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Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
05/01/2026
Un'aggressione in crescendo. Le azioni degli Stati Uniti contro il Venezuela sono state caratterizzate da un'escalation di sanzioni economiche e diplomatiche, che si sono intensificate fino a raggiungere l'aggressione militare.
2015
Marzo: l'allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale contro il Venezuela, ritenendo che la situazione politica del Paese caraibico costituisse «una minaccia insolita e straordinaria» per la sicurezza e la politica estera di Washington. Il decreto 13692 ha gettato le basi giuridiche per l'imposizione di misure coercitive unilaterali contro il Venezuela.
2017
Vengono imposte le prime sanzioni finanziarie significative, rivolte a specifici funzionari del governo venezuelano.
Trump ha promulgato il decreto 13808, con cui ha vietato l'acquisto diretto o indiretto di titoli provenienti dal governo venezuelano, inasprendo il boicottaggio finanziario e la politica di isolamento delle banche private e pubbliche e compromettendo gravemente le operazioni della compagnia petrolifera statale Petróleos de Venezuela (PDVSA). Si è verificato un forte calo della capacità di importazione della nazione.
2018
Sono state applicate ulteriori sanzioni dopo le elezioni presidenziali, considerate fraudolente dagli Stati Uniti.
Trump ha emanato il decreto numero 13827, che vieta qualsiasi transazione relativa all'emissione e all'uso di qualsiasi tipo di moneta elettronica, valuta digitale o token digitale da parte del governo venezuelano. Alcune settimane prima, il Venezuela aveva lanciato la criptovaluta Petro.
Maggio: dopo la rielezione di Maduro, viene emanato il decreto 13835, che inasprisce i divieti di transazioni o operazioni di rifinanziamento del debito venezuelano.
A novembre, con il decreto 13850, Trump ha stabilito un quadro normativo per bloccare i beni e vietare le transazioni delle persone che operano nel settore dell'oro o "in qualsiasi altro settore dell'economia determinato dal Segretario del Tesoro".
2019
Gli Stati Uniti hanno riconosciuto Juan Guaidó come legittimo presidente ad interim del Venezuela, ignorando l'autorità di Nicolás Maduro, intensificando la pressione diplomatica e dichiarando un'aggressione economica in tutta la sua portata.
A gennaio l'Ufficio di controllo dei beni stranieri del Dipartimento del Tesoro ha classificato la PDVSA come "impresa designata". Sono stati bloccati tutti i beni e le partecipazioni della compagnia petrolifera statale che si trovavano nella giurisdizione degli Stati Uniti (compresa la filiale Citgo) e in termini generali, è stato vietato ai cittadini e alle società statunitensi di effettuare operazioni con l'azienda.
Ad agosto, l'ordine esecutivo 13884 ha esteso il programma di sanzioni alla categoria di "embargo".
2020
Trump ha inviato una lettera al Congresso statunitense per prorogare "oltre l'8 marzo 2020" l'Ordine Esecutivo 13692, relativo alla situazione in Venezuela.
Il governo bolivariano ha presentato alla Corte Penale Internazionale dell'Aia una denuncia contro le autorità statunitensi per "crimini contro l'umanità nei confronti del popolo venezuelano".
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha presentato accuse formali contro Nicolás Maduro e altri alti funzionari per traffico di droga e "narcoterrorismo", offrendo una ricompensa di 15 milioni di dollari per informazioni che portassero al loro arresto.
2024
Maduro vince le elezioni presidenziali in Venezuela; tuttavia, l'opposizione e il governo degli Stati Uniti riconoscono Edmundo González come legittimo vincitore.
2025
Luglio: il governo Trump ha inserito il Cartello dei Soli, descritto come un "gruppo criminale con sede in Venezuela", in un elenco di gruppi terroristici globali e ha dichiarato Maduro come suo leader.
Agosto: Trump firma un ordine segreto in cui ordina all'esercito statunitense di usare la forza contro i cartelli della droga latinoamericani che il suo governo identifica come organizzazioni terroristiche. Viene segnalato un aumento della presenza navale e lo schieramento di navi da guerra statunitensi nel Mar dei Caraibi nell'ambito delle operazioni contro il traffico di droga.
Il procuratore generale degli Stati Uniti, Pam Bondi, ha annunciato che il governo aveva aumentato a 50 milioni di dollari la ricompensa per informazioni che portassero all'arresto di Maduro.
Settembre: sono stati segnalati attacchi aerei statunitensi contro imbarcazioni sospettate di trasportare droga, con un bilancio di 11 morti. Maduro ha definito l'attacco un "crimine atroce" e ha affermato che gli Stati Uniti avrebbero dovuto catturare le persone a bordo se ritenevano che trasportassero droga.
Successivamente, l'esercito statunitense ha attaccato altre due piccole imbarcazioni, causando la morte di altre sei persone.
In risposta, due caccia F-16 venezuelani hanno sorvolato le navi da guerra statunitensi nei Caraibi in una dimostrazione di forza dopo il primo attacco mortale a un'imbarcazione.
Maduro ha inviato una lettera a Trump insistendo sul fatto che il suo Paese non esportava droga. La Casa Bianca ha risposto che non aveva modificato la sua posizione.
Ottobre: Trump ha confermato di aver autorizzato operazioni segrete della CIA in Venezuela. Inoltre, ha dato istruzioni a Richard Grenell, inviato speciale e presidente del Kennedy Center, di sospendere ogni relazione diplomatica con il Venezuela.
L'esercito statunitense ha effettuato un attacco contro un'imbarcazione semi-sommergibile nel Mar dei Caraibi, in cui sono morti due uomini che si trovavano a bordo. Altre due persone sono state salvate.
Diverse imbarcazioni venezuelane sono state attaccate in quel periodo, causando un numero considerevole di vittime. Trump ha dichiarato in una conferenza stampa che non avrebbe chiesto l'approvazione del Congresso per effettuare attacchi militari contro i narcotrafficanti e il Pentagono ha annunciato che la portaerei Gerald Ford e le navi da guerra e gli aerei da combattimento che la accompagnavano sarebbero stati dispiegati nelle acque vicine all'America Latina.
Novembre: Trump ha dichiarato, in un'intervista trasmessa nel programma 60 Minutes della CBS, che non escludeva completamente la possibilità di attacchi terrestri contro il Venezuela.
Gli Stati Uniti hanno superato la cifra di oltre 20 attacchi contro i presunti cartelli della droga, portando il numero noto di vittime a 80.
Il New York Times ha riferito che Trump e Maduro avevano parlato per discutere di un possibile incontro.
Trump ha dichiarato sui social media che lo spazio aereo "sopra e intorno al Venezuela" doveva essere considerato "completamente chiuso", anche se non aveva alcuna autorità in materia.
Dicembre: un attacco nel Pacifico orientale ha causato la morte di quattro persone in un momento di maggiore scrutinio sulla legalità della campagna militare statunitense e quasi due settimane dopo il precedente attacco a una nave.
Trump ha annunciato il sequestro di una petroliera soggetta a sanzioni al largo delle coste del Venezuela. Sono state imposte nuove misure al settore petrolifero venezuelano e ai familiari di Maduro. Sono stati bloccati decine di milioni di dollari in petrolio a bordo della petroliera sequestrata.
Il 15 dicembre, l'esercito statunitense ha attaccato tre imbarcazioni nel Pacifico orientale, causando la morte di otto persone, perché "le imbarcazioni navigavano su una rotta nota per il traffico di droga".
Nello stesso mese, Trump ha ordinato un "blocco totale" delle petroliere soggette a sanzioni che entravano o uscivano dal Venezuela e si sono verificati altri tre attacchi.
Alla fine dell'anno, la Guardia Costiera degli Stati Uniti ha tentato di intercettare la petroliera Bella 1 e ha trattenuto la Centuries, una nave battente bandiera panamense che trasportava petrolio venezuelano destinato alla Cina.
Per diversi giorni, l'esercito statunitense ha intensificato le sue operazioni nei Caraibi, inviando diversi voli di trasporto c-17 da basi in tutti gli Stati Uniti e in Giappone a Porto Rico.
Si sono verificati anche attacchi con droni contro un impianto portuale e diverse imbarcazioni. Fino al 31 dicembre, almeno 115 persone erano morte in 35 attacchi contro imbarcazioni dal 2 settembre.
2026
Gennaio: Le aggressioni hanno raggiunto un punto critico, scatenando una grave crisi militare, con un aumento del dispiegamento militare. L'operazione ha combinato attacchi aerei di precisione per la soppressione delle difese e un'incursione elicotteristica delle forze speciali.
Obiettivi chiave: la base aerea Generalísimo Francisco de Miranda (La Carlota), nel centro di Caracas, è stata resa inutilizzabile per impedire il decollo di aerei o la fuga aerea. Il Fuerte Tiuna, il complesso militare centrale e sede del Ministero della Difesa, è stato colpito con munizioni di precisione, così come le installazioni negli stati di Miranda, Aragua e La Guaira.
Il 3 gennaio Trump ha annunciato il successo dell'operazione sul social network Truth Social, informando che gli Stati Uniti avevano "catturato" il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie, che sarebbero stati trasferiti a New York per essere processati.
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