www.resistenze.org
- popoli resistenti - venezuela - 17-10-12 - n. 425
da El Pravda - http://elpravda.blogspot.it/2012/10/venezuela-tras-las-elecciones-la.html
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Venezuela: dopo le elezioni, la transizione al socialismo?
Dopo una dura campagna elettorale e delle elezioni alle quali ha partecipato una percentuale senza precedenti della popolazione, Hugo Chavez è stato rieletto a valanga come Presidente del Venezuela. Dopo 14 anni di rivoluzione bolivariana e davanti ad un nuovo mandato di 6 anni, il campo progressista considera che sia giunto il momento di fare un bilancio e di mettere in atto la transizione al socialismo.
di André Crespin
16/10/2012
"Il prossimo governo sarà migliore rispetto al precedente", diceva Hugo Chavez in uno dei suoi ultimi comizi. Consapevole delle debolezze della sua amministrazione, si è impegnata ad affrontarle per approfondire e consolidare ulteriormente la rivoluzione bolivariana nel seno delle masse popolari. Perché si è installato progressivamente un certo lassismo in una parte del popolo su alcune problematiche vissute nel quotidiano: una violenza quasi endemica nelle città. Il Venezuela ha uno dei più alti tassi di omicidi dell'America Latina (50 per 100.000 abitanti per anno).
Una corruzione troppo diffusa, che cancrenizza certe sfere del potere, dove può svilupparsi un insano clientelismo. E, soprattutto, l'eccessiva dipendenza dalle rendite petrolifere, che rappresentano 100 miliardi di dollari l'anno e il 90% della valuta estera del paese.
Eloquenti indicatori di sviluppo
Naturalmente, questa fonte di denaro viene utilizzata coscienziosamente. Anche i giornali "tradizionali" l'hanno riconosciuto nei propri articoli pubblicati prima delle elezioni. Le cifre sono eloquenti e sono inoltre spesso confermate da parte degli uffici delle Nazioni Unite e dalle sue fonti accademiche. Menzioniamo, tra gli altri esempi, che tra il 1999 e il 2011 l'analfabetismo è stato dimezzato, la mortalità infantile è passata dal 19 al 14%, l'aspettativa di vita è aumentata di due anni e l'83% dei giovani adesso accede all'insegnamento superiore [1]. La riduzione della povertà, come si può immaginare, è stata molto importante: oltre la metà dei venezuelani vivevano sotto la soglia di povertà nel 1999, oggi sono meno di un quarto!
Il Partito Comunista del Venezuela, baluardo indefettibile della rivoluzione bolivariana, ci offre la sua analisi dell'attuale governo venezuelano: "Abbiamo bisogno di fare una valutazione approfondita per determinare quali sono i nostri punti di forza, per potenziarli e approfondirli; ma anche di identificare gli errori. Quest'ultimi dovrebbero essere corretti con la partecipazione attiva dei lavoratori che chiedono che vi sia una coerenza con le proposte sulla costruzione di una società socialista, comprese quelle che riguardano il controllo operaio dei centri di produzione".
Il 65% dell'economia in mano al settore privato
Fin dall'inizio, il PCV ha sostenuto la rivoluzione bolivariana e il suo governo facendo parte del fronte elettorale guidato dal PSUV (Partito Socialista Unificato del Venezuela, il partito di Chavez). In un periodo di 12 anni, è passato da poche decine di migliaia di voti a mezzo milione di voti nelle ultime elezioni. La particolarità del sistema elettorale venezuelano richiede all'elettore che specifichi il partito per il quale vota all'interno di un fronte elettorale. E' attraverso ciò che sappiamo che un elettore di Chávez su 17 ha votato per il PCV. Questa votazione ci ricorda che il Venezuela, anche sotto la guida del rivoluzionario Chavez rimane un paese capitalista nel quale le principali leve dell'economia sono in mano al settore privato. Il 65% dell'economia resta in mano ai privati. Si tratta di più che in Svezia o in Francia. La destra anti-Chavez si poggia in gran parte su questa potente borghesia locale per svolgere la sua campagna di destabilizzazione del regime.
Per rafforzare il processo bolivariano, il PCV considera necessario stabilire una direzione collettiva e rivoluzionaria per andare al di là della leadership personale di Hugo Chavez, e garantirne il suo futuro. Per riaffermare il carattere socialista della rivoluzione venezuelana, c'è bisogno di nazionalizzare i grandi mezzi di produzione e di affidare la loro gestione ai lavoratori stessi. Inoltre, c'è bisogno di sviluppare drasticamente le forze produttive, soprattutto nei settori strategici dell'industria agro-alimentare e petrolchimica. Anche se si sono possono nazionalizzare e ridistribuire più di 3 milioni di ettari di terreni agricoli ai contadini, il Venezuela di Chavez è ancora un paese con un forte deficit in termini di produzione alimentare. Più di due terzi dei prodotti consumati in Venezuela sono importati. Finché sarà così, la rivoluzione bolivariana resterà vulnerabile.
Un esempio che produce ispirazione
Il Venezuela in questi giorni è stata in prima pagina in tutto il mondo. La sua originalità è intrigante. Il suo sistema politico a favore dei lavoratori ispira tutti i progressisti del mondo. Il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha dichiarato che "la vittoria di Chavez è anche la vittoria di tutti i popoli dell'America Latina". L'alternativa che ha saputo mettere in marcia con il sostegno dei lavoratori è stata di fatto un esempio per tutte i popoli che si rifiutano di accettare i diktat del mondo padronale eimperialista. Speriamo che il Venezuela continuerà sullo stesso cammino.
Note:
1) Dati estratti da www.levif.be, 7 Ottobre 2012
Tradotto in spagnolo da Alexandre Garcia
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