www.resistenze.org - popoli resistenti - venezuela - 28-10-08 - n. 247

da Rebelion - www.rebelion.org/noticia.php?id=74905&titular=«venezuela-ha-rescatado-el-concepto-de-socialismo»-
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org di FR
 
“Il Venezuela ha riscattato il concetto di Socialismo”
   

Intervista a Luismi Uharte, autore di “Rivoluzione al Sud”

  
di Martxelo Díaz
 
25/10/08
 
Insegnate presso l’Università Centrale del Venezuela e membro di Askapena, Luismi Uharte ha appena pubblicato “Rivoluzione al Sud. Uno sguardo al Venezuela Bolivariano”, un libro che vuole diffondere “la realtà di un popolo che sta cercando di costruire un paese nella libertà e nella democrazia”.
 
Uharte, che ha vissuto da vicino gli ultimi quattro anni del processo bolivariano in Venezuela, indica i momenti salienti della storia recente dell’America Latina.
 
Che cosa comporta per l'America Latina il Venezuela di oggi?
 
In America Latina ci sono quattro punti cardinali che segnano gli ultimi 50-60 anni. Il primo è stato la Rivoluzione Cubana del 1959, il secondo il Cile di Allende, il terzo il Nicaragua Sandinista e il quarto è il 1998, quando inizia la fase della Rivoluzione Bolivariana. Quest’ultimo può essere il momento storico più importante degli ultimi 200 anni. Dopo la prima indipendenza, siamo ora di fronte alla vigilia di una seconda indipendenza. Il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, dice che “non siamo in un’epoca di cambiamenti, piuttosto, siamo in una fase di cambiamento di epoca”.
 
Sono passati 18 anni dalla caduta del muro di Berlino, i guru del capitalismo neoliberale e i fukuyama di turno annunciarono la vittoria del capitalismo e la fine della storia, ora possiamo vedere che si erano sbagliati. All’inizio del XXI secolo, in un contesto diverso, il Venezuela è il motore del cambiamento.
 
Il libro è un contributo per mostrare un processo di cambiamento, convulso e complesso, segnato pure da errori, oltre che da successi. Spero anche che sia un vaccino contro l’eurocentrismo, la malattia destroide che qualificano come populismo qualunque fenomeno a favore dei popoli, e contro le sinistre dogmatiche, quelle che etichettano come “riformismo” tutto ciò che non corrisponde al manuale.
 
Una delle accuse più ricorrenti al fenomeno bolivariano è il caudillismo di Hugo Chavez
 
Come ogni processo è complesso e contraddittorio. Inoltre, è un elemento specifico della tradizione politica venezuelana. Eppure è evidente che non possiamo ridurre il processo venezuelano o la sua tradizione politica a concetti come caudillismo o populismo. Se si usano questi concetti è solo per cercare di squalificare tale processo, quindi con un’analisi scorretta, aberrante. Come fanno i neoliberali che definiscono “populismo” tutto ciò che non piace a loro, e finiscono col far perdere il valore analitico del concetto stesso.
 
Simón Bolívar può essere considerato un caudillo, ma è stato lui che ha liberato il Venezuela e gran parte dell’America Latina, e che già 200 anni fa aveva visto chiaramente la necessità dell’integrazione regionale dei paesi latinoamericani per costruire società libere e giuste. E’ stato un caudillo che 200 anni fa, quando gli USA non erano ancora ciò che sono oggi, aveva una posizione chiaramente antimperialista.
 
Il fenomeno del caudillismo è presente nel Venezuela attuale, ma la fase di cambiamenti in atto è un insieme di elementi molto complessi, che non possono essere sussunti nel populismo, tanto meno nel caudillismo. Siamo parlando di nazionalismo, di alternative popolari, di socialismo che travalica il socialismo del XX secolo, una democrazia partecipativa che non si vede in molti paesi del mondo. Stanno nascendo consigli comunali che somigliano ai soviet precedenti l’apparato burocratico sovietico, vere espressioni di potere popolare.
 
Nel popolo venezuelano i livelli di organizzazione sono molto bassi, a differenza della Bolivia, dove sono molto più alti. Quella era una società frammentata e totalmente individualista, senza organizzazioni popolari. In questi dieci anni c’è stata una vera esplosione di potere popolare.
 
In una fase di crisi ideologica del neoliberalismo, il processo bolivariano può essere un’alternativa per i popoli europei o è un fenomeno specifico dell’America Latina?
 
Il fenomeno bolivariano è fondamentale, perché va al di là del Venezuela e del continente americano. Dopo gli errori commessi sotto le bandiere del socialismo nel XX secolo, sembrava impossibile riscattare la lotta per il socialismo. Uno dei grandi significati della realtà venezuelana è proprio l’essere riusciti a riscattare il concetto di socialismo. In Venezuela e in America Latina, ormai si parla di socialismo del XXI secolo con sempre maggiore naturalezza.
 
Come diceva anni fa Fidel Castro, la chiave è nella battaglia delle idee. Lottare contro il capitalismo non è solo una battaglia politica ed economica, ma ideologica. Bisogna decolonizzare le menti di tutti perché sia sempre più chiaro che il sistema in cui viviamo è irrazionale ed assurdo. Ma la proposta che bisogna fare deve essere diversa da quella del secolo XX.
 
Qui sta la validità universale del processo venezuelano in piena crisi di un sistema capitalista, che socializza le perdite privatizzando i profitti nei momenti buoni. Così non si può continuare.