www.resistenze.org
- popoli resistenti - venezuela - 14-04-10 - n. 314
da: Ufficio Stampa del Presidente / VTV / TeleSUR / Aporrea.org - http://www.aporrea.org/actualidad/n155138.html
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Il presidente Chávez commemora insieme al popolo e ai/alle militanti il 13 Aprile (video)
Il giuramento insieme a 35.800 militanti
Presidential Press
13/04/10
Avenida Bolivar, Caracas. Il presidente Hugo Chavez parteciperà alla commemorazione del 13 aprile che si svolge sulla Avenida Bolivar nella capitale, chiamato il giorno della Milizia Bolivariana del Popolo in armi e della Rivoluzione di Aprile.
Si prevede che raduno di massa che vedrà giurare il presidente bolivariano dinanzi alla Milizia Nazionale, vedrà la partecipazione di 35.800 militanti che costituiscono il corpo dei combattenti rivoluzionari che si adopererà per sostenere la partecipazione popolare.
Otto anni fa, in un giorno come questo, veniva abbattuta la dittatura dei media in Venezuela mentre il popolo rivoluzionario chiedeva di ripristinare l'ordine costituzionale e il ritorno al potere del presidente Chavez, eventi che hanno aperto una nuova pagina nella storia del nostro paese.
La manifestazione renderà omaggio alle vittime del colpo di stato contro il presidente Chavez attuato l’11 aprile 2002.
Il popolo venezuelano celebrerà questo giorno storico in diverse zone della capitale, ed in Plaza Venezuela si terrà il grande concerto internazionale dal canto di protesta, a cui parteciperanno cinque interpreti.
Il leader della rivoluzione sarà accompagnato dallo Stato maggiore della Milizia Nazionale Bolivariana, lo Stato maggiore della Forze Armate Nazionali Bolivariane, il Gabinetto esecutivo e la Direzione Generale del Partito Socialista Unito del Venezuela
da www.giannimina-latinoamerica.it
A otto anni dal golpe militare in Venezuela
12/04/2010
L’11 aprile 2002, la confindustria locale, i vertici della chiesa cattolica, le televisioni, l’esercito venezuelano con l’appoggio materiale e l’indirizzo politico del governo degli Stati Uniti di George Bush, della Spagna di José María Aznar e del Fondo Monetario Internazionale realizzavano un sanguinoso colpo di stato a Caracas ponendo a capo della dittatura il capo della Confindustria Pedro Carmona Estanga e mettendo, secondo loro, fine all’esperienza bolivariana. Il golpe doveva restaurare il dominio del fondomonetarismo in America latina e mantenere col sangue il cosiddetto “Consenso di Washington” neoliberale.
Non avevano fatto i conti con il popolo venezuelano. Questo si mobilitò a milioni, passandosi la parola di bocca in bocca e di casa in casa, scese in piazza, affrontò le pallottole dei sicari e degli squadroni della morte, pagando spesso con il sangue il proprio diritto a vivere in pace finché il 13 aprile riportò a Miraflores il presidente legittimo Hugo Chávez Frías.
Chávez è inizialmente sconfitto dal golpe. Il palazzo di Miraflores, sede del governo a Caracas, viene preso, iniziano i rastrellamenti e le violazioni di diritti umani. Ma è il terrore della restaurazione del neoliberismo più crudele che 13 anni prima aveva portato al Caracazo, le stragi ordinate dal presidente Carlos Andrés Pérez (del quale fu complice come Ministro del Fomento l’oggi grande editorialista del Sole24Ore e dell’Espresso Moisés Naím) a mobilitare le masse.
I bolivariani, oltre il golpe, vedono il vuoto assoluto. Niente più scuole né ospedali. I quasi trent'anni che separano l’11 aprile venezuelano dall’11 settembre cileno hanno distrutto la fiducia di classe nelle strutture organizzate, di derivazione europea, liquefatte dal neoliberismo. In Venezuela il ruolo di partiti e sindacati è marginale; sono i movimenti sociali e le unità di base a contare, riprendersi dallo sbandamento, autoconvocarsi e sconfiggere il golpismo. È la reazione popolare ad animare parte dell’esercito a difendere la Costituzione bolivariana.
Tutto quello che viene dopo, compreso Hugo Chávez, che è figlio della ribellione e non uomo della provvidenza, è possibile perché quel golpe fu sconfitto dal basso. Il popolo venezuelano può offrire, alla prova del golpe, il meglio di sé sulla base di una partecipazione popolare che è altra rispetto al Novecento europeo dei partiti. Il governo e la stessa Costituzione fungono da strumenti delle organizzazioni sociali. La bassa società civile, (1) si autoconvoca per difendere entrambi e, senza la mediazione di quadri tanto indecisi come quelli allendisti del 1973, cambia la storia.
Quel golpe, ma soprattutto la sconfitta dello stesso, fu fondamentale perché il già florido movimento popolare latinoamericano del XXI secolo acquisisse la coscienza di poter prendere nelle mani il proprio destino. Da allora verranno molte vittorie, servizi pubblici essenziali privatizzati durante la notte neoliberale sono tornati pubblici e l’abominio dell’ALCA, il mercato comune delle Americhe che doveva consegnare centinaia di milioni di lavoratori a una condizione semischiava per alimentare la competizione portata dagli Stati Uniti alla Cina, è stato sconfitto e l’America latina cammina sicura verso un cammino d’integrazione e di riduzione in pace e democrazia delle terribili disuguaglianze moltiplicate dal neoliberismo. Per tutto ciò oggi i media mainstream tergiversano l’importanza dei fatti di Caracas dell’aprile 2002 fino addirittura a negarne l’esistenza. Noi invece pensiamo sia indispensabile ricordarlo.
(1) L’opposizione a Chávez si autodefinisce, senza un filo d’ironia, “alta società civile”. Nelle televisioni commerciali compromesse con il golpismo, i democratici sono sprezzantemente definiti “lumpen” o direttamente “negros”. L’elemento razzista creolo è parte integrante di un classismo arcaico che ritroviamo sia in Cile che in Argentina, dove i peronisti di origine non europea sono chiamati cabecitas negras, testoline negre.
|
|
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
|