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Intervento completo di Oscar Figuera alla Conferenza Stampa del 14 aprile 2014

Analisi della situazione politica e del tavolo di dialogo per la pace

Tribuna Popular | prensapcv.wordpress.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

15/04/2014

L'Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista del Venezuela (PCV), ha valutato il processo di dialogo per la pace che porta avanti il Governo nazionale e ha espresso la sua posizione che non ha potuto pronunciare il 10 e 11 aprile, per essergli stato negato il diritto di parola al tavolo di dialogo con l'opposizione.

Nel seguito trascriviamo per intero l'intervento del deputato all'Assemblea Nazionale, Oscar Figuera, Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista del Venezuela:

[Video]

Date di commemorazioni e celebrazioni

Oggi, 14 aprile, possiamo rendere pubblico cosa dice l'Ufficio Politico del Partito Comunista del Venezuela. In questi giorni di aprile di commemorazioni e celebrazioni, noi ricordiamo un atto di violenza brutale come è stato quello dell'11 aprile, il golpe fascista di aprile, il golpe imperialista di aprile. Lo ricordiamo per condannarlo e rivendicare di fronte al popolo l'importanza di stare sempre in allerta per vanificare i tentativi dell'imperialismo e dell'oligarchia, che finché esiste l'imperialismo e esiste il capitalismo, i processi di esperienza di liberazione nazionale saranno minacciati.

E abbiamo anche celebrato il 13 aprile, che rappresenta la giornata della restituzione della presidenza della Repubblica, per l'azione civica, popolare e militare al presidente Hugo Rafael Chávez Frias, comandante e leader del processo popolare, bolivariano, venezuelano.

E oggi ricorre anche il primo anniversario della vittoria del compatriota Nicolás Maduro; la vittoria del popolo venezuelano che ha portato Nicolas Maduro alla presidenza della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Questi sono fatti molto importanti che dimostrano l'esistenza di una democrazia partecipativa, protagonista di un mandato revocabile, che si rafforza, si consolida e si sviluppa con la partecipazione attiva del popolo venezuelano.

La destra agisce con un immenso cinismo

In questo contesto, rileviamo oggi tutto lo sforzo della destra fascista, dell'oligarchia e dell'imperialismo e, in generale, delle forze reazionarie, che cercano di invertire il processo popolare, democratico, bolivariano in corso in Venezuela, che hanno propiziato tutta questa circostanza delle cosiddette conferenze di pace e dei tavoli di dialogo. In quei tavoli troviamo, a nostro giudizio, un immenso cinismo dell'oligarchia e dei suoi strumenti politici. Un cinismo incommensurabile.

Perché, costoro sono gli stessi che nei 40 anni della dittatura dell'oligarchia, del capitale al servizio dell'imperialismo, si presentarono come una forma di "democrazia rappresentativa" dei tempi del Patto del Punto Fijo e da quel momento, hanno liquidato, assassinato, emarginato, sequestrato e lasciato morire i combattenti rivoluzionari, passando dai recenti fatti di 12 anni fa, nel 2002, alla situazione di oggi. Coloro che agiscono come portavoce dei partiti al servizio dell'oligarchia e dell'imperialismo, sembra che non abbiano fatto male a una mosca in Venezuela. Sembra che essi siano stati l'espressione più alta e avanzata dell'esercizio della democrazia in Venezuela.

E' importante, perché a volte la memoria si perde, ricordarci dei tempi del loro esercizio di governo e rammentiamo in primo luogo come Azione Democratica fu un fattore del Colpo di Stato contro Medina, ma Ramos Allup dice di non saperne nulla di colpi di stato, Ramos Allup ha perso la memoria. Egli non sa nemmeno che la liquidazione della dittatura di Pérez Jiménez, fu il prodotto di un'alleanza civico-militare. Da cui, ovviamente, le correnti di sinistra di AD che lottavano nel paese, coincidendo con la proposta del Partito Comunista di creare una Giunta Patriottica, sono state incorporate in essa; mentre i betancouristi all'estero erano in disaccordo. Beh, immagino che Ramos Allup rivendichi i settori betancouristi e quindi, non si senta parte di queste gesta e di questo storico impegno che rappresentò la Giunta Patriottica, formata in Venezuela, alla fine degli anni '50.

Il popolo deve aver sempre presente la memoria storica

Questa è la prima cosa alla quale vogliamo fare riferimento. Nel contesto di questi dialoghi, questi tavoli di pace, esortiamo il popolo venezuelano ad ascoltare retroattivamente la memoria collettiva, la storia del nostro popolo, per aver chiaro che coloro che oggi si rappresentano come pecore e agnelli miti, senza che nessuno si senta squalificato indebitamente, sono stati i lupi e lupe, predatori e predatrici del popolo venezuelano e delle risorse della nazione venezuelana.

Questo è il primo elemento che volevamo sottoporre, utilizzando il quadro di queste commemorazioni e celebrazioni. E approfittando, anche, del recente tavolo di dialogo che ha promosso il governo guidato dal compatriota Nicolás Maduro con i partiti dell'opposizione, della destra, raggruppati nella MUD e nella quale partecipano anche, alcuni partiti del processo.

La pace si conquista sconfiggendo i fascisti

Come Partito Comunista del Venezuela consideriamo inoltre importante valutare ciò che sta accadendo in questi passaggi di dialogo e nella costruzione della pace. Come si stanno svolgendo, quali difficoltà si presentano e che omissioni si stanno verificando che possono nuocere, anche, a questo sforzo.

Perché si, noi del Partito Comunista siamo per la pace. Il popolo venezuelano, siamo convinti, è per la pace. Chi non vuole la pace... Qualcuno non vuole la pace? Perché la pace è una condizione che tutti noi desideriamo, ma non deve essere né la pace dei sepolcri, come ha fatto l'oligarchia al tempo della sua dominazione, né la pace delle segrete, né delle sparizioni che anch'essi commisero. Né deve essere la pace con impunità. Dal Partito Comunista diciamo: la pace si conquista. Sconfiggendo i Fascisti! Non facendo concessioni al fascismo.

Dal punto di vista del Partito Comunista, la pace si conquista approfondendo il processo politico-sociale venezuelano! E l'approfondimento di questo processo passa, secondo la nostra valutazione, con l'insieme dei settori politici e sociali che si identificano con il processo bolivariano, partecipando alla discussione, nella valutazione, nella progettazione politica. E questo non sta accadendo, non sta succedendo.

Il dialogo deve avvenire con gli elementi che appoggiano il processo bolivariano

Abbiamo scoperto dai media, assieme a tutto il popolo venezuelano, che è in corso un processo complesso, lungo, di incontri e scambi tra il governo e l'opposizione per far funzionare il tavolo di dialogo. Ma mentre si svolge questo processo con l'opposizione, sono escluse le forze impegnate nel progetto nazionale che si incarna nella proposta bolivariana. Ciò non fa bene al processo! In quanto non ci permette di presentarci in maniera coerente e coesa contro i nemici storici del popolo venezuelano.

Ma non solo. Non solo non ci permette di presentarci coesi con una proposta coerente. Ma inoltre colpisce le stesse forze del processo. Colpisce il Grande Polo Patriottico. Perché questo Grande Polo Patriottico affinché esista, una delle sue caratteristiche deve essere la conoscenza di questi processi, le valutazioni, le sfide, che si partecipi alla sua progettazione (…) e alla critica dove deve esser criticato; lo si discuta dove bisogna discuterlo. E lo si supporti dove è necessario supportarlo. Questo non sta accadendo! E questo lo si deve dire davanti al popolo venezuelano perché arrivi ai quadri del processo che prendono le decisioni e devono adottare iniziative per contribuire a superare queste circostanze.

E lo diciamo oggi, 14 aprile, in questo contesto di commemorazioni, celebrazioni e di resistenze. Poiché queste date, sono momenti che dovrebbero permettere di fermarci a valutare ciò che sta accadendo. Lo stesso per il 1° Maggio. Il 1° Maggio è una giornata di lotta, ma anche di valutazione. Cosa abbiamo fatto per tutto l'anno in difesa delle conquiste dei lavoratori e delle lavoratrici, cosa abbiamo conquistato, cosa abbiamo perso? Così questa volta, questo giorno non deve servire solo per celebrare, ma anche per valutare. E per valutare, in modo critico e autocritico. Per valutare fraternamente, con trasparenza. Per valutare i punti di forza, le debolezze e poter, quindi, continuare a progredire.

Rifiutiamo fermamente e duramente l'esclusione di cui siamo stati oggetto

E' da questa prospettiva e da questa necessità per il movimento popolare e per il processo quindi, che il Partito Comunista del Venezuela discute duramente; rifiuta fermamente l'esclusione della quale siamo stati oggetto, lo scorso giovedì e venerdì, il rifiuto del diritto di parola nella riunione promossa dal Presidente della Repubblica, Nicolas Maduro, con la presenza dei partiti del MUD e con una presenza limitata, di solo 4 partiti, del Grande Polo Patriottico, in un'arena in cui dovevano essere presenti tutte le organizzazioni del Grande Polo Patriottico. Solo in questo caso erano i partiti, tutti i partiti, del Consiglio dei Partiti Politici del Grande Polo Patriottico.

Non solo non si è fatto questo, ma delle 4 organizzazioni presenti (PSUV, Podemos, MRT e PCV) soltanto una, il Partito Comunista del Venezuela, è stata esclusa dal diritto di parola. Esclusi dal diritto di parola, in modo arbitrario e autocratico! Con una manovra discorsiva che "ci sono alcuni qui presenti che ritirano il diritto di parola".

Penso che tutti in Venezuela sanno che il Partito Comunista non perde l'opportunità di parlare 10 minuti alla TV nazionale. E che non rinuncerà al suo diritto di parlare in nessun luogo. Il Partito Comunista non rifiuta il suo diritto di parola (…) parlerà il tempo dato e in ogni spazio. Al tavolo non rinuncerà, lì men che meno! Si tratta di un fatto storico sul quale il Partito Comunista ha avuto e ha da dire... Parte delle cose che vuole dire, sono alcune di quelle che abbiamo annunciato.

La destra criminale e traditrice della patria

Denunciamo il cinismo dell'oligarchia; il cinismo dei suoi partiti politici; il cinismo dell'imperialismo che va a sollevare questioni di fronte al paese e al tavolo di dialogo, come se non fossero responsabili di vari decenni di crimini, di abusi, di corruzione, di malversazione. E alla fine denunciamo la consegna del paese agli interessi delle multinazionali, agli interessi dell'imperialismo, il tradimento della patria, la violazione degli obiettivi della vittoria del 23 Gennaio 1958, tra i quali vi era la liberazione nazionale della nostra patria e lo sviluppo sovrano del nostro paese. Hanno tradito consegnando, con il patto di New York e con il Patto di Punto Fijo, il processo del Venezuela e le sue istituzioni all'imperialismo.

A quella giornata a cui stiamo facendo riferimento, sottolineiamo anche con molta forza, la condotta da "senza patria" dei portavoce di questi partiti.

In questa giornata vogliamo smascherare l'esercizio della dittatura, esercitata dall'oligarchia, dalla borghesia e dall'imperialismo, con l'abito democratico, elettorale, in una parte importante del secolo scorso. Dove è importante ricorrere alla memoria storica per sottolineare alcuni dati relativi ai diritti umani che sono molto difficili da dimenticare. Come assassinarono Lovera, con un piccone conficcato in mezzo al petto lo lanciarono nelle spiagge di Anzoategui per farlo scomparire e come diceva Alì Primera "come il mare lo restituì", per mostrare l'atrocità del regime del Punto Fijo.

Come scomparve e di cui ancora non conosciamo le sorti del compagno Donato Carmona, scomparso negli anni '60. Il destino del compagno Cesar Bujiño, anch'esso scomparso e ancora non sappiamo dove sia. Come lasciarono morire di patimento, proprio qui nel castello del Cuartel San Carlos un compatriota proveniente dalle Forze Armate venezuelane, della Marina, il capitano Manuel Ponte Rodríguez, all'epoca, Comandante in Capo delle Forze Armate di Liberazione Nazionale, lo lasciarono morire senza prestargli cure mediche. Costoro che parlano di "democrazia e diritti umani", questo è il loro curriculum, di omicidi e assassini al servizio dell'oligarchia. Dovrebbero essere in carcere, a scontare la loro condotta contro il nostro popolo.

Dialogo non è impunità. Rifiutiamo l'amnistia

Ed è per questo che, come Partito Comunista, diciamo e lo abbiamo voluto dire apertamente; noi diciamo le cose come devono essere dette. Che il dialogo non è impunità! E respingiamo definitivamente e rifiutiamo questa proposta chiamata Legge di Amnistia. Coloro che hanno commesso delitti in questo paese devono pagare! La giustizia deve agire con piena forza stabilita dalla legge. Perché come diceva il nostro Libertador: "Per un nuovo tradimento perdonato, vi sarà un altro tradimento". Per un atto di delinquenza perdonato con l'impunità, vi saranno altri e superiori atti di delinquenza. La storia ha dimostrato che per essere compiacenti con il fascismo, le società europee, così come in altre parti del mondo, sono approdate al regime più violento dell'oligarchia, il regime fascista, hanno lasciato che si imponesse liquidando tutti i diritti democratici e le conquiste sociali dei popoli. Quindi, non ci deve essere impunità.

I problemi economici devono esser rivisti e corretti

Avevamo già sottolineato che effettivamente ci sono problemi nell'economia, che devono essere rivisti e devono essere corretti. Il Partito Comunista ha presentato proposte sul tema dello sviluppo delle forze produttive, l'industrializzazione del paese. Il Venezuela non è un paese industrializzato e la rivoluzione deve industrializzarlo. Questo è un dovere. Lo sviluppo del settore agricolo e zootecnico. Sì, bisogna lavorare su questi problemi. E lo abbiamo riconosciuto, che sono carenze e debolezza del processo.

Non un dollaro in più all'oligarchia

Ma come anche abbiamo già detto, e ribadiamo oggi, parte dei problemi dell'economia hanno a che fare con la speculazione finanziaria. E la speculazione finanziaria ha a che fare con l'azione di gruppi economici di diverso stampo, che si appropriano del dollaro per speculare e per colpire l'economia. E per questo che il Partito Comunista ha già detto e ripete oggi: non un dollaro in più all'oligarchia! Era questo che il governo non voleva sentire? Che noi avremmo detto ai partiti di destra del tavolo. Queste cose sono vere, così vere da rompere il dialogo? E' un tavolo così fragile da non sopportare la verità? No, al paese bisogna dire la verità per costruire quello che stiamo facendo su basi certe, non su false aspettative, non su falsi processi.

Solidarietà con i collettivi popolari rivoluzionari

Allo stesso modo avremmo espresso in tale riunione, come facciamo oggi, la nostra solidarietà con i collettivi popolari e rivoluzionari! Rifiutiamo la stigmatizzazione che viene fatta dalla destra fascista, che ha un unico obiettivo: colpire le forme di organizzazione popolare per facilitare il loro ingresso nei territori delle comunità impegnate con il processo politico sociale venezuelano! Il Partito comunista esprime e ribadisce solidarietà con i collettivi popolari rivoluzionari, l'espressione dell'organizzazione popolare e della resistenza popolare, strumenti per la difesa degli spazi territoriali. I collettivi popolari rivoluzionari difendono gli spazi territoriali: è un compito che dobbiamo approfondire e non smontare. L'oligarchia li respinge e condanna perché stanno svolgendo un ruolo al servizio del popolo, al servizio della liberazione nazionale, al servizio della costruzione della nuova società.

Le politiche del governo devono essere riviste e corrette

Sì, lo abbiamo detto e lo ripetiamo. Riconoscere che ci sono azioni, ci sono politiche, che ci sono piani da rivedere, correggere e altri che necessitano di esser approfonditi; in tutti i campi: dell'economia, dell'industria, dell'agricoltura, della partecipazione popolare, del controllo e della partecipazione dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Nella correzione della politica lavorativa del governo che sta facendo molti danni ai processi di organizzazione e di lotta dei lavoratori e lavoratrici.

Non possiamo parlare in altro modo e da un altro angolo o un'altra prospettiva. Né là, né qui e né altrove. Perché abbiamo sollevato i problemi dal punto di vista dell'analisi degli scontri di interessi di classe e noi esprimiamo gli interessi della Classe Operaia, della classe lavoratrice e del popolo lavoratore della città e della campagna. E un modo per essere coerenti con tali interessi, è difenderli con intransigenza in tutti gli scenari del paese.

Rafforzare il GPP e i movimenti popolari

Ecco perché, quindi, il Partito Comunista invia un messaggio alla direzione del processo, di rettifica dei seguenti aspetti:

1. Nella necessità di promuovere al massimo, in questo momento, il ruolo del Grande Polo Patriottico, al fine di discutere i punti dell'agenda; la concezione di spazi di dialogo e di costruzione della pace, da una prospettiva critica, da un punto di vista creativo.

2. Di rafforzare il ruolo delle classi popolari, non solo nelle grandi mobilitazioni, ma nel processo di partecipazione alla discussione e costruzione delle politiche.

3. Eliminare ogni tentativo di esclusione dei settori sociali e politici al processo.

Precisamente, queste realtà ci costringono ad insistere, nei nuclei, collettivi, espressioni, movimenti, i fattori di carattere popolare e rivoluzionario. Nella necessità di costruire al di là del Grande Polo Patriottico "Simón Bolívar", spazi propri del movimento popolare rivoluzionario che permettano di non far cadere nessun dirigente nel gioco e nelle politiche di esclusione. Perché nella misura che siamo organizzati e rafforzati, non ci sarà alcuna possibilità di esclusione, di occultamento. Saremo visibili come parte di tutte le forze antimperialiste. E in questo caso, il movimento popolare rivoluzionario, autenticamente socialista, che ci proponiamo di accumulare forza per creare, davvero creerà la possibilità del progresso nella direzione della costruzione del socialismo.

Terminiamo dicendo che per il Partito Comunista: la pace si conquista sconfiggendo i fascisti!


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