personali.
 
Il pericolo previsto dalle autorità, è che in caso di trionfo dell’opposizione alle prossime consultazioni elettorali, il paese potrebbe essere spinto in una guerra, giacché i nemici del governo si sentirebbero giustificati a cercare di prendere il potere prima del termine del mandato presidenziale nel 2013.
 
Attualmente i sostenitori di Chavez controllano 22 dei 24 stati del paese sudamericano, ma l’opposizione aspira a trionfare almeno in altri quattro stati, che si aggiungerebbero così a quelli di Zulia e Nueva Sparta, oggi guidati da governatori dell’opposizione.
 
Secondo lo studio del partito “Un Nuevo Tiempo” (UNT) del governatore dello Zulia, Manuel Rosales, ci sono le condizioni per la vittoria dell’opposizione in 15 stati, in particolare negli stati di Tachira, Mérida, Anzoátegui e Falcón, più di 165 dei 337 municipi.
 
Anche se le previsioni dell’UNT sembrano esagerate ed ispirate ad una proiezione di proselitismo più che ad un’analisi reale, è certo che Chavez affronta un serio contrattacco del nemico con una tattica mista di procedimenti legali e destabilizzanti.
 
La sinistra si prepara lavorando nella formazione del partito Socialista Unito, che raggruppa più di 20 organizzazioni, e nel Polo Patriottico, insieme ad alleati come il Partito Comunista e “Patria para Todos”.
 
Il capo di Stato, da parte sua, scommette su di una maggiore efficienza dell’apparato amministrativo, che è già cominciata con la modifica dell’ufficio di gabinetto e altre azioni per assicurare l’unità della sinistra, aspetto chiave nelle elezioni di novembre.
 
PL-92
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org di FR