www.resistenze.org - popoli resistenti - venezuela - 04-11-25 - n. 945

Il caso del Venezuela: petrolio, capitale e lotta di classe

Nathan Richardson * | idcommunism.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

29/10/2025

Analisi di come il controllo sulle risorse petrolifere alimenti le ambizioni imperialistiche e di quale alternativa offra una prospettiva socialista



Il Venezuela si trova ancora una volta al crocevia tra aggressione imperialistica e resistenza nazionale. Il suo sottosuolo ricco di petrolio, potenzialmente alla base del progresso sociale e dell'indipendenza, rimane oggetto di una feroce contesa tra capitali stranieri, oligarchi nazionali e interessi burocratici.

Questa ricchezza dovrebbe appartenere al popolo venezuelano, eppure continua ad essere trattata come una merce per gli speculatori globali. Recentemente, Donald Trump e figure sostenute dagli Stati Uniti come Maria Corina Machado sono saliti alla ribalta, promuovendo piani di privatizzazione e allineandosi apertamente agli interessi delle grandi aziende.

La loro retorica su "libertà" e "democrazia" nasconde una realtà brutale: un piano per consegnare la ricchezza nazionale del Venezuela ai monopoli imperialisti, aggravando le disuguaglianze e sfruttando la classe lavoratrice. In questa rinnovata lotta per il petrolio, il capitale e la sovranità, la posta in gioco non potrebbe essere più alta, non solo per il Venezuela ma per tutti i lavoratori che affrontano il dominio imperialista in tutto il mondo.

Contesto storico

Il petrolio del Venezuela è stato a lungo il motore sia della sua economia che delle ingerenze straniere. Dall'inizio del XX secolo, le aziende statunitensi e le potenze occidentali hanno considerato la ricchezza petrolifera del Paese come loro proprietà, sostenendo governi compiacenti, destabilizzando quelli popolari e sabotando qualsiasi tentativo di utilizzare i proventi del petrolio a beneficio della società. Nel corso del XX secolo, colpi di stato, sanzioni e pressioni finanziarie sono stati ripetutamente utilizzati per subordinare l'economia del Venezuela ai monopoli stranieri.

Sotto Hugo Chávez, la Rivoluzione Bolivariana ha segnato un tentativo storico di rivendicare la sovranità nazionale e reindirizzare la ricchezza petrolifera verso la trasformazione sociale. Attraverso la nazionalizzazione delle industrie chiave e l'istituzione di ampi programmi sociali, il Venezuela ha sfidato sia l'egemonia imperialista che la borghesia locale. Questa sfida ha provocato l'ostilità incessante di Washington e dei suoi alleati, portando a una guerra economica, sanzioni e destabilizzazione politica. La lotta per il petrolio venezuelano non è quindi solo economica, ma è una lotta di classe tra coloro che cercano di sfruttare le risorse nazionali per il bene collettivo e coloro che le sfruttano per arricchimento privato.

Le ambizioni imperialiste oggi

Oggi il Venezuela deve affrontare una nuova ondata di pressioni imperialiste, guidate dagli interessi politici e corporativi degli Stati Uniti, desiderosi di riprendere il controllo delle sue riserve energetiche. Personaggi come Donald Trump e Maria Corina Machado sostengono apertamente la privatizzazione delle industrie nazionali e la subordinazione del petrolio venezuelano a Wall Street e alle multinazionali dell'energia. La promessa esplicita di Machado di "privatizzare tutta la nostra industria" segna un ritorno diretto all'ordine neoliberista, alla radice della povertà e della dipendenza.di un tempo.

Queste manovre sono, come sempre, mascherate dalla retorica della "democrazia" e dei "diritti umani", ma il loro contenuto è inequivocabilmente imperialista. Mirano a smantellare ciò che resta della proprietà pubblica, a schiacciare il potere organizzato della classe lavoratrice e a ripristinare il dominio del capitale straniero. Il Venezuela continua così a fungere da campo di battaglia tra lo sfruttamento imperialista e la lotta del popolo per una sovranità autentica e il socialismo.

Le contraddizioni del governo del PSUV

Sebbene l'intervento imperialista debba essere contrastato senza compromessi, un'analisi socialista coerente non può ignorare le contraddizioni all'interno dello stesso governo del PSUV. L'amministrazione Maduro, invocando il "realismo economico" e la "ripresa nazionale", ha permesso accordi con società imperialiste come la Chevron, concedendo loro un rinnovato accesso al petrolio venezuelano attraverso partnership con la PDVSA. Questi accordi, sebbene presentati come risposte pragmatiche alle sanzioni, rappresentano in realtà una pericolosa concessione alle forze capitaliste e un allontanamento dai principi rivoluzionari.

Reintroducendo il capitale straniero con il pretesto della stabilizzazione, il governo rischia di minare il controllo operaio e di ristabilire la dipendenza dai mercati imperialisti. Tali politiche rivelano le tendenze socialdemocratiche e opportunistiche all'interno dell'apparato di governo, dove gli slogan rivoluzionari coesistono con le concessioni al mercato. Questo orientamento sfuma il confine tra antimperialismo e collaborazione di classe, minacciando di erodere le fondamenta stesse del processo bolivariano. Affinché il socialismo autentico possa progredire, la classe operaia venezuelana deve affermare la propria leadership indipendente, opponendosi sia al saccheggio straniero che al compromesso burocratico.

Impatto sulla classe operaia venezuelana

Il peso di queste politiche, sia l'aggressione imperialista che l'opportunismo interno, ricade interamente sulla classe operaia. Le sanzioni hanno devastato il tenore di vita, ma lo stesso hanno fatto le misure di austerità interne, le svalutazioni e le privatizzazioni striscianti. L'erosione dei diritti dei lavoratori, l'inflazione e la riduzione dei programmi sociali hanno spinto milioni di persone nella precarietà. Tuttavia, nonostante le immense difficoltà, la classe operaia venezuelana continua a organizzarsi: dai sindacati e dai consigli dei lavoratori alle comuni locali e alle cooperative, la lotta per il controllo della produzione e della distribuzione persiste.

Questa resistenza sottolinea una verità fondamentale: la sovranità senza il potere dei lavoratori è una frase vuota. La lotta contro l'imperialismo deve essere inseparabile dalla lotta contro i privilegi di classe interni, la corruzione e la restaurazione capitalista. Il futuro del Venezuela dipende dall'organizzazione consapevole dei suoi lavoratori come forza centrale nella vita politica ed economica.

Una prospettiva socialista

La via da seguire per il Venezuela non sta nel compromesso con l'imperialismo o nell'illusione dei modelli di "economia mista", ma nell'approfondimento del potere dei lavoratori e del controllo democratico sulla produzione. L'industria petrolifera, le banche e le grandi imprese devono essere completamente nazionalizzate sotto la gestione dei lavoratori e integrate in un'economia pianificata orientata al bisogno sociale, non al profitto.

Il socialismo non si ottiene solo con la proprietà statale, ma richiede la partecipazione attiva e il controllo della classe operaia.

Solo attraverso la pianificazione democratica, la produzione basata sulla solidarietà e l'organizzazione di base il Paese può liberarsi dalla dipendenza e costruire un'economia basata sui bisogni umani e sul progresso collettivo.

La lotta del Venezuela per il petrolio e l'industria rimane un fronte decisivo nel conflitto globale tra lavoro e capitale. Trump, Machado e i loro sostenitori imperialisti cercano di ricolonizzare il Paese attraverso la privatizzazione e il saccheggio, mentre il governo del PSUV rischia di diluire l'eredità rivoluzionaria attraverso compromessi opportunistici. La classe operaia venezuelana si trova al centro di questa contraddizione: la sua forza organizzata determinerà l'esito. La vera solidarietà con il Venezuela significa stare dalla parte non dei governi o degli interessi delle grandi aziende, ma dei lavoratori, dei contadini e delle organizzazioni popolari che continuano a lottare per il socialismo. La loro lotta è la lotta del mondo: per l'indipendenza dall'imperialismo, per l'uguaglianza e per la liberazione del lavoro dalle catene del capitale.

* Nathan Richardson è uno scrittore


Resistenze.org     
Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support Resistenze.org.
Make a donation to Centro di Cultura e Documentazione Popolare.